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Germania, la coalizione progressista può farcela

Il partito anti-euro non decolla nei sondaggi, ma pochi voti erosi ai liberali nelle elezioni di settembre archivierebbero i governi conservatori

Non manca molto a settembre, quando si svolgeranno quelle elezioni tedesche che ormai nelle preoccupazioni di tutti i cittadini europei ricordano l’ansia precedente alle consultazioni americane del 2008, e ciò non a torto: le conseguenze sulle linee di politica economica sono prevedibilmente significative, sia nel caso di una riedizione del centrodestra liberata dal timore della defezione elettorale dei conservatori euroscettici, sia in quello di un partito socialdemocratico che mantenga al suo interno (e nelle alleanze) almeno un po’ di sinistra, che teoricamente non dovrebbe avere molto a che fare con la strana accoppiata rigore-liberismo sperimentata in questi ultimi anni.

Stando ai sondaggi, la nuova formazione populista “Alternative fuer Deutschland” (AfD), che propaganda l’uscita dall’euro, raccoglierebbe appena pochi punti percentuali, addirittura sarebbe soltanto vicina al due per cento, rimanendo quindi fuori dal Parlamento tedesco. Se questi pochi consensi fossero tolti alla componente liberale di governo (l’ Fdp, nel cui campo d’opinione si ritiene da più parti che si collochi una buona parte degli euroscettici vicini alle posizioni dell’Afd) l’effetto potrebbe essere però abbastanza rilevante: i liberali infatti hanno già perso molti consensi nelle ultime consultazioni e potrebbero fermarsi ora ad un soffio dalla soglia di sbarramento del cinque per cento.

Questo aprirebbe la strada ad un governo progressista, a patto che i Socialdemocratici abbandonino le tendenze rigoriste e conservatrici  e preferiscano la strada dell’equità e dello sviluppo, la linea già indicata dalla governatrice del Nord-Reno Vestfalia, Hannelore Kraft e proposta con successo ai tedeschi per vincere nel 2010 nello stato nordoccidentale del paese. I Socialdemocratici dovrebbero, in questo caso, allearsi con i Verdi e con le sinistre alternative, offrendo ai cittadini un opportunità europea, laddove negli ultimi tempi l’Europa è stata spesso dipinta come un peso, nonostante gli indubbi vantaggi che la Germania ha sempre avuto come frutto della partecipazione alla costruzione europea e nonostante l’evidenza che la crisi in altri paesi del continente è presto divenuta un grosso freno anche per Berlino.

La crescita socioeconomica nella UE è il migliore investimento che la Germania, al pari di altri grandi paesi componenti della Unione Europea, può compiere per diventare più competitiva. Gli outsider che rifiutano l’euro non sembrano in grado di intercettare l’interesse dei tedeschi, i quali pur diffidenti su alcuni temi comunitari sanno che l’euro non ha prodotto chissà quali problemi, (peraltro scarsi in Germania riguardo ad occupazione e profitti). Il Centrodestra e buona parte dei Socialdemocratici hanno gestito i temi europei con una attenzione piuttosto ferma agli interessi nazionali, come sanno bene anche gli altri paesi, lasciando poco spazio ad una forza monotematica come il partito anti-euro AfD, che tra l’altro è poco gradito all’elettorato perché esiste il sospetto che questo partito accolga estremisti destrorzi.

La debolezza del Centrodestra tedesco è più che altro nel fatto che a settembre un margine infinitesimale nel voto basterebbe ed avanzerebbe ad archiviarlo. Il tallone d’achille dei Progressisti invece è lo stesso che purtroppo conosciamo da vicino, cioè la grande difficoltà che si avrebbe a convincere un elettore di quali sono le differenze evidenti con l’avversario, così da spostare quel margine.

Aldo Ciummo

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STORIE D’EUROPA | Il nuovo ministro della Salute tedesco Philipp Roesler è il volto di un Occidente capace di andare oltre i diversi razzismi

 

 

Philipp Roesler e la moglie, medico di origine asiatica ed esponente di un partito di destra, sintetizza una Europa reale che si impone agli opposti razzismi etnici e politici

Philipp Roesler con la moglie, medico di origine asiatica ed esponente di un partito di destra, Philipp Roesler sintetizza una Europa concreta che si impone agli opposti razzismi etnici e politici

Il nuovo Governo di Centrodestra in Germania formato da popolari (Cdu-Csu) e liberali della Fdp presenta, al di là delle considerazioni politiche, una fisionomia indicativa dell’Europa contemporanea. Un asiatico per la prima volta ministro.

 

 

 

La riconferma di Angela Merkel, questa volta alla testa di una coalizione dai caratteri più chiaramente di Centrodestra, dopo la fine della Grosse Coalition, ha avuto un certo spazio mediatico (meno del dovuto se si pensa a quanta esposizione hanno le vicende domestiche e mondiali e alla scarsità di notizie dagli altri paesi europei). Ci sono molti aspetti delle vicende politiche tedesche sulle quali varrebbe la pena di soffermarsi.

Lasciamoci incuriosire da un volto, quello di Philipp Roesler, una faccia asiatica, sicuramente consueta per i giovanissimi ma probabilmente una sorpresa per gran parte della popolazione, anche perchè è il primo cittadino di origine asiatica ad entrare in un governo del suo paese, lui è il ministro della Salute del nuovo gabinetto targato Merkel. Ma è soprattutto un esponente dell’Europa contemporanea, ha 36 anni, la moglie è tedesca, lo stesso Roesler porta questo nome perchè è cresciuto in Germania dopo essere stato adottato da piccolissimo.

La tendenza in molti paesi d’Europa, non solo i più avanzati come Regno Unito, Olanda e Svezia ma, molto limitatamente anche la Francia, è di rappresentare la popolazione nella gestione della cosa pubblica, da qui l’accesso alle più alte cariche da parte di cittadini che non hanno origine strettamente locale. Si tratta di processi spesso graduali, in Irlanda cambiamenti di questo genere stanno avvenendo per adesso soprattutto al livello delle consultazioni amministrative e si notano in particolare per il coinvolgimento di altri europei, che sono anche i più numerosi in realtà, in Francia il progresso è relativo, perchè poi come si vede tutti gli anni nella cronaca, sussistono situazioni di scarsa fusione delle comunità.

Un altro fatto meritevole di attenzione è che Philipp Roesler fa parte di una coalizione e di un governo di Centrodestra, e non in funzione di ornamento orientalista ma di qualificato esponente della sua componente più favorevole al mercato e più strutturata in senso politico, la Fdp (Liberali). Questo attira la curiosità degli elettori cresciuti in contesti fortemente ideologizzati come Italia, Francia e Spagna, dove da una parte l’area Conservatrice non trova facile assimilare la realtà sociale, trasformata dall’immigrazione e dalla sua larga integrazione nella vita quotidiana o trova difficile digerire fenomeni come l’etica laica della maggior parte della popolazione, ma dall’altra l’area tradizionalmente autointesa come progressista cura assai di più la difesa di una visione del mondo (poniamo, che un immigrato non debba stare a destra oppure che chi è a destra non possa dedicarsi sinceramente all’integrazione)  e la rendita di poteri che ne deriva di quanto non curi la concreta cooperazione con cittadini stranieri e con altre categorie e in generale più di quanto non si impegni ad essere presente nella società al di là di una funzione di testimonianza.

Roesler, tipico europeo dei nostri tempi, è stato adottato in un orfanotrofio vietnamita e quindi ha speso quasi tutta la sua vita in Germania, affrontando una infanzia non comune dopo il divorzio dei genitori e lavorando nell’esercito, dove è stato anche medico. A 19 anni si è unito alla Fdp, partito storicamente molto avanzato sui diritti civili e liberale in economia, nel 2003 è diventato ministro dell’Economia della Bassa Sassonia dopo essere stato eletto nelle consultazioni di quella regione (incarichi nei laender in uno stato federale quale la Germania sono spesso importanti test per incarichi di governo). Oggi è Ministro della Salute ed anche la scelta di una persona in età lavorativa e non necessariamente nell’età della pensione per un incarico di governo è un fatto largamente diffuso in Europa, non solo nel Nord ma ad esempio pure in Spagna.

Aldo Ciummo