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Elezioni in Finlandia, Haavisto in crescita

Oggi i finlandesi scelgono il Presidente della Repubblica nel secondo turno: il risultato emerso dal primo turno è l’europeismo della maggioranza

di Aldo Ciummo

Il Centrodestra liberale di Sauli Ninistö (Partito della Coalizione Nazionale, “Kansallinen Kokoomus”) è in vantaggio, ma Pekka Haavisto (Verdi) può contare sull’effetto novità dato dall’aver sconfitto diversi grandi partiti nel primo turno, sulla probabile convergenza degli elettori progressisti e sulla crescita dell’affluenza, registrata nelle elezioni in anticipo di molte sezioni durante questa settimana.

Sauli Ninistö, favorito dai sondaggi e dal trentasette per cento dei voti che ha conquistato nel primo turno, è più forte tra gli ultra-sessantenni: nelle altre fasce di età i due candidati appaiono più ravvicinati. Nella capitale Helsinki nel primo turno hanno prevalso i Verdi (Vihreä Liitto), che a livello nazionale si sono assicurati il diciannove per cento. Sauli Ninistö in passato è stato Ministro delle Finanze in governi di grande coalizione a guida socialdemocratica.

Ninistö è stato vicepresidente della Banca Europea degli Investimenti: molti dei populisti euroscettici dei “Veri Finlandesi” (Perussuomalaiset”) finiti al nove per cento al primo turno probabilmente si asterranno, viste le sue credenziali europeiste e le caratteristiche di sinistra dello sfidante ambientalista: Pekka Haavisto è stato il primo verde in Europa a diventare ministro, del 1995 al 1999, conducendo in seguito importanti progetti ambientali in diversi paesi del mondo per le Nazioni Unite.

Haavisto potrà fare affidamento sui voti Socialdemocratici (sette per cento al primo turno) e degli attivisti di sinistra (al cinque per cento), oltre a quelli del suo partito, i Verdi (arrivati al diciannove), mentre molti sostenitori del Centro (diciassette per cento) e dei liberali del Partito degli Svedesi (tre) potrebbero essere una incognita, ma una maggioranza di questi stando ai sondaggi sembra essere favorevole ai conservatori nel secondo turno.

La presidente uscente, Tarja Halonen, ha detto questa settimana che Pekka Haavisto ha fatto un buon lavoro, nel portare di fronte all’elettorato i diritti legati all’orientamento sessuale (per i quali la stessa Halonen si era impegnata pur essendo eterosessuale, negli anni ottanta, assumendo un ruolo importante nell’organizzazione per la parità dei diritti “Seta”). La dichiarazione favorevole di una presidente di centrosinistra che ha avuto un enorme e trasversale consenso durante i dodici anni dei suoi due mandati potrebbe sul serio assicurare all’ambientalista un appoggio più solido da parte di vari personaggi socialdemocratici e laici, il cui impegno anche finanziario a sostegno dei Verdi ha registrato una vera e propria impennata dopo il successo di Pekka Haavisto al primo turno, mentre a favore di Sauli Ninisto si esprimeranno con ogni probabilità i cristianodemocratici (tre per cento) oltre alla stragrande maggioranza dei sostenitori del Partito della Coalizione Nazionale cui Ninistö appartiene ed a molti centristi.
I due candidati, Sauli Ninistö e Pekka Haavisto, sono stati cordiali tra di loro nell’incontro trasmesso martedì mattina dalla televisione finlandese YLE, dimostrando vedute non lontanissime in politica estera, a sostegno dell’autonomia decisionale della Finlandia e della cooperazione con le maggiori istituzioni internazionali e occidentali. Una parte importante delle competenze del “Suomen Tasavallan Presidentti” (il presidente della Repubblica della Finlandia) leggermente orbato delle sue prerogative in politica comunitaria europea dalle riforme introdotte nel 2000, resta tuttora la politica estera.
Pekka Haavisto ha sottolineato la questione, sollevata dalla leader del partito di Centro Mari Kiviniemi, della necessità di assicurare una maggiore condivisione di informazioni con il Parlamento unicamerale finlandese (“Eduskunta”) riguardo alle mosse del Presidente nella gestione della politica internazionale, in particolare quando si tratta dei colloqui con la Federazione Russa, che storicamente riveste un ruolo importante nel quadro delle relazioni internazionali della Finlandia (che ha fatto parte dell’impero russo tra 1809 e 1917 ed è stata fortemente influenzata dalla sua vicinanza all’ex Urss).
In questi giorni, sui media finlandesi, oltre alle vicende elettorali hanno avuto molto risalto le visite di Tarja Halonen agli stati vicini (lunedì scorso in Estonia) dove la presidente uscente è stata ringraziata dal suo collega estone Toomas Hendrik Ilves, per avere sostenuto le richieste di adesione all’Unione Europea di Tallin negli anni novanta, quando lei non era ancora in carica come presidente della Repubblica.
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Il Parlamento affiderà a Mari Kiviniemi l’incarico di primo ministro

 

La Finlandia si prepara ad assistere a dei cambiamenti importanti nella squadra di Governo e del Partito di Centro, dopo la scelta di Matti Vanhanen di ritirarsi dalla scena.

di   Aldo Ciummo

HELSINKI – Martedì prossimo l’Eduskunta, il parlamento unicamerale finlandese, voterà per affidare a Mari Kiviniemi l’incarico di Primo Ministro. Proveniente da una piccola città e laureata in Scienze Politiche, Mari Kiviniemi fa parte del Partito di Centro (Suomen Keskusta), la stessa formazione cui appartiene Matti Vanhanen, che ha deciso di ritirarsi dalla scena pubblica dopo gli sforzi portati avanti per rimediare al calo di popolarità che il gruppo sconta dopo lunghi anni di Governo in un periodo non facile e per i contrasti presenti all’interno dell’organizzazione. I dieci mesi che separano l’attuale gruppo di governo dalle elezioni saranno quindi un breve anno caratterizzato da una nuova leadership.

Mari Kiviniemi è stata per quindici anni una parlamentare, poi Ministro alla Pubblica Amministrazione ed al Governo Locale dell’esecutivo di Centrodestra, che comprende Partito della Coalizione Nazionale (Kansallinen Kokoomus, si tratta di conservatori moderati), oltre al Partito di Centro cui Kiviniemi stessa appartiene ed ai Verdi (Vihrea Liitto) ed al Partito degli Svedesi (Svenska Folkepartiet).

I Socialdemocratici (SDP) principale partito di opposizione, hanno accolto complessivamente con apertura i segni di volontà di dialogo manifestati dalla prossima premier durante la conferenza del Partito di Centro in una conferenza a Lahti una settimana fa ed un giorno dopo la sua nomina a guida del gruppo politico di cui fa parte.

Meno discussa di Anneli Jaatteenmaki, la cui vicenda di leader governativo è durata poco, ma nel passato oggetto di critiche politiche riguardo alla questione della riduzione del numero e del ruolo dei comuni, nell’amministrazione locale di cui si occupava come Ministro, Mari Kiviniemi però è considerata da molti capace di risollevare nuovamente il consenso del Partito di Centro, un pò appannato dopo le discussioni che hanno visto sotto i riflettori Matti Vanhanen, precedente primo ministro che ora ha deciso di lasciare e dopo i dissapori tra i diversi contendenti all’interno della forza politica.

Mari Kiviniemi infatti non ha mai subìto gravi critiche ed anzi è percepita come vicina alla società finlandese e nelle elezioni per la leadership nel partito poco più di una settimana fa ha nettamente superato Paavo Vayrynen e Mauri Pekkarinen: il primo, ministro per il Commercio Estero e lo Sviluppo, battuto per una gran mole di voti, mentre Pekkarinen (ministro per gli Affari Economici) ha registrato un significativo consenso da parte dei colleghi di partito pur raccogliendo molti voti in meno di Kiviniemi. Molto duro è stato il parallelo confronto per decidere il segretario entrante: Timo Laaninen ha battuto Jarmo Korhonen, segretario uscente del Partito di Centro, gruppo politico che resta un “big” del Parlamento Finlandese con un consenso anche nei sondaggi attorno al 20%.

Una cosa è certa: Mari Kiviniemi, che oggi ha quarantuno anni ed è già stata ministro (oltre che del Governo Locale anche di Commercio Estero e Sviluppo per un breve periodo) con la sua agenda di priorità che include le giovani generazioni e con una immagine anche personale vicina al cittadino medio di appassionata di sport a contatto con l’ambiente e di musica, rafforza dei tratti molto democratici dell’attuale Finlandia che con lei nel ruolo di Primo Ministro ed un’altra donna, Tarja Halonen tuttura presidente, unitamente all’equilibrio esistente nella suddivisione dei ministeri può vantare anche un grado di parità e di protagonismo femminile nelle istituzioni raramente riscontrabile nell’ Europa di oggi.