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SPORT|Sconfitta e contestata, la Roma non c’è più

Prosegue la caduta libera della Roma di Spalletti. Ieri contestazione davanti a Trigoria, con la squadra in ritiro in vista della sfida di mercoledì prossimo contro la Sampdoria

di Simone Di Stefano/SG

La Roma si ritira in casa per superare il momentaccio. «Onorate la maglia in segno di rispetto ai tifosi», ha tuonato il presidente Rosella Sensi che da domenica ha sigillato la squadra nelle segrete stanze di Trigoria con un solo diktat: uscire dalla crisi più nera della gestione Spalletti.

Ma al centro sportivo “Fulvio Bernardini” ieri non è stata certo una giornata serena. Giocatori, tecnico e società, non si è salvato nessuno dalla contestazione messa su con cori e striscioni («Io non tifo Italpetroli», «Tirate fuori le …», per citarne alcuni), da parte di una trentina di tifosi che hanno chiesto, invano, di poter parlare con uno tra Spalletti e Totti. Se ne sono andati soltanto in tarda mattinata dopo che a mobilitarsi era stata anche la Polizia, dopo alcuni lanci di uova.

La squadra ha dovuto rinunciare anche all’allenamento mattutino per tornare in campo solo nel pomeriggio. E come ogni lunedì di recente memoria nei bar della capitale si discute su cosa stia accadendo alla Roma e cosa ci si deve attendere ancora. Invertire la rotta innanzitutto e Spalletti lo ha capito, tanto che dopo il naufragio di Udine è stato lui il primo a riconoscere le proprie responsabilità e la necessità, questa è la notizia, di cambiare metodo di lavoro.

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SPORT|Campionato al via ma con «sciopero» di trenta minuti

ROSE RIDOTTE Aic e Lega Pro ai ferri corti

È ormai guerra aperta tra l’Associazione italiana calciatori (Aic) e i vertici del calcio professionistico. La decisione della Lega Pro di ridurre le rose delle squadre di Prima e Seconda Divisione (le vecchie C1 e C2) ha provocato la protesta dell’Aic, che ieri ha annunciato per la prima giornata del campionato uno sciopero generale dei giocatori. Le squadre di Prima e Seconda Divisione non giocheranno, posticipando l’avvio dei tornei di una settimana, mentre serie A e B scenderanno in campo con 30 minuti di ritardo, in segno di solidarietà con la protesta dei colleghi delle categorie inferiori. «Una protesta – si legge nel comunicato – contro le delibere della Lega Pro sulla limitazione delle rose che di fatto estromettono centinaia di calciatori». Una decisione che il presidente della Lega Pro, Mario Macalli ha definito «illegittima e contro l’interesse del calcio nazionale».

La limitazione delle rose è una delle disposizioni riguardanti il numero massimo di calciatori utilizzabili dalle società della Lega Pro nelle prossime due stagioni sportive. Quindi, nella stagione sportiva 2008/2009 le società di Prima Divisione potranno utilizzare, nelle competizioni ufficiali, un numero massimo di 18 calciatori professionisti di età superiore a 21 anni e un numero illimitato di calciatori Under 21, mentre le società di Seconda Divisione potranno utilizzare un numero massimo di 15 calciatori professionisti di età superiore ai 21 anni e un numero illimitato di calciatori Under 21.

La cosiddetta “rosa” – che viene presentata entro il 31 luglio – deve indicare i nominativi dei 18 calciatori professionisti di età superiore a 21 anni per la Prima Divisione e dei 15 calciatori professionisti di età superiore a 21 anni per la Seconda Divisione. Una novità che ha trovato la netta opposizione del sindacato dei giocatori di calcio, che teme la disoccupazione di centinaia di professionisti che a causa della loro età sarebbero fuori parametro.

Simone Di Stefano – Pubblicato su L’Unità del 04-08-2008