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La notte di Santa Lucia svedese nel Lazio

 

Giovedì, l’Ambasciata di Svezia a Roma ha portato la tradizione del Natale nordico a Porta di Roma, mercoledì mattina il coro di Stoccolma si è esibito a Cervara ed Arsoli e mercoledì sera a Roma in Piazza di Pietra
 
il Nordiskt Musikgymnasium si è esibito nel Lazio, mercoledì mattina a Cervara di Roma ed Arsoli (nell’ambito dell’iniziativa “Parchi Letterari” dedicata quest’anno al Nord Europa), nel pomeriggio e nella serata del 15 dicembre nella Capitale ed il 16
presso l’Ikea Porta di Roma, dove si è svolto un altro incontro per rafforzare i rapporti culturali tra Italia e Svezia.

Ma l’iniziativa più suggestiva promossa dall’ Ambasciata di Svezia è stata far rivivere a Roma il Natale nordico, il coro mercoledì sera è uscito da un portone di Piazza di Pietra, nel centro cittadino, attraversando la zona con i canti festivi svedesi, incluso quel “Sankta Lucia” che come tradizione ha anche origini italiane.

Ha concluso la serata di mercoledì una degustazione di tipici dolci allo zafferano (lussekatter) e biscotti speziati (pepparkakor) accompagnati dal famoso vino caldo. Ma chi sono le ragazze e i ragazzi della Svezia che hanno viaggiato per incontrare la comunità svedese di Roma e la parte della città storicamente vicina ai nordici in Italia? Sophia Redmo, la quale ha interpretato il ruolo della Sankta Lucia, Josephine Ansued, Marit Mevold, Louisa Sanderskag, Linnea Dellborg, Cecilia Blomberg, Kajsa Martessan, Fabian Duberg, Uirik De Geer, Robert Lina vengono dal Nordiskt Musikgymnasium di Stoccolma, tutti quanti hanno chiesto, insieme a molti altri studenti dell’ultimo anno, di essere scelti per promuovere questa tradizione in Italia e sono stati selezionati dal prestigioso ginnasio musicale.

Sophia Redmo è di Stoccolma: “è stata una esperienza molto divertente ed un onore, tutti qui sono così amichevoli” dice. Marit Mevold, anche lei diciotto anni (violoncello), viene da Kalmar e spiega che “una volta finito il corso di studi si può diventare musicisti, insegnanti oppure entrare nell’orchestra, è stata una occasione bellissima venire a Roma”, Josephine Ansued, compagna di corso (flauto) di Sophia racconta l’esperienza di cantare a Milano, dove poi si è svolto un incontro con Assosvezia il giorno prima dell’evento a Roma. Al Musikgymnasium si studiano alla perfezione le discipline musicali più diverse ma nel centro di Roma mercoledì i ragazzi hanno solo cantato come nel vero Natale nordico, dopo che il corteo ha formato il classico semicerchio con la Lucia in mezzo con le tipiche candele accese sulla testa.

Nel pomeriggio del 15 dicembre due momenti importanti sono stati anche l’incontro al Ministero dei Beni Culturali ed il Concerto all’Assessorato alla Cultura capitolino. Come l’Ambasciatrice di Svezia in Italia, Ruth Jacoby, ha spiegato al pubblico raccolto nel suggestivo centro storico di Roma, a Piazza di Pietra, nelle credenze popolari il 13 dicembre si attendeva una notte carica di spiriti e presenze pagane che la comunità respingeva con canti e veglie, nel 1600 quando ormai la cultura cristiana avevano un lungo radicamento si iniziarono a vestire di bianco le donne dei villaggi, nel 1800 la notte di Santa Lucia era rispettata in tutta la Svezia. Le origini di questa parte, cristianizzata, della tradizione sono anche italiane nei tempi remoti (il martirio di Santa Lucia a Siracusa nel 304 dopo Cristo). A Stoccolma fu il quotidiano Stockholms Dagblad ad organizzare la prima incoronazione di una Santa Lucia “ufficiale” per il paese che da allora in Svezia avviene sempre al Museo all’aperto dello Skansen nella capitale dello stato scandinavo.
 
Aldo Ciummo

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Mantova, Parma, Ancona: la cultura norvegese attraversa le regioni italiane

 

Diverse iniziative promosse dall’Ambasciata norvegese in Italia hanno attraversato le regioni italiane questo ottobre e novembre, sottolineando il legame tra il paese scandinavo ed il nostro territorio

di   Aldo Ciummo

L’autunno italiano è stato fitto di eventi che hanno coinvolto la comunità norvegese nella penisola: a Mantova l’iniziativa avviata il 7 novembre ha avuto al centro, per una settimana, i giovanissimi. Nel quadro della manifestazione “Segni d’infanzia”, Terje Isungset si è esibito con un tributo sonoro alla natura, come gli organizzatori hanno voluto definirlo.

Inconsuete percussioni inclusi rami e oggetti di uso comune sono “la firma” dell’artista nordico, innovativo nel campo del jazz. Al teatro Bibiena di Mantova si sono svolti gli spettacoli dedicati ai bambini. L’evento è stato caratterizzato dagli spunti elaborati da Dario Moretti, ideatore del singolare festival.

 Intanto la musica ha fatto conoscere la cultura norvegese anche a Parma, dove è iniziato dal 18 novembre (e proseguirà fino al 5 dicembre) il Parmajazz Frontiere Festival, alla sua quindicesima edizione, tuttora un affresco della scena musicale contemporanea: tra i protagonisti, ci sono i norvegesi Mathis Eick, Stian Westerhus e Asne Valland Nordli.

La manifestazione a Parma prevede il 2 dicembre l’esibizione di Stian Westerhus all’Auditorium del Carmine (ore 21.00) ed il 5 dicembre la presenza di Asne Valland Nordli (alla voce) e di altri apprezzati musicisti quali Nils Okland Hardanger (fiddle), Sigmund Apeland (harmonium), Oyvind Skarbo (batteria). Sono in programma nello stesso festival molte altre date con apprezzati esponenti della musica contemporanea europea.

Un evento importante è stato senza dubbio rappresentato dalla mostra di architettura di Kristin Jarmund, ad Ancona presso la Mole Vanvitelliana: dalla produzione più recente del suo studio (le opere più conosciute vanno dal Caffè nella galleria nazionale di Oslo all’ambasciata norvegese in Nepal) sono state scelte dieci opere, apprezzate dal pubblico dal 4 novembre ad oggi (l’esposizione rimane aperta fino al 28 novembre 2010), con la collaborazione del Comune di Ancona, il Museo Nazionale della Norvegia, l’Ambasciata di Norvegia in Italia ed il Dipartimento Dardus dell’Università Politecnica delle Marche hanno reso possibile questa iniziativa.

Dalla Biennale a Villa Manin, la cultura norvegese viaggia in Italia

 

Le espressioni artistiche norvegesi sono il tema scelto dalle istituzioni e dai cittadini norvegesi in Italia per promuovere una più articolata conoscenza del paese nordico nella penisola in questi mesi

di    Aldo Ciummo

Le associazioni, le aziende e le organizzazioni che rappresentano la comunità norvegese in Italia hanno avviato già dall’inizio dell’autunno una serie di concerti, esposizioni ed eventi di diverso genere, manifestazioni che in molti casi aprono anche l’inverno delle iniziative norvegesi nella penisola.

A Passariano di Codroipo, in provincia di Udine, resterà aperta fino al 6 marzo la mostra dedicata al pitttore espressionista Edward Munch ed intitolata appunto “Munch e lo spirito del Nord”.

Villa Manin infatti sta dedicando un progetto quadriennale ai rapporti tra le diverse aree della pittura europea ( “Geografie dell’Europa” ). L’esposizione attinge dal patrimonio artistico di musei americani ed europei, molti dei quali scandinavi.

Ed è ancora aperta fino al 5 novembre l’esposizione fotografica “Four Lines”, che raccoglie immagini realizzate con la Polaroid da Gabriele Chiapparini, Andrea Colombo, Anna Morosini e Elena Vaninetti. Gli scatti sono accompagnati da brevi testi e vengono anche proiettati alcuni video dei percorsi.

Una delle occasioni più importanti di conoscere l’arte norvegese nel contesto europeo è stata però la Biennale, dove a Palazzo Cini a San Vito Venezia  dal 18 settembre scorso  fino al 15 ottobre hanno partecipato alle esposizioni quattro artisti norvegesi: Jonny Andvik, Thomas Klevjer, Helene Knoop e Jan-Ove Tuv, pittori conosciuti soprattutto per la loro capacità di rappresentare la vita, al di fuori degli sperimentalismi o della riproduzione delle inquietudini contemporanee.

A partire dal milleottocento nel panorama artistico si è cominciato a definire kitsch questa ricerca di una continuità qualitativa nella creatività, perchè si è iniziato a privilegiare il percorso degli artisti all’interno delle correnti di riflessione sul contemporaneo nelle quali l’originalità dei pittori si esprimeva sempre più frequentemente.

Ecco come si arriva all’esposizione “Kitsch Biennale 2010”  che nel quadro delle manifestazioni culturali previste dalla Biennale raccoglie quegli autori che Odd Nerdrum ha rivalutato a partire dal 1996 come esponenti di una pittura kitsch nel senso di “sentimentale” e non ironica e che privilegia la qualità rispetto all’originalità, recuperandone caratteristiche positiva come la ricerca dell’eternità nell’arte.

Danimarca: design e sostenibilità, una tradizione che si rinnova

Il Design, al centro di numerose iniziative pubbliche in Danimarca, viene sviluppato oggi come uno degli elementi che determinano la compatibilità ambientale dei manufatti

Il Design gioca un ruolo fondamentale nel destino ambientale del prodotto: una lunga tradizione in Danimarca vuole che dalla scelta dei materiali alla creazione dell’oggetto, il design aiuti a sviluppare la scommessa della sostenibilità verso un insieme di opportunità economiche capace di collegarsi alla qualità della vita.

Non a caso in Danimarca esiste un premio biennale dedicato proprio al design, articolato in cinque categorie che sono corpo, casa, lavoro, intrattenimento e comunità, con un’attenzione speciale alla sostenibilità ambientale.

Si tratta di un indirizzo delle arti applicate che risale all’architetto danese Kaare Klint, il quale era docente presso la Royal Danish Academy of Fine Arts, dove diffuse un concetto razionale di design adattato alle diverse esigenze umane. La cultura locale di soluzione dei problemi pratici oggi si lega all’ecologia.

Il grande successo del periodo del design di cui furono protagonisti tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta Arne Jacobsen, Hans Wegner, Borge Mogensen e molti altri ha continuato ad intrecciarsi con la funzione sociale dell’arte riconosciuta dalle istituzioni attraverso l’investimento su istruzione, librerie, edilizia popolare e su di una concezione della sperimentazione estetica come miglioramento della vita di tutti.

Costi e qualità dei materiali si sono affiancati così all’aspetto dei prodotti, l’artigianato è entrato a pieno titolo nell’evoluzione dei gusti ed il design danese si è avvicinato sempre di più all’espressività della società contemporanea ed alla coscienza ambientale, cooperando con l’industria privata e le istituzioni per indirizzarsi verso il risparmio energetico, il riuso e la valorizzazione dei materiali alternativi.

L’introduzione di nuove tecnologie è stata resa possibile da una rete di collaborazioni dovuta proprio alla stretta integrazione ormai esistente tra produzione estetica e coscienza sociale. Il Danish Design Centre si occupa oggi di mettere insieme tutti gli sforzi di accrescere la cultura professionale e l’innovazione ecosostenibile, impegno sostenuto anche dal Ministero degli Affari Esteri Danese.

Aldo Ciummo

Musei protagonisti a Malmo

 

La città svedese ha da poco festeggiato i dieci anni del ponte che la collega  alla Danimarca, cresce l’attività artistica nella regione

Si respira aria d’arte nel centro svedese di Malmo, in modo particolare in questa stagione di celebrazioni per i dieci anni del ponte sullo stretto dell’ Oresund, che collega la città svedese a Copenaghen, capitale della Danimarca. La presenza  dell’opera viaria tra le due città nordiche, a partire dal luglio del 2000, ha cambiato profondamente nel corso degli anni l’identità urbanistica della cittadina della Scania.

Sotto i riflettori oggi c’è anche l’arte, perchè, in un contesto progressivamente più giovane ed internazionale, le novità si sono espresse anche nell’apertura di strutture come il Moderna Museet Malmo, lanciato nell’importante città meridionale della Svezia alla fine del 2009 e molto presto divenuto un esempio di accessibilità  dei contenuti artistici in un’ ottica di fruizione quotidiana.

Gli spazi espositivi si trovano in quella che precedentemente era una centrale elettrica ed oggi ospitano diverse mostre all’anno. L’innovazione è continua ed ha portato ad esempio a collettive allestite da gruppi di studenti, provenienti da varie parti della Scania. A volere il museo sono stati nel tempo il Comune di Malmo, la regione della Scania ed il Governo Svedese, in collaborazione tra loro. 

La nascita della struttura museale è stata una novità che ha ridisegnato in parte la geografia urbana cittadina in termini di importanza relativa delle diverse aree, trovandosi ad est nel contesto urbano, laddove non esistevano precedentemente molte strutture di questo tipo, pur permanendo una vasta gamma di interessanti opportunità culturali ed artistiche.

Come accennato, il ponte che collega la città scandinava di quasi trecentomila abitanti alla Danimarca ha accelerato i già intensi rapporti della regione con una nazione già molto legata alla Svezia per la sua storia e rafforzato i legami concreti con l’Europa, oltre che creato nuove opportunità di lavoro tra le due aree, trasformate in una nuova regione tra mare e terra, spinto ad una nuova evoluzione i vecchi quartieri industriali adiacenti all’infrastruttura.

Anche la composizione demografica è cambiata, più di novemila danesi oggi vivono in città e il numero delle persone che si spostano dalla Danimarca al centro della Scania cresce ogni anno, ma si registra anche il fenomeno di giovani svedesi che scelgono la Danimarca, partendo da qui per trovare una prima esperienza professionale sulla quale basare il proprio tragitto lavorativo, prefigurando la costruzione di un ponte di competenze oltre che stradale, insomma qualcosa di veramente europeo.

Aldo Ciummo

La vivibilità dell’architettura finlandese in mostra a Firenze

Una iniziativa promossa dall’ambasciata finlandese in Italia assieme alla Fondazione Centro Studi e Ricerche Professione Architetto si svolgerà nel mese di luglio

Il primo luglio a Firenze arriva “Experience Finland”, una rassegna di iniziative dedicate alla conoscenza dell’architettura e del design tipici del paese nordico in Italia. Eventi analoghi si sono svolti a Torino, a Roma ed a Catania ed adesso è il comune di Firenze che ospiterà la manifestazione promossa dall’ambasciata finlandese in Italia con la Fondazione Centro Studi e Ricerche Professione Architetto.

Il primo luglio la mostra si aprirà con una conferenza tenuta dall’architetto Teemu Kurkela ed intitolata “visioni nordiche”. Kurkela fa parte dello studio JKMM Architecs di Helsinki. Soltanto a Firenze ci sarà la possibilità di conoscere Kirnu, il Padiglione Finlandese realizzato per la Expò di Shangai e presentato anche qui ed alle 19.00 verrà inaugurata l’esposizione dedicata a “Architettura contemporanea in Finlandia, prodotta da ATL Association of Finnish Architect’s Offices di Helsinki, con progetto grafico dell’architetto Heikki Pavia.

L’iniziativa ha ottenuto l’adesione convinta del Comune di Firenze, dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze e della provincia di Prato. L’evento avrà luogo nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze, in Piazza San Marco; la mostra invece verrà ospitata dalla Galleria dell’Accademia delle Arti del Disegno in via Ricasoli.

La particolarità che ha attirato negli ultimi anni l’attenzione del pubblico internazionale sulla architettura nordica, oltre allo specifico ingegneristico ed estetico, è rappresentata dalla vivibilità degli spazi, al centro della cura delle correnti artistiche del luogo. Si tratta di una peculiarità molto adatta al confronto con le nuove esigenze del Mediterraneo in un periodo in cui si fanno strada priorità ecosostenibili nella economia e nell’urbanistica.

L’esposizione sarà aperta al pubblico per tutto luglio e proporrà molti progetti appartenenti all’attuale architettura finlandese e anche installazioni di design nate da aziende ed artisti, tra cui il designer Eero Aarnio e la casa Iittala, più oggetti sviluppati anche a partire dalla collezione Aalvar Aalto e dalle idee delle ultime generazioni di professionisti di questo campo.

Per quanto riguarda la mostra, l’orario dal 2 luglio al 30 luglio è dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 dal martedì al sabato e dalle 10.00 alle 13.00 la domenica, con ingresso libero. L’architettura contemporanea finlandese questa estate si troverà nuovamente sotto i riflettori in occasione della Mostra Internazionale di Architettura, che si apre il 29 agosto e che comprenderà il padiglione “Finlandia” disegnato da Aalvar Aalto nel 1956 e destinato quest’anno a far conoscere diversi progetti di edifici scolastici elaborati da studi differenti, in una nazione che proprio nell’istruzione si trova oggi all’avanguardia.

Aldo Ciummo


Helsinki sarà capitale del design

 

La capitale finlandese è stata eletta capitale mondiale del design nel 2012, l’arte è una materia in piena evoluzione nella metropoli nordica.

Helsinki vedrà nel 2012 una particolare concentrazione di mostre, laboratori, negozi nel design district, un intero quartiere, ed altrove. Già da decenni l’arte decorativa finlandese, funzionale e gradevole, ha un ruolo riconosciuto. Hanna Sarén, Marimekko, sono nomi che hanno ottenuto ultimamente visibilità all’estero.Sono molte le realtà coinvolte nell’evento dedicato al design che avrà luogo in Finlandia: oltre al Design District, il Design Forum Finland, il Museo del design, un programma di visite che si chiama Design Walk, poi i negozi, tra gli altri Aarikka, Artek, littala, IVANAhelsinki, Hanna Sarén, Marimekko.

Non mancano gli avvenimenti previsti, tra questi Helsinki Design Week, Habitare, OddWeek, le vendite benefiche di Ornamo, nè manca la tradizione artigianale, tra gli altri gli artigiani di Suomenlinna, il vecchio mercatino di Natale, il Mercato di San Tommaso, quello degli artigiani di Kauppatori. La scelta di Helsinki come capitale mondiale del Design, annunciata dal Consiglio Internazionale delle Società di Industrial Design (ICSID) al Congresso Mondiale del Design di Singapore il 25 novembre 2009 è stata seguita dalla preparazione del tema che in precedenza era stato deciso dalla Finlandia, ossia “Open Helsinki – Embedding Design in Life” (Helsinki Aperta – Design come parte integrante della vita).

Ben 46 città, di 27 paesi, si erano candidate per realizzare questo evento, alla fine Helsinki ha prevalso sul centro olandese Eindhoven. Il riconoscimento viene assegnato ogni due anni ad una città nel mondo e il risultato è importante per prestigio e visibilità che vi sono associati. Il sindaco di Helsinki Jussi Pajunen ha giustamente espresso soddisfazione per la notizia, ricordando che la Finlandia ed Helsinki hanno una splendida ed apprezzata tradizione del design e che questo è un elemento all’avanguardia nella qualità della vita.

“Il modo di pensare al design – ha affermato Pajunen – può essere sfruttato perfino nella riforma dei servizi pubblici. I valori che sono alla base del buon design sono rappresentati da fattori quali l’accessibilità per l’utente, lo sviluppo sostenibile e l’esperienza piacevole”. Questa importante novità porta ulteriore prestigio non soltanto ad Helsinki ma anche a Espoo, Vantaa, Kauniainen e Lathi, che prendono parte alla preparazione di tutte le manifestazioni, l’intera produzione di qualità che la Finlandia esprime ne risulta valorizzata.