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Banche: Carnegie incontra HQ

 

La banca d’investimenti Carnegie ieri ha firmato un patto con la HQ Bank, colpita dalla crisi

La Carnegie ci metterà in tempi brevi 268 milioni di corone, vale a dire quasi 37 milioni di sterline. L’accordo con la HQ Bank, colpita dalla crisi, è stato raggiunto giovedì sera e formalizzato ieri mattina. Dopo una settimana di chiusura della HQ, mentre la situazione era ancora incerta, le operazioni relative alla clientela riprenderanno pienamente.  Per la Hq i problemi erano iniziati formalmente alla fine di questo agosto con la revoca della licenza.

L’Autorità Svedese di Supervisione Finanziaria (Finansinspektionen) ha approvato l’operazione, ha fatto sapere la Carnegie, ma HQ formalmente è ancora in liquidazione. Gli impiegati della HQ saranno inclusi nella Carnegie e la compagnia nascente diventa quindi un colosso nell’area nordica. Alcuni disagi si sono registrati nella settimana per il fatto che la HQ è rimasta temporaneamente chiusa.

Il gruppo che acquisisce rileverà anche quelle quote della compagnia di investimento Oresund che sono della HQ. Dopo un parziale stop da parte dell’Autorità Finanziaria alle attività Carnegie nel 2008 e la sua successiva nazionalizzazione, la Carnegie nel 2009 è stata rilevata da una joint venture comprendente Altor Equity Partners  e  Bure Equity.

In seguito ad una negazione del piano iniziale di acquistare HQ domenica scorsa sempre da parte dell’autorità finanziaria svedese Finansinspektionen, lunedì la HQ è andata in liquidazione e la situazione è stata incerta fino al raggiungimento dell’attuale patto con Carnegie, che di fatto la rileverà. Dovrebbe ora riaprire i suoi sportelli lunedì.

Aldo Ciummo

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Musei protagonisti a Malmo

 

La città svedese ha da poco festeggiato i dieci anni del ponte che la collega  alla Danimarca, cresce l’attività artistica nella regione

Si respira aria d’arte nel centro svedese di Malmo, in modo particolare in questa stagione di celebrazioni per i dieci anni del ponte sullo stretto dell’ Oresund, che collega la città svedese a Copenaghen, capitale della Danimarca. La presenza  dell’opera viaria tra le due città nordiche, a partire dal luglio del 2000, ha cambiato profondamente nel corso degli anni l’identità urbanistica della cittadina della Scania.

Sotto i riflettori oggi c’è anche l’arte, perchè, in un contesto progressivamente più giovane ed internazionale, le novità si sono espresse anche nell’apertura di strutture come il Moderna Museet Malmo, lanciato nell’importante città meridionale della Svezia alla fine del 2009 e molto presto divenuto un esempio di accessibilità  dei contenuti artistici in un’ ottica di fruizione quotidiana.

Gli spazi espositivi si trovano in quella che precedentemente era una centrale elettrica ed oggi ospitano diverse mostre all’anno. L’innovazione è continua ed ha portato ad esempio a collettive allestite da gruppi di studenti, provenienti da varie parti della Scania. A volere il museo sono stati nel tempo il Comune di Malmo, la regione della Scania ed il Governo Svedese, in collaborazione tra loro. 

La nascita della struttura museale è stata una novità che ha ridisegnato in parte la geografia urbana cittadina in termini di importanza relativa delle diverse aree, trovandosi ad est nel contesto urbano, laddove non esistevano precedentemente molte strutture di questo tipo, pur permanendo una vasta gamma di interessanti opportunità culturali ed artistiche.

Come accennato, il ponte che collega la città scandinava di quasi trecentomila abitanti alla Danimarca ha accelerato i già intensi rapporti della regione con una nazione già molto legata alla Svezia per la sua storia e rafforzato i legami concreti con l’Europa, oltre che creato nuove opportunità di lavoro tra le due aree, trasformate in una nuova regione tra mare e terra, spinto ad una nuova evoluzione i vecchi quartieri industriali adiacenti all’infrastruttura.

Anche la composizione demografica è cambiata, più di novemila danesi oggi vivono in città e il numero delle persone che si spostano dalla Danimarca al centro della Scania cresce ogni anno, ma si registra anche il fenomeno di giovani svedesi che scelgono la Danimarca, partendo da qui per trovare una prima esperienza professionale sulla quale basare il proprio tragitto lavorativo, prefigurando la costruzione di un ponte di competenze oltre che stradale, insomma qualcosa di veramente europeo.

Aldo Ciummo