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ROMA|«Noi non segnaliamo day»

La protesta dei medici arriva in Piazza San Marco. Turco: «Norma razzista e barbara»

Medici italiani e associazioni si sono schierati contro l’emendamento contenuto nel pacchetto sicurezza in discussione alla Camera e che elimina il divieto di denuncia contro i clandestini che chiedono ausilio medico. «La salute di tutti è per tutti», questo lo slogan dell’iniziativa denominata «noi non segnaliamo day», attivata in ben 35 città dello stivale. A Roma, in particolare, dove in mattinata si è tenuta una conferenza stampa presso l’ospedale San Camillo, organizzata da Medici Senza Frontiere. Circa 150 camici bianchi si sono dati poi appuntamento a Piazza San Marco per ribadire: «Siamo operatori della salute, non siamo spie».

Presenti anche diverse personalità istituzionali. L’europarlamentare Giovanni Berlinguer vede il decreto come «un provvedimento che ha un sapore di razzismo», mentre la deputata del Pd, Livia Turco, osserva che «Il medico è tenuto a curare chiunque, senza fare distinzione di sesso, nazionalità, etnia, età. Il governo – conclude l’ex ministro della Salute – ascolti queste proteste e ritiri la norma razzista e barbara».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino e l’esponente del Pd, Marco Minniti, che ha evidenziato come sia già stata riscontrata una pericolosa diminuzione del numero di persone che si rivolgono alle strutture sanitarie «per questo – dice Minniti – i parlamentari del Partito democratico si batteranno affinché venga ripristinato il  principio di non segnalazione».

Simone Di Stefano/SG

IN ITALIA|Maroni:«decreto effettivo entro luglio», ma qualcosa non quadra

Varato il decreto, il ministro lo farà approvare dal Parlamento. I no di Casini e Veltroni

Ci siamo. Il Ministro degli Interni Maroni ha annunciato: «Entro Luglio le norme previste dal pacchetto sicurezza entreranno in vigore». Il decreto deve ancora diventare legge, verrà affidato con ogni probabilità alle fauci del Parlamento, come ha già consigliato Franco Frattini perché: «Il Parlamento è sovrano». Giusta la decisione di percorrere la via dell’ampio consenso, peccato che Veltroni e Casini abbiano già largamente manifestato il loro voto contro.

Oltre all’introduzione del reato di clandestinità di cui abbiamo ampiamente parlato in queste pagine e che rischia di far diventare l’Italia lo zimbello dell’Unione Europea, le norme contenute nel pacchetto riguarderanno alcune misure “severe” come una stretta sui ricongiungimenti, l’applicazione più rigorosa del diritto di asilo, gli inasprimenti delle pene per alcuni reati di allarme sociale (come rapine, scippi, furti, maltrattamenti in famiglia) e modifiche al codice di procedura penale con una stretta sui benefici della legge Gozzini, una legge che risale al 1986 e che ha riformato l’ordinamento penitenziario, cercando di renderlo più vicino ai principi contenuti nella Costituzione, che evidentemente non può essere più considerata in Italia un arma in difesa dei diritti.

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L’OPINIONE|Il “Paccotto” sicurezza

Maroni vorrebbe far vedere che ha il pugno di ferro, ma Bucarest avverte e lui fa marcia indietro

«Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla». Quanto scriveva Alexis De Tocqueville nel 1840 in La Démocratie en Amérique, mi sembra quanto mai appropriato per descrivere l’atmosfera incontro cui stiamo da tempo navigando nella bufera che ha investito dal 14 aprile la nostra democrazia. Le pagine da cui ho tratto questo breve tratto di saggistica ottocentesca sono de “Il Diario” diretto da Enrico Deaglio e gliene devo dar merito, se non altro per aver colto con sagacia l’assoluta assonanza con le parole dello scrittore e le contemporanee circostanze italiane con le quali ben combaciano.

La parola d’ordine oggi è sicurezza. Dalle pagine di SkapeGoat abbiamo spesso recentemente affrontato il tema dell’immigrazione e soprattutto grazie all’aiuto di Aneta Carreri (bellissimo il suo ultimo articolo sui rom), stiamo cercando, e continueremo a farlo, di sensibilizzare le teste di molti italiani – e magari di qualche francese se ci legge per sbaglio – riguardo al tema dell’immigrazione e dei rom. La settimana scorsa dalle pagine di Liberazione il direttore, Pietro Sansonetti, lanciava un appello che dire accorato è poco, contro le nuove leggi sull’immigrazione e quindi sul nuovo “pacchetto sicurezza” che il neo ministro dell’Interno, Roberto Maroni, si sta apprestando a portare a estremo concepimento. Sansonetti richiamava dalle pagine del suo giornale le similitudini che questi provvedimenti avrebbero con le leggi razziali emanate nel ’38 dal regime fascista, con la differenza che allora si parlava di “ebrei” e oggi si parla di “rom”.

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