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Una piccola Finlandia festeggia il Natale negli USA

Nel Minnesota i finlandesi emigrati oltreoceano più di cento anni fa e quelli arrivati più tardi uniscono le proprie tradizioni festive a quelle americane

Si è spesso abituati a pensare al lento sfumare delle culture, tra spostamenti temporanei e definitivi sempre più frequenti per le persone, però in occasione delle feste conosciute da tutti capita di venire a sapere che le abitudini più radicate delle popolazioni che hanno sperimentato l’emigrazione sopravvivono, in modi inaspettati, a migliaia di chilometri di distanza dalle madrepatrie: come negli USA, dove il Natale si festeggia anche secondo le abitudini dei finlandesi, almeno in una piccola parte di questa enorme nazione.

Poco più di cento anni fa infatti molti europei cercavano lavoro in altri continenti, massicciamente in America (in particolare negli Stati Uniti). Proprio negli USA, nello stato del Minnesota, i finlandesi diventarono tanti che all’inizio del 1900 fu costruito il Kaleva Hall, un luogo dedicato alla conservazione ed allo sviluppo della cultura finlandese oltreoceano. Il centro di ritrovo fungeva da punto organizzativo per le attività sociali, sala da ballo, riunioni amministrative.
All’inizio non tutti parlavano l’inglese: la possibilità di confronto con i connazionali era quindi importante, ma durante la successiva integrazione nel nuovo paese la cultura proseguì la sua strada senza dimenticare le origini, balli e riunioni andarono avanti fino ad oggi, il Kaleva Hall esiste ancora e così una importante comunità finno-americana. Nel nord del Minnesota l’industria del legno e delle miniere attrasse immigrati ancora dopo la seconda guerra mondiale, diverse generazioni di finlandesi entrarono a farne parte.
Così il 24 dicembre al Kaleva Hall, un uomo vestito come il sindaco di Turku (una delle maggiori città della Finlandia, prominente nei secoli passati all’epoca del dominio svedese) inaugura in America la vigilia del Natale distribuendo gli auguri sia in finlandese che in inglese, contemporaneamente alla cerimonia che dall’altra parte dell’Atlantico risuona a Turku, la vigilia di Natale. Durante quel giorno, le tombe dei cimiteri sono illuminate da candele chiuse in pezzi di ghiaccio scavati facendo gelare il contenuto di alcuni bicchieri e poi lasciando cadere la parte interna del contenuto ancora liquido. Un’altra tradizione è il “lastu”, lavorazione di legno reso malleabile con acqua ad alta temperatura.
I finlandesi che vivono negli Stati Uniti non tengono queste tradizioni solo nel Minnesota, ma ad esempio portano le danze tradizionali del Nord Europa in città come Los Angeles (USA) e Toronto (Canada), inoltre prendono parte alla cucina americana con influssi provenienti dalla loro nazione di origine. Ancora una volta, non è difficile vedere che nella società aperta che nonostante tutte le difficoltà la nostra Europa sta diventando è possibile mantenere e sviluppare le proprie identità, arricchirne il paese di approdo e acquisirne le qualità senza abbandonare le basi di partenza, e questa è una grande opportunità per le nazioni capaci di accogliere culture differenti.
Aldo Ciummo
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In Finlandia alto grado di tutela delle minoranze linguistiche

 

La comunità svedese in Finlandia mantiene tuttora un articolato sistema di garanzie, mentre il ruolo dell’istruzione acquista peso nell’Europa unita

Due aspetti delle politiche consolidate in Finlandia si integrano nel panorama europeo attuale: il ruolo dell’istruzione, nel quale il paese nordico ha molti primati a cominciare dalla parità nelle opportunità di apprendimento, e la tutela storica della Comunità Svedese in Finlandia.

La Finlandia storicamente è stata unita alla Svezia per un secolo, prima delle vicende che duecentouno anni fa la portarono nell’ambito della Russia ed infine nel millenovecento all’indipendenza compiuta.

La comunità svedese ha mantenuto la sua identità ed ha ottenuto un grado molto elevato di tutela delle sue peculiarità, tanto che questo cinque per cento e mezzo di popolazione può contare su giornali, trasmissioni televisive, segnaletica stradale tradotta ovunque ed in sintesi su un vero e proprio riconoscimento di essere parte integrante della nazione finlandese.

Recentemente sono emersi dibattiti sull’insegnamento obbligatorio nelle scuole, dovuti alla considerazione delle mutate proporzioni delle comunità (oggi quella svedese annovera circa 300.000 membri in terra finnica, di cui 25.000 nell’arcipelago di Aland a ovest della Finlandia) ed all’accresciuta importanza globale di lingue straniere come l’inglese.

Lo svedese ha ancora molti titoli da vantare in Finlandia e questo ne assicura la permanenza al centro della cultura nazionale, per i legami che intrattiene con la storia dello stato e per l’arricchimento che porta agli studenti, facilitati in seguito nell’apprendimento di altri idiomi affini, come il tedesco.

Le dimensioni della comunità svedese agli inizi del 1900 arrivavano al 13 per cento, ma l’emigrazione durante il secondo conflitto mondiale e e le vicende demografiche ne hanno ridotto nel tempo la grandezza. Il gruppo però, perfettamente integrato nei secoli nella società finlandese, è tuttora parte importante dello stato, alle cui attività partecipa attivamente anche attraverso un partito (Svenska Folkpartiet i Finland) ed è un elemento che cementa le significative relazioni con il vicino, la Svezia.

La presenza della comunità di cui si parla inoltre è oggi parte della geografia umana finlandese e delle tradizioni di relazioni tra le popolazioni nordiche, tanto che nelle maggiori città, a cominciare dalla capitale, ci sono municipi e quartieri, ad esempio Sibbo a Helsinki, dove quasi la metà appartiene a questa componente della Finlandia, ormai diventata un esempio positivo di come diversi segmenti della cultura del territorio andrebbero valorizzati in Europa.

Aldo Ciummo