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L’Istruzione nell’Europa delle regioni

Nei giorni 8 e 9 febbraio a Napoli si svolgerà il convegno “Regionalizzazione dei sistemi di istruzione e formazione”, organizzato dalla regione in collaborazione con la Facoltà di Sociologia dell’Università “Federico II” e l’Ais-Edu.

Un convegno per fare il punto sulle politiche di istruzione e formazione messe in campo in questi anni nel territorio regionale campano e per confrontarle con altre realtà nazionali ed internazionali: è l’occasione nella quale si incontreranno alcuni dei più accreditati esperti di politiche educative nel panorama nazionale.

Le regioni assumono un peso sempre maggiore nel contesto europeo delle riforme del sistema dell’istruzione. Difatti l’Unione Europea non ha ancora competenze ben definite in quello che resta un settore di competenza nazionale. In questa situazione si inserisce il ruolo delle regioni e delle provincie, di quelle realtà territoriali che sempre più spesso si trovano a giocare come degli apripista nel campo della integrazione continentale.

La riflessione è stata promossa dal Fondo Sociale Europeo della regione Campania con l’Ais-EDU e con la facoltà di Sociologia dell’Università Federico II , si parlerà infatti come prima cosa della governance regionale delle politiche educative, in una sessione dedicata a quanto fatto a Napoli in accordo con la strategia di Lisbona, in particolare riguardo all’investimento sulla conoscenza.

La discussione affronterà il problema dell’inclusione sociale e delle opportunità di accesso alla formazione professionale, le politiche sull’apprendimento permanente e sull’adeguamento dell’offerta scolastica alle realtà regionali. A questo proposito il confronto si sposterà soprattutto sull’università. Infine le due giornate daranno spazio anche ai progetti incentrati sulle nuove tecnologie.

Aldo Ciummo

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LA SINFONIA INCOMPLETA DI LISBONA (da eurobull di oggi)

 
 

Immagini dei festeggiamenti irlandesi per il sì al referendum su Lisbona. Il risultato irlandese ha posto un freno alle odiose critiche contro tutta l'area anglosassone, stati ingiustamente accusati di euroscetticismo. Ma soprattutto il voto popolare in Irlanda e lo sblocco istituzionale in Repubblica Ceca hanno dato il via all'applicazione della nuova costituzione europea.

Dopo un decennio di tentennamenti tra gli stati dell’Unione e l’annacquamento della Costituzione Europea, finalmente il Trattato di Lisbona è entrato il vigore il 1 Dicembre 2009.

Piuttosto che la fine di un lungo processo, la JEF-Europe considera questo evento solamente un altro graduale passo sulla via dell’integrazione verso una democratica Federazione Europea.

( Segnaliamo la riflessione apparsa su un sito suggeritoci da Simone Vannuccini, che dell’integrazione europea è uno dei maggiori sostenitori con i fatti tra i giovani, in Italia. Per leggere l’intero articolo visitare www.eurobull.it  )

“Il Trattato di Lisbona introduce numerosi strumenti che rendono l’Unione più trasparente, più democratica ed efficiente; tuttavia l’Europa avrà bisogno di musicisti abili e creativi per suonare il motivo federalista fino alla fine. Perchè i politici non stecchino la nota, i giovani federalisti dovranno continuare a dettare il ritmo.

Ora, quali sono i più importanti cambiamenti introdotti da Lisbona che interessano ai federalisti?  Esistono almeno tre buoni argomenti che sconfessano le critiche degli euroscettici. In primo luogo, con il Trattato di Lisbona gli stati membri non saranno più costretti a rimanere forzatamente nell’Unione contro la volontà dei loro rispettivi cittadini, in quanto il nuovo trattato riconosce agli stati membri il diritto di uscire dall’Unione.

In secondo luogo, i parlamenti nazionali avranno d’ora in poi fino a otto settimane di tempo per analizzare le proposte di legislazione europea ed contestare tali proposte sulla base della violazione del principio di sussidiarietà.

In terzo luogo, il Consiglio, sarà tenuto a legiferare in pubblico, aumentando così il grado di trasparenza del processo decisionale” (leggere l’intero articolo su eurobull). 

* questo è un estratto dal sito  www.eurobull.it , da un articolo di Philippe Adriaessens, Pauline Gessant, la traduzione è di Mauro Mondino. Per leggere l’intera analisi consigliamo di visitare Eurobull.    Nessun amico dell’Europa è un nostro concorrente.