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A Klaipeda il Festival della Cultura Germanica

    La città lituana ospita per tutta la stagione estiva una serie di eventi legati alle tradizioni del paese baltico ed ai suoi rapporti con i paesi vicini, a maggio l’iniziativa dedicata alla cultura di lingua tedesca     In Lituania si chiama “la città sgargiante” e gli eventi culturali proposti per parecchi mesi consecutivi entrano a far parte del proseguimento di questa tradizione per la città di Klaipeda.   Non si è ancora conclusa la rassegna musicale “Klaipeda Music Spring” ospitata dall’auditorium del centro e già si attende il primo sabato di maggio per lo “Street Music Day”, il giorno della musica da strada, nel quale più di tremila musicisti si riverseranno per le vie di Klaipeda, portando con loro i rimi della musica classica così come di quella folcloristica e di molti altri generi apprezzati in Europa.   Questo evento nel corso del 2008 ha coinvolto trentuno città lituane e quest’anno vi partecipano anche i lituani nel mondo, organizzando iniziativa nelle aree del mondo dove risiedono.   Per tutto il mese in città si svolge anche il festival internazionale delle marionette “Karakumu Asilélis”, al Teatro delle Marionette ed al Laboratorio Teatrale dell’Università. Ma una iniziativa significativa che viene allestita ogni anno in questo periodo dall’Istituto Goethes assieme alle Ambasciate tedesca ed austriaca in Lituania è la “Festa della Cultura Germanica”.   Il piccolo paese baltico ha fatto parte a lungo di una realtà territoriale comune con la nazione tedesca e letteratura, arte, cinema e teatro ne portano memoria. Il 15 maggio i musei della città di Klaipeda resteranno aperti anche la notte, nel Giorno Internazionale dei Musei e concerti e laboratori troveranno spazio presso il Museo Storico della Lituania Minore ed alla galleria d’arte Domsaitis.   Il 23 maggio il centro urbano verrà attraversato dalla maratona “Vilties Bégimas” (“correre per la speranza”) ideata nel maggio del 2008 al fine di raccogliere fondi per la creazione del centro oncologico “Pranciskus”, con la partecipazione di cittadini ed amministratori. Dalla fine di maggio all’inizio di giugno si svolge anche “La primavera della Poesia” organizzata dal sindacato degli scrittori e dedicata ai problemi della letteratura moderna e contemporanea.    Aldo Ciummo

La terra dei fiordi presenta la sua musica all’Auditorium

 

Musicisti norvegesi rispondono all’invito dell’Ambasciata Norvegese e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per ricordare Ole Bull

Musicisti di diverse tendenze saranno riuniti lunedì sera all’Auditorium di Viale Pietro de Coubertin per ricordare il violinista norvegese Ole Bull, che nel corso del milleottocento fece conoscere al continente il livello raggiunto dalla cultura nel suo paese. L’Ambasciata di Norvegia a Roma e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in occasione dei duecento anni trascorsi dalla nascita dell’artista, hanno invitato nella capitale la violinista Susanne Lundeng e l’ensemble norvegese MiNensemblet.

Ole Bull, portò in tutta Europa i suoi concerti, dove suonava anche il tipico Hardingfele, strumento affine al violino. Henrik Ibsen, all’epoca molto giovane, fu chiamato da Ole Bull per curare i testi nel teatro che Bull aveva voluto a Bergen, sua città natale. Sempre a Ole Bull si deve la scoperta del talento di Edward Grieg, allotra quindicenne, una apertura al nuovo che gli organizzatori hanno voluto trasmettere con l’evento all’Auditorium di Roma.

Il MiNensemblet è una formazione da camera che sperimenta espressioni musicali contemporanee, ma che negli ultimi anni ha eseguito anche musica antica su strumenti d’epoca. Susanne Lundeng invece rielabora la tradizione norvegese con l’inserto di sonorità jazz, rock, un incontro apprezzato dal Regno Unito alla Corea del Sud, passando per la Germania: riconosciuta come la maggiore artista fra i giovani violinisti in Norvegia, Lundeng lavora molto sul connubio di sonorità celtiche e contemporanee.

Nella serata presso l’Accademia di Santa Cecilia si esibirà anche Matteo Helfer, conosciuto in Europa e negli Stati Uniti e direttore della DMf Chamber Orchestra del Trentino. Matteo Helfer insegna organo e composizione organistica al conservatorio Bellini di Palermo. Con Chiara Di Dino invece il pubblico conoscerà una giovane soprano lirico che ha imparato molto con Leone Magiera e che si esibisce spesso nel nostro continente e negli Usa. Chiara Di Dino ha anche fondato, con Helfer e con Quirino Principe, una formazione specializzata nell’esecuzione del repertorio liederistico, il Trio Telos.

La scelta dell’Ambasciata norvegese e dell’Accademia di Santa Cecilia non è casuale, Ole Bull ebbe intensi rapporti con l’Italia ed anzi il suo riconoscimento internazionale iniziò a Bologna nel 1834, quando il violinista norvegese accompagnò Maria Malibran, che soprano molto famoso in quel periodo. Ole Bull venne ricordato a lungo in Italia per un concerto unico sotto il Colosseo e per aver trovato ispirazione in Campania nell’eruzione del Vesuvio cui ebbe la possibilità di assistere. Un legame con il nostro paese sottolineato ora attraverso una iniziativa che offre la possibilità di avere un’idea del panorama musicale attuale in Norvegia, con le sue sperimentazioni in equilibrio tra recupero della tradizione e sviluppo delle nuove tendenze.

Lo spettacolo avrà luogo al Teatro Studio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica Viale Pietro De Coubertin, suoneranno oltre alle persone citate anche Bjorn Andor Drage, pianoforte e direzione artistica e musicale, Oivind Nussle e Tor Johan Boen, violino e viola, Hans-Urban Andersson, violoncello, Jon Sjoen, contrabbasso, Inge Rolland, flauto, Ole Kristoffersen, clarinetto, Jonathan Williams, corno, Anton Biehe, fagotto, Arnfinn Bergrabb, percussioni. L’evento si intitola “Stravaganza e tradizione, concerto in omaggio del Paganini del Nord”.

Aldo Ciummo

MUSICA|Stasera Planès conclude il ciclo per Debussy

All’Accademia di Francia a Roma uno dei pianisti di più alto spessore in circolazione

Considerato uno dei pianisti più interessanti della sua generazione, Alain Planès uscito dal Conservatorio di Parigi deve l’inizio della sua carriera a un incontro con Pierre Boulez, e si è esibito in festival e manifestazioni internazionali anche a fianco di Maurice Bourgue e del violinista Shlomo Mintz.

Per l’Accademia di Francia sta interpretando l’integrale delle opere pianistiche di Claude Debussy che si concluderà stasera a Villa Medici alle 20,30, con Berceause héroïque (1914), Page d’Album – pour l’oeuvre du «Vêtement du Blessé, Etudes, Elégie (1915) e Les soir illuminés per l’ardeur de Charbon (1917).