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Parlamento Europeo, le iniziative sull’ambiente

Gli europarlamentari sono convinti che la valorizzazione della biodiversità costituisce anche un punto di forza economico

La tutela dell’ambiente e della biodiversità rappresenta non solo un fattore importante per quanto riguarda la qualità della vita, ma anche una delle basi di uno sviluppo socioeconomico duraturo. La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha approvato quasi all’unanimità una proposta di risoluzione sulla strategia della Ue sulla biodiversità da qui al 2020.

Sussiste in Europa il rischio estinzione per molte specie, un quarto circa, di conseguenza tutti i settori delle politiche europee, dalla politica agricola comune a quella di coesione passando naturalmente per la pesca e l’energia dovrebbero essere coinvolti nelle preoccupazioni in materia. La proposta di risoluzione è stata votata ieri, mercoledì 21 marzo, dalla commissione ambiente dell’europarlamento.

Bisognerebbe aggiungere che senza un impegno coerente nella promozione delle energie alternative e nell’adeguamento delle strutture produttive i danni all’ecosistema continueranno nonostante i documenti approvati da anni, anche perchè uno studio delle nazioni unite ha confermato che intorno al tre per cento del prodotto interno lordo mondiale va perso proprio a causa di queste dinamiche dovute all’inquinamento. La proposta di risoluzione sarà votata nella sessione plenaria di Strasburgo ad aprile.

Aldo Ciummo

 

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Energia priorità per l’Europa

 

Ieri è stata approvata dal Parlamento Europeo una risoluzione che mette nero su bianco ciò che la cronaca aveva dimostrato: la UE deve migliorare la sua efficienza energetica prima di avviare politiche di autonomia nel settore

La risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo (con 560 voti a favore, 52 contrari e 62 astensioni) ha messo in cima alla lista delle preoccupazioni comunitarie l’efficienza energetica, perno della strategia europea per l’energia per il 2011-2020. La legislazione esistente è in grado di fare fronte a molti dei problemi irrisolti, se applicata ed affiancata alla promozione di progetti nuovi nel settore e al rafforzamento della politica esterna.

L’obiettivo di Strasburgo è la creazione di un mercato davvero unico per l’energia, dotato di sicurezza di approvvigionamento e di prezzi. La risoluzione elaborata da Lena Kolarska – Bobinska (PPE, Pl) sottolinea il nodo delle forniture, che devono essere accessibili ai consumatori.

Per ridurre la dipendenza energetica della UE, dunque, il capitolo più importante comprende efficienza energetica e risparmio energetico,  elementi centrali anche nel contrasto al cambiamento climatico (oltre che ai fini del contenimento delle tariffe) e nell’introduzione di nuova occupazione. I deputati chiedono perciò alla Commissione di intensificare l’attuazione delle leggi e di adottare un piano di azione in materia. L’assemblea vuole che nel 2015  si arrivi all’installazione di contatori “intelligenti” nel 50% delle abitazioni europee e che gli stati membri ottengano, entro il 2020, che l’80% dei consumatori sia dotato di sistemi di misurazione degli sprechi.

Riguardo ai singoli progetti, emergono per importanza l’Anello Mediterraneo ed il Progetto di Interconnessione del Baltico, basi per una rete europea capace di portare ad un salto di qualità rispetto ad oggi. La risoluzione invita anche i governi nazionali a risparmiare le risorse necessarie per lo sviluppo di una rete off-shore nel Mare del Nord. Altri progetti motivatamente al centro dell’attenzione della politica europea sono “Desertec” (che si occuperà dello sviluppo dell’energia pulita nei deserti) e “Transgreen” (si tratta di reti di distribuzione di energie rinnovabili).

L’ottica nella quale ci si muove è l’esigenza dell’Europa di rafforzare il proprio ruolo internazionale in fatto di energia: quindi si è chiesto di estendere il Trattato Istitutivo della Comunità dell’Energia (ETC) ad un numero più elevato di paesi vicini all’Unione Europea e di potenziare la flotta europea per il trasporto energetico, in modo da rafforzare la sicurezza europea da questo punto di vista. Nella risoluzione è stato sottolineato anche il rapporto di collaborazione della Nato all’interno del nostro Occidente per procedere con coerenza tra le strategie adottate nel settore.

Aldo Ciummo

Danimarca: design e sostenibilità, una tradizione che si rinnova

Il Design, al centro di numerose iniziative pubbliche in Danimarca, viene sviluppato oggi come uno degli elementi che determinano la compatibilità ambientale dei manufatti

Il Design gioca un ruolo fondamentale nel destino ambientale del prodotto: una lunga tradizione in Danimarca vuole che dalla scelta dei materiali alla creazione dell’oggetto, il design aiuti a sviluppare la scommessa della sostenibilità verso un insieme di opportunità economiche capace di collegarsi alla qualità della vita.

Non a caso in Danimarca esiste un premio biennale dedicato proprio al design, articolato in cinque categorie che sono corpo, casa, lavoro, intrattenimento e comunità, con un’attenzione speciale alla sostenibilità ambientale.

Si tratta di un indirizzo delle arti applicate che risale all’architetto danese Kaare Klint, il quale era docente presso la Royal Danish Academy of Fine Arts, dove diffuse un concetto razionale di design adattato alle diverse esigenze umane. La cultura locale di soluzione dei problemi pratici oggi si lega all’ecologia.

Il grande successo del periodo del design di cui furono protagonisti tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta Arne Jacobsen, Hans Wegner, Borge Mogensen e molti altri ha continuato ad intrecciarsi con la funzione sociale dell’arte riconosciuta dalle istituzioni attraverso l’investimento su istruzione, librerie, edilizia popolare e su di una concezione della sperimentazione estetica come miglioramento della vita di tutti.

Costi e qualità dei materiali si sono affiancati così all’aspetto dei prodotti, l’artigianato è entrato a pieno titolo nell’evoluzione dei gusti ed il design danese si è avvicinato sempre di più all’espressività della società contemporanea ed alla coscienza ambientale, cooperando con l’industria privata e le istituzioni per indirizzarsi verso il risparmio energetico, il riuso e la valorizzazione dei materiali alternativi.

L’introduzione di nuove tecnologie è stata resa possibile da una rete di collaborazioni dovuta proprio alla stretta integrazione ormai esistente tra produzione estetica e coscienza sociale. Il Danish Design Centre si occupa oggi di mettere insieme tutti gli sforzi di accrescere la cultura professionale e l’innovazione ecosostenibile, impegno sostenuto anche dal Ministero degli Affari Esteri Danese.

Aldo Ciummo