• i più letti

  • archivio

  • RSS notizie

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.
  • fin dove arriva la nostra voce

  • temi

APPROFONDIMENTI|Le notizie? Oggi ve le fate da soli

La crisi dell’editoria si sposa con il disuso del giornale quale mezzo d’informazione. Ma quanto costa questa crisi a chi si affaccia ora in questo mestiere?

Oggi sono entrato in edicola. E fin qui tutto bene. Oggi sono entrato in edicola e non ho comprato né La Repubblica, né il Corriere della Sera. Oggi al giornalaio ho chiesto l’Europa. «Europa»? Mi ha risposto sgomento e quasi incredulo. «Europa, si» ho risposto io allo stesso modo incredulo innanzi alla beffarda incredulità di un commerciante che mi sembrava più guardarmi con l’aria di chi vuol prendere in giro qualcuno, anziché limitarsi a fare il suo compitino e vendermi quelle striminzite dieci pagine di quotidiano.

Poi ho compreso che quello era solo il suo modo di fare e non prendeva in giro me ma l’intero sistema giornalistico italiano. «Ah che uomo fortunato che sono. Sono riuscito a vendere anche una copia de l’Europa», disse il giornalaio. «Ma perché non ne vendete mai?», gli ho chiesto curioso. «Una ogni tanto perché c’è un signore che ha il figlio che ci scrive su». Capito.

Mentre allegavo questa leggerissima copia di Europa al braccio e defluivo dall’edicola ho pensato che non c’è cosa che mi fa stare meglio dell’acquistare un giornale che nessuno legge. E questo per diversi motivi, basterà descriverne un paio. Il primo è che su un quotidiano in crisi ci scrivo anche io e a mio modo, da giornalista precario, da collaboratore sempre in equilibrio sul sottile filo dell’oblio, dell’esser messi da parte, capisco benissimo cosa significa lavorare in una redazione a rischio contingentamento.

Continua a leggere