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Finlandia, Governo di apertura all’Europa

Un difficile compito si profila per il governo che dovrà tenere assieme sei soggetti politici molto diversi tra loro, ma le basi sono solide

Comincia a delinearsi l’azione del nuovo governo, la cui nascita era stata attesa fino al 22 giugno, singolarmente a lungo, per quelle che sono le abitudini istituzionali del paese (di consueto la formazione di esecutivi formati dai maggiori partiti avveniva più rapidamente), fin dal 17 aprile. Jyrki Katainen, leader del maggioritario partito Moderato ha confermato le premesse che lo volevano in carica dopo il calo di consensi dell’alleato principale, il partito di Centro, oggi all’opposizione proprio in considerazione del proprio crollo.

Evoluzione positiva anche per Socialdemocratici, Verdi, Sinistra, Cristiano Democratici e Partito degli Svedesi, che entrano a far parte di questa coalizione nazionale che è soprattutto una coalizione europea, nata sulla base della volontà di supportare Grecia e Portogallo e confermare il contributo finlandese all’Unione Europea. Difatti il partito dei Veri Finlandesi, dipinto, forse con alcuni eccessi, come un pericolo all’assetto esistente, si è di fatto autoescluso con il rifiuto completo di ragionare sugli aiuti all’Europa.

Timo Soini, che aveva fatto del diniego ai salvataggi degli stati in difficoltà la sua proposta all’elettorato, non poteva cambiare all’indomani del consenso che questa aveva riscosso, di fatto però non era realistico trasformare un rifiuto della realtà in un programma di governo. Resta il segnale dato da una parte significativa elettorato,  intimorito dalla possibilità che il peso di scelte operate altrove possa trasferire oneri finanziari su un paese relativamente piccolo e molto efficiente nella sua amministrazione. In ogni caso il raggiungimento di un accordo ha chiarito che più dell’ottanta per cento dei finlandesi avrà il governo europeista che ha in stragrande maggioranza indicato, una buona notizia anche per la UE.

Non mancano le difficoltà di un esecutivo nel quale lavoreranno assieme i moderati del Partito della Coalizione Nazionale in continuità con gli anni passati e i Socialdemocratici (fino a quest’anno in opposizione), più i Verdi e il Partito degli Svedesi (al governo con Moderati e Centro fino a poco fa) e l’alleanza di Sinistra, infine i Cristiano Democratici. La politica del Governo si profila come molto favorevole all’ecologia ed all’economia ecosostenibile, ma diversità di opinioni esistono, ad esempio riguardo la tassazione. Anche qui una soluzione che introduce imposte sui redditi più alti sarebbe in arrivo. I Cristiano Democratici però potrebbero modificare alcune delle norme di laicità.

L’esecutivo è nato con una impronta fortemente favorevole all’Europa, all’Ambiente, all’uguaglianza di opportunità e rappresenta, con l’apertura del primo ministro Jirki Katainen a forze molto diverse anche nell’elaborazione del programma, un esperimento cui guardare con interesse e che ha opportunità di riuscire specialmente in un paese come la Finlandia che ha una esperienza molto lunga in fatto di coalizioni nate con pragmatismo sulla soluzione di problemi concreti.

Aldo Ciummo

Finlandia. Sauli Ninisto non sarà nel prossimo parlamento

 

L’uomo politico appartiene al partito National Coalition Party, operando in pieno accordo con quest’ultimo ha lavorato a molte riforme, ma non si ricandiderà per la prossima legislatura

 Il presidente del parlamento finlandese Sauli Ninisto, appartenente al partito di governo National Coalition Party, centrodestra, non sarà di nuovo candidato. Venerdì Sauli Ninisto ha annunciato la sua decisione al giornale Helsingin Sanomat, senza entrare nei dettagli. Quindi il politico non farà parte, l’anno prossimo, dell’Eduskunta, l’assemblea elettiva che rappresenta i cittadini in Finlandia.

Ninisto è stato candidato nel distretto di Uusimaa (sud della Finlandia), che è il più popoloso del paese con i suoi quasi 900.000 abitanti, ed è stato votatissimo (più di 60.000 preferenze). L’uomo politico ha informato della sua scelta il Ministro delle Finanze Jyrki Katainen ed il Ministro degli Esteri Alexander Stubb già da febbraio, come Sauli Ninisto stesso ha reso noto.

Jyrki Katainen presiede il partito National Coalition Party. L’uomo politico al centro dell’attenzione, data la novità, è nato sessantuno anni fa nella parte sudoccidentale della Finlandia ed è stato già in Parlamento dal 1987 al 2003 e poi nuovamente dal 2007. Sauli Ninisto ha lavorato come Ministro delle Finanze e come vice presidente della Banca Europea degli Investimenti. Dal 1996 al 2003, come Ministro delle Finanze finlandese, Ninisto prese parte ai governi di Paavo Lipponen che erano di centrosinistra, gli esecutivi in questioni furono perciò ribattezzati “arcobaleno” da alcuni degli osservatori della vita politica.

 Nel 2006 Ninisto è andato bene nelle elezioni presidenziali, vinte però da Tarja Halonen che è tuttora presidente della Finlandia. La presidenza del Parlamento finlandese amministrata da Ninisto è stata caratterizzata dall’impegno nelle riforme. Il Parlamento finlandese è unicamerale, composto da 200 seggi, l’iter delle riforme è spesso condiviso dalle maggiori forze politiche. Lo stato è retto da un sistema semipresidenziale e il National Coalition Party, il cui nome finlandese è Kansallinen Kokoomus, è da sempre uno dei gruppi più consistenti nelle elezioni e di fatto si tratta di un partito di centro liberale.

Il Primo Ministro Matti Vanhanen appartiene al partito di centro (Suomen Keskusta in finlandese), che governa assieme al National Coalition Party, agli ambientalisti (Vihrea Litto) ed al partito degli svedesi che vivono in Finlandia, lo Swedish People Party (Ruotsalainen Kansapuolue). L’anno prossimo sono previste importanti elezioni.

Aldo Ciummo