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Il fumetto tedesco a Terni

Il Goethe Institut promuove una interessante iniziativa culturale, che mette a confronto diverse generazioni di fumettisti, in un contesto che sta diventando centrale nel settore

A partire da marzo, a Terni, si svolgerà una mostra sul fumetto tedesco, che a partire dalla riunificazione della Germania sta conoscendo un periodo di sperimentazione, arrivando a rappresentare una delle scene più interessanti nel settore, dopo decenni in cui si è parlato soprattutto di altri paesi a proposito di questa forma di espressione. Ne ha dato notizia il Goethe Institut di Roma sul proprio sito. Molti degli artisti che stanno fornendo nuovi spunto sono originari della ex Repubblica Democratica Tedesca.

“Il fumetto tedesco è tornato” è il titolo scelto da Andreas Platthaus per il saggio introduttivo. La mostra si svolgerà dal martedì alla domenica (lunedì chiuso), dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Tra i nomi presenti nell’esposizione ci sono Anke Feuchtenberger, Henning Wagenbreth e Martin Tom Dieck, provenienti dall’avanguardia tedesca del fumetto e docenti di illustrazione.

La mostra itinerante ideata dal Goethe Institut assieme a Matthias Schneider riguarda due generazioni di fumettisti, l’avanguardia menzionata poco prima che ha consolidato la tradizione indipendente in questo settore e la più recente generazione di autori di fumetti.

All’inaugurazione dell’esposizione (l’8 marzo 2012), interverranno il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania con il primo segretario Dirk Lolke, l’assessore alla cultura del comune di Terni, Simone Guerra, e due autori di fumetti, Reinhard Kleist e Mawil. La conferenza stampa d’apertura, l’8 marzo, avrà luogo al Caos-Centro Arti Opificio Siri, viale Campofregoso 98, a Terni. L’esposizione continuerà fino al 9 aprile e comprenderà una apertura straordinaria il 10 aprile.

Aldo Ciummo

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La nordicità della video arte in “Northwave”

Lorella Scacco il 7 è stata invitata ad Oslo per illustrare dei rapporti tra videoarte, identità femminile, culture nazionali nel settentrione d’Europa

Lorella Scacco ha indagato a lungo su quel Nord d’Europa che si esprime più che in ogni altro modo con le video arti, con le immagini e con i suoni sospesi negli enigmi delle installazioni e delle riprese elaborate da autori di elaborazioni che faticarono ad affermarsi in Europa negli anni sessanta e settanta, ma che progressivamente, a partire dalla Germania e dall’Olanda, si fecero strada nel continente ed oggi sono i più giovani autori a ridefinire forme e significati giocando con il tema della memoria e sviscerando gli aspetti meno affrontati della percezione.

Lorella Scacco continua ad approfondire la videoarte, come ha fatto a lungo in Italia ed in Europa, in simbiosi con il concetto di nordicità, come intreccio di espressione, identità femminile ed identità nazionali. Il 7 settembre Lorella Scacco è stata invitata ad Oslo dalla Fondazione “Fritt Ord”  in occasione del seminario sulla videoarte, per parlare del suo libro “Northwave”, una ricerca sull’arte di Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda.

 Il volume, in italiano ed in inglese, sottolinea il processo di internazionalizzazione vissuto da questa parte della cultura scandinava a cominciare dagli anni novanta ed è completato da sessanta schede biografiche. Quando nell’ottobre del 2009 il testo “Northwave” è stato presentato al Museo Andersen di Roma, molte delle opere che contestualmente sono state proposte al pubblico erano inedite per l’Italia (di Eija Liisa Ahtila, Lene Berg, Gitte Villesen).

Emerge soprattutto, nelle installazioni che sono entrate a far parte del paesaggio urbano di alcune province nordeuropee, ad esempio in Danimarca, l’intento di inserire discorsi artistici capaci di interrompere l’uniformità e la funzionalità del territorio per trasmettere messaggi, nella scia della tradizione luterana di responsabilità sociale dell’arte, oppure il combinarsi della funzionalità degli oggetti con l’invito a trattenere lo sguardo nel paesaggio, alterando lo scorrere indefinito delle immagini causato dalla presenza pubblicitaria.

A Milano quest’anno Lorella Scacco ha presentato la mostra su Marian Heyerdahl, allestita al Castello Sforzesco dal 25 maggio al 27 giugno: “I Guerrieri di Terracotta” della artista norvegese rivisitano in profondità l’immagine dei custodi appartenenti alla storia ed all’arte cinese (l’esercito in terracotta di Xian), modellando sculture di guerriere scolpite da diverse epoche e diverse tragedie e vicende, come le guerre civili. “The Terracotta Woman”, insieme esposto da Marian Heyerdahl anche in Cina ed in Corea oltre che in Norvegia ed in Svezia, è stato analizzato come una potente riflessione sulla condizione umana, anche se naturalmente non fa parte degli studi sulle arti video di cui si parla in questa occasione.

Aldo Ciummo