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Stellan Skarsgard nel remake della trilogia di Larsson

 

All’attore svedese è stato offerto un ruolo nel rifacimento statunitense del primo film della trilogia tratta dai libri di Stieg Larsson

Nel 2011 uscirà il remake del film tratto dalla storia di indagini sulle violenze e sul traffico di esseri umani scritta da Stieg Larsson e che ha raggiunto notorietà mondiale. Uno dei ruoli principali nel film è stato offerto all’attore svedese Stellan Skarsgard.

L’attore ha recitato in molti film noti al grande pubblico anche all’estero, come “Pirati dei Caraibi” e ora dovrebbe entrare nei panni di un industriale, Martin Vanger, coinvolto nelle indagini sulla scomparsa di una ragazza. David Fincher dirigerà il film in Svezia, ma parte sarà girata negli USA.

Mentre Daniel Craig (famoso fnora soprattutto per “oo7”) sarà il protagonista Mikael Blomkvist, ancora non si sa chi reciterà nel remake al posto di Noomi Rapace, che ha interpretato una personalità centrale nella storia scritta da Larsson, Lisbeth Salander: difatti Rapace potrebbe essere chiamata anche nel rifacimento, per il quale però si sta parlando molto di attrici più inserite nel circuito internazionale come Natalie Portman o Kristen Stewart.

Il film si intitolerà negli Stati Uniti “The Girl with the Dragoon Tattoo” e c’è una certa curiosità su come verrà rivista una storia molto legata in origine all’ambiente svedese nel quale è stata immaginata e sviluppata a partire da esperienze connesse al lavoro dell’autore della trilogia nella stampa impegnata in indagini su fenomeni inquietanti delle società sviluppate, come il razzismo ed il sessismo. L’interesse dell’industria mondiale del cinema per la storia rivela anche il grado di successo raggiunto internazionalmente dalla letteratura contemporanea della Svezia.

Aldo Ciummo

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McGuinness preme per l’accelerazione delle riforme in Ulster

MARTIN MC GUINNESS

Martin Mc Guinness esemplifica nella sua figura le controverse vicende che hanno portato l'Ulster a superare la fase più difficile dello stallo in cui erano rimasti impantanati gli accordi tra le parti contrapposte: per anni coinvolto nell'attività illegale dell'IRA (che per una parte della popolazione rappresentava però una protezione dallo stato militare in cui si trovava la provincia contesa) in seguito si è impegnato politicamente perchè i cattolici irlandesi raggiungessero una effettiva parità di diritti non più attraverso la guerriglia, ma con mezzi politici nel contesto delle riforme promosse da Londra

Il timore in Irlanda del Nord è che il processo di pace subisca una involuzione se il governo in cui gli opposti partiti convivono non mette presto in moto le riforme da cui dovrebbe scaturire la normalizzazione definitiva dell’Ulster

 

 

Il vice primo ministro dell’esecutivo dell’Ulster, Martin McGuinness, ha affermato in settimana che se non si raggiunge un accordo entro la fine di dicembre in materia di giustizia e sugli altri temi sensibili nella provincia irlandese del Regno Unito, tutto il processo in atto potrebbe arenarsi.

 Il Governo di Londra ha poggiato sul piatto molti fondi per persuadere gli attori della scena politica ad andare avanti per arrivare al funzionamento del governo autonomo di Stormont, come previsto dagli Accordi del Venerdì Santo, ma il Democratic Unionist Party guidato oggi da Peter Robinson, Primo Ministro dell’esecutivo nordirlandese, frena ancora.

Il Viceprimo ministro, Martin Mc Guinness, appartenente allo Sinn Feinn, spinge per giungere quanto prima alla effettiva realizzazione dell’autonomia nella provincia, che oggi significherebbe il pieno coinvolgimento della parte che nella storia recente dell’Ulster è stata ai margini, i cattolici. I protestanti viceversa si chiedono quanto il futuro istituzionale dell’Ulster li tutelerà, nell’eventualità della riunificazione irlandese.

Si registrano ancora diffidenze nell’area lealista protestante, cosciente che trarre tutte le conseguenze dagli Accordi significa legittimare una forza politica, lo Sinn Fein, che rappresenta l’eredità dello sforzo di emancipazione anche armato da parte nazionalista irlandese e da parte dei quartieri popolari. Inoltre il Democratic Unionist Party (protestanti) deve fare i conti con la crescita dei dissidenti che non accettano il declino dell’Union Jack nel nord Irlanda, fenomeno che a sua volta non può essere spiegato soltanto con l’estremismo, ma è dovuto ai timori di una parte della popolazione, ancora una volta specialmente le fasce più umili economicamente, che sente crearsi una situazione di accerchiamento.

Il Primo Ministro del Regno Unito, Gordon Brown, sta cercando di trovare un accordo tra Sinn Feinn e DUP, perchè, a causa della particolare storia dell’Ulster, proprio sulla capacità degli ex nemici di gestire insieme anche la giustizia si misurerà la solidità degli accordi di pace e dell’architettura istituzionale escogitata undici anni fa dal Good Friday Agreement, l’Accordo del Venerdì Santo. E un governo indebolito come quello dei Laburisti in Inghilterra per riprendere fiato avrebbe molto bisogno di un successo diplomatico come la soluzione dei problemi nordirlandesi.

 

Aldo Ciummo