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Unione Europea: il contrasto al crimine organizzato sarà discusso in assemblea

L‘Europarlamento voterà in plenaria a Strasburgo il documento della Commissione competente in materia di crimine organizzato

A Strasburgo lunedì 10 giugno si discuterà il rapporto di medio termine della commissione speciale per la lotta al crimine organizzato, alla corruzione ed al riciclaggio. La votazione in seduta plenaria è in programma invece per l’11 giugno. Il problema al centro del dibattito è l’insieme dei fenomeni criminali transnazionali.

Le attività di riciclaggio sono presenti in tutti gli stati componenti l’Unione Europea e toccano anche le istituzioni ed i settori economici più disparati, avvalendosi molto spesso di elevate competenze finanziarie ed imprenditoriali ed avvantaggiandosi delle contraddizioni di una unione caratterizzata da sistemi giuridici differenti.

Il rapporto intende spingere la Commissione Europea a determinare un contesto legislativo meno frammentario, consentendo così un contrasto più efficace rispetto al reato associativo mafioso ed al fenomeno del riciclaggio, obiettivo che necessita anche del rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale.

 

Aldo Ciummo

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Norvegia: sport e cooperazione

 

“Right to play” è una iniziativa nata da un evento organizzato per i giochi olimpici invernali norvegesi del 1994, tuttora sostiene lo sport

Si avvicinano le Olimpiadi di Londra, un avvenimento che rappresenta una opportunità non solo per il bilancio in UK ma anche un appuntamento che interessa molto le organizzazioni che lavorano alla valorizzazione del potenziale sociale dei quartieri svantaggiati, ad esempio nella promozione dello sport giovanile.  Assieme ad associazioni ed ong come Greenhouse e soggetti finanziatori come la Goldman Sachs, l’ Agenzia Norvegese per lo Sviluppo e la Cooperazione fornirà un importante supporto.

Tra le realtà coinvolte figura “Right To Play”, iniziativa permanente che si è sviluppata a partire dai giochi olimpici invernali del 1994 a Lillehammer: l’idea era dare l’opportunità ai giovanissimi di qualsiasi fascia sociale di praticare gli sport. L’organizzazione di Right to Play in seguito ha stabilito la sua sede a Toronto in Canada, dove gli operatori vengono preparati a lavorare con l’infanzia in diversi paesi.

 Le persone coinvolte in queste attività debbono conoscere differenti discipline come la risoluzione dei conflitti, questioni mediche e sociali, perchè occorre affrontare situazioni regionali e culturali critiche.

L’organizzazione include noti giocatori come Didier Drogba (Chelsea) nel ruolo di particolari supporter dell’associazione, che coopera assieme ad una pluralità di soggetti sostenuti da varie istituzioni tra cui l’Agenzia Norvegese per lo Sviluppo e la Cooperazione. “Right To Play” lavora anche alla promozione della parità attraverso lo sport in Medio Oriente. Gli organizzatori hanno affermato più volte che la crescita della consapevolezza dei diritti è particolarmente vicino allo spirito delle Olimpiadi.

Aldo Ciummo

Oggi la UE a Roma per la cooperazione internazionale

Kristalina Georgieva, Commissario Europeo alla Cooperazione Internazionale incontrerà i responsabili nazionali nella sua prima visita nello stivale

Il 7 giugno è la data fissata per la prima visita di Kristalina Georgieva in Italia, oggi infatti la responsabile europea per Cooperazione Internazionale, Aiuti Umanitari e Risposta alle crisi affronterà una serie di colloqui con autorità nazionali ed internazionali.

Il dibattito si concentrerà sulle conseguenze del terremoto ad Haiti, per quanto riguarda la necessità di rafforzare il ruolo europeo nelle contromisure interne ed esterne di fronte alle emergenze.

Nel pomeriggio Kristalina Georgieva incontrerà le rappresentanze dei ventisette paesi membri dell’Unione Europea accreditati presso le Nazioni Unite con sede a Roma per illustrare le priorità del suo mandato. Sono previsti anche alcuni colloqui con Josette Sheeran, direttore esecutivo del Programma Alimentazione Mondiale.

Aldo Ciummo

Unione Europea ed Australia più vicine

 

Rinnovato l’accordo con quelli che sono un pò i “cugini d’Europa” nel Pacifico per la loro storia di emigrazione e di affinità

La maggior parte degli australiani ha qualcosa della cultura europea nella propria storia: inglesi, irlandesi, italiani, tedeschi, olandesi e poi tantissimi altri tra cui perfino maltesi, americani e libanesi, hanno fatto del continente che sta all’altro capo del mondo la nazione che è, naturalmente in continuo dialogo con l’Unione Europea.

Ieri il ministro degli Affari Esteri della Svezia, paese che sta guidando l’Unione Europea in questo semestre, ha avuto un incontro con il suo collega australiano, Stephen Smith, a cui ha partecipato anche Benita Ferrero Waldner (la quale è commissario alle Relazioni Esterne della comunità).  Nel corso dell’ incontro, dedicato ai rapporti speciali tra Europa ed Australia, oggetto nell’autunno dell’anno scorso di un accordo specifico, quest’ ultimo è stato ridefinito: la partnership infatti ha avuto un avvio positivo e per questa ragione è stata rafforzata in tutti i settori, dal commercio dei generi alimentari agli accordi sui trasporti.

In particolare è stato intensificato il coordinamento nell’assistenza allo sviluppo, un comparto nel quale l’Unione Europea sta acquisendo credito anche proficuo nei rapporti economici con le altre aree del mondo ed ambito nel quale i paesi anglofoni vantano una tradizione peculiare;       si è deciso inoltre di incrementare la collaborazione nello di energie alternative e nella ricerca tecnologica e scientifica. “Sono soddisfatto dei progressi raggiunti nel consenso tra Europa ed Australia”  ha dichiarato il Ministro degli Esteri australiano Stephen Smith alla Presidenza Europea, per quest’ultima invece è stato Carl Bildt a dire che il partenariato ha acquistato efficacia in vari settori.

La Svezia, come paese presidente di turno della UE, ha  la responsabilità di portare avanti relazioni durature con il resto del mondo ed è auspicabile che ciò avvenga anche per quanto riguarda le esigenze di solidarietà, in un’area problematica come il Pacifico. L’Europa può avvantaggiarsi della ricchezza di relazioni con molti paesi di questa regione geopolitica grazie alla presenza nella Ue del Regno Unito e quindi dei legami che l’UK ha saputo mantenere e sviluppare con tutto il Commonwealth. La stessa Svezia, nel portare avanti la presidenza, si è prefissata obiettivi caratterizzati dall’apertura, anche con riguardo all’allargamento europeo.

L’incontro è stato assorbito soprattutto dalla discussione di tematiche regionali e globali, come il G20,  la conferenza sul clima che si terrà a Copenaghen in dicembre e la situazione nelle aree interessate dalla presenza militare di paesi europei, come in Afghanistan. Si è parlato molto anche del vertice del Forum delle Isole del Pacifico che si è tenuto in agosto, perchè l’Unione Europea ritiene che proprio sul Pacifico si possa imparare molto dall’Australia per le strategie future di cooperazione e diplomazia.

Aldo Ciummo