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Svezia: la Socialdemocrazia torna il partito del lavoro

Stefan Löfven tiene a cuore solo una cosa: il lavoro. Proveniente da Ornsköldsvik, il suo compito sarà rafforzare nuovamente i temi sociali nel partito

Stefan Löfven da ieri è ufficialmente il nuovo leader del Partito Socialdemocratico Svedese: segnali erano emersi già mercoledì sera che la scelta sarebbe ricaduta su questo operaio, un saldatore con una storia nel sindacato e che non ha un record di presenze ai vertici del partito o in incarichi pubblici. Stefan Löfven ha cinquantaquattro anni, viene da Ornsköldsvik è descritto da tutti i media svedesi come pragmatico, disponibile ma determinato quando si tratta di difendere l’unico valore che conosce come fondante della società cui appartiene: il lavoro.

Svenska Dagbladet, giornale moderato, scrive che Löfven ha “basso profilo, alta integrità e buon senso”. Il nuovo leader della Socialdemocrazia ha guidato il sindacato della IF Metall, motivo per cui si può sperare che rafforzerà di nuovo i legami del partito con la Confederazione svedese delle unioni del lavoro (Länsorganisasionen, LO).

Il giornale Dagens Nyheter ha scritto che adesso la Svezia ha una cosa di cui quest’ultimo anno aveva sentito bisogno senza trovarla: una opposizione. Stefan Löfven non è deputato e non è ancora chiaro chi lo rappresenterà nei colloqui con il Governo ed il Primo Ministro Fredrik Reinfeldt, ma ha guidato il sindacato, presenza importante in Svezia, fin dal 2006.

L’annuncio è stato accolto con molti applausi, Löfven dovrà riportare i Socialdemocratici a quel rapporto privilegiato con il mondo del lavoro che la dirigenza moderata di Mona Sahlin aveva smarrito insieme a fette intere di elettorato, dopo decenni in cui i governi di Centrodestra erano stati solo parentesi, approdate infine alla riconferma nel settembre del 2010 dei Moderati di Friedrik Reinfeldt, una vittoria del Centrodestra che ha segnato anche la fine di un’epoca favorevole alla Socialdemocrazia: Moderati (Moderata Samlingspartiet), Centro (Centerpartiet), Cristianodemocratici (Kristdemokraterna) e Liberali (Folkpartiet Liberalerna) hanno infatti confermato con quelle elezioni la preferenza loro accordata dai cittadini, vincendo con il 49 per cento contro il 44 per cento di Socialdemocratici (Socialdemokraterna), Sinistra (Vänsterpartiet) e Verdi (Miljöpartiet de gröna).

Dopo le dimissioni di Mona Sahlin il partito socialdemocratico aveva affidato l’incarico ad Hakan Juholt, percepito come un candidato di sinistra, ma i sondaggi indicano che il partito storico di maggioranza svedese oggi è diventato minoritario. “Sono davvero convinto delle politiche socialdemocratiche e del fatto che il paese le vuole” ha detto Stefan Löfven, che ha anche ringraziato Hakan Juholt affermando che ha lavorato bene al vertice del partito.

Il nuovo leader dei Socialdemocratici ha anche ricordato Olof Palme, che (prima di essere ucciso in circostanze mai del tutto chiarite nel febbraio del 1986) impresse alla forza politica che guidava una impronta solidale con il Sud del Mondo e con i diritti di autodeterminazione politica ed economica di ogni paese. “Non è facile proseguire su quelle orme – ha detto Lofven riferendosi ai princìpi ispirati da Olof Palme – ma i nostri valori sono senza tempo e so che molte donne e molti uomini ci credono in questo paese”.

Löfven ha voluto ricordare anche il lavoro di Ingvar Carlsson e di Göran Persson nelle istituzioni svedesi. Persson a sua volta ha dichiarato entusiasticamente che Lofven riporterà nel partito socialdemocratico e nella politica svedese una prospettiva che gliè mancata negli ultimi tempi, aggiungendo che la Svezia deve tutto alle proprie industrie e che è bene che queste ritornino al centro del dibattito e delle iniziative pubbliche grazie a persone che le conoscono per l’esperienza di tutta una vita.

Aldo Ciummo

 

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La cultura del verde pubblico in Svezia

Fino al 18 settembre va avanti l’esposizione di vivai provenienti da ogni parte di Europa e anche da altri continenti al “Parco dei Daini” di Villa Borghese

  Il 16 settembre l’associazione culturale “La Conserva Della Neve” ha presentato una esposizione di vivai da collezione europei, con artisti del paesaggio internazionali, al “Parco dei Daini” di Villa Borghese. Il Giardino dei Daini è caratterizzato dai viali delimitati dalle opere di Pietro Bernini e dal figlio Gian Lorenzo Bernini: fino alla fine del milleottocento c’erano gazzelle e daini, che hanno poi dato il nome a questo spazio.

 Il pubblico ha qui la possibilità di acquistare varie specie, prodotte da vivai specializzati.   All’interno dello spazio espositivo si troverà una installazione di Sonia Santella che rappresenta un giardino svedese: dall’inizio del millenovecento, nel nord del continente l’architettura degli esterni è stata protagonista di un cambiamento non indifferente, caratterizzato dalla valorizzazione degli spazi funzionali ai bisogni della cittadinanza piuttosto che alla rappresentazione delle istituzioni. Slow Food Roma ha collaborato alla mostra, presentando in questo spazio attività per i giovanissimi e dibattiti.  

 Di grande interesse è la presenza, all’interno della iniziativa che andrà avanti fino a domani (domenica 18 settembre) compreso, dell’Atelier le balto, un gruppo di architetti francesi che ha sede a Berlino e che dal 2000 si muove al confine tra arte e architettura del paesaggio. Un’altro progetto che sta avendo visibilità nell’ambito della esposizione è “Mille orti in Africa” presentato da Slow Food, con John Kariuki, kenyano.  Oltre che il Kenya, l’iniziativa riguarda Uganda e Costa D’Avorio. L’istallazione svedese ha avuto il sostegno dell’Ambasciata della Svezia a Roma, nel quadro di una serie di iniziative con le quali l’istituzione porta avanti i rapporti culturali tra la nazione nordica ed il nostro paese.

Le terriere colorate e gli alberi da frutto decorativi fanno parte di una tradizione di diritti alla fruizione dell’ambiente che si è sviluppata attraverso norme codificate a partire dalla seconda metà dell’ottocento e che in particolare agli inizi del novecento ha portato alla nascita di associazioni e gruppi di volontariato favorevoli alla possibilità da parte di ognuno di coltivare questo hobby.

Aldo Ciummo

Registi svedesi al Milano Film Festival

Alla manifestazione che si svolgerà dal 9 al 18 settembre 2011 il regista Ernst de Geer e il film cinese prodotto dalla Svezia nel 2010

 Due film svedesi parteciperanno al MIFF, il Milano Film Festival (dal 9 al 18 settembre): nella nuova categoria per corti, opera di registi under 40, concorre il regista e sceneggiatore Ernst de Geer, con la sua pellicola “Axis and Allies” (2010).

Si tratta del primo progetto di ampio respiro in seguito agli studi alla Stockolms Filmskola, la scuola di Cinema di Stoccolma. Una delle giornate del Festival sarà dedicata all’immigrazione.

 Tra i documentari proiettati ci sarà “The Chinese are coming town” (Kieserna Kommer) del 2010. La regista del film è di origine cinese e si chiama Ronja Yu, vive in Svezia fin dal 1989, mentre la produzione è svedese.

 Il documentario è stato trasmesso dalla tv svedese (SVT) ed è la storia di un imprenditore cinese e del suo progetto di aprire uno stabilimento nella città svedese di Kalmar.

Svezia, la lista di sinistra cambia leader

Lars Ohly ha reso noto che non correrà per la dirigenza del partito della Sinistra svedese nelle prossime consultazioni interne

Lars Ohly, leader della Sinistra in Svezia, ha fatto sapere durante una conferenza stampa che in seguito ai risultati deludenti della lista che rappresenta la sinistra ed alle richieste di ricambio che sono venute da una parte consistente delle sezioni locali della forza politica non prenderà parte alla corsa per la guida del partito nel 2012.

Ohly ha ammesso che la scommessa di far passare una immagine dell’idea di socialismo connessa alle origini del movimento, slegandola dall’associazione con la ex Unione Sovietica, non ha ottenuto abbastanza successo e che esiste un desiderio di cambiamento all’interno del partito. Oggi però la lista di Sinistra rappresenta un movimento più unitario rispetto al passato e questo è un successo dell’attuale leader.

Il partito della Sinistra adesso è più vicino alla possibilità di prendere parte ad una coalizione di governo, assieme ai socialdemocratici ed ai verdi che a loro volta stanno attraversando una fase di ricambio della dirigenza (la Svezia è governata oggi da una coalizione di centrodestra guidata da Fredrik Reinfeldt). Il Congresso del Partito della Sinistra inizierà il 5 gennaio 2012.

Esponenti della lista che hanno annunciato una loro possibile candidatura sono Jonas Sjöstedt, Ulla Andersson, Hans Linde. Date le novità che sono arrivate, il 5 gennaio coinciderà anche con l’uscita di scena di Lars Ohly per quanto riguarda la leadership, con l’avvio di consultazioni alle quali non prenderà parte. Il Partito potrebbe anche imitare i Verdi ed eleggere due leader, una donna ed un uomo.

Dopo la sconfitta della coalizione di Centrosinistra nelle elezioni del 2010, che hanno riconfermato il Governo di Centrodestra di Reinfeldt, i primi ad entrare in crisi sono stati i Socialdemocratici, con le dimissioni di Mona Sahlin al cui posto è andato Hakan Juholt, seguiti dai Verdi, che al termine del mandato hanno sostituto Peter Eriksson e Maria Wetterstrand con Gustav Fridolin e Asa Romson.

Aldo Ciummo

L’economia svedese continua a crescere

L’economia della Svezia secondo le previsioni crescerà di un altro punto percentuale durante l’anno, la crescita dell’anno è intorno al cinque per cento

 La borsa di Stoccolma avrà anche risentito delle turbolenze della metà di questa settimana sui mercati, ma ci si aspetta (Dow Jones Newswire) una crescita di un punto percentuale ulteriore quest’anno nello stato scandinavo.

La crescita dell’intero anno si dovrebbe attestare intorno al cinque per cento. La spesa per i consumi è salita del 2, 3 per cento, ma la ricchezza disponibile è in aumento e il numero delle persone occupate nel lavoro è cresciuto del due e mezzo per cento.

Le esportazione nel secondo quarto dell’anno corrente sono cresciute di quasi l’otto per cento e le importazioni quasi il sei. Riksbank e Nordea non avevano previsto una crescita del prodotto interno lordo pari a quella che poi si è verificata, ma Nordea ci era andata vicino nelle sue previsioni.

Sono state le esportazioni, secondo gli analisti, a fare la differenza. La Riksbank continuerà con la sua politica di austerità, osserva Nordea. Nel primo quarto del 2011 la Svezia ha avuto una crescita quasi del sei e mezzo per cento, una delle più alte in Europa.

Aldo Ciummo

La Polarn O. Pyret sbarca negli Stati Uniti

La marca svedese di abbigliamento ha annunciato l’apertura della sua catena negli Usa

La Polarn O.Pyret, marca svedese di abbigliamento conosciuta nella nazione di origine soprattutto per le linee create per i giovanissimi, aprirà dei punti vendita anche negli Stati Uniti, a cominciare da Greenwich nel Connecticut.

La catena ha già molti punti di riferimento non solo in Svezia e Norvegia ma anche nel Regno Unito, nella Federazione Russa e nei paesi baltici e dell’Est Europeo. La novità si inscrive nella collaborazione della marca con la Nordstrom.

La Polarn O. Pyret sarà probabilmente più presente anche a Riga in Lettonia, intensificando la propria visibilità anche in Norvegia ed in Finlandia. Attualmente esistono centododici negozi in undici paesi (una sessantina nella sola Svezia), allineati nella tradizione di abbigliamento per le esigenze quotidiane.