• i più letti

  • archivio

  • RSS notizie

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.
  • fin dove arriva la nostra voce

  • temi

  • Annunci

Le energie rinnovabili festeggiate ad Urbino il 22 maggio

 

La prima iniziativa prevista è il Corso di aggiornamento per docenti “Dalle buone pratiche alla strumentazione scientifica” promosso dalla sezione ISS di Urbino e dall’azienda Edumad già il 21 maggio

 

Questa settimana l’Itis Mattei di Urbino, in collaborazione con gli enti locali e con il coordinamento del dirigente scolastico Riccardo Rossini, la cui presentazione a nome dell’istituto del progetto è visibile al link http://www.itisenergie.altervista.org/index.htm dove si trova un videoclip prodotto dal laboratorio cinema della scuola, promuove la Festa dell’Energia. L’ evento comprenderà tutta la giornata di sabato, ma verrà introdotta già venerdì da un primo incontro, alle 15.00, il corso di aggiornamento per docenti che tratta del percorso della ricerca “Dalle buone pratiche alla strumentazione scientifica”, organizzato dalla sezione ISS di Urbino e dalla azienda Edumad.

Sabato 22 maggio, alle 9.15 di mattina, ci sarà l’apertura vera e propria dell’iniziativa per un mondo sostenibile, come gli ideatori l’hanno chiamata, seguita dalla premiazione del concorso “Inventa la tua energia”.  Alle 9.30 aprirà la mostra “L’alternativa in pratica” della Associazione PAEA, così come della mostra “Energie e Sostenibilità” del gruppo locale di Urbino di Legambiente.

Parallelamente, sono previsti un laboratorio di autocostruzione di forni e di parabole solari (allestito dal CEA Provincia di Pesaro e Urbino), la gara di orienteering energetico “Caccia all’energia” del Dipartimento di educazione fisica dell’Itis di Urbino, l’iniziativa dei laboratori S.O.S Energia dei dipartimenti di Fisica e Chimica dell’Itis di Urbino.

Alle 10.00 apriranno gli stand di installatori, associazioni ed istituzioni e inizierà il cineforum “the age of the stupid” e CO2 Greenpeace (gruppo locale di Urbino), che saranno seguiti dai concerti dei gruppi locali e dal convegno su “La transizione energetica verso le rinnovabili”. Sul tema dell’ecosostenibilità interverranno anche Luca Lombroso, metereologo della trasmissione Rai “Che tempo che fa”, il presidente di Legambiente delle Marche Luigino Quarchioni, Michele Altomeni di EnergEtica, moderati dal dirigente dell’ITIS, Riccardo Rossini.

Alle 11.30 comincerà la conferenza spettacolo “un’esplosione di energia” del dipartimento di Fisica e Chimica dell’Itis e aprirà il laboratorio di costruzione di strumenti con materiali di recupero a cura del Circo Musicale ed alle 12.45 verrà inaugurato il laboratorio di energetica. Nel pomeriggio si riprende alle 15.30, con la riapertura degli stand degli espositori e delle mostre citate e riprendono le gare ed i laboratori di cui si è appena parlato, seguono un altro concerto ed il convegno sul piano energetico provinciale riguardo alle energie rinnovabili.

Intorno all’attività ecosostenibile delle amministrazioni del territorio interverranno l’assessore all’ambiente della provincia di Pesaro ed Urbino, Tarcisio Porto, l’assessore ai lavori pubblici del comune di Urbino Francesca Crespini, il Dipartimento di Scienze Geologiche, Tecnologie Chimiche ed Ambientali dell’Università di Urbino e anche qui modererà l’incontro il professor Riccardo Rossini.

La giornata del 22 si concluderà con il workshop per dirigenti ed addetti ai lavori “Rinnovabili: la scuola ci guadagna?” dedicato alle modalità con le quali un istituto può reperire risorse dalle rinnovabili e condotto da Paola Boarin, ricercatrice della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara. Il sito ha raccolto le informazioni sulle attività in favore dell’ambiente promosse nel territorio dall’istituto grazie alle indicazioni gentilmente fornite dal professor Massimo Zandri.

Aldo Ciummo

Annunci

Il 26 novembre a Mestre presentazione del libro sui Diritti delle Donne

 

Copertina del libro di Daniela Danna "Stato di Famiglia", nel corso del dibattito e delle settimane su queste pagine troverete sottolineati anche spunti presenti in testi non strettamente dedicati alla questione dei diritti delle donne, ma ugualmente interessanti proprio ai fini di una riflessione sull'arricchimento della qualità della democrazia grazie al protagonismo femminile nella società, nell'impresa, nei territori ed in Europa

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti della Donna verrà presentato il libro di Daniela Danna sulle violenze in famiglia. Su queste pagine se ne prende spunto per avviare la pubblicazione di una serie di opinioni di esperti di rapporti tra qualità della democrazia e partecipazione femminile, interviste raccolte nel corso di diversi mesi in seguito all’uscita del testo di Marco Almagisti sul capitale sociale

 

 

La cronaca nera straborda dalle riviste e dalle notizie quotidiane, fa parte delle cose che esistono ma non ci piacciono, andrebbe affrontata ugualmente ma c’è già chi lo fa, decine di mass media che lo fanno, spettacolarizzandola, semplificandola o anche approfondendo in maniera efficace le possibile soluzioni. Qui si può fare altro (i lettori di skapegoat ci hanno abituato alla loro pazienza, non cercano solo l’ultima notizia) e approfittare del sasso nello stagno per avviare la rassegna di opinioni sulle strutture di potere più arretrate in Italia ed in Europa, nella società molto prima che nello stato (ma con drammatici effetti di rinforzo di meccanismi arcaici anche nello stato), che il maschilismo ha lasciato a presidio del terreno, di quello concreto della società italiana ma non solo italiana e a presidio del terreno più importante per la crescita dei cambiamenti cioè quello culturale.

L’iniziativa del giorno è la presentazione del libro di Daniela Danna “Stato di Famiglia – Le donne maltrattate di fronte alle istituzioni”  al Centro Culturale Santa Maria delle Grazie di Via Poerio 32 a Venezia, giovedì 26 novembre, l’autrice nel corso dell’incontro discuterà del tema con Patrizia Marcuzzo del Centro Antiviolenza del Comune di Venezia. Si parlerà di come lo stato italiano protegge le vittime delle violenze che avvengono dentro le mura domestiche e del ruolo giocato da tutte le figure in grado di fornire aiuto (operatori dei tribunali, assistenti sociali, agenti) e soprattutto delle testimonianze. Verrà affrontato anche l’argomento delle strutture culturali in cui gli episodi in questione avvengono.

Spostiamo però l’attenzione all’incrocio tra cultura, società e stato, perchè questo crocevia è stato il punto di vista assunto quando su queste pagine web si è iniziato a seguire con più continuità il rapporto tra partecipazione femminile e qualità della democrazia, interpellando proprio su questo punto il professor Marco Almagisti, la cui ricerca verte soprattutto sulla qualità della democrazia. Almagisti non ha avuto difficoltà a rispondere anche sullo specifico, sulla partecipazione femminile, anche se il suo libro non trattava principalmente di questo. E altri apporti sono stati forniti in seguito da Alisa Del Re, Lucia Visca, Luciana Castellina, che conoscerete attraverso le loro opinioni con l’uscita delle interviste nel corso delle prossime due settimane.

Il motivo per cui è stato scelto il libro di Almagisti come spunto per una riflessione sui rapporti tra qualità della democrazia e partecipazione femminile è questo: il libro parla di capitale sociale, ossia quel patrimonio civile e associativo che eccede le regole della democrazia e le regala qualcosa di più permettendo alla democrazia di crescere grazie al coinvolgimento della gente. L’autore stesso, nel suo libro, supera le strutture politiche per occuparsi anche di tutto ciò che nella evoluzione della democrazia è legato al lavoro, alla dimensione locale, ai rapporti informali, e di ciò che i territori possono investire nella costruzione dell’Europa.

Adesso, se per capitale sociale si intende la capacità di coesione e di riconoscimento delle energie presenti nelle comunità, non si vede quale elemento più importante del protagonismo femmile le situazioni locali hanno espresso negli ultimi venti anni. Questo almeno a mio parere e soprattutto se si parla di tutto il sapere che non si limita alle forme istituzionali ma permette la crescita nella società a livello di associazionismo, produttività, ricerca e socialità.

Ecco perchè le persone intervistate si sono viste proporre le medesime occasioni di riflessione che seguono ed è sulla base di queste che hanno espresso le opinioni che leggerete nelle prossime settimane, come prima cosa il fatto che se vi sono stati dei ritardi nell’incremento della partecipazione femminile, si sono riscontrati anche cambiamenti sostanzialmente e non solo quantitativamente positivi nel corso degli ultimi decenni, sia pure a fasi molto alterne.

Un altro fattore che l’analisi della situazione del capitale sociale (inteso come rete di associazioni, patrimonio di pratiche sociali eccetera…) ci ha suggerito è il ruolo dei diversi territori, delle regioni più avanzate o della loro tradizione (il testo si basa sulle esperienze raccolte in Toscana e in Veneto) nell’avanzamento del ruolo delle donne nella società. Si rischia una certa confusione perchè qui segnaliamo la presentazione di un testo che parla di violenze private (Danna sullo stato di famiglia) e introduciamo contemporaneamente un dibattito partito dalla diffusione di un libro che parla di sistemi politici (Almagisti sul capitale sociale) ma è una scelta che faccio perchè i problemi sociali come il sessismo, la partecipazione nella politica e i sistemi istituzionali sono strettamente interrelati e anche senza essere scienziati sociali vale la pena di introdurre un dibattito in più su questi legami.

A livello locale, dove i cambiamenti sono a volte più forti della cultura politica arcaica più forte della realtà che si esprime spesso nelle immutabili strutture nazionali (il ritardo in termini anche numerici nell’inclusione di tutte le componenti della società è talente evidente che non ci ritorniamo) la situazione evidenzia molti casi di progresso concreto, dove in alcuni territori (nella pratica quotidiana dell’amministrazione, dell’impresa e dell’associazionismo) delle barriere di genere non c’è talvolta più traccia.

Inoltre se l’Europa degli artigiani e degli agricoltori è quasi scomparsa e in testi come quello sul capitale sociale se ne registra la trasformazione anche nelle regioni, come appunto Veneto e Toscana, e se questo ha prodotto anche delle crisi nella coesione sociale del paese e della provincia, nel mondo delle professioni, nell’istruzione e nell’associazionismo la presenza femminile è oggi maggiormente incisiva ed è quindi oltre che un cambiamento uno dei maggiori agenti degli altri mutamenti sociali e culturali.

Il problema è che restano sovrastrutture arcaiche pure a livello istituzionale e non si può evitare che queste causino ritardi e regressi anche nella società, soprattutto quando si accompagnano a barriere ereditate dal passato anche nel mondo dell’impresa, dell’economia e dei settori della società che dei progressi più hanno beneficiato ma non riconoscono sempre i meriti in termini di responsabilità che vengono affidate alle donne. Le operazioni di costruzione del capitale sociale (inteso in sintesi come modo di coesione di una società al di là delle regole imposte) sono sempre rischiose, perchè la cultura e la percezione di cui le comunità vivono si costruiscono nel tempo, nel proporvi il contenuto delle interviste infatti ci sarà occasione di ritornare anche sui limiti del ruolo che l’Europa può svolgere per stimolare stati come l’Italia a colmare il divario.

Aldo Ciummo