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In partenza il liceo delle Scienze Umane

 

E’ una delle maggiori novità all’interno del quadro delle offerte formative che si profila nel 2010 e riorganizza le sperimentazioni in ambito pedagogico

Nell’autunno 2010 prendono il via le nuove scuole superiori previste dalla riforma, prima di passare ad uno sguardo più approfondito sulla situazione di licei ed istituti superiori, naturalmente ancora chiusi, è possibile iniziare ad inquadrare le macroaree tematiche in cui le sperimentazioni cresciute nel corso degli anni sono state riorganizzate. Il Liceo delle Scienze Umane è una delle maggiori novità, forse più attuale delle altre dato il contesto culturale nel quale ci troviamo, nel quale il problema dell’istruzione e della formazione associato alle opportunità introdotte dalla crescente integrazione culturale è diventato preponderante.

Il Liceo delle Scienze Umane riprende contenuti e finalità del Liceo Sociopsicopedagogico, del Liceo delle Scienze Sociali e di altre sperimentazioni storicamente diramate dai vecchi istituti magistrali. Le materie che caratterizzano in modo più forte questo gruppo di corsi di studio sono Pedagogia, Sociologia, Psicologia, Antropologia, ma a queste si affiancano anche altre discipline “tradizionali” come storia e geografia. Argomenti come la geografia umana e politica acquisiscono anzi un ruolo particolare in una situazione che affida ad un’istruzione di questo tipo una funzione essenziale in tempi di rapidi cambiamenti e scambi culturali sempre più intensi.

Un aspetto da sottolineare quindi è una marcata tendenza a proiettare gli studenti verso l’Università, che non si distacca più nettamente negli argomenti trattati dall’itinerario formativo precedente, ma diventa un proseguimento delle linee principali del percorso di studio già avviato. La combinazione delle materie invece si adatta alle prospettive di professionalità immerse in un ambiente nel quale si moltiplicano le esigenze di mediazione e di cooperazione in Europa e nei territori. Una serie di competenze sociologiche hanno acquisito centralità nella gestione della vita e dell’attività in modo trasversale ai settori della produzione e dei servizi.

Novità come le lingue straniere, il diritto e l’economia erano già entrate nelle sperimentazioni un quindicennio fa, quando la commissione Brocca diede il via ai licei Sociopsicopedagogici, gradualmente sfumava il focus sulla formazione degli insegnanti e gli studenti (anche prima della chiusura dei corsi agli Istituti Magistrali nel 1999) proseguivano gli studi pedagogici in un’ottica che non aveva più al centro solo una specifica ipotesi di progetto professionale: si iniziava sia a considerare globalmente l’istruzione come un segno distintivo del periodo attuale, una materia in sè valida per interpretare un’epoca di formazione permantente, sia a valutare una serie di necessità professionali nel campo dell’integrazione, del sociale, del servizio pubblico competente nella psicologia.

Aldo Ciummo

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Licei e Professionali: prospettive per il 2010

 

Nuove materie e ore disponibili per le specificità territoriali e tematiche delle scuole superiori con il nuovo anno scolastico 2010-2011 secondo la Riforma

di   Aldo Ciummo

Con il nuovo anno scolastico verranno avviate le nuove tipologie di insegnamento previste dalla riforma, che presenta naturalmente anche altri elementi, alcuni molto critici e di cui si discuterà, oltre al discorso specifico sulla nuova divisione in scuole superiori differenti. Partono i licei Musicale e delle Scienze Umane, quelle che al Classico e allo Scientifico erano sperimentazioni diventano in alcuni casi caratteristiche permanenti. Non si vede purtroppo un potenziamento della storia, mezzo fondamentale in un periodo di rapidi cambiamenti, in compenso la necessità di introdurre elementi di contatto tra istruzione e mondo delle professioni riceve qualche risposta, in particolare nel ramo tecnico.

Le novità che appariranno sul campo nel territorio di Roma ed in altri esempi concernenti l’istruzione durante l’inizio delle lezioni nel nuovo sistema, saranno oggetto di approfondimento su queste pagine, come accennato negli articoli generici sui nuovi licei presenti sul sito a partire dall’inverno passato, così come all’ interesse per l’Europa nel suo complesso nella seconda parte del 2009 si è voluto aggiungere a partire dagli inizi del 2010 una attenzione specifica sulle attività delle comunità scandinave in Italia attraverso l’informazione sugli eventi promossi dalle organizzazioni di rappresentanza istituzionale, culturale ed economica.

I licei conoscono molte novità, alcune delle quali se verranno realizzate avvicineranno le aule al mondo del lavoro internazionale incrementando scienze, moda, scienze umane e comunicazione. E’ opportuno ricordare che, ferme restando distorsioni evidenti emerse quest’anno con risorse decimate e azioni contro gli studenti, le riforme della scuola che si sono inseguite dagli anni ’90 in poi non hanno sostituito di sana pianta quelle precedenti, ragion per cui è realistico ritenere che anche ulteriori cambiamenti di cui si sente il bisogno nel settore della Istruzione si baseranno in parte su questa e sulle precedenti, bene e male compresi.

Al Classico le ore di scienze e di matematica aumentano e l’inglese vede sancita la sua presenza per tutti e cinque anni. Allo Scientifico la novità principale è lo spazio acquisito, all’interno delle ore di lezione previste, dalle scienze applicate in laboratorio. A destare comprensibilmente interesse solo le new entry, il liceo musicale con le sue 40 sezioni (di cui dieci dedicate allo spettacolo). Il liceo delle Scienze Umane (erede dello Psicopedagogico) avvia una sezione economico-sociale.

 Le ore di autonomia diventano un fattore strutturale, uno degli elementi più interessanti date le possibilità di “individualità” che aprono alle singole scuole e probabilmente all’iniziativa degli studenti come protagonisti del processo formativo. Nei licei si prevede un quinto di tempo destinato a questa parte della didattica nei primi due anni e nell’ultimo e quasi un terzo delle ore negli anni terzo e quarto, negli istituti tecnici e professionali l’autonomia rappresenterà già un quarto del monte ore all’inizio e arriverà al quaranta per cento nell’anno finale. Questo famoso ultimo anno delle superiori, piace pensare guardando alle opportunità insite nei cambiamenti, ora non sarebbe più un ultimo cortile separato dalla società da un muro, in buona parte fatto di incoerenza con le prospettive di impiego della conoscenza acquisita, ma un ambito comunicante con le città e i territori circostanti.

Si parla di laboratori, stage, alternanza scuola-lavoro, partecipazione degli studenti ed autonomia delle scuole: la combinazione di questi fattori (in buona parte promossi di fatto dagli “inquilini” delle scuole superiori) con la crescita delle attività in laboratorio, nei tecnici e professionali destinate ad avere 264 ore a disposizione nel biennio e 891 nel triennio, potrebbe appianare in parte il diaframma tra Istruzione e settori della produzione (negli auspici, a livello europeo: l’autonomia dei licei prevede la possibilità di insegnare una seconda lingua straniera nelle ore “libere”). Non si dimentichi che per le professionali è stata introdotta l’opportunità di conseguire qualifiche valide sul mercato del lavoro.

Diverse scuole superiori più vicine, crescono culture straniere e scienze

 

I punti critici della riforma sono il ruolo limitato di geografia e storia e soprattutto le scarse risorse economiche che rischiano di compromettere tutto il discorso sull’avvicinamento dell’istruzione alla società, che però presenta anche linee condivisibili: crescita delle lingue straniere, delle materie scientifiche e l’introduzione di un maggiore interscambio con il mondo del lavoro possono avvicinare gli istituti superiori all’Europa.

 

La riforma nelle sue caratteristiche essenziali di riorganizzazione di scuole ed indirizzi ha già fatto la sua comparsa su queste pagine web, ed è destinata a ricomparirvi spesso, sia nel merito dei cambiamenti tecnici che nel vivo dell’autonomia dei licei presenti sul territorio di Roma ed in Italia, con il supporto contenutistico di amici impegnati nella medesima professione e sparsi in diversi settori e differenti territori .

Il sito continua ad approfondire gli argomenti al centro del nostro interesse in un’ottica europea:  rapporti tra cambiamenti istituzionali dell’Europa e partecipazione politica, protagonismo femminile e integrazione tra i territori europei; il contributo sempre maggiore della fascia settentrionale del continente nella crescita civile della nostra Europa;  infine la trasformazione della scuola italiana con l’introduzione di discipline più vicini al mondo del lavoro in un ambiente internazionale con la crescita e la comparsa nelle aule di culture straniere, scienze, moda, scienze umane, comunicazione.

Passiamo alle novità principali nei licei: a Classico, Scientifico, Linguistico ed Artistico si sono aggiunti i licei Musicale e delle Scienze Umane, al Classico aumentano le ore di scienze e matematica. L’inglese, come spesso già avveniva, ci sarà per tutti e cinque gli anni. Anche allo Scientifico la matematica sarà di più ed arrivano più lezioni in laboratorio (scienze applicate). L’offerta formativa del liceo Musicale è ricchissima, con quaranta sezioni musicali di cui dieci dedicate allo spettacolo. Il liceo sociopsicopedagico diventa “delle scienze umane” e avvia una sezione economico-sociale.

Una cosa nuova, che fa qualche differenza, è la possibilità di insegnare una seconda lingua straniera utilizzando la quota di autonomia in tutti i licei, dove la prima lingua straniera è sempre obbligatoria. La quota di autonomia è di un quinto del tempo disponibile nel primo biennio e nell’ultimo anno e di quasi un terzo nel terzo e quarto anno, nei licei. Della divisione in settori e indirizzi degli istituti superiori tecnici e professionali si è già detto su queste pagine, passiamo perciò a sottolineare l’aumento dell’attività in laboratorio, 264 ore nel biennio e 891 nel triennio, più la presenza di una parte della didattica che tiene in considerazione la situazione professionale del territorio di appartenenza.

Quindi, almeno negli auspici, tenendo in considerazione le risorse che poi effettivamente vengono o non vengono assegnate (e che sono indispensabili ad esempio perchè i laboratori vadano avanti) scuole radicate nelle possibilità di crescita professionale nella città, proiettate quanto a competenze sull’Europa e visto che si parla di più laboratori, stage, alternanza scuola e lavoro, magari gli istituti superiori delle città italiane vedranno comparire una maggiore partecipazione ed autonomia degli studenti e una istruzione in cui crescono la creatività ed il rapporto con il mondo del lavoro, che ne risulterebbe potenziato.

Forse un grosso capitolo della vicenda dell’autonomia scolastica e del sempre maggiore ruolo dell’istruzione nella costruzione di una identità europea e di una forte vicinanza alla società, attraverso la formazione al lavoro e la creazione di progetti attuali, si potrà approfondire proprio nel caso dei tecnici e dei professionali, che infatti acquisiscono una maggiore consapevolezza della loro importanza e con una quota di ore flessibili che arriva ad un quarto del tempo a disposizione nel primo biennio, a più di un terzo nei due anni successivi ed al quaranta per cento in quinto, potranno concorrere direttamente al conseguimento di qualifiche professionali per gli studenti.

Aldo Ciummo