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INTERNAZIONALE|Obama già sotto tiro di Al Qaeda

Il benvenuto del fondamentalismo islamico al nuovo numero uno della Casa Bianca

Simone Di Stefano/Dazebao, l’informazione on-line

Non si è ancora insediato nella sua nuova dimora, al numero 1600 di Pennsylvania Avenue, che il neo Presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, ha già ricevuto la prima minaccia, arrivata per voce di Abu Omar al-Baghdadi, emiro di quello che si fa chiamare lo “Stato islamico iracheno”. Una sigla dietro la quale si nasconde la cellula terroristica di al-Qaeda.

«Ritiratevi, ritirate le vostre truppe dai nostri paesi e non entrate più nei nostri affari», il sunto del pensiero dell’emiro che poi, sempre attraverso la stessa registrazione audio della durata di 23 minuti circa, divulgata su siti e forum on-line di tradizione jihadista, ha proseguito esortando i nuovi capi della Casa Bianca e i loro alleati cristiani a convertirsi all’Islam. «Che la pace sia su chi segue la retta via», ha proseguito al-Baghdadi, che con il suo messaggio ha così interrotto il silenzio, rivolgendosi direttamente al nuovo capo dello stato a stelle e strisce.

Parole che ormai suonano come familiari alle orecchie dell’occidente intero, ma che all’alba di una nuova era, quella che si sta avviando con l’ascesa di Obama al potere, suonano più come un’esortazione ad accelerare i tempi di sgombero delle truppe in Iraq. Ma poi arriva anche il tremendo monito: «Se continuerete a perseverare nei vostri errori, sarete puniti come lo siete stati in passato. La vostra guerra oppressiva contro i paesi islamici sta portando grosse perdite e lo svuotamento della vostra forza e della vostra economia è la ragione principale della fine del gigante».

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