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Nuove tecnologie, Finlandia all’avanguardia

Il Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni del paese nordico ha registrato la scorsa settimana dati significativi sulla valorizzazione di nuove tecnologie nello sviluppo economico

Il nove per cento del prodotto nazionale lordo finlandese viene dall’utilizzo di internet. La Finlandia è prima in questa capacità di valorizzare le nuove tecnologie ai fini dello sviluppo economico, seguono la Svezia e gli Stati Uniti, che si piazzano al secondo e terzo posto nella ricerca realizzata dalla Etlatieto Oy.

Vanno forte, nelle idee innovative legate alle tecnologie della comunicazione, anche Austria, Danimarca, Germania, Olanda, Regno Unito, confermando un particolare avanzamento del Nord Europa nel suo complesso, in questo settore e negli ambiti che richiedono di investire in ricerca ed in innovazione.

La Finlandia va bene soprattutto nelle esportazioni di prodotti e servizi nella informazione e nella comunicazione, parlando di infrastrutture, mezzi per l’utilizzo, contenuti, sinergia dei settori coinvolti dall’influenza di internet e ricerca in questo ambito.

E’ centrale nella questione il ruolo che lo stato può giocare, come in moltissimi casi ad Helsinki ha fatto, nel promuovere l’utilizzo professionale di internet. La Finlandia è nota per il progresso nella messa in rete delle amministrazioni e delle imprese anche nelle regioni più isolate del paese, la cui densità abitativa è estremamente bassa.

Aldo Ciummo

 

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L’innovazione svedese incontra Roma

L’iniziativa si svolgerà a Roma il 2 e 3 aprile con la presenza di ideatori di soluzioni economiche che hanno avuto successo in Europa

Il tema che riunirà alcuni giovani imprenditori di tredici paesi europei all’Ara Pacis nell’ambito della conferenza “Transeuropa Express” il 2 e 3 aprile riguarderà “L’Europa dei giovani: le idee ed i progetti”. Tre dei relatori che parteciperanno provengono dalla Svezia e sono Erik Fjellborg, Magnus Alm e Johan Peitz.

Erik Fjellborg è il fondatore di Quinyx, una società esperta di servizi alle imprese nel campo del “work force management”, un settore che ha contribuito molto a cambiare il mercato internazionale nell’ambito delle risorse umane. Magnus Alm e Johan Peitz, sono invece i fondatori di Free Lunch Design, una delle aziende svedesi di videogiochi e di applicazioni per il telefono cellulare che ha riscosso maggiore successo mondiale.

Free Lunch Design ha riscosso notevole successo anche nel mercato giapponese, dove nel settore dei giochi per il cellulare è arrivato alla quota di 130.000 utenti al giorno. Proseguono quindi le iniziative di scambio culturale ed economico promosse in maniera crescente dall’Ambasciata Svedese a Roma in questi ultimi tre anni, che forniscono spunti interessanti data la crescita imprenditoriale e finanziaria che la Svezia ha conosciuto in questo periodo, in controtendenza con le recessioni che hanno investito gran parte del continente.

Difatti l’innovazione è uno dei fattori che viene da più parti indicato come una leva significativa nella ristrutturazione della produzione e nel superamento delle fasi di crisi economica che l’occidente sta affrontando.

Aldo Ciummo

 

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La lingua Sami in Finlandia, un patrimonio da tutelare

Lo stato finlandese tutela le minoranze linguistiche, ma oggi la popolazione si concentra nelle città ed assicurare lo sviluppo delle culture minoritarie diventa sempre più difficile

La questione delle minoranze linguistiche in Finlandia fa riferimento un patrimonio culturale interessante e frastagliato come il profilo dei suoi mille laghi. Negli ultimi mesi, alcune analisi demografiche riportate dalla televisione finlandese YLE hanno sollevato un timore: metà dei bambini Sami, ormai residenti nelle città, difficilmente trovano insegnanti madrelingua, nonostante la tutela assicurata dallo stato alla lingua Sami nell’insegnamento. Helsinki è una metropoli dove chi tra i Sami continua a studiare nella propria lingua spesso costituisce da solo l’intera classe del proprio insegnante.
La questione attiene più ai fenomeni demografici che non alle tutele linguistiche, ampiamente presenti (anche se per ovvie ragioni numeriche il Sami non ha lo stesso status del finlandese e dello svedese, ma è regolato a parte): la trasformazione delle abitudini della popolazione rende difficile l’applicazione di norme nate quando quasi tutti i Sami risiedevano nell’estremo nord finlandese. Una inchiesta del governo ha riconosciuto che gli sforzi messi in atto fin dagli anni sessanta devono essere riformulati in base ai cambiamenti, se si vuole assicurare un futuro alle lingue Sami.
Nella regione dei Sami (la Lapponia finlandese famosa per la città turistica di Rovaniemi) su circa centottantamila abitanti solo millecinquecento parlano in maniera esclusiva le lingue Sami (parlate anche in Svezia, Federazione Russa e Norvegia, venticinquemila persone madrelingua in tutto, le stime non sono precise). La Norvegia dal 1988 ha assicurato ai Sami uno speciale riconoscimento nella sua costituzione ed esiste un parlamentino Sami norvegese riconosciuto dallo stato. Nella Federazione Russa invece c’è il problema del mancato riconoscimento del Sami, mentre nella UE si dibatte sulla difficoltà di interloquire con una comunità distribuita in nazioni diverse.
E’ importante in Finlandia anche la questione di un’altra lingua minoritaria, lo svedese, esiste un piccolo partito dei finlandesi che lo parlano come prima lingua, lo “Svenska Folkpartiet”, al governo in Finlandia oggi come spesso in passato, il candidato dei Socialdemocratici (“Sosialidemokrattinen Puolue”), Paavo Lipponen, ha sottolineato, durante la recente campagna presidenziale la propria volontà di tutelare coloro che parlano svedese in Finlandia, mentre il candidato dei Veri Finlandesi (“Perussuomalaiset”) ha definito come eccessive le spese pubbliche in favore dello svedese, lingua ufficiale dello stato come il finlandese. La cultura svedese è un aspetto importante della storia della Finlandia, che ha fatto parte a lungo del Regno di Svezia. La popolazione finlandese di lingua svedese è concentrata sulle costa sudoccidentale e meridionale della Finlandia e rappresenta circa il cinque e mezzo per cento della popolazione finlandese. A differenza del Sami, allo svedese viene riconosciuto praticamente lo stesso status del finlandese.
Aldo Ciummo

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Una piccola Finlandia festeggia il Natale negli USA

Nel Minnesota i finlandesi emigrati oltreoceano più di cento anni fa e quelli arrivati più tardi uniscono le proprie tradizioni festive a quelle americane

Si è spesso abituati a pensare al lento sfumare delle culture, tra spostamenti temporanei e definitivi sempre più frequenti per le persone, però in occasione delle feste conosciute da tutti capita di venire a sapere che le abitudini più radicate delle popolazioni che hanno sperimentato l’emigrazione sopravvivono, in modi inaspettati, a migliaia di chilometri di distanza dalle madrepatrie: come negli USA, dove il Natale si festeggia anche secondo le abitudini dei finlandesi, almeno in una piccola parte di questa enorme nazione.

Poco più di cento anni fa infatti molti europei cercavano lavoro in altri continenti, massicciamente in America (in particolare negli Stati Uniti). Proprio negli USA, nello stato del Minnesota, i finlandesi diventarono tanti che all’inizio del 1900 fu costruito il Kaleva Hall, un luogo dedicato alla conservazione ed allo sviluppo della cultura finlandese oltreoceano. Il centro di ritrovo fungeva da punto organizzativo per le attività sociali, sala da ballo, riunioni amministrative.
All’inizio non tutti parlavano l’inglese: la possibilità di confronto con i connazionali era quindi importante, ma durante la successiva integrazione nel nuovo paese la cultura proseguì la sua strada senza dimenticare le origini, balli e riunioni andarono avanti fino ad oggi, il Kaleva Hall esiste ancora e così una importante comunità finno-americana. Nel nord del Minnesota l’industria del legno e delle miniere attrasse immigrati ancora dopo la seconda guerra mondiale, diverse generazioni di finlandesi entrarono a farne parte.
Così il 24 dicembre al Kaleva Hall, un uomo vestito come il sindaco di Turku (una delle maggiori città della Finlandia, prominente nei secoli passati all’epoca del dominio svedese) inaugura in America la vigilia del Natale distribuendo gli auguri sia in finlandese che in inglese, contemporaneamente alla cerimonia che dall’altra parte dell’Atlantico risuona a Turku, la vigilia di Natale. Durante quel giorno, le tombe dei cimiteri sono illuminate da candele chiuse in pezzi di ghiaccio scavati facendo gelare il contenuto di alcuni bicchieri e poi lasciando cadere la parte interna del contenuto ancora liquido. Un’altra tradizione è il “lastu”, lavorazione di legno reso malleabile con acqua ad alta temperatura.
I finlandesi che vivono negli Stati Uniti non tengono queste tradizioni solo nel Minnesota, ma ad esempio portano le danze tradizionali del Nord Europa in città come Los Angeles (USA) e Toronto (Canada), inoltre prendono parte alla cucina americana con influssi provenienti dalla loro nazione di origine. Ancora una volta, non è difficile vedere che nella società aperta che nonostante tutte le difficoltà la nostra Europa sta diventando è possibile mantenere e sviluppare le proprie identità, arricchirne il paese di approdo e acquisirne le qualità senza abbandonare le basi di partenza, e questa è una grande opportunità per le nazioni capaci di accogliere culture differenti.
Aldo Ciummo
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Finlandia: “più cooperazione in Europa”

L’ex primo ministro Paavo Lipponen e attuale candidato alla presidenza della Repubblica per i Socialdemocratici chiede una maggiore cooperazione europea.

Paavo Lipponen, ex primo ministro e candidato dei Socialdemocratici finlandesi per la presidenza della Repubblica, ieri è intervenuto nel dibattito sulla Unione Europea, affermando che i paesi più piccoli sono quelli che hanno più da guadagnare da una Europa veramente unita di fronte alle crisi ed alle opportunità presentate dall’attuale contesto internazionale.  

Lipponen ha parlato anche delle difficoltà di armonizzare tutte le esigenze e dei rischi di influenza esclusiva delle nazioni che hanno maggiore peso. Il politico finlandese ha osservato che è facile abbandonare un progetto ma poi è difficile riportarlo in funzione e si è riferito proprio all’Europa, attraversata da scetticismi sulle capacità di tenere insieme realtà diverse ed affrontarne i problemi.

 La Finlandia ha mantenuto, durante i dibattiti sulle crisi europee, una posizione costruttiva pur ricercando ovviamente delle garanzie sulle modalità di utilizzo dei contributi che i paesi con un bilancio più equilibrato assegnano alle regioni in difficoltà.

Il risultato delle elezioni di aprile ha confermato una stragrande maggioranza europeista che infatti è stata alla base della formazione del nuovo governo. Durante le crisi economiche interne degli anni novanta, la Finlandia ha rimesso in moto la propria economia senza grandi interventi esterni e scommettendo con lungimiranza sui settori dell’istruzione e della ricerca.

Aldo Ciummo

Al Gianicolo di Roma l’Architettura moderna parla finlandese

 

Il 26 gennaio protagonisti e studiosi dell’urbanistica contemporanea europea hanno presentato il libro di Antonello Alici “Contemporary Architecture: Finland”

Il 26 gennaio, presso l’Institutum Romanum Finlandiae, si è svolta una iniziativa promossa da “24 Ore Cultura – Motta Architettura” cui sono intervenuti tra gli altri Antonello Alici, architetto, docente universitario dell’Università Politecnica delle Marche ad Ancona ed autore del volume “Contemporary Architecture: Finland” ed il professor Timo Keinänen, che è stato direttore dell’Archivio del Museo dell’Architettura di Helsinki, il Suomen Rakennustaiteen Museo (che custodisce mezzo milione di disegni e centomila fotografie).

Gli intervenuti si sono soffermati su novità che non mai hanno smesso di attirare interesse in Europa, come l’ampliamento del Parlamento di Helsinki ad opera di Pekka Helin, con un blocco in mattoni che quasi ingloba parte degli edifici pre-esistenti ed un cuneo di vetro che rimanda agli edifici vicini e si specchia sulla superficie di un vecchio edificio del parlamento.

L’architettura finlandese si è distinta, nei decenni, per la riscoperta dei grandi spazi e del dialogo con gli ambienti circostanti, che avrebbe trovato sempre più terreno fertile nelle politiche e nella cultura dell’ecosostenibilità, giungendo a periodi di particolare coerenza stilistica come il recupero di funzionalismo e neorazionalismo, con l’associato ricompattamento degli spazi e delle costruzioni negli anni dal ’90 al 2010.

Molti ricordano le novità organiche rappresentate dalle enormi superfici curve elaborate da Alvar Aalto, uno dei protagonisti delle tendenze in atto nel suo paese più apprezzati internazionalmente. Un’altro caso ricordato nel corso della presentazione del libro di Alici è l’estrema espressività della cappella di Turku, realizzazione di Matti Sanaksenaho che evoca l’immagine di un pesce arenato su di uno scoglio granitico.

Ulteriore caratteristica che ha stimolato l’interesse per l’area in questione, nell’architettura, è la scelta dei materiali, tra cui il legno, che occupa un posto significativo nella cultura locale. Ma la tradizione nata in Finlandia mentre si sviluppava si è anche consolidata, negli ultimi cinquanta anni, al di là dei confini nazionali, venendo assorbita dalla cultura europea ed occidentale e contribuendo ad una nuova capacità di superare il “contemporaneo” come semplice descrizione della produzione attuale e di proiettarsi verso soluzioni future, ciò che i critici chiamano “moderno”.

L’architettura finnica, pur in assenza delle stridenti rotture operate dalle avanguardie per introdurre nuovi approcci, ha avuto, in un contesto di grande apertura, la possibilità di precorrere i tempi attraverso un crescendo di sperimentazioni, a partire dalla fine dell’ottocento.

Si tratta di una esperienza alimentata da politiche culturali supportate dal settore pubblico, dall’associazione tra professionisti del settore e dal contributo del mondo educativo. Alvar Aalto coltivava un intenso rapporto con l’Italia ed il nostro paese a sua volta apprezza da lungo tempo gli spunti provenienti dalla Finlandia, ma gran parte di queste creazioni sono rimaste sconosciute oppure poco approfondite.

Il volume di Alici si propone di aggiornare e di rendere più dettagliata la conoscenza delle proposte finniche, prendendo ad esempio nell’ultima parte del saggio più di trenta edifici costruiti negli ultimi due decenni. I cambiamenti nel tessuto urbano delle città del Nord Europa sono stati resi possibili da bandi di concorso aperti, attraverso i quali molti giovani architetti e studenti hanno avuto l’opportunità di mettere mano ad idee innovative.

Mentre negli studi italiani precedenti si è molto spesso privilegiata l’edilizia pubblica in Finlandia, tra gli edifici presi in considerazione nello studio “Contemporary Architecture: Finland” ci sono anche ville, sedi di centri culturali ed abitazioni private, che oggi rappresentano un aspetto significativo delle ricerche e delle applicazioni del settore.

Aldo Ciummo

La Polarn O. Pyret sbarca negli Stati Uniti

La marca svedese di abbigliamento ha annunciato l’apertura della sua catena negli Usa

La Polarn O.Pyret, marca svedese di abbigliamento conosciuta nella nazione di origine soprattutto per le linee create per i giovanissimi, aprirà dei punti vendita anche negli Stati Uniti, a cominciare da Greenwich nel Connecticut.

La catena ha già molti punti di riferimento non solo in Svezia e Norvegia ma anche nel Regno Unito, nella Federazione Russa e nei paesi baltici e dell’Est Europeo. La novità si inscrive nella collaborazione della marca con la Nordstrom.

La Polarn O. Pyret sarà probabilmente più presente anche a Riga in Lettonia, intensificando la propria visibilità anche in Norvegia ed in Finlandia. Attualmente esistono centododici negozi in undici paesi (una sessantina nella sola Svezia), allineati nella tradizione di abbigliamento per le esigenze quotidiane.