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INTERNAZIONALE|Il governo irlandese vacilla sui tagli alla scuola

Il partito di maggioranza, il Fianna Fail, ha isolato e perduto due parlamentari a causa dell’osteggiato progetto

di Aldo Ciummo

Paese che vai, tagli che trovi, ma sembra che di fronte alla crisi economica globale il rimedio subito presente alla mente dei governanti sia comunque uno: risparmiare sulla Sanità e sulla Scuola. A Dublino nelle scorse settimane la maggioranza in carica ha quasi fatto il botto sul primo capitolo, con una proposta di ridurre le garanzie sanitarie per gli anziani capace di far rivoltare mezzo partito di governo, cosi’ il Taoiseach (qui il termine sta a significare più o meno Primo Ministro, ma non ne ha proprio i poteri come nel Regno Unito) ha fatto marcia indietro sul tema Sanità.

Adesso sono i tagli all’Istruzione che stanno seminando una protesta meno rumorosa che altrove ma molto diffusa e tenace, anche perché stiamo parlando di un paese dove la metà della popolazione è giovane e quelli sotto i 21 anni, già da soli, sono quasi un terzo degli abitanti, mentre buona parte degli altri porta ogni giorno uno o più bambini all’asilo o a scuola. Joe Behan e Finian McGrath, uno del Fianna Fail e l’altro indipendente, ma organico al partito di maggioranza, si sono opposti ai tagli e sono stati rimossi dalle Commissioni di cui erano incaricati (rispettivamente Giustizia ed Educazione) e rimpiazzati da politici maggiormente legati alle direttive del Taoiseach, Brian Cowen.

Intanto, la Teachers Union of Ireland e The Children Rights Alliance, che raccoglie una ottantina di associazioni, hanno elaborato una stima che prevede una crescita delle spese scolastiche di circa 2000 euro l’anno prossimo, per una famiglia tipo con quattro ragazzi e ragazzini in vari livelli dell’istruzione. La stima include l’aumento delle spese di iscrizione, delle tasse universitarie e quelle derivanti dalla riduzione di servizi, che ricadrebbero quindi sui genitori e sugli studenti, per quelli che vanno all’università.

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INTERNAZIONALE|Dissidenti dell’Ira ostacolano il processo di pace in Irlanda del Nord

Dal 1998 a oggi l’Ira è continuata a esistere, sotto diversi nomi come Continuity Ira e Real Ira e i loro militanti agiscono ancora attraverso le minacce.  Le responsabilità del Democratic Unionist Party e del Sinn Feinn

di Aldo Ciummo

Sedici agenti di polizia hanno ricevuto consigli di abbandonare la loro abitazione a causa di fondate minacce da parte degli spezzoni dell’Ira che non hanno accettato il cessate il fuoco in vigore da quattordici anni ed il processo di pace in corso da dieci (l’Accordo del Venerdi’ Santo, “Good Friday Agreement”, fu firmato nel 1998 tra gli allora principali gruppi coinvolti nella tormentata politica nordirlandese).

In questo weekend una granata artigianale e’ stata rinvenuta nel Fermanagh (Ulster). L’ordigno era composto di semtex, l’esplosivo reso tristemente famoso dagli attacchi portati avanti dall’Irish Republican Army in anni in cui lo stato britannico e i gruppi paramilitari protestanti si distinguevano a loro volta per l’elevato livello di violenza rivolto spesso anche verso i civili sospetti e verso intere aree urbane popolate da cattolici irlandesi. Gli scaglioni “ribelli” dell’Ira si chiamano Continuity Ira e Real Ira.

Altre minacce rivolte agli agenti di polizia sono state attribuite ai paramilitari lealisti (protestanti) gruppi a loro volta dilaniati dal sommovimento di coloro che non accettano il processo di pace in corso, basato sulla cooperazione dei quattro partiti principali in un governo unitario, per ora molto ostacolato dalla diserzione dai lavori parlamentari da parte dei politici piu’ refrattari a dividere le responsabilita’ con avversari che in passato li hanno fronteggiati in armi.

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