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INTERNAZIONALE|Il governo irlandese vacilla sui tagli alla scuola

Il partito di maggioranza, il Fianna Fail, ha isolato e perduto due parlamentari a causa dell’osteggiato progetto

di Aldo Ciummo

Paese che vai, tagli che trovi, ma sembra che di fronte alla crisi economica globale il rimedio subito presente alla mente dei governanti sia comunque uno: risparmiare sulla Sanità e sulla Scuola. A Dublino nelle scorse settimane la maggioranza in carica ha quasi fatto il botto sul primo capitolo, con una proposta di ridurre le garanzie sanitarie per gli anziani capace di far rivoltare mezzo partito di governo, cosi’ il Taoiseach (qui il termine sta a significare più o meno Primo Ministro, ma non ne ha proprio i poteri come nel Regno Unito) ha fatto marcia indietro sul tema Sanità.

Adesso sono i tagli all’Istruzione che stanno seminando una protesta meno rumorosa che altrove ma molto diffusa e tenace, anche perché stiamo parlando di un paese dove la metà della popolazione è giovane e quelli sotto i 21 anni, già da soli, sono quasi un terzo degli abitanti, mentre buona parte degli altri porta ogni giorno uno o più bambini all’asilo o a scuola. Joe Behan e Finian McGrath, uno del Fianna Fail e l’altro indipendente, ma organico al partito di maggioranza, si sono opposti ai tagli e sono stati rimossi dalle Commissioni di cui erano incaricati (rispettivamente Giustizia ed Educazione) e rimpiazzati da politici maggiormente legati alle direttive del Taoiseach, Brian Cowen.

Intanto, la Teachers Union of Ireland e The Children Rights Alliance, che raccoglie una ottantina di associazioni, hanno elaborato una stima che prevede una crescita delle spese scolastiche di circa 2000 euro l’anno prossimo, per una famiglia tipo con quattro ragazzi e ragazzini in vari livelli dell’istruzione. La stima include l’aumento delle spese di iscrizione, delle tasse universitarie e quelle derivanti dalla riduzione di servizi, che ricadrebbero quindi sui genitori e sugli studenti, per quelli che vanno all’università.

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