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Iniziative estoni in Italia

Roma ed Itri hanno ospitato diversi eventi culturali in occasione della ricorrenza storica dell’indipendenza del paese baltico

Quest’anno ricorre il novantacinquesimo anno della nascita della Repubblica d’Estonia, per l’occasione il 14 giugno si è esibito in Italia il coro “Ttü Inseneride Meeskor”, (presso l’Istituto Pontificio di Musica Sacra a Roma) nel quadro di una serie di iniziative estoni che hanno avuto luogo tra 13 e 15 giugno.

Si è poi svolta la festa d’estate presso il Museo di Villa Giulia il 15 giugno, un evento che rimanda ad una antica tradizione dei paesi del Baltico, l’arrivo del solstizio d’estate. Ad Itri, in provincia di Latina, ha avuto luogo l’esposizione personale dell’artista estone Anatoli Strahhov, allestita presso il castello medioevale.

Il 13 giugno (ad Itri) c’è stato il concerto del coro dell’Università Tecnologica di Tallinn “Insneride Meeskor” e del coro di Itri “Discantus Ensemble”, che si è ripetuto il 14 a Roma, assieme all’esibizione dei tre solisti Toomas Kutter, Johan Randvere (piano), Kristi Mühling (kantele) e di un duo jazz, Villu Veski e Tiit Kalluste.

Il 15 giugno, a Villa Giulia, sono stati riproposti i temi della conferenza “Luce dalle terre dell’ambra, la festa d’estate alle rive del Baltico”, sono intervenuti la soprintendente Alfonsina Russo e l’ambasciatrice estone Merike Kokajev, oltre ad Antonello Folco Biagini, Antonello Battaglia e Roberto Sciarrone (Università “La Sapienza” di Roma).

Nella presentazione della festa d’estate nelle antiche tradizioni estoni , baltiche e finniche, sono intervenuti sull’artigianato Lembe Maria Sihvre e sul turismo Ulve Kärpuk, sulla musica Kristi Mühling.

Aldo Ciummo

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Equilibrio tra realtà produttive e qualità del consumo nella Politica Agricola Europea

Paolo De Castro (S&D) ha sottolineato il ruolo delle filiere produttive nell’implementazione della PAC

L’attuale assetto, raggiunto dal Parlamento Europeo (ed in seguito al quale l’aula ha dato mandato alle commissioni di iniziare il lavoro finale sulla Politica Agricola Comune) favorisce la riduzione dei costi, consentendo un adattamento alle differenti situazioni dei territori, ma esiste il rischio che i tagli di bilancio UE non prevedano risorse sufficienti.

“Abbiamo votato norme a favore della trasparenza e della ecologia. Il capping, cioè una digressività con un tetto massimo di 300.000 euro, è un meccanismo necessario per evitare diversità di trattamento tra i diversi agricoltori beneficiari” ha osservato l’europarlamentare Paolo De Castro (S&D) al margine del dibattito del 12 marzo a Strasburgo, cui è seguita il 13 marzo la votazione che ha aperto la strada all’attuale dibattito tra le diverse istituzioni europee coinvolte nella ridefinizione della PAC.

L’eurodeputato ha osservato che nel negoziato tra Consiglio della UE e Commissione, l’amplissima maggioranza raggiunta in plenaria dall’aula (più di cinquecento favorevoli) ha fornito al Parlamento Europeo un modo per esercitare al meglio il mandato. “Non ci siamo limitati a migliorare le proposte della Commissione, abbiamo aggiunto nuovi elementi che entreranno nel mandato – ha sottolineato De Castro – l’agricoltura avrà maggiori possibilità di organizzarsi nell’ambito delle singole filiere, che hanno bisogno di una maggiore trasparenza per raggiungere entrambi gli obiettivi: un reddito accettabile per gli agricoltori e disponibilità di una quantità e qualità opportuna di prodotti per i cittadini.”

Tra i punti sui quali il Parlamento Europeo dovrà mantenersi saldo, c’è il rimettere al centro l’impresa ed il lavoro, senza perdere il principio di avere una Politica Agricola Comune più attenta all’aspetto ecologico. La trattativa tra Europarlamento, Consiglio e Commissione è entrata nel vivo ieri e durerà circa tre mesi.

Aldo Ciummo

Presentato il cinema emergente nordeuropeo

 

La rassegna “Nordic Film Fest” ha proposto film inediti norvegesi, finlandesi, svedesi, danesi, islandesi

Anche quest’anno l’evento più importante del nuovo cinema nordico in Italia ha visto affollarsi alla Casa del Cinema di Villa Borghese un numeroso pubblico. Il fine della iniziativa è la promozione, nella penisola, della cultura cinematografica di Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca ed Islanda.

 

Negli ultimi anni sono emersi molti nuovi autori (che hanno accresciuto il prestigio di una tradizione apprezzata nel mondo). La rassegna è stata organizzata dalle Ambasciate di Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia, in collaborazione con l’Islanda e con gli Istituti per la promozione del cinema dei rispettivi paesi.

 

Sono stati presentati film inediti in Italia, documentari, proiezioni in lingua originale sottotitolati, introdotti dai registi, dagli attori e dai produttori. Tra gli ospiti di maggiore notorietà c’è stato Mika Kaurismäki (fratello del regista Aki Kaurismäki, assieme al quale ha diretto alcuni film) di cui è stato proiettato anche, nel corso della rassegna, il film “Road North” presente recentemente al Toronto International Film Festival.

 

Tra gli ospiti più conosciuti per il pubblico italiano, ha introdotto la giornata inaugurale (il 5 aprile, una settimana prima dell’inizio della rassegna che si è articolata dall’11 al 14 aprile) l’attrice e produttrice cinematografica italo-finlandese Anna Falchi, mentre l’attrice svedese Malin Buska, nominata “Rising Star” (al Festival Internazionale di Stoccolma nel 2011) ha parlato del film “The girl King” diretto da Mika Kaurismäki e dedicato alla vita della regina Cristina di Svezia. Il ruolo assunto da Malin Buska fu di Greta Garbo nella celebre pellicola del 1933, “Drottning Kristina” (riproposta il 13 aprile nel corso della rassegna).

 

Sabato sera è stata la volta del regista norvegese Petter Næss, suo il film “Into the White”, nel quale c’è una curiosità, la presenza di Rupert Grint (il Ron Weasley di “Harry Potter”). Il film norvegese affronta la difficile vicenda dei piloti, alleati e non, che precipitarono sulle montagne norvegesi durante il Secondo Conflitto Mondiale, trovandosi di fronte talvolta un avversario in comune: la natura selvaggia.

 

E’ intervenuta nel dibattito China Ahlander, produttrice svedese dI “Mangiare Morire Dormire”, film che dipinge una drammatica e sconosciuta realtà, quella dell’immigrazione. Non è mancata l’Islanda, (un paese di cui si parla sempre più frequentemente, date le crescenti prove di avvicinamento alla UE) rappresentata nel Nordic Film Fest dal film autobiografico “Mamma GòGò” del regista Fridrik Thor Friðriksson, il quale è stato anche candidato agli Oscar nel 1992 con la pellicola “Children of Nature”.

 

Un evento importante, all’interno della manifestazione, è stato la proiezione, il 12 aprile, di “Olof Palme”, film che prende il nome dal primo ministro svedese assassinato nel 1986, un politico che fece molto per l’avvicinamento delle socialdemocrazie e della politica europea al Sud del Mondo e per un approccio paritario ai problemi dei diversi paesi, il che all’epoca appariva rivoluzionario. Ancora oggi in Svezia si indaga su quel delitto: assieme alla regista del film Kristina Lindström è intervenuto l’autore del libro “Olof Palme, vita e assassinio di un socialista europeo”, Aldo Garzìa, con un commento di Walter Veltroni.

 

Aldo Ciummo

L’austerità a senso unico aggredisce gli studenti

Gli esecutivi di destra tecnica attaccano l’istruzione, togliendo risorse al futuro per affidarle alla deregolamentazione e danneggiando il paese

Autunno dopo autunno si ripetono scene che vedono studenti di liceo e di università trattati con metodi polizieschi nelle piazze italiane, col solito strascico di richiesta di leggi securitarie da parte della consueta fascia di destra dello schieramento di grande coalizione tecnica. Ci sarà pure un motivo se in fatto di ricerca e sviluppo e in materia di energie alternative l’Italia arranca, dietro ad un numero consistente di stati più avanzati, che in tempo di crisi hanno ritenuto di rafforzare (e non di dissestare) l’istruzione ed hanno avuto tanta ragione che oggi trainano da soli tutta la UE.
Ma è un pò in tutta Europa che le destre conservatrici e coalizioni tecniche relegano studenti, professionisti, disoccupati e precari al ruolo di destinatari di campagne elettorali sempre meno convincenti,  tagliando contemporaneamente risorse all’istruzione, all’università, alla cultura, alla ricerca e soprattutto alle opportunità per la parte della popolazione che non è bocconiana di nascita (e a tutti quelli che probabilmente non frequenteranno le facoltà private, religiose, aziendali, specie in tempi di recessione).
E’ incerto se i maturandi, guardando alla situazione dei fratelli maggiori laureati, trovino il fegato di iscriversi alle università che a causa delle destre populiste e tecniche non assegneranno più borse di studio, ma presenteranno invece un salato conto in termini di tasse, il tutto sempre sovrastato dalla continua proposta della destra montiana, avvallata da quella berlusconiana, di abolire il valore legale del titolo di studio per favorire direttamente i dottori delle università cosidette prestigiose (cioè supportate dai privati, a pagamento e riservate ad una piccola parte della società italiana).
Non si vede proprio come si fa a non essere solidali con gli studenti di liceo e di università, lasciati soli dalla carente politica italiana a scontrarsi con una deprivazione di futuro (costituito dai mezzi culturali per competere nella società) tanto più grave perchè avviene in un paese come l’Italia, già fortemente arretrato in tema di istruzione e ricerca, come registra qualsiasi statistica da anni.
Un altro motivo per il quale gli studenti che coraggiosamente reagiscono (con una scarsissima attenzione della politica) meritano solidarietà è che mentre loro vengono trattati come sovversivi dai governi dell’austerità a senso unico (che protegge i più facoltosi e ripudia le patrimoniali), l’Italia si impoverisce con loro della risorsa più preziosa, l’istruzione, che non è solo il mezzo al quale secondo la Costituzione italiana avrebbero diritto per sviluppare il proprio futuro, ma è anche il valore aggiunto con il quale i paesi civili in quasi tutto il mondo occidentale stanno contrastando la crisi economica e ne stanno uscendo.
Danneggiare istruzione, sanità, ricerca, solidarietà, per proteggere invece prepotenze e feste di quella parte di Italia che promette venti miliardi di investimenti (e poi ne impiega uno contestualmente ad una campagna di smantellamento dei diritti dei lavoratori) non è solo un attacco premeditato da parte degli autori della crisi economica agli studenti di liceo e di università giustamente preoccupati per la desertificazione del loro futuro (programmata dalla destra tecnica e dalla destra populista con importanti appoggi confessionali ed ex-democratici) ma è anche una scelta in grado di compromettere gravemente la crescita dell’Italia, già arretrata a causa del numero esiguo dei laureati e della aperta ostilità del sistema paese a questi ultimi, segno distintivo negativo nei confronti di molti paesi vicini (e non) più sviluppati e sicuramente più proiettati verso il futuro. Poche forze politiche come Prc, IdV, Sel, Fiom esprimono la propria solidarietà a questa parte importante della società rappresentata dagli studenti.
Aldo Ciummo

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Parlamento Europeo favorevole agli eurobond

Venerdì l’assemblea eletta dai cittadini della Ue ha approvato a stragrande maggioranza un parere favorevole all’introduzione di misure di stabilità

L’Europa deve modificare i trattati in modo da poter creare eurobond che assicurino la stabilità dell’intera area senza lasciare a sè stessi i paesi componenti come è accaduto per la Grecia: la Commissione giuridica del Parlamento Europeo lo ha affermato con diciannove voti favorevoli, uno contrario e due astensioni. Ha condotto i lavori Raffaele Baldassarre (PPE).

Il debito sovrano dovrebbe essere mutualizzato, senza basarsi sulle difficoltà di singoli stati esposti alla speculazione internazionale ma con la solidarietà europea, ciò significherebbe (in termini di fluttuazioni tra i valori dei titoli dei vari paesi e di conseguente fragilità delle loro economie all’aggressione di manovre della finanza) che la UE nel suo insieme pagherebbe i debiti, ma subendo interessi molto minori.

La questione degli eurobond oggi non è più presentata come una ipotesi auspicabile ma impossibile, anzi la Commissione economica alla fine dell’estate concluderà un libro verde sugli eurobond cui dovrebbero seguire finalmente i fatti, il che non sarà facile, perchè i paesi le cui economie sono rimaste più solide temono le intemperanze degli altri e questi a loro volta sono preoccupati dalla prospettiva di essere vincolati per molti anni a condizioni che, sia pure più rassicuranti rispetto alle precedenti prospettive di instabilità, sono però abbastanza rigidi e condizioneranno quindi l’economia e le spese sociali.

La sostituzione delle emissioni nazionali di titoli con emissioni europee, oltre ad essere la logica conseguenza dell’esistenza di una moneta unitaria, rappresenta uno strumento utile per gestire la crisi economica, ma è necessaria anche una vera solidarietà europea verso stati come la Grecia ed il Portogallo che in assenza di questa rischiano di ingolfare l’intera costruzione europea, una effettiva responsabilità dei paesi che si trovano in condizioni intermedie verso gli stati come la Germania ed il Regno Unito che portano una parte considerevole del peso della comunità e soprattutto una redefinizione del modello di crescita, assieme agli Stati Uniti ed al resto dell’Occidente, per arrivare ad una maggiore sostenibilità sociale ed ambientale della crescita ed a una redistribuzione delle opportunità nella società.

Aldo Ciummo

 

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Germania, progressisti in maggioranza

 Dopo la vittoria di oggi nelle elezioni in Nordreno Westfalia, Socialdemocratici verso la maggioranza assieme agli ambientalisti

Sarebbe davvero difficile evitare di attribuire a questo nuovo tonfo dei conservatori in Germania, che si aggiunge ad esiti simili nelle consultazioni presidenziali ed amministrative che si sono svolte in diversi paesi della UE in queste ultime settimane, il significato evidente di svolta nel ciclo politico europeo che un pò tutti avvertono: stanno tornando le condizioni per un quadro politico progressista nella UE. Nel NordReno Westfalia, una delle regioni più popolose della federazione tedesca, i Socialdemocratici toccano il quaranta per cento, mentre la Cdu si ferma attorno al ventisei per cento.

I Verdi, con il loro dodici per cento, sono in grado di determinare una maggioranza progressista sommandosi al partito socialdemocratico, guidato in NordReno Westfalia da Hannelore Kraft. Un’altra novità significativa è la prova di vitalità data dai Liberali (Fdp), guidati nella regione dall’ala di sinistra dell’Fdp, favorevole ad accordi con le sinistre. In queste elezioni per il Parlamento regionale (la Germania è a tutti gli effetti uno stato federale) i Liberali sono arrivati infatti all’otto e mezzo per cento, ribaltando i pronostici di alcuni mesi fa che davano il partito per invischiato in una crisi irreversibile.

Il Partito dei Pirati, nato con una piattaforma incentrata sull’importanza della trasparenza e della democrazia diretta, ha avuto un buon risultato, intorno al sette e mezzo per cento. Riguardo ai partiti minori, anche in Germania l’album dei ricordi non aiuta: la Linke con il due e mezzo per cento è molto lontana dall’ingresso nell’assemblea che è stata eletta. Solo una settimana prima, mentre un altro stato tedesco faceva traballare il governo Merkel, in Francia l’alleanza nel voto di Hollande e Melenchon archiviava quella che era stata una presidenza forte del Centrodestra e nel Regno Unito i Laburisti ponevano le basi per un contrasto efficace all’esecutivo di Cameron, senza dimenticare l’affermazione delle sinistre in Grecia (Syriza) e le basi per un laboratorio progressista che sono state poste in Italia con il successo delle liste di centrosinistra in decine di città che hanno un ruolo pesante nei rispettivi territori, con la riuscita di amministratori di Sel, IdV, Pd, Prc.

Anche in Germania il successo delle liste civiche e di nuove forze politiche, se sottratto come risultato elettorale al computo generale dei consensi lascia invariato il dato principale, il crollo delle compagni conservatrici e l’affermazione di una nuova sintesi tra forze di sinistra, radicali e progressiste. Nel NordReno Westfalia infatti Socialdemocratici e Verdi insieme hanno il cinquantadue per cento, come lo ha avuto Francois Hollande convincendo anche l’area elettorale di Melenchon in Francia e come lo avrebbe avuto Ken Livingstone a Londra se ai suoi voti si fossero sommati quelli degli ambientalisti o se i consensi del Labour che hanno portato alla maggioranza progressista nel consiglio comunale della capitale fossero andati anche al primo cittadino.

Aldo Ciummo

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La Commissione Europea: “ripresa attraverso l’occupazione”

Il Commissario agli Affari Sociali Laszlo Andor ha indicato nelle telecomunicazioni, nell’assistenza sociale e nella produzione ecosostenibile le leve della ripresa

L’Unione Europea vuole creare più di diciassette milioni di nuovi posti di lavoro nel territorio dei ventisette nei prossimi otto anni, puntando su telecomunicazioni, assistenza sociale ed economia verde per favorire una ripresa durevole, basata sull’effettiva inclusione dei cittadini e sulla valorizzazione del loro ruolo al di là delle superate frontiere degli stati. L’obiettivo della Commissione europea è arrivare ad un tasso di occupazione molto alto nel 2020, il settantacinque per cento escludendo le persone in età scolare o oramai in pensione.

La Commissione, attraverso Laszlo Andor, commissario agli affari sociali, afferma anche di voler prevenire la crescente povertà tra i lavoratori attraverso l’introduzione di un salario minimo, allo scopo di mettere un freno alla corsa al ribasso del costo del lavoro. Occorrerebbe ricordare che le direttive europee che hanno consentito negli anni passati di basarsi sul prezzo del miglior offerente oltre i confini nazionali, di per sè motivate da fondate considerazioni di concorrenza, hanno però innescato il deprezzamento del lavoro, in assenza di misure che contemporaneamente all’introduzione della liberalizzazione dei costi del lavoro oltre i confini degli stati tutelassero le professioni e l’occupazione.

L’Unione Europea fa un passo avanti, proponendosi di attingere ai fondi della Ue per potenziare i sussidi rivolti alla creazione di lavoro, alla diminuzione del costo del lavoro non riconducibile alla retribuzione degli occupati, oltre che scommettendo su salute ed assistenza sociale, economia verde e telecomunicazioni per rimettere in crescita il mercato unico europeo, facilitando anche la mobilità attraverso il riconoscimento delle competenze, un ambito ancora reso incerto dalla diversità dei quadri legislativi.

I settori indicati però si trovano alle prese con le contraddizioni dell’economia ultraliberista come la si è conosciuta in questi anni, che hanno portato prima ad un impoverimento di fatto della maggior parte della popolazione ed alla disarticolazione dei diritti sociali e civili così come erano stati faticosamente costruiti in lotte decennali contro i fascismi e contro le concentrazioni economiche, e successivamente ad una fase di disordine anche nell’economia finanziaria, che non poteva restare completamente slegata dall’economia reale che la finanza aveva compromesso attraverso le sempre più frequenti speculazioni.

Risulta molto difficile oggi pensare che drenare risorse dalle fasce più in difficoltà delle popolazioni europee e soprattutto sottrarre diritti e prospettive a lavoratori, giovani, immigrati, possa consentire dei miglioramenti nella società e nell’economia, perchè i danni che una simile impostazione da parte delle organizzazioni finanziarie meno colpite dalla crisi economica possono creare al tessuto sociale difficilmente potranno essere recuperati con qualche contromisura sociale o innovativa sostenuta con risorse derivate dalla ulteriore tassazione delle parti più deboli della società.

Aldo Ciummo

 

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