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2014 Città del Messico: le macchine vanno ad alghe marine

 

Sarà il combustibile del futuro quello  che la biofields messicana produrrà su larga scala a partire dal 2014. E’ appena cominciata la costruzione dell’impianto  pilota che produrrà etanolo dalle alghe.

 

di    Gabriele Tribulato Ragusa

Il primo impianto sorgerà nella regione di Pitiquito (stato messicano settentrionale di Sonora) e sarà ultimato entro il 2010. Il procedimento è basato sulla lavorazione di alghe blu verdi ibride. Queste producono già naturalmente etanolo, ma dopo una lavorazione di tipo industriale si avrà una produzione su larga scala.  In seguito l’etanolo verrà miscelato alla benzina riducendo notevolmente l’inquinamento dovuto dai trasporti ed eliminando due processi industriali che si usano solitamente: la fermentazione e la sintesi. 

Per l’alimentazione delle alghe verrà utilizata una centrale termoelettrica vicina all’impianto, che produrrà la Co2  necessaria, che insieme ai nitrati ed ai raggi solari sta alla base  della crescita e della riproduzione  delle alghe. L’investimento sarà di circa 850 milioni di dollari e se si otterranno i risultati previsti, la BioField avrà come primo cliente il Messico stesso, potendo così sostituire i composti ossigenati della benzina (pari al 5% per litro) con l’etanolo a partire dal 2012.

Il fabbisogno annuo ammonta  a tremila milioni di litri  ed è probabile che vista la vicinanza degli Stati Uniti, saranno loro i primi possibili clienti esteri. Non si escludono comunque esportazioni in Giappone ed in Europa, paesi firmatari di accordi commerciali per l’abbattimento delle tariffe donanali sull’importazione. Certo, bisognerà considerare i rischi, prendendo ad esempio altri paesi che già ne fanno uso: sfruttamento eccessivo del territorio e dei lavoratori.  BioField prevede a riguardo l’impiego di 1500 lavoratori per la costruzione dell’impianto e successivamente, ad impianto  avviato, circa 350 a tempo indeterminato.

Questo bioprogetto dovrà tenere presente l’andamento del mercato mondiale dei biocombustibili, che se avrà maggiori sviluppi permetterà un proficuo investimento e allo stesso tempo avrà bisogno che il prezzo del petrolio  superi cinquanta dollari al barile. Se il progetto avrà successo, la CFE (commissione Federale per l’Elettricità) tratterrà le risorse derivanti dalla cattura del biossido di carbonio tramite il meccanismo di sviluppo pulito previsto dal protocollo di Kyoto per i cambiamenti climatici. Questo meccanismo, obbliga i paesi più ricchi  a ridurre la propria quota di inquinamento ambientale, compensando parte delle proprie emissioni di gas serra finanziando progetti che riducano le emissioni nei paesi in via di sviluppo.

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La Svezia si avvia ad essere definitivamente leader nelle nuove tecnologie

Ci troviamo sotto le feste, ma questo non è l’unico periodo ideale per apprezzare i paesi del Nord Europa e la cultura del posto, perfino l’impatto climatico degli aeroporti viene curato con attenzione dagli ingegneri in Svezia e prediligere la Scandinavia per le ferie significa anche dire sì ad una visione responsabile dell’ambiente e dello sviluppo

 

 

Secondo i programmi europei che valutano l’impatto degli aeroporti Stoccolma significa il massimo come responsabilità ambientale. L’ Airport Council International Europe ed il WSP Environmental, una multinazionale di consulenza tecnico ambientale sostengono il programma Airport Carbon Accreditation. “L’aeroporto di Arlanda è ora completamente neutrale dal punto di vista dell’impatto climatico delle proprie attività quotidiane, avendo realizzato dal 2005 al 2008 un piano di riduzione del 50 % circa delle emissioni grazie a una serie di razionalizzazioni energetiche e al passaggio alle fonti di energia rinnovabili – riferiscono i responsabili di VisitSweden – ed ha adottato un sistema di prenotazione preferenziale per gli eco-taxi. Ad Arlanda gli eco-taxi sono circa 45% del totale e l’aeroporto prevede di accettare solo eco-taxi nei prossimi anni”. 

Un terzo degli autobus sono alimentati da energia rinnovabile e inoltre l’azienda dei trasporti pubblici SL possiede il più grande parco mezzi del mondo di autobus alimentati da etanolo. Nella primavera del 2010 prenderà il via la costruzione di un nuovo Eco-Quartiere ad alto contenuto innovativo e nel 2030 Stoccolma sarà leader mondiale per ciò che riguarda lo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie nel campo dell’energia e dell’ambiente. Si può dire che si sta avviando la costruzione di nuovi quartieri che avranno la funzione di modello su scala planetaria.

Hammarby Sjöstad, uno dei quartieri meridionali di Stoccolma, sta contribuendo a fare della capitale svedese una delle città che si trovano ai primi posti nel mondo per lo sviluppo urbano sostenibile. Norra Djurgårdsstaden, ”Royal Seaport district” nella zona nord-orientale della città, sarà la maggiore area di sviluppo urbano della Svezia secondo i progetti delle autorità.

Fino al 2025 andrà avanti la crescita di un quartiere innovativo e ambientalmente sostenibile; le questioni legate all’ambiente e all’energia hanno attraversato tutte le fasi di pianificazione urbana della zona, iniziata agli inizi del 2000, che prevede tra l’altro la creazione di 10.000 nuove unità abitative con primo ingresso nel 2011. L’area è situata in riva al mare e confina col primo parco nazionale cittadino del mondo, l’Eco-Parco, una vasta area all’aria aperta, molto frequentata per via della sua ricchezza floreale e faunistica, ma anche delle sue diverse attrattive culturali tra l’altro diversi musei.

La fonte di queste novità sulla Svezia è Visit Sweden, organizzazione naturalmente orientata  a valorizzare le caratteristiche positive del patrimonio turistico, culturale ed imprenditoriale ma si può aggiungere che i fatti su cui ci si basa sono dati reali e che è significativo in positivo che un territorio faccia leva su una visione responsabile del turismo e sulla capacità di rispettare l’ambiente, anche perchè la cura della sostenibilità dell’economia nulla toglie ed anzi stimola un contesto favorevole ad una straordinaria accoglienza in favore della cultura di questi luoghi. Impossibile non aggiungere che il blocco europeo all’avanguardia nel rapporto con la natura circostante ossia Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Islanda condivide anche nelle pratiche economiche il principio dell’ecologia e quindi visitare ognuno di questi paesi rappresenta un contributo ad un modello di sviluppo che spinge l’Europa come paese e la UE ad una prospettiva più lungimirante.