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ARTE|Il dannato Basquiat

Arte primitiva e del ghetto: nel 1988 finiva la parabola del primo pittore di colore nella storia dell’arte

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Simone Di Stefano/SG

Se c’è un’età perfetta per morire, allora quella è senza dubbio a 27 anni. Il perfetto cliché dell’artista, dedito a far uso di droghe, visionario e un pò fanciullo. Droga, droga e ancora droga: eroina e coca. Gira la testa, gli occhi si appannano, la nebbiolina che si frappone tra l’istante reale e l’infinito del proprio io ha un nome ben preciso: illusione. Ma vivere nell’irrealtà costa non solo soldi, quelli per chi ce l’ha, ma anche la vita. A volte. Jean Michel Basquiat viveva in un rettangolo di cartone, in chissà quale angolo sperduto di Central Park, a New York. Certo il Basquiat di Julian Schnabel mescola l’arte del pittore haitiano a quella del regista autore della sua biografia, anch’esso pittore, anch’esso artista, anche se meno, molto meno produttivo. La scena è quella del Jet Set di New York a fine anni ’70. New York è tutta una mostra. Dominano gli Warhol boy. Categoria quanto mai indefinita, ma sempre efficace per capire di primo pelo quanto ci volesse poco ingraziarsi un manager, rimediare un patrocinio ed arrivare ad esporre alla Mary Boone Gallery. Basquiat andò oltre. Riuscì a diventare a soli 24 anni il primo pittore di colore a far parlare di se.

 

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Solo una cosa gli dava fastidio: vietato dire di lui come “la mascotte di Andy Warhol”. Lo fece il New York Times e lui andò su tutte le furie. Leggenda e finzione poi si confondono nell’immaginario metropolitano, quindi non è sempre facile dire se Basquiat fosse un donnaiolo, un buono o un cattivo, un traditore. C’è chi ha voluto disegnare la sua personalità come di uno che si è scordato degli amici, una volta raggiunto il successo.Ma la sua arte, la sua voglia di far regredire il mondo a un doppio bit, 1 o 0, quel ritorno al primitivismo esagerato che per accostamento di colori e sagome fa tornare in mente il Picasso di Guernica. Quel Basquiat sapeva come colpire il pubblico.

Per allestire una mostra, la sua prima personale, si chiuse un mese in estrema solitudine. Lui, le tele, alcune di proporzioni giganti, e tanta vernice. Celeste, verde, “marrone come la cacca”, nero, bianco. Colori puri, neutri, impastati. Un successo che gli valse la fama, il riconoscimento per esser vissuto una vita nei bassifondi. A vendere per pochi dollari dei quadratini di “analphabet art”. Gli valse anche l’amicizia di Andy Warhol (nel film di Schnabel interpretato da un meraviglioso David Bowie) e con lui progredì quel ramo di pop art più incline all’industria e allo smercio.

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I soldi fanno cadere giù. Dalla cresta dell’onda il surfista che non tiene botta precipità già, affonda nel maremagnum del suo andare oltre, dello sfidare il destino. Quel passo importante non potrebbe esser compiuto se la vita non ti ha dato la possibilità di arrivare fin su. Alla scalata segue scalata, ma poi inevitabilmente si deve cadere giù. Gli ultimi anni di vita di Basquiat sono solo una parabola discendente, al fianco dell’unico amico rimastogli. A ogni tela di Warhol seguiva una zampata di colore di Basquiat. Fino all’overdose, fino a cambiare nome.

Simone Di Stefano/SG

SPORT|Vale-Stoner, si riparte da “Zero”

Al via oggi la cinque giorni di test di Jerez. L’ultimo banco di prova prima del via alla stagione ufficiale

Simone Di Stefano/SG

Prossimi allo starter del 12 aprile in Qatar, piloti e team della MotoGp si misurano in quello che viene definito il «Gp Zero». È l’equivalente della puntata promo di un grande show. Una 5 giorni di test, da oggi a domenica, nel circuito di Jerez de la Frontera, che vedrà all’inizio impegnate 125cc e 250cc per poi culminare, nel week end, con i bolidi della MotoGp a contendersi il premio Bmw M Award.

Fino a venerdì occhi puntati su Julian Simon, dominatore della 125cc e su Marco Simoncelli, chiamato a difendere il titolo mondiale nella quarto di litro. Ma il piatto ricco è nel week end, quando l’asfalto del circuito andaluso verrà arroventato dalle due ruote delle MotoGp. In palio la splendida Bmw serie M, già vinta in precedenza da Rossi, Stoner e Gibernau. Assente Dani Pedrosa, rimasto fermo a causa di una brutta caduta nell’ultimo test, saranno comunque Valentino Rossi, da queste parti noto ormai come Nutella in quanto testimonial della Ferrero in Spagna, e il suo rivale numero uno, Casey Stoner.

Favorito, secondo i bookmakers, proprio The Doctor. Bwin lo quota a 1.90, con l’australiano che segue a 3.00. Alle loro spalle, oltre a Pedrosa (8.00), l’altro spagnolo e compagno di team di Valentino, Jorge Lorenzo (9.00). Grande curiosità ruota anche attorno alle nuove livree delle scuderie, molte delle quali ancora non rivelate al pubblico.

Le Yamaha Tech 3 di Toseland e Edwards saranno interamente vestite di nero con una grande “M” verde. Lo stesso Capirossi è impaziente di provare la sua nuova Suzuky GSV-R 2009, sempre in livrea Rizla, con cui la scuderia di Hamamatsu ha rinnovato il contratto di sponsorship. Proprio il pilota italiano, con il compagno di squadra Vermeulen, spinge per un ruolo da protagonista. Quale banco di verifica migliore se non gli ultimi 45 minuti amichevoli? Prima di sguainare le spade.

Simone Di Stefano/SG

INTERNAZIONALE|Eurocrisi, nuove leggi per i mercati

Al summit di Bruxelles prevale la linea finanziaria a scapito dell’energia

BRUXELLES – Troppo grave è la crisi e imminente è il summit economico del G20 di Londra, in programma il prossimo 2 aprile e così, una volta seduti tutti allo stesso tavolo i 27 ministri paesi Ue non potevano non approfittare per trovare una linea in comune in materia economica.

È quanto sta avvenendo al summit del Consiglio europeo di Bruxelles in programma oggi e domani. Anche se le premesse avrebbero voluto che si parlasse soprattutto di energia al centro del dibattito sono entrati prepotentemente i 5 miliardi di surplus, rispetto agli iniziali 900 miliardi destinati alla Commissione Europea e che i 27 si stanno litigando su come investirli.
C’è chi li vorrebbe destinati alle banche dell’est in corso di fallimento, come quelle di Lettonia e Ungheria, chi come la Commissione li vorrebbe destinare a energia e tecnologia, e chi infine li destinerebbe alla ricostruzione di un sistema finanziario che fa acqua da tutte le parti, linea perseguita da Francia e Germania.
Avranno fatto breccia le parole del Premio Nobel, Paul Krugman, che in apertura di summit aveva definito «del tutto inadeguate» le misure anticrisi dell’Unione, 200 miliardi di euro lo scorso anno e altri 400 tra 2009 e 2010 (il 3,3% del Pil Ue). Del resto come dargli torto se paragonate ai 789 miliardi stanziati dal governo Usa? Ma non tutto è oro ciò che luccica. Proprio il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ribadito infatti che «qualsiasi altra iniezione di denaro liquido è categoricamente da escludere».
Tutto ciò non deve essere piaciuto agli Usa che invece, a sorpresa, proprio ieri hanno immesso altri 1,2 miliardi di dollari nell’economia americana per promuovere la ripresa. La Merkel, assieme al premier francese Sarkozy, ha scritto anche una lettera al Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso e al presidente di turno, il ceco Mirek Topolanek, ponendo l’accento sulla riforma dell’intero sistema finanziario europeo. «Le priorità – recita la missiva – richiedono la costruzione di una nuova architettura della finanza globale. L’Ue deve affermare una posizione in comune e prendere il comando a capo di questo processo».
La Merkel, da sempre contraria a misure anticrisi da adottare in comune si è detta convinta che tra le priorità rientrano anche l’allentamento dei criteri di Basilea II. Allo stesso modo la Germania ha ribadito la sua intenzione di aiutare i paesi dell’est in difficoltà, come del resto è stato già fatto con i 180 miliardi di euro già stanziati, anche se è stato precisato che «non ci sarà nessuna ulteriore emissione di eurobond».
Se quindi al G20 di Londra si discuterà del sistema finanziario ci sono i paesi dell’est che spingono per raggiungere una linea comune a proposito del cosiddetto “Partenariato per l’est”, in vista del summit di Praga previsto per il prossimo 7 maggio. Verranno stanziati 350 milioni di euro di nuovi finanziamenti e 250 milioni di euro ridiretti nel corso del 2010/13 nelle casse di sei paesi dell’Europa orientale: Ucraina, Georgia, Bielorussia, Moldova, Armenia e Azerbaigian.
Il piano a quanto pare piace a tutti meno che all’Italia, che avrebbe voluto il coinvolgimento permanente della Russia. Mosca invece si dovrà accontentare di ricevere l’invito solo «caso per caso». «Nessuna iniziativa anti-russa», ha precisato il ministro degli esteri ceco, Karel Schwarzenberg. Anche perché sul piano energetico la Russia resta sempre l’alleata più importante dell’Europa e forse anche per questo l’Ue non ha fretta di emanciparsi.
Infatti al summit si doveva parlare di energia, ma anziché lanciare nuove proposte sembra sia stata anzi tagliata una parte dei fondi da destinare alla realizzazione del progetto Nabucco, 3,300 km di corridoio energetico a est per portare in Europa il gas del Caspio attraverso la Turchia e i Balcani e rendere indipendente l’Europa dal gas russo. Romania, Polonia, Austria e Slovacchia non l’hanno presa bene e i loro ministri hanno minacciare di non votare il pacchetto.

INTERNAZIONALE|Inghilterra. Disoccupazione dilagante

la crisi economica globale ora minaccia la stabilità del governo di Gordon Brown

LONDRA – I posti e le offerte di lavoro precipitano, il numero dei richiedenti l’assegno di disoccupazione è più che raddoppiato e la crisi economica globale ora minaccia la stabilità del governo Gordon Brown, al timone del governo dal giugno del 2007. L’ultimo trimestre ha registrato per il Regno Unito il più alto numero di disoccupati, oltre 2 milioni, dal giugno del 1997.

Esattamente un mese prima dell’ultimo insediamento al governo britannico del partito Labour. Ed è solo l’inizio, perché se le stime hanno sorpreso anche i più fervidi ottimisti tra i corridoi del Parlamento ora sembra serpeggiare la rabbia per non aver preso al collo la crisi nella sua fase generativa. Poteva essere previsto tutto questo?
 
È quello che si chiede l’opposizione. «Ovviamente questi numeri non fanno piacere né a me e né al mio governo» ha risposto il Primo ministro britannico, incalzato durante il question time settimanale dal leader dei conservatori, David Cameron. «Lei aveva sostenuto che la crisi non avrebbe danneggiato il sistema di quella che sosteneva fosse la più forte economia mondiale – ha sentenziato il capo dell’opposizione, aizzando la schiera di conservatori seduti alle sue spalle – ma non è esattamente questo quello che sta avvenendo e il popolo britannico non dimentica le sue promesse».
 
Di tutta risposta l’ex Cancelliere dello Scacchiere britannico, da buon conoscitore di economia ha posto l’accento sul fattore globalizzazione, perché «Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania la quasi totalità delle economie mondiali presentano le stesse cifre, se non peggiori. Il governo farà il massimo per far fronte alla crisi». Intanto la gente si riversa per le strade in cerca di lavori occasionali, i job center da mesi espongono la scritta «no vacancies» e come se non bastasse le imprese ricorrono costantemente a tagli del personale, Woolworths, Vodafone e Ford le ultime in ordine temporale.
 
Howard Archer, Chief economist della IHS Global Insight ha evidenziato che «alla diminuzione dei posti di lavoro vi è un aumento del numero di compagnie che dichiarano fallimento. Prima di una ripresa, che non avverrà prima del 2011, ci aspettiamo quindi un picco di 3.3 milioni di disoccupati». Fino ad ora il governo ha ridotto l’Iva, portandola dal 17,5% al 15% per tutto il 2009, mentre dal 2010 dovrebbe entrare in vigore un aumento della tassazione del 5% per tutti i contribuenti con un reddito annuo superiore alle 150.000 sterline. L’obiettivo è quello di favorire il credito al consumo dei cittadini in modo da stimolare una ripresa della produzione da parte delle compagnie in difficoltà.
 
C’è anche un dato positivo: a una contrazione del settore privato si accompagna il segno positivo del settore pubblico, con ben 30.000 nuovi impieghi creati nell’anno appena trascorso. Un divario che non è sfuggito ai media britannici, primo fra tutti Harry Wallop, editorialista del Daily Telegraph, che ha parlato di «due nazioni distinte». Intanto il paese è entrato nel suo tredicesimo mese consecutivo di recessione.

SPORT|Arsenal-Roma 1-0. Le pagelle

Motta, una conferma anche all’esordio in Europa. Doni super, Pizarro entra troppo tardi

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Simone Di Stefano/L’Unità

INTERNAZIONALE|Corea del Nord, cade la torre della centrale di Yongbyon

Abbattuta la torre del reattore nucleare di Yangbyon. Gli auspici del G8 sulla Corea del Nord si intrecciano con le preoccupazioni per il programma iraniano che continua ad andare avanti 

di Simone Di Stefano

Il programma di denuclearizzazione della Corea del Nord ha preso avvio oggi con l’abbattimento della torre del reattore atomico della centrale di Yongbyon (nella foto vista dal suo interno). A questo atto faranno senz’altro seguito nuovi interventi di demolizione fino al completo disfacimento della centrale. Ieri infatti era stata consegnata al governo cinese, seppure con sei mesi di ritardo rispetto a quanto pattuito in origine, la solenne dichiarazione concernente le attività di Pyongyang nei campi dell’arrichimento di plutonio e uranio, e della proliferazione nucleare.

In tutto sono stati 16 i giornalisti, tutti di nazionalità degli stati interessati ai negoziati (Cina, Stati Uniti, Russia, Giappone e Corea del Sud) che hanno potuto prendere parte all’esplosione e alla demolizione della torre del sito nucleare più importante dello stato coreano. Dalle autorità è poi giunta l’indicazione alle televisioni di riprendere esclusivamente l’esplosione della torre di raffreddamento. L’abbattimento è avvenuto alle ore 17,05 locali, le 10,05  italiane.

E’ stata la Cina a ribadire attraverso la propria agenzia di stampa ufficiale ‘Xinhuà che la torre era stata abbattuta . La stessa ‘Xinhuà ha citato al riguardo la testimonianza di uno dei suoi inviati, che ha assistito alla scena. La demolizione della struttura era già stata in precedenza annunciata dall’emittente televisiva sudcoreana Mbc, una cui troupe era anch’essa presente; la Mbc si era tuttavia limitata a riferire che nel sito era risuonata un’esplosione, collegata verosimilmente all’abbattimento della torre. La notizia non era stata peraltro confermata dal ministro degli Esteri di Seul, Yu Myung-hwan, il quale aveva precisato di non essere in grado di farlo poichè non esistono comunicazioni dirette con Yongbyon.

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TRASPORTI|Pantano, tre anni di lavori per il metrò

Chiude il 7 luglio il tratto della vecchia ferrovia da Giardinetti: due nuove linee bus per alleviare il disservizio

Fatiscenti, rumorosi, scomodi e «imbrattati» di scritte lungo tutti i vagoni. Sono i treni della Roma-Pantano. Da Giardinetti il tragitto verso la periferia della capitale è un putiferio di ruspe e caterpillar, mucchi di terra e blocchetti. Le porte spesso non si chiudono e allora i macchinisti sono costretti ad andare a sbloccarle, fermando il treno. Storie che si ripetono ogni giorno a bordo dei convogli di questa storica tratta, inaugurata nel 1916 per collegare la capitale a Frosinone.

«E non è niente – dice accaldata una signora – perché quando le scuole sono aperte la mattina il treno è invaso dai giovani e così diventa invivibile». Voci di un popolo di pendolari ormai esausto. «Io lo prendo tutti i giorni, è orribile – dice la signora Ada, di Fontana Candida – per trovare un posto seduta sono costretta a raggiungere Borghesiana e poi a tornare indietro». Ma dovranno attendere ancora tre anni i pendolari prima di poter usufruire di treni nuovi e veloci. Per il 2011 infatti è prevista l’inaugurazione del primo tratto, tra Pantano e Giardinetti, della nuova metro C di Roma, che, in questo tratto sarà di superficie.

Proprio per consentire l’avvio dei lavori, a partire dal prossimo 7 luglio, il trasporto tra Giardinetti e Pantano verrà interrotto. Le stazioni resteranno le stesse. Torrenova, Torre Angela, Torre Gaia, Grotte Celoni, Fontana Candida, Borghesiana, Bolognetta, Finocchio, Graniti e Pantano. Da destra è arrivata la polemica sulla scelta di far coincidere il passaggio della metropolitana su un tratto di ferrovia in cui le nuove stazioni sono state inaugurate nel 2006. «Le banchine – precisano da Roma Metropolitane – restano le stesse ma saranno adeguate al sistema di metropolitana adottato, che prevede le porte di banchina, e agli standard previsti per tutta la linea C». E i binari? Quelli da Roma a Giardinetti saranno rimossi e riutilizzati da Met.Ro. in altre tratte mentre quelli tra Giardinetti e Pantano saranno riutilizzabili perché compatibili con i binari della nuova metro.

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REPORTAGE|Un cantiere a cielo aperto. Bruxelles, delitti e virtù dell’eurocapitale (1)

Un viaggio alla scoperta della capitale dell’Unione Europea. Una città dalle due facce, in continua evoluzione, con cantieri, gru e uomini al lavoro in ogni angolo della strada per costruire il volto di domani. Una città che dovrebbe servire da esempio a tutte le metropoli del continente unito, dove quello che funziona sono la multiculturalità e i servizi, ma che troppo spesso cade nelle sue stesse contraddizioni. proviamo a spiegare perché.

Davanti alla Cattedrale di Bruxelles, a Sinter-Goedelevoorplein, si è riunito sotto una pioggia battente uno sparuto gruppo di manifestanti. Tra striscioni e slogan ripetuti reiteratamente al ritmo dei tamburi, quello che colpisce particolarmente è un brano cantato a gran voce dall’uomo al microfono, vicino al furgoncino parcheggiato proprio sotto la scalinata in marmo della chiesa, di fronte a lui gli striscioni, uomini, donne e qualche bambino, molti vestiti in abiti tradizionali di qualche paese del sud del mondo.

«Una mattina – cantava il tipo – mi son svegliato, po po po, oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao. Una mattina, po po po, mi sono svegliato, po po po, ed ho trovato l’invasor». I manifestanti sono quelli dell’Udep (Union De Defense des Personnes Sans Papierse); il cantante è un omone belga, alto, biondo, sulla cinquantina; probabilmente nostalgico dei canti partigiani italiani e non solo.

Tutti riuniti per far blocco contro l’arresto di dodici clandestini, “sans-papiers” da queste parti, che avevano protestato a loro volta contro le autorità belghe, ree di aver “indotto” alla disperazione un loro compagno, un altro clandestino, un giovane camerunense di 32 anni che, costretto a lasciare il paese, si è impiccato all’interno della toilette del campo in cui soggiornava dallo scorso mese di aprile, situato a pochi chilometri da Anversa.

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EVENTI|Biblioteche di Roma, un teatro “costituente” e uno “strega” per piccoli lettori

Aumentano le iniziative delle Biblioteche di Roma, che hanno partecipato, assieme a tanti altri organismi e istituzioni diversi eventi. Noi ne proponiamo due in particolare sui quali si accenderanno i riflettori la prossima settimana. Teatro e letteratura le parole d’ordine.

Il teatro fatto dai cittadini per i cittadini. Sullo sfondo i valori inderogabili della Costituzione italiana e dei Padri Costituenti. La Costituzione è il titolo dello spettacolo tenuto dall’attore e regista Ninni Bruschetta, frutto di un laboratorio teatrale in cui a partecipare attivamente è stato proprio un gruppo di cittadini del Municipio VII di Roma, assistiti dal costituzionalista Michele Ainis. La realizzazione dello spettacolo rientra in un più ampio programma,organizzato da Teatro di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e Municipio VII, in occasione del sessantesimo anniversario della legge fondativa dello stato italiano. La prima nazionale de La Costituzione è fissata per domani sera alle ore 21, presso il Teatro biblioteca Quarticciolo (ingresso libero) e verrà replicato i giorni 3 e 4 giugno alla stessa ora. «Indaghiamo – dice Ninni Bruschetta – su un territorio e cerchiamo di scoprirne la cultura attraverso i giovani, esaltando la funzione sociale del teatro, che è di questo rito il fine ultimo e tangibile».

Tra gli organizzatori dell’evento anche le Biblioteche di Roma, partecipi di numerose altre iniziative, tra cui Io Pre.mio Biblioteche di Roma, una novità assoluta nello scenario della didattica della lettura. Frutto di un lavoro che ha coinvolto 18 biblioteche e 32 scuole romane. Un concorso di letteratura rivolta a lettori tra gli 8 e 13 anni. Martedì 3 giugno, alle ore 10,30, il Teatro Olimpico ospiterà la finale seguita dalla premiazione. Gli autori dei libri finalisti per la fascia d’età 8/10 anni sono Alexander McCall Smith, Sofia Gallo e Antonio Skármeta, mentre Timothée de Fombelle, Teresa Buongiorno e Erika Silvestri concorreranno per la fascia d’età 11/13 anni. A sceglierli un apposito comitato scientifico.

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 01-06-2008

ROMA|Sale l’attesa per il vertice Fao, tra carri armati e militari che sfilano alla parata del 2 giugno

La parata militare per la Festa della Repubblica, il vertice Fao e il controvertice di Oxfam International e Ucodep congestioneranno il centro di Roma da domani fino al 5 giugno. Le vie della “red zone” e le linee tram e bus deviate.

Vertice Fao e parata militare del 2 giugno. Da domani a giovedì prossimo il centro di Roma sarà teatro di uno spasmodico crocevia. Si comincia domani, quando a bloccarsi saranno le vie di Caracalla e dei Fori Imperiali, in occasione della consueta parata militare del 2 giugno. Viabilità che in via dei Fori imperiali era già stata messa a dura prova nei giorni scorsi, a causa dei lavori di messa a punto delle transenne e delle tribune che ospiteranno il pubblico e le autorità. La via tornerà transitabile nella notte tra lunedì e martedì e resterà aperta in ambo le direzioni fino a giovedì 5 giugno, in conseguenza all’apertura di martedì mattina della Conferenza sulla sicurezza alimentare delle Nazioni Unite, che si terrà a poche decine di metri di distanza.

In occasione dell’evento è prevista la creazione di una zona rossa, attorno al “Palazzo Fao”, che fin dalle sette del mattino di martedi 3 giugno resterà completamente interdetta al traffico e al servizio di trasporto pubblico, dirottato sulle direttrici transitabili. Già a partire dalle 19 di lunedì, inoltre, la Polizia Municipale provvederà a rimuovere i veicoli parcheggiati nelle zone circostanti alla sede. A restare chiusa sarà anche la stazione della linea B della metropolitana di Circo Massimo. A complicare la già delicata situazione, in concomitanza con l’apertura del summit, dalle 15 alle 18,30 dello stesso giorno è prevista una contromanifestazione, organizzata da Oxfam International e Ucodep (Unità e Cooperazione per lo Sviluppo dei Popoli).

Diverse le vie in cui non si potrà circolare: piazza di Porta Capena, via delle Terme di Caracalla, via Antonina (da via delle Terme di Caracalla a largo Baldinotti), largo Baldinotti, via Guido Baccelli (tra largo Fioritto e largo delle Vittime del Terrorismo), via Santa Balbina (tra largo Fioritto e largo Baldinotti), via Ercole Rosa (tra largo Fioritto e piazza Remuria), via Aventina, via Peruzzi (da via Angolo Pirro a via Aventina), viale Aventino, via Licina, via Fonte di Fauno, via delle Terme Deciane, via del Circo Massimo (da piazzale Ugo La Malfa a viale Aventino). Capitolo bus. Atac e Trambus hanno messo a punto un piano che prevede la deviazione di 14 linee di superficie.

Per sapere nel dettaglio i tragitti alternativi contattare il numero di Atac s.p.a. 06/57003,
(dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20), oppure consultare il sito internet www.atac.roma.it.

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 01-06-2008