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SPORT|Le «grandi» sono al completo, manca solo il colpo della Roma

CALCIOMERCATO Pradè (ds giallorosso) insiste: «Mutu era nostro, aveva un accordo». Adesso sfoglia la margherita: Villa è caro, Baptista non convince Spalletti. Podolski è un’idea

Mai come quest’anno sono stati messi a segno con così largo anticipo tanti colpi di mercato. Ronaldinho, Flamini, Mancini, Amauri, Gilardino. E non è finita. Perché, se l’Inter è ancora alla finestra per Lampard e la Juve cova ancora fievoli speranze di strappare Aquilani alla Roma, sono proprio i giallorossi a tenere calde le piste di tutta Europa. È nell’organico di Spalletti, alla voce “attacco”, la lacuna più vistosa.

Svanito l’acquisto di Adrian Mutu («Eravamo già d’accordo, avevamo faxato alla Fiorentina la conferma dell’offerta, la trattativa era conclusa», rivela Pradé), a Trigoria dovranno comunque mettere a segno due grandi colpi: una punta esterna, per sopperire alla partenza di Mancini e Giuly, e una centrale che dia respiro a Totti durante la stagione, o che possa, nel caso, giocare assieme al capitano in un’eventuale variante tattica. Per Spalletti il romeno era il primo di una lunga lista, che però allo stato attuale vede una sola certezza: Julio Baptista.

A detta del tecnico giallorosso il brasiliano non sarebbe poi così indispensabile. Ma il giocatore piace molto. Perché potrebbe rivestire più ruoli, non solo quello di vice Perrotta. Il madridista è “bloccato” dalla Roma da tempo e per la prossima settimana è attesa una risposta definitiva da dare al Real Madrid. Pradè vorrebbe prenderlo con la formula del prestito oneroso anziché a titolo definitivo (attorno ai 15 milioni) come preferirebbero dalla Spagna. Nelle ultime ore sono salite le quotazioni di David Silva (22). L’esterno del Valencia è quello che si avvicna di più tatticamente e qualitativamente ad Adrian Mutu.

Costa però un’esorbità (22 milioni) e a scoraggiare i dirigenti giallorossi, ci sarebbe anche l’asta che si potrebbe scatenare attorno al giocatore, con l’Atletico Madrid e il Barcellona che annusa l’affare nel caso non dovesse concretizzarsi l’acquisto di Benzema dal Lione. Uno che Spalletti accoglierebbe a braccia aperte è sicuramente Florent Malouda (28). Il francese, dopo un anno così e così potrebbe partire dal Chelsea qualora Abramovich riuscisse a portare a Stamford Bridge Robinho. Anche in questo caso la Roma preferirebbe il prestito anziché sborsare tra i 15 e i 18 milioni.

In Germania invece la Roma tiene d’occhio da tempo Klose (30) del Bayern a cui va aggiunto nelle mire giallorosse anche il suo compagno di squadra Lukas Podolski (23). Difficile però che Klinsmann si privi di entrambi gli attaccanti. Più facile che ne lasci partire uno solo, preferibilmente il secondo. C’è poi sempre l’ipotesi Iaquinta (29). Meno realistico parlare di Villa e Arshavin, troppo costosi. La sensazione è che la Roma acquisterà Julio Baptista subito, per poi piazzare un colpo a sorpresa, a fine mercato.

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 27-07-2008

SPORT|La storia d’amore tra Mancini e l’Inter è terminata

Liquidato dopo aver riportato l’Inter sul tetto del calcio italiano, Mancini da ieri non è più il tecnico dei nerazzurri. Al suo posto probabile l’arrivo di Josè Mourinho.

Ecco, dovremmo dire che il Calcio è così. Che è fatto di una palla che rotola. Di 22 uomini, o donne, che la rincorrono. Di fisico e muscoli. Di velocità, atletica, disciplina e tanta, tanta fortuna.
Dovremmo dire anche che nel calcio, quello genuino, giocato con una busta di succo di frutta nel cortile di scuola, o con un ammasso di stracci sulle spiagge di Copacabana, in quel calcio l’importante era giocare, divertirsi, masticare sport e poi discuterne, anche fino all’invero simile, per poi concludere che sì, effettivamente, l’importante era partecipare ma senza vittoria mancava qualcosa.

Vittoria è il termine che perseguiterà Roberto Mancini, da ieri pomeriggio non più allenatore dell’Inter. Manca l’ufficialità, ma sappiamo benissimo Massimo Moratti come fa. Quando decide una cosa, quella cosa la realizza, non c’è niente che lo potrebbe far tornare indietro. Perché Massimo Moratti ormai ha deciso: il tecnico dell’Inter per la prossima stagione non sarà Roberto Mancini.

Vittoria è il vocabolo effimero che Mancini sognerà, anche dopo aver firmato il suo ricchissimo contratto con il Chelsea, squadra del ricco magnate russo Roman Abramovich, che lo ha piazzato fra i primissimi della lista dei preferiti. E anche se non dovesse essere a Londra, il tecnico di Iesi non dovrebbe avere difficoltà nel trovare un’altra facoltosa sistemazione. Ci sono quelli del Manchester City che farebbero carte false pur di metterci lui sulla panchina dei “Citizens”.

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