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Unione Europea: riconoscere il volontariato

Una risoluzione presentata dal Partito Popolare Europeo questa settimana sostiene la creazione di un documento che riconosca valore al no profit
Martedì 12 giugno il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione a sostegno del riconoscimento delle competenze acquisite dai cittadini europei nelle attività di volontariato e della creazione di una sorta di passaporto di queste competenze per renderle spendibili in Europa.

Nella situazione attuale il volontariato acquista un peso particolare, data la concomitanza della crisi economica e della crisi di partecipazione che investe le società del continente, la risoluzione intende quindi sottolineare il ruolo di questa parte importante della dimensione sociale europea.

Il riconoscimento formale delle competenze che vengono acquisite nel corso di iniziative di volontariato rappresenterebbe quindi un valore aggiunto spendibile sul mercato, introducendo un elemento importante nell’arco delle qualità che si richiedono nella Unione Europea, rafforzandone i caratteri di solidarietà e di inclusione sociale.

Il Parlamento Europeo ha quindi chiesto alle istituzioni nazionali, regionali, locali, di garantire finanziamenti e incentivi per le organizzazioni del no profit, dando la priorità alle organizzazioni dotate di mezzi più limitati e facilitandone l’accesso a programmi e finanziamenti europei.

In questa ottica gli eurodeputati mirano alla nascita di un portale europeo che supporti le organizzazioni dei volontari nella comunicazione e cooperazione tra loro. Il documento, proposto da Marco Scurria (PPE) è stato adottato con 603 voti favorevoli, 23 contrari, 63 astensioni.

Aldo Ciummo

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L’Università de L’Aquila e gli studenti stranieri

Il 23 settembre è stato inaugurato il centro polifunzionale per studenti dell’Università de L’Aquila, partecipi i parenti di Hussein Hamade

I genitori di Hussein Hamade, studente palestinese scomparso a causa del crollo della casa degli studenti durante il terremoto del 2009, hanno partecipato alla inaugurazione del centro polifunzionale per studenti. Una parte della nuova struttura infatti è stata dedicata alla memoria di Hamade, nativo di Kapul, un centro vicino Haifa in Israele.

La madre di Hussein, presente con il marito Smin ed il figlio Mahmud, ha ringraziato i presenti e le istituzioni italiane. Foad Aodi, presidente dell’Associazione Medici Stranieri in Italia e della comunità del mondo arabo in Italia, ha sottolineato il significato della decisione nel rapporto tra le due culture.

I genitori di Hussein sono arrivati a Roma il 22 settembre e sono tornati ad Haifa il 26. L’iniziativa rappresenta un incoraggiamento anche per i tanti studenti arabi in Italia che stanno affrontando le difficoltà burocratiche legate agli esami di ammissione universitaria, occorre ricordare che l’Europa ha bisogno di integrazione e di creare le condizioni positive per accogliere tutte le competenze necessarie.

Aldo Ciummo