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Ma è l’altro mondo? no, è solo l’Europa

 

 

Merkel e Westerwelle

Merkel e Westerwelle

Liberali ma affezionati all’ambiente, laburisti ma coscienti dell’esistenza dei comuni cittadini, eresie nella roccaforte delle morenti ideologie, situazioni consuete nella Ue

 

Skapegoat è curiosa verso l’Europa fin da quando  il sito si chiamava travelpolitics, capirete l’evasione verso un paio di avvenimenti esteri  della giornata (di ieri), mentre qui la metà del paese sbadiglia comprensibilmente nell’attesa che si consumi l’autunno del suo patriarca e l’altra metà, comprensibilissimo, si addormenta mentre gli vengono  spacciate quelle che sono investiture dall’alto per consultazioni interne all’americana (lì sì la gente può scegliere, infatti l’età media dei politici è variegata e non limitata all’età della “saggezza”, che poi tale non si direbbe,  dando un’occhiata ai risultati ed allo stile con il quale vengono portati avanti).

Buttiamo uno sguardo alla Germania e un’altro al Regno Unito: nella prima, il Governo Conservatore vorrebbe rivedere il piano che limita ad altri soli 13 anni la vita delle centrali nucleari,  ma gli alleati della  Cdu-Csu, cioè i liberali di Guido Westerwelle (omosessuale, in Germania non c’è una forte istituzione concorrente con lo stato che interferisce con le istituzioni laiche) hanno chiesto la garanzia di date certe per la chiusura delle centrali, pur accettando il proseguimento temporaneo dell’utilizzo di questa energia. Michael Kauch, responsabile per ambiente e agricoltura dei liberali (Fdp) ha affermato che sono le energie alternative la soluzione.

In definitiva, sarà pure una sorpresa per quelli che chiamano tutti coloro che non la pensano al cento per cento nello stesso modo iperconservatori, ma da qualche parte c’è chi è a favore del mercato e anche dell’ambiente (e sarà sicuramente una sorpresa dove chiunque voglia stabilire delle regole per l’impresa economica è considerato un bolscevico, ma l’ambiente in Europa e ormai nel mondo è una cosa seria).

Nel Regno Unito, Gordon Brown dovrà pagare allo stato le sue spese personali per lavori nella sua abitazione, infatti si trova a capo di un governo fortemente in crisi di immagine per i suoi indubbi errori, ma che nella sua equilibrata composizione comprendente sesso ed età diversi è perlomeno rappresentativo della popolazione da un punto di vista puramente demografico (e lo stesso si può dire degli avversari che a quanto sembra a breve lo sostituiranno, il paese non giace pertanto in una sorta di era di mezzo immutabile, si vedano invece le reazioni scomposte dei volti storici del PD la mezza volta che una nuova delegata nazionale passata miracolosamente ai piani alti del partito si è azzardata ad esprimere anche delle opinioni).

Gordon Brown dovrà ripagare circa 20.000 euro per spese perfettamente lecite destinate al suo appartamento di Londra ed a quello che possiede in Scozia. Lo Stato, che il premier Gordon Brown governa ma non controlla incondizionatamente, gli ha chiesto indietro quei soldi, lui ha detto che li restituirà prontamente (non che c’è una congiura internazionale), d’altronde è  laburista ma probabilmente la popolazione non gli perdonerebbe grossi sprechi soltanto per amore di un simbolo politico di sinistra.

Bisogna ammettere che anche qui in Italia la cittadinanza è, per la sua stragrande maggioranza, molto più responsabile ed accorta di quello che una ristretta cerchia di privilegiati vuole credere: qui però la classe politica regge ancora senza affacciarsi dai suoi fortini per rispondere alle richieste di trasparenza dei cittadini comuni, e se questo è comprensibile da parte di chi detiene una situazione di vantaggio, lo è di meno da parte dell’unico caso europeo di grande partito di opposizione in costante e massiccio calo di voti e nel caso (purtroppo meno isolato nel continente) di piccole comitive di attivisti progressisti che si dividono senza sosta litigandosi e giocandosi quelli che ormai sono i loro stessi voti individuali.

Aldo Ciummo

POLITICHE COMUNITARIE|Germania, Portogallo, Italia: in Europa c’è chi rappresenta gli elettori e chi non vuole farlo

I conservatori tedeschi si riconfermano al governo e i socialisti portoghesi anche; in entrambi i paesi la sinistra sociale unita va come un treno, confrontare con l’Italia

Vi ricordate Angela Merkel, conservatorismo più realismo sociale (quello che è mancato a vari fondamentalisti del mercato soprattutto nei centrosinistra)? Era una donna al governo del paese più importante d’Europa, Regno Unito a parte, ebbene lì è rimasta, ci sono rimasti soprattutto dei conservatori che afferrando con realismo la situazione economica e sociale hanno concordato con gli avversari della SPD, loro condomini di governo, misure che andavano incontro a diverse fasce sociali (magari anche i partiti che hanno lo zero virgola per cento sapessero sviluppare parte dello stesso realismo, in modo da poter rappresentare gli elettori che affidano loro delle idee).

I conservatori sono più forti di prima e si alleano con i liberali della Fdp guidati da Guido Westerwelle (33,8 più 14,6%). Ma se i socialdemocratici crollano (23%), effetto a catena dell’adesione a politiche liberiste tra il ’98 ed il 2005 e naturalmente della coabitazione forzata in un governo comunque a guida Cdu-Csu, la sinistra va come un treno, Die Linke si aggira intorno al 12% ed è ormai tutt’altro che un fenomeno di protesta, tra l’altro era già qualche tempo che avendone notizia in molti anche in Italia si chiedevano vuoi vedere che interessarsi concretamente di pochi temi che interessano qualche fascia di popolazione funziona di più che organizzare tre, quattro, cinque partiti perchè due o tre comitive ai vertici litigano tra loro e perchè ognuno è più bravo?

Die Linke è formata dai postcomunisti della ex Germania popolare (evidentemente davvero postcomunisti in qualcosa dato che hanno ceduto parte della loro identità per aprirsi a collaborare con persone addirittura provenienti da un altro partito e che non hanno semplicemente fatto giuramento sulla falce e martello ma promosso attivamente il proprio progetto) e dai socialdemocratici che con Oskar Lafontaine lasciarono il partito socialdemocratico nel 1999. Oggi Die Linke è una forza stabile e salgono di due punti al 10% anche i verdi, da soli.

Vale la pena di ricordare anche che al governo della Germania viene riconfermata una donna: in molte parti d’Europa, specialmente a sud, la situazione è molto diversa anche ai vertici dei circoli bocciofili o dei consigli di circoscrizione, si vedono poi i brillanti risultati economici e di coesione sociale e istituzionale. Ma veniamo al Portogallo, se qui Socrates porta i socialisti ad una vittoria di misura, col 36% che è ben sette punti sopra l’avversario quindi davvero un fatto a vocazione maggioritaria (qui ricambiata anche dagli elettori però) è il Bloco de Esquerda, che poi sarebbe l’aggregazione dei movimenti non ideologici, che prende il 13%.

Francisco Loucà è un ex-troskista ma questo evidentemente non ha scoraggiato tutti i movimenti che lo appoggiavano, il Bloco de Esquerda governerà probabilmente insieme col partito socialista e presumibilmente potrà prendere iniziative a favore dell’integrazione reciproca degli immigrati e dei cittadini già riconosciuti, dell’effettiva valorizzazione della partecipazione femminile nella governance, della formazione dei professionisti precari e di un’istruzione europea.

Qualunque iniziativa prendano Loucà in Portogallo o Gyse e Lafontaine in Turingia, dove sono potenzialmente in grado di formare un governo, ognuno di loro sarà in grado di farlo con i fatti e non con la coerenza: quella in Italia ha funzionato soltanto nelle regioni del nord, ma non certo a sinistra.

Aldo Ciummo