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Finlandia: “più cooperazione in Europa”

L’ex primo ministro Paavo Lipponen e attuale candidato alla presidenza della Repubblica per i Socialdemocratici chiede una maggiore cooperazione europea.

Paavo Lipponen, ex primo ministro e candidato dei Socialdemocratici finlandesi per la presidenza della Repubblica, ieri è intervenuto nel dibattito sulla Unione Europea, affermando che i paesi più piccoli sono quelli che hanno più da guadagnare da una Europa veramente unita di fronte alle crisi ed alle opportunità presentate dall’attuale contesto internazionale.  

Lipponen ha parlato anche delle difficoltà di armonizzare tutte le esigenze e dei rischi di influenza esclusiva delle nazioni che hanno maggiore peso. Il politico finlandese ha osservato che è facile abbandonare un progetto ma poi è difficile riportarlo in funzione e si è riferito proprio all’Europa, attraversata da scetticismi sulle capacità di tenere insieme realtà diverse ed affrontarne i problemi.

 La Finlandia ha mantenuto, durante i dibattiti sulle crisi europee, una posizione costruttiva pur ricercando ovviamente delle garanzie sulle modalità di utilizzo dei contributi che i paesi con un bilancio più equilibrato assegnano alle regioni in difficoltà.

Il risultato delle elezioni di aprile ha confermato una stragrande maggioranza europeista che infatti è stata alla base della formazione del nuovo governo. Durante le crisi economiche interne degli anni novanta, la Finlandia ha rimesso in moto la propria economia senza grandi interventi esterni e scommettendo con lungimiranza sui settori dell’istruzione e della ricerca.

Aldo Ciummo

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L’economia svedese continua a crescere

L’economia della Svezia secondo le previsioni crescerà di un altro punto percentuale durante l’anno, la crescita dell’anno è intorno al cinque per cento

 La borsa di Stoccolma avrà anche risentito delle turbolenze della metà di questa settimana sui mercati, ma ci si aspetta (Dow Jones Newswire) una crescita di un punto percentuale ulteriore quest’anno nello stato scandinavo.

La crescita dell’intero anno si dovrebbe attestare intorno al cinque per cento. La spesa per i consumi è salita del 2, 3 per cento, ma la ricchezza disponibile è in aumento e il numero delle persone occupate nel lavoro è cresciuto del due e mezzo per cento.

Le esportazione nel secondo quarto dell’anno corrente sono cresciute di quasi l’otto per cento e le importazioni quasi il sei. Riksbank e Nordea non avevano previsto una crescita del prodotto interno lordo pari a quella che poi si è verificata, ma Nordea ci era andata vicino nelle sue previsioni.

Sono state le esportazioni, secondo gli analisti, a fare la differenza. La Riksbank continuerà con la sua politica di austerità, osserva Nordea. Nel primo quarto del 2011 la Svezia ha avuto una crescita quasi del sei e mezzo per cento, una delle più alte in Europa.

Aldo Ciummo

Ue più presente in seguito alla presidenza svedese

 

Riepilogo Area Nord Europa 2009-2010: l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona ha coinciso con un periodo di forte attivismo da parte della Svezia che incaricata alla fine del 2009 della presidenza della nostra comunità UE, ha promosso ambiente, cooperazione e diritti

Questi ultimi due anni si sono caratterizzati per l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona che ha avviato l’Europa verso decisioni più incisive: il ruolo stabilizzatore che il continente ha giocato nei confronti della crisi si è incrociato con lotta al cambiamento climatico, messa al primo posto dalla Svezia durante il suo semestre, ormai concluso, di presidenza dell’Unione Europea. Il turno svedese ha lasciato il segno in positivo come occasione di una ristrutturazione dell’economia secondo criteri di ecosostenibilità, nella quale Stoccolma è all’avanguardia.
 
La tradizione ambientalista dello stato nordico e la rinnovata preoccupazione europea nei confronti delle conseguenze socioeconomiche dell’inquinamento si sono saldate in qualche modo durante l’ultima parte del mandato svedese, che ha avuto anche il compito di inoltrare a Copenaghen obiettivi precisi: L’Unione Europea ha inteso fare la parte della protagonista nel promuovere elevati standard da raggiungere in materia ambientale: entro quaranta anni la comunità vorrebbe arrivare a ridurre di più dei quattro quarti le emissioni di gas nocivi dalle abitazioni e intanto ridurre tutte le emissioni “incriminate” del venti per cento entro il duemilaventi.
 
La Presidenza Svedese che si è conclusa con il duemilanove ha incardinato la scommessa ecologista all’interno di tutte le sue politiche, tracciando anche nelle linee della politica economica una mappa di priorità segnata da efficenza energetica, ricerca, valorizzazione delle risorse che presuppone il metodo “verde” come principale possibilità di innovare l’economia, includere i lavoratori, rendere eque le relazioni internazionali e quindi promuovere lo sviluppo socioeconomico dell’Europa e dei suoi vicini.

Aldo Ciummo

2014 Città del Messico: le macchine vanno ad alghe marine

 

Sarà il combustibile del futuro quello  che la biofields messicana produrrà su larga scala a partire dal 2014. E’ appena cominciata la costruzione dell’impianto  pilota che produrrà etanolo dalle alghe.

 

di    Gabriele Tribulato Ragusa

Il primo impianto sorgerà nella regione di Pitiquito (stato messicano settentrionale di Sonora) e sarà ultimato entro il 2010. Il procedimento è basato sulla lavorazione di alghe blu verdi ibride. Queste producono già naturalmente etanolo, ma dopo una lavorazione di tipo industriale si avrà una produzione su larga scala.  In seguito l’etanolo verrà miscelato alla benzina riducendo notevolmente l’inquinamento dovuto dai trasporti ed eliminando due processi industriali che si usano solitamente: la fermentazione e la sintesi. 

Per l’alimentazione delle alghe verrà utilizata una centrale termoelettrica vicina all’impianto, che produrrà la Co2  necessaria, che insieme ai nitrati ed ai raggi solari sta alla base  della crescita e della riproduzione  delle alghe. L’investimento sarà di circa 850 milioni di dollari e se si otterranno i risultati previsti, la BioField avrà come primo cliente il Messico stesso, potendo così sostituire i composti ossigenati della benzina (pari al 5% per litro) con l’etanolo a partire dal 2012.

Il fabbisogno annuo ammonta  a tremila milioni di litri  ed è probabile che vista la vicinanza degli Stati Uniti, saranno loro i primi possibili clienti esteri. Non si escludono comunque esportazioni in Giappone ed in Europa, paesi firmatari di accordi commerciali per l’abbattimento delle tariffe donanali sull’importazione. Certo, bisognerà considerare i rischi, prendendo ad esempio altri paesi che già ne fanno uso: sfruttamento eccessivo del territorio e dei lavoratori.  BioField prevede a riguardo l’impiego di 1500 lavoratori per la costruzione dell’impianto e successivamente, ad impianto  avviato, circa 350 a tempo indeterminato.

Questo bioprogetto dovrà tenere presente l’andamento del mercato mondiale dei biocombustibili, che se avrà maggiori sviluppi permetterà un proficuo investimento e allo stesso tempo avrà bisogno che il prezzo del petrolio  superi cinquanta dollari al barile. Se il progetto avrà successo, la CFE (commissione Federale per l’Elettricità) tratterrà le risorse derivanti dalla cattura del biossido di carbonio tramite il meccanismo di sviluppo pulito previsto dal protocollo di Kyoto per i cambiamenti climatici. Questo meccanismo, obbliga i paesi più ricchi  a ridurre la propria quota di inquinamento ambientale, compensando parte delle proprie emissioni di gas serra finanziando progetti che riducano le emissioni nei paesi in via di sviluppo.