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Dalla Biennale a Villa Manin, la cultura norvegese viaggia in Italia

 

Le espressioni artistiche norvegesi sono il tema scelto dalle istituzioni e dai cittadini norvegesi in Italia per promuovere una più articolata conoscenza del paese nordico nella penisola in questi mesi

di    Aldo Ciummo

Le associazioni, le aziende e le organizzazioni che rappresentano la comunità norvegese in Italia hanno avviato già dall’inizio dell’autunno una serie di concerti, esposizioni ed eventi di diverso genere, manifestazioni che in molti casi aprono anche l’inverno delle iniziative norvegesi nella penisola.

A Passariano di Codroipo, in provincia di Udine, resterà aperta fino al 6 marzo la mostra dedicata al pitttore espressionista Edward Munch ed intitolata appunto “Munch e lo spirito del Nord”.

Villa Manin infatti sta dedicando un progetto quadriennale ai rapporti tra le diverse aree della pittura europea ( “Geografie dell’Europa” ). L’esposizione attinge dal patrimonio artistico di musei americani ed europei, molti dei quali scandinavi.

Ed è ancora aperta fino al 5 novembre l’esposizione fotografica “Four Lines”, che raccoglie immagini realizzate con la Polaroid da Gabriele Chiapparini, Andrea Colombo, Anna Morosini e Elena Vaninetti. Gli scatti sono accompagnati da brevi testi e vengono anche proiettati alcuni video dei percorsi.

Una delle occasioni più importanti di conoscere l’arte norvegese nel contesto europeo è stata però la Biennale, dove a Palazzo Cini a San Vito Venezia  dal 18 settembre scorso  fino al 15 ottobre hanno partecipato alle esposizioni quattro artisti norvegesi: Jonny Andvik, Thomas Klevjer, Helene Knoop e Jan-Ove Tuv, pittori conosciuti soprattutto per la loro capacità di rappresentare la vita, al di fuori degli sperimentalismi o della riproduzione delle inquietudini contemporanee.

A partire dal milleottocento nel panorama artistico si è cominciato a definire kitsch questa ricerca di una continuità qualitativa nella creatività, perchè si è iniziato a privilegiare il percorso degli artisti all’interno delle correnti di riflessione sul contemporaneo nelle quali l’originalità dei pittori si esprimeva sempre più frequentemente.

Ecco come si arriva all’esposizione “Kitsch Biennale 2010”  che nel quadro delle manifestazioni culturali previste dalla Biennale raccoglie quegli autori che Odd Nerdrum ha rivalutato a partire dal 1996 come esponenti di una pittura kitsch nel senso di “sentimentale” e non ironica e che privilegia la qualità rispetto all’originalità, recuperandone caratteristiche positiva come la ricerca dell’eternità nell’arte.

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La Svezia si avvia ad essere definitivamente leader nelle nuove tecnologie

Ci troviamo sotto le feste, ma questo non è l’unico periodo ideale per apprezzare i paesi del Nord Europa e la cultura del posto, perfino l’impatto climatico degli aeroporti viene curato con attenzione dagli ingegneri in Svezia e prediligere la Scandinavia per le ferie significa anche dire sì ad una visione responsabile dell’ambiente e dello sviluppo

 

 

Secondo i programmi europei che valutano l’impatto degli aeroporti Stoccolma significa il massimo come responsabilità ambientale. L’ Airport Council International Europe ed il WSP Environmental, una multinazionale di consulenza tecnico ambientale sostengono il programma Airport Carbon Accreditation. “L’aeroporto di Arlanda è ora completamente neutrale dal punto di vista dell’impatto climatico delle proprie attività quotidiane, avendo realizzato dal 2005 al 2008 un piano di riduzione del 50 % circa delle emissioni grazie a una serie di razionalizzazioni energetiche e al passaggio alle fonti di energia rinnovabili – riferiscono i responsabili di VisitSweden – ed ha adottato un sistema di prenotazione preferenziale per gli eco-taxi. Ad Arlanda gli eco-taxi sono circa 45% del totale e l’aeroporto prevede di accettare solo eco-taxi nei prossimi anni”. 

Un terzo degli autobus sono alimentati da energia rinnovabile e inoltre l’azienda dei trasporti pubblici SL possiede il più grande parco mezzi del mondo di autobus alimentati da etanolo. Nella primavera del 2010 prenderà il via la costruzione di un nuovo Eco-Quartiere ad alto contenuto innovativo e nel 2030 Stoccolma sarà leader mondiale per ciò che riguarda lo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie nel campo dell’energia e dell’ambiente. Si può dire che si sta avviando la costruzione di nuovi quartieri che avranno la funzione di modello su scala planetaria.

Hammarby Sjöstad, uno dei quartieri meridionali di Stoccolma, sta contribuendo a fare della capitale svedese una delle città che si trovano ai primi posti nel mondo per lo sviluppo urbano sostenibile. Norra Djurgårdsstaden, ”Royal Seaport district” nella zona nord-orientale della città, sarà la maggiore area di sviluppo urbano della Svezia secondo i progetti delle autorità.

Fino al 2025 andrà avanti la crescita di un quartiere innovativo e ambientalmente sostenibile; le questioni legate all’ambiente e all’energia hanno attraversato tutte le fasi di pianificazione urbana della zona, iniziata agli inizi del 2000, che prevede tra l’altro la creazione di 10.000 nuove unità abitative con primo ingresso nel 2011. L’area è situata in riva al mare e confina col primo parco nazionale cittadino del mondo, l’Eco-Parco, una vasta area all’aria aperta, molto frequentata per via della sua ricchezza floreale e faunistica, ma anche delle sue diverse attrattive culturali tra l’altro diversi musei.

La fonte di queste novità sulla Svezia è Visit Sweden, organizzazione naturalmente orientata  a valorizzare le caratteristiche positive del patrimonio turistico, culturale ed imprenditoriale ma si può aggiungere che i fatti su cui ci si basa sono dati reali e che è significativo in positivo che un territorio faccia leva su una visione responsabile del turismo e sulla capacità di rispettare l’ambiente, anche perchè la cura della sostenibilità dell’economia nulla toglie ed anzi stimola un contesto favorevole ad una straordinaria accoglienza in favore della cultura di questi luoghi. Impossibile non aggiungere che il blocco europeo all’avanguardia nel rapporto con la natura circostante ossia Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Islanda condivide anche nelle pratiche economiche il principio dell’ecologia e quindi visitare ognuno di questi paesi rappresenta un contributo ad un modello di sviluppo che spinge l’Europa come paese e la UE ad una prospettiva più lungimirante.