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Registi svedesi al Milano Film Festival

Alla manifestazione che si svolgerà dal 9 al 18 settembre 2011 il regista Ernst de Geer e il film cinese prodotto dalla Svezia nel 2010

 Due film svedesi parteciperanno al MIFF, il Milano Film Festival (dal 9 al 18 settembre): nella nuova categoria per corti, opera di registi under 40, concorre il regista e sceneggiatore Ernst de Geer, con la sua pellicola “Axis and Allies” (2010).

Si tratta del primo progetto di ampio respiro in seguito agli studi alla Stockolms Filmskola, la scuola di Cinema di Stoccolma. Una delle giornate del Festival sarà dedicata all’immigrazione.

 Tra i documentari proiettati ci sarà “The Chinese are coming town” (Kieserna Kommer) del 2010. La regista del film è di origine cinese e si chiama Ronja Yu, vive in Svezia fin dal 1989, mentre la produzione è svedese.

 Il documentario è stato trasmesso dalla tv svedese (SVT) ed è la storia di un imprenditore cinese e del suo progetto di aprire uno stabilimento nella città svedese di Kalmar.

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Il Danish Film Institute e il potenziamento della cultura danese

 

L’Oscar vinto dalla regista Susanne Bier si associa ad un interesse articolato per i film prodotti dall’ultima generazione di registi di un piccolo paese europeo, ma la storia di questo cinema nasce da lontano

Susanne Bier, con la vittoria del Golden Globe e in ultimo dell’Oscar (il 28 febbraio), ha finito con l’accendere di nuovo i riflettori su una nuova stagione di interesse per il cinema danese, molto presente nella scena attuale con diversi registi, artefici di una impresa non facile, dato l’ostacolo evidente incontrato da una industria culturale che fa riferimento ad una lingua parlata da cinque milioni e mezzo di persone, in un mercato sempre più basato su grandi numeri.

“In a better world” ha fatto discutere molto, in un periodo storico che lascia emergere i limiti di impostazioni pacifiste ad ogni costo nel panorama mondiale attuale, caratterizzato da contraddizioni che il film evidenzia attraverso il tema dell’assenza di equilibrio e della relatività della giustizia.

Ma la capacità del cinema danese di rappresentare diversi contrasti contemporanei in quest’ultimo periodo ha spaziato dalla commedia di Henrik Ruben Genz alle storie più recenti di Ole Christian Madsen, passando per la biografia di Dirch Passer realizzata da Martin Pieter Zandvliet e da lavori di cui è ancora attesa l’uscita nelle sale, come Melancholia di Lars Von Trier. L’industria cinematografica danese è in piena crescita, grazie all’attività di produttori e registi.

Il Danish Film Institute (“Det Danske Filminstitut”) è l’agenzia governativa con la quale lo stato incoraggia la creatività in Danimarca e la sua promozione all’estero ed in ottobre, nel Folketing (il Parlamento Danese, Ndr), è stato rinegoziato l’accordo che regola l’elasticità della produzione nel settore, all’interno del quadro di supporto assicurato agli operatori del comparto dalle istituzioni. Tutte le forze politiche hanno sostenuto un programma di rafforzamento dei film danesi per il periodo 2011-2014.

Il quadro legislativo danese, definito dal “Film Act” del 1997, mira ad una offerta il più rappresentativa possibile rispetto alle tendenze artistiche, da opere come  la pellicola che ha ottenuto l’Oscar  alla fine di febbraio al documentario “Armadillo”, di Lindholm e Noer. Un altro capitolo sempre al centro dell’attenzione del DFI, l’istituto danese del cinema di cui si è parlato, è il supporto ai film dedicati ad un pubblico di giovani e di giovanissimi, una area tematica alla quale va non meno del venticinque per cento dei fondi governativi destinati al settore.

La storia del cinema danese è stata, fin dalle origini, caratterizzata dall’ attenzione del settore pubblico verso questa forma di arte, dopo i film muti e i melodrammi dei primi decenni del secolo ed un momentaneo declino tra le due guerre mondiali, la nuova legislazione per il cinema negli anni trenta accompagnò il successo del sonoro, mentre il secondo dopoguerra sancì il gradimento generale delle folk-comedies ma anche la nascita di un cinema impegnato. Dal 1964, i governi hanno dato stabilmente il loro aiuto alla crescita dell’industria cinematografica, contemporaneamente molti film raggiungevano pubblico e critica internazionali.  Nel 1972 è nato il Danish Film Institute (DFI): erano gli anni dell’avanguardia, del realismo sociale e dei giovani registi.

Alla situazione attuale, entusiasmante per i protagonisti dell’industria culturale danese anche nella letteratura e nelle arti applicate, si è arrivati attraverso gli anni ottanta, quando sono giunti gli oscar di Nils Malmros e Lars Von Trier, portatori di lunghi dibattiti con il loro realismo segnato da uno sguardo umano, mentre gli anni novanta hanno visto il ritorno delle commedie popolari, ma anche la diffusione internazionale di Dogma Film, Zentropa e Filmbyen a livello industriale. Dal 1997, inoltre, il quadro legislativo ha permesso ai registi una libertà espressiva ancora maggiore rispetto al passato.

Aldo Ciummo

NOW Norvegian Way da Nord a Sud Europa

 

Inaugurato l’anno di Roald Amudsen e Fridtjof Nansen le organizzazioni norvegesi hanno avviato un anno di cultura arte e spettacolo per favorire l’incontro tra le culture sui diversi territori, grande l’impegno dell’ Ambasciata di Norvegia a Roma

Questo è un anno importante per la Norvegia, che proprio il 23 gennaio 2011 presso il centro Fram, a Tromso, ha visto l’inaugurazione degli eventi dedicati a Fridjof Nansen (1861 – 1930) ed a Roald Amudsen (1872 – 1928), la cui fama è partita rispettivamente dal Polo Nord e dal Polo Sud e che ricorda oggi l’istinto per la scoperta del popolo nordico.

La Norvegia, grazie all’impegno dell’Ambasciata a Roma sta ripartendo anche quest’anno con una serie di iniziative per avvicinare all’Italia la cultura che si è espressa nei diversi settori della letteratura, dello spettacolo, dell’arte e della ricerca scientifica, protagonista oggi anche con il contributo importante che Oslo sta dando con le energie alternative anche in Italia con i suoi investimenti.

Cominciamo dal ricordare che in Italia saranno promosse diverse iniziative dedicate ai due esploratori, ma segnaleremo ai nostri lettori molti altri eventi che lo stato nordico e le associazioni ed organizzazioni di cittadini norvegesi in Italia porteranno avanti nel corso dell’anno e molte delle quali come di consueto saranno seguite da vicino dal sito e con gli altri spazi a disposizione. 

Per quanto riguarda Roald Amudsen, sono oramai trascorsi cento anni da quando l’esploratore raggiuse il Polo Sud e ne sono passati ben centocinquanta dalla nascita di Nansen, che ebbe anche un ruolo di primo piano come diplomatico, molto attivo in favore di popolazioni oppresse e premio Nobel nel 1922. Nel Polo Nord Nansen arrivò a piedi alla latidudine di 86° 14′, prima di lui nessuno lo aveva fatto.

Il 17 febbraio, presso il Circolo Scandinavo di Roma del cui impegno nella cura della cultura delle comunità nordiche presenti a Roma anche la stampa nazionale si è occupata recentemente, l’Ambasciata Norvegese a Roma ha presentato la serie di iniziative per promuovere in Italia le espressioni artistiche contemporanee della Norvegia e molti eventi sono in programma a Milano e Roma come a Bologna, Firenze, Foligno, Isola d’Elba, Mantova, Venezia, Cosenza ed altri centri.

Sono previsti appuntamenti di musica, cinema, teatro e molti altri spunti di conoscenza di una nazione il cui ruolo internazionale va consolidandosi e di cui si auspica una cooperazione sempre maggiore con il resto d’Europa.

Aldo Ciummo

Anno di cultura a Copenaghen

 

Il 2010 si è aperto con un programma fitto di eventi dedicati allo spettacolo ed alle arti nella capitale danese, ancora molte interessanti iniziative sono previste per aprile e per maggio

La Danimarca ha aperto il 2010 con un ricco programma di avvenimenti rivolti ai visitatori, ma soprattutto ai cittadini europei ed alla popolazione residente: dal 15 al 25 aprile ci sarà il Copenaghen’s new Film Festival, nell’ambito del quale verranno proiettate pellicole inedite in Danimarca e provenienti da Asia, Sudamerica, Europa e Medio Oriente e con equilibrio tra esordienti e presenze prestigiose.

Da considerare iniziativa culturale, nel senso più ampio del termine nel senso di cultura materiale visto il ruolo che occupa nel paese, è anche il Festival Europeo della Birra, che ci sarà il 6, 7, 8 maggio, la produzione danese è variegata e la manifestazione comprenderà 1000 tipi di birre provenienti da 200 stabilimenti in Europa, Usa e Canada.

Anche artigianato e design troveranno posto all’inizio di maggio, dal 6 al 9, una trentina di istituzioni culturali, aziende ed organizzazioni porteranno a conoscenza del pubblico vari aspetti dell’architettura odierna a Copenaghen.

Sempre a maggio, dal 21 al 23, avrà luogo il Carnevale di Copenaghen, tre giorni di musica, spettacoli ed eventi. L’iniziativa sarà accompagnata da quattro serie di concerti. Il momento centrale della festa sarà la parata notturna al parco Faelledparken.

Bjarne Reuter, noto autore danese, pubblica in Italia il suo ultimo libro “L’impostore umbro” con la casa editrice Abramo

Bjarne Reuter è uno dei più grandi scrittori danesi contemporanei, il suo ultimo romanzo parla dell'Italia da diversi punti di vista e la sua diffusione si inscrive nel quadro di una generale scoperta di opere, anche cinematografiche, provenienti dall'area scandinava

Noto soprattutto al pubblico danese e scandinavo, l’autore è apprezzato anche in molti altri paesi e ora viene proposta ai lettori italiani la sua ultima opera, ambientata nel Medio Evo e intrecciata delle credenze e delle storie di potere e di conoscenza che rendono affascinante per molti le vicende dimenticate della penisola.

 

Bjarne Reuter è uno dei più grandi scrittori danesi contemporanei. Tradotto in undici lingue e molto noto in tutti i paesi scandinavi, è un autore di teatro e di cinema e tra gli scrittori nordici è uno dei più valorizzati dai registi cinematografici contemporanei, tra cui Bille August.  Particolarmente famoso in Danimarca, Reuter risulta un autore molto conosciuto anche fuori dalla Scandinavia.

In Israele l’ultimo libro pubblicato è stato a lungo nella lista dei bestseller e in tutti gli altri paesi in cui è stato tradotto sta trovando riscontri nel pubblico e da parte della critica. Come romanziere Reuter è uno scrittore nuovo per il pubblico italiano.

La casa Editrice Abramo sta proponendo al pubblico italiano “l’Impostore umbro“, ambientato nell’Italia medievale del XIV secolo e dedicato al nostro paese da più di un punto di vista. Nella storia, un uomo è a un passo dalla realizzazione della ricetta della vita eterna. 

E’ il 1348, quando Giuseppe Emanuele Pagamino, nel romanzo, sfida la Chiesa cattolica. “È un profanatore di tombe, un impostore, un assassino, un ladro, un eretico eppure mette in allarme il Papa ad Avignone, il vescovo a Lucca e i cardinali a Roma. La sua vita si regge in bilico sull’orlo dell’abisso. Ma chi tiene una mano sulla testa di Giuseppe ha tutt’altri piani per L’impostore umbro. Piani più grandi della vita stessa” questa è la descrizione che Mauro Minervino dà del protagonista.

Bjarne Reuter da parte sua ha affermato: “Non mi sono mai riconosciuto né in un’etichetta né in un genere preciso. Ho sempre goduto del privilegio di scrivere quasi in tutti i generi nel tentativo di affrontare nuovi mondi e nuove forme espressive come la scrittura teatrale e cinematografica e di sedici dei miei romanzi è stato fatto un adattamento filmico. Scrivere è per me un processo di ricerca che dura tutta la vita, e quando ho scritto L’impostore umbro ho sentito di aver fatto un grande passo in avanti”. La post-fazione del libro è di Carola Scanavino.

Aldo Ciummo