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Norvegia, le opportunità nei trasporti

 

 

Lo sviluppo delle vie di comunicazione è la chiave della valorizzazione dell’estremo nord nella strategia del Governo di Oslo, le distanze sono grandissime e creare una rete efficiente tra le città e le regioni è la base per fare dell’area artica del paese un punto di forza.

 

Strade agibili per il trasporto su strada, ferrovie, aereoporti, vie del mare e della pesca, tutte queste sono altrettante preoccupazioni positive per i legislatori in Norvegia. Il Governo di Stoltenberg –  ma in realtà la politica nazionale al di là degli esecutivi che si sono succeduti persegue determinati obiettivi in modo stabile – intende raggiungere (attraverso una rete di comunicazione più coerente nel grande nord del paese) la possibilità di partire proprio dalle regioni più vicine all’Artico per rilanciare il ruolo del paese dei fiordi (un motto ripetuto dagli analisti del Nord è che ciò che definisce in maniera anche in qualche modo stereotipata una zona le permette però di distinguersi e di competere efficacemente, a volte).

Nella primavera del 2009 il Ministero dei Trasporti ha presentato un programma di miglioramento di strade, porti, ferrovie, aeroporti, un piano riguardante il periodo 2009 – 2019. Sicurezza, mobilità, protezione dell’ambiente, sono le basi del discorso portato avanti in questo momento. L’obiettivo è la crescita della regione di Barents è l’ottica adesso è guardare alla crescita sostenibile non soltanto dell’area compresa all’interno dei confini nazionali norvegesi ma di tutta la Scandinavia e del Grande Nord del mondo nel suo insieme. La Norvegia vede l’Artico come uno spazio di opportunità se abitato nel rispetto delle sue caratteristiche.

Da Kirkenes al Nordland ci sono 1600 chilometri. Attualmente la metà dei beni trasportati da Tromso a Finnmark viaggia via mare. In un contesto come quello descritto – con condizioni ambientali spesso dure per l’uomo – anche lo sviluppo delle telecomunicazioni e di internet sarà importante. Alcuni importanti progetti stanno prendendo forma in cooperazione con la Federazione Russa, che ha un grande peso nell’area artica anche se non raggiunge i livelli di conoscenza scientifica, collaborazione con le popolazioni autoctone e compatibilità ambientale della Norvegia, che è in prima fila nella creazione di un modello di crescita nordico e condivide questa impostazione con gli altri paesi dell’area, Finlandia e Danimarca e con la Svezia che ha promosso ininterrottamente questa impostazione ecologica ed efficiente anche all’interno dell’Unione Europea in qualità di stato che presiedeva la comunità in questi ultimi sei mesi.

Il gruppo di lavoro attivo nell’ambito del ministero norvegese dei trasporti definisce le linee della mobilità nella regione al di là dei confini nazionali e in cooperazione con tutti i vicini, un piano prevede l’intensificazione dei commerci tra Borisglebsk, Storskog e Elvenes. Già tra 2010 e 2013 la zona potrà avere scambi più efficienti tra Murmansk e Borisglebsk. Le strade adatte ai trasporti conosceranno trasformazioni di questo tipo anche nelle aree di Finnmark e Troms, cambiamenti che ridisegneranno i rapporti tra Norvegia, Finlandia e Federazione Russa.

Anche le ferrovie sono al centro delle strategie di sviluppo di Oslo, che vuole espandere la capacità di traffico nelle zone di Nordlandsbanden e Ofotbanden, la crescita di queste infrastrutture inoltre permetterà la riduzione delle emissioni nocive per l’atmosfera.

Aldo Ciummo

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ROMA|Pedoni bloccati per ore dal corteo Usa

Cordoni di Polizia hanno impedito i movimenti di molti cittadini. Una ragazza: «Tre agenti mi hanno scortata all’interno di villa Borghese». La protesta dell’ambasciatrice dell’Ecuador. Oggi il Presidente americano farà visita al Papa e poi ripartirà alla volta di Parigi

Transenne e volanti della Polizia Stradale agli incroci. Ospedali costretti a sospendere i ricoveri programmati. Persone bloccate per ore. Queste alcune delle conseguenze della visita di Bush a Roma. Momenti di sconforto si sono registrati vicino a villa Borghese, dove fin dalle 9,30 gli agenti hanno interdetto al traffico e bloccato per circa tre ore chiunque volesse percorrere via Aldrovandi per raggiungere Piazza delle Belle Arti, per il passaggio di lady Laura Bush con la sua scorta, diretta all’ambasciata Usa di via Veneto.

«Per arrivare in fondo alla via – dice Emanuela, una delle persone rimaste bloccate – ho dovuto attendere le 11, quando alcuni agenti mi hanno scortata attraverso villa Borghese». In molti sono riusciti a raggiungere il luogo di lavoro non prima delle 13. Tra questi l’ambasciatore dell’Ecuador, Gioconda Galan Castelo, che ha protestato contro l’atteggiamento della polizia italiana che le avrebbe «impedito di raggiungere gli uffici dell’ambasciata». L’ambasciatrice ha poi annunciato, ai microfoni di Radio Città Aperta, che denuncerà alla Farnesina «questa violazione dei protocolli diplomatici».

Caso diplomatico a parte, in occasione della visita di Bush, la capitale ieri ha fatto i conti ancora una volta con le ingenti misure di sicurezza, imposte dal via vai dei 15 mezzi a stelle e strisce, compresa la nera Limousine presidenziale. Ovunque cordoni di agenti di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, schierati lungo i marciapiedi per evitare che i pedoni oltrepassassero la strada. Oltre 50 i cassonetti in ghisa rimossi dal centro della capitale per scongiurare qualsiasi tipo di atto terroristico. Da Villa Taverna, zona Parioli, luogo di residenza dei Bush, la troupe presidenziale si è spostata verso via Aurelia, dove il numero uno Usa ha incontrato gli studenti della American Academy.

Poco prima del suo arrivo la carovana era transitata davanti a un gruppetto di dimostranti che in inglese cantavano «Bush go home». Successivamente il convoglio si è diretto al Quirinale per una visita tra presidenti, per poi volgere nel pomeriggio ancora verso villa Taverna, prima di puntare a Palazzo Madama, dove il numero uno Usa ha incontrato Silvio Berlusconi. Complessivamente i disagi più evidenti sono stati avvertiti sul Muro Torto, su Lungotevere delle Navi e Flaminio, a Prati, a Monteverde, al Gianicolo e sull’Aurelia antica. Oggi Bush sarà in visita dal Papa, dopodiché lascerà la capitale con destinazione Parigi.

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 13-06-2008

ROMA|Resterà chiusa per tre giorni l’Autostrada Roma-Fiumicino

Si prevedono ancora disagi per i romani che nel week end vogliono raggiungere il litorale. Da stasera fino a lunedì chiuso un intero tratto di A91.

Autostrada bloccata, deviazioni e inversioni di marcia. Per gli automobilisti che vorranno raggiungere il litorale a nord della capitale, quello in arrivo si prevede un week end di passione. Nell’ambito delle ultime fasi di cantiere per la realizzazione del sistema viario collegato al nuovo polo fieristico di Roma, verranno chiuse entrambe le direzioni dell’Autostrada A91 Roma-Fiumicino, in corrispondenza del km 6+650 nei pressi degli svincoli per l’autostrada del Grande Raccordo Anulare, per consentire i lavori di spinta e posa in opera di un monolite che verrà posizionato proprio sotto l’autostrada. L’interruzione partirà da questa sera alle ore 21 e proseguirà fino alle 5 del mattino di lunedì 16 giugno.

Secondo quanto comunicato in una nota dall’Anas, i lavori necessari al completamento della rampa dovevano essere svolti lo scorso fine settimana, ma sono stati rinviati dal cattivo tempo: «Sono lavori – spiegano dall’ente autostradale – che necessariamente devono essere effettuati in condizioni di tempo ottimali». Chiusi i collegamenti tra l’autostrada ed il Gra, che sarà raggiungibile attraverso percorsi alternativi, indicati sul posto tramite segnaletica provvisoria e pannelli a messaggio variabile. Nel tratto autostradale in approccio alle aree interessate dai lavori, imposto il progressivo abbattimento del limite di velocità, fino a 50 km/h, con il divieto di sorpasso per gli autocarri. Per maggiori informazioni, oltre ai notiziari Ondaverde RadioRai e Isoradio, è possibile consultare anche:

Numero verde 1518 CCISS
«Pronto Anas» 841.148
www.stradeanas.it

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 13-06-2008