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Centocinquanta anni di storia scandinava a Roma

Il 9 e 10 novembre svedesi, finlandesi, norvegesi, danesi ed islandesi hanno festeggiato la nascita di uno dei più importanti centri culturali nordeuropei nel Mediterraneo

di   Aldo Ciummo
 
Via della Lungara è un suggestivo angolo di Trastevere: vi si trovano, l’una accanto all’altra, testimonianze storiche come Villa Farnesina e Palazzo Corsini, dove una regina svedese, Christina, spese trentacinque anni della sua vita. Ma a rendere particolare questa parte di Roma, ricercata da pittori e musicisti, è il fatto che questa storia così lunga prosegue: il Circolo Scandinavo, che si trova qui da centocinquanta anni, è una comunità di norvegesi, danesi, finlandesi, svedesi, islandesi trapiantati a a Roma, sia pure per una parte della propria vita.
 
Vivere in un paese lontano non è facile neppure se lo si ama, tantomeno doveva esserlo quasi due secoli fa: incontrare una cultura diversa è più naturale se si ha la possibilità di curare la propria identità. Perciò nel 1833 i danesi di Roma crearono una biblioteca che annoverava tra i suoi promotori Bertel Thorvaldsen, Constantin Hansen e altri intellettuali dell’epoca. Nel 1845 fu la volta degli svedesi, venuti a cercare ispirazione nella storia della città eterna, l’iniziativa di raccogliere opere in una libreria fu dello scultore Fogelberg.
 
Nel 1854 i norvegesi trovarono l’appoggio dell’Università di Oslo per raccogliere i propri libri a Roma: mancava poco al 2 giugno 1860, quando i tre luoghi di incontro si fusero nello “Skandinavisk forening for kunstnere og vidensskabsdyrkere”, che è ancora oggi per gli italiani il Circolo Scandinavo. Artisti finlandesi ed islandesi si aggiunsero nel tempo, attirando sempre di più l’attenzione dei rispettivi governi dell’area nordica, il cui appoggio ha permesso a questa istituzione culturale di Roma di ospitare pittori, musicisti, scrittori di ogni corrente proveniente da Danimarca, Svezia, Norvegia, Islanda, Finlandia di soggiornare nella città e di conoscerla veramente attraverso la vita quotidiana.
 
Ecco perchè arrivare al traguardo dei centocinquanta anni è stata una occasione per proiettare le comunità nordeuropee di Roma nelle prospettive future, in un tempo così diverso da quello della sua nascita: il 9 novembre componenti ed amici dello Skandinavisk si sono incontrati a Villa Farnesina e poi nella Sede Nazionale dell’Accademia dei Lincei, dove la Direttrice del Circolo Scandinavo, la danese Mette Perregaard, ha ricordato gli enormi cambiamenti che la vita delle comunità nordiche a Roma ha conosciuto e le novità più importanti intervenute nei decenni, prima tra tutte l’Europa unita. Hanno preso la parola anche l’Ambasciatore della Danimarca in Italia, Gunnar Ortmann, il responsabile per la cultura dell’Ambasciata norvegese Lubna Jaffery, il Direttore Generale per le Biblioteche e gli Istituti Culturali, Maurizio Fallace, il presidente del consiglio del Circolo Scandinavo, Richard Lydiker.
 
A Richard Lydiker va il merito di aver promosso negli anni l’importanza dello Skandinavisk di Roma presso l’Italia e le madrepatrie nordeuropee. La serata ha fatto conoscere meglio ai presenti anche le opere di poesia di  Johanna Ekstrom (Svezia), l’architetto Thomas Thiis-Evensen e l’artista visuale Randi Nygard (Norvegia) ed è stata l’occasione per presentare il libro “Till Rom”, edito da Carlsson (Stoccolma) e scritto da Ann Katrin Pihl Atmer, Fredrik Lang e Brita Carlens, che lo ha presentato. 
 
L’assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del comune di Roma, Umberto Croppi, ha sottolineato la continuità per Roma del carattere di città dello scambio culturale. La serata si è chiusa con una visita alla sede del circolo e agli studi degli artisti visuali Jeannette Castioni e Erik Snedsbol, ma la sera successiva, il 10 novembre, la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma è stata teatro della celebrazione vera e propria del centocinquantenario del Circolo Scandinavo, si sono esibiti infatti musicisti come Matts Zetterqvist (al violino), Roland Pöntinen (pianoforte), Anders Loguin (percussioni), Roberto Prosseda ed Alessandra Ammara al pianoforte, Rodolfo Rossi alle percussioni.
 
Niccolò Castiiglioni ha eseguito un omaggio a Grieg, Eero Hämmeeniemi “Dall’Inverno all’Estate” (prima esecuzione inedita). Sono stati molto apprezzati anche anche Giacinto Scelsi, Wilhelm Stenhammar, Bach-Kurtag, Luciano Berio ed Anders Eliasson. L’iniziativa, che ha contribuito a stringere i rapporti tra l’Italia ed il Nord Europa, è stata resa possibile dall’impegno del circolo scandinavo stesso, dal sostegno dell’Ambasciata Svedese a Roma, dalla Helge Ax:son Johnson Foundation e dall’Accademia Nazionale di Santa Ceciiia.

La Presidente finlandese Tarja Halonen: “l’Istruzione, diritto di tutti, futuro per tutta l’Europa”

 

Mercoledì 8 settembre, all’Accademia dei Lincei, il Capo di Stato finlandese ha sottolineato l’importanza dei diritti delle donne e del diritto di tutti all’educazione ed alla formazione

 

di   Aldo Ciummo

La Presidente della Repubblica finlandese, Tarja Halonen, ha visitato il nostro paese dal 6 al 9 settembre. Nel pomeriggio di mercoledì 8 settembre, in via della Lungara a Trastevere, la signora Halonen ed il Ministro alla Cultura e allo Sport, Stefan Wallin, hanno partecipato ad un incontro promosso dall’Accademia Nazionale dei Lincei assieme all’Ambasciata di Finlandia a Roma. Durante la prima parte della conferenza, L’ambasciatore finlandese in Italia, Pauli Makela, ha ricordato nel suo intervento che Roma è una città di importanza globale adatta alle iniziative congiunte dei due paesi europei.

La Presidente della Repubblica Finlandese, Tarja Halonen, ha affermato che, soprattutto in un frangente di crisi, è forte il bisogno di una economia sostenibile anche dal punto di vista sociale e di un maggiore coordinamento tra le istituzioni internazionali per sostenerla. “E’ urgente avere meccanismi di responsabilità globale – ha detto in inglese Tarja Halonen – e la comunità internazionale ha la necessità di nuove idee per crearli”.

Il Capo di Stato finlandese ha espresso soddisfazione per l’attenzione che il contrasto alla violenza contro le donne ha ricevuto alle Nazioni Unite quest’anno, ma ha anche detto che l’Unione Europea deve superare la concentrazione quasi esclusiva sulle questioni di politica economica, anche quando i problemi creati dalle crisi finanziarie le rendono preoccupazione urgente. “La difesa dei diritti oggi si basa su forti democrazie, capaci di condividere la responsabilità di meccanismi di difesa sociale”. Riguardo all’Istruzione, il Ministro della Cultura e dello Sport in Finlandia, Stefan Wallin, ha parlato della risorsa maggiore sulla quale l’Europa può contare in prospettiva, cioè l’educazione permanente.

La Presidente Tarja Halonen è intervenuta sulla questione, dicendo che se i bambini non possono scegliere i propri genitori, l’educazione può scegliere per tutti delle uguali opportunità. Il capo di stato, al termine dell’incontro ha risposto approfonditamente a diverse domande provenienti dal pubblico. L’Italia occupa tra il decimo ed il nono posto tra i partner commerciali più importanti della Finlandia. Lo stato nordico esporta nello stivale soprattutto prodotti della trasformazione del legno e dei metalli, mentre l’Italia esporta verso lo stato finnico principalmente mezzi di trasporto e macchinari.

 Nel 2009 gli investimenti diretti in Italia ammontavano a 131 milioni di euro, gli investimenti diretti italiani in Finlandia 384 milioni. L’Italia è l’undicesimo mercato di esportazioni per la nazione nordica. I due paesi cooperano in maniera crescente all’interno dell’Unione Europea da quando nel 1995 la Finlandia vi ha aderito. Riguardo i rapporti culturali tra il nostro paese e la Finlandia, l’Institutum Romanum Finlandiae opera dal 1954 a Villa Lante, al Gianicolo, promuovendo la cooperazione scientifica, archeologica e di ricerca con le realtà italiane, mentre l’Istituto Italiano di Cultura fin dal 1942 opera ad Helsinki per far conoscere la cultura italiana nel paese finnico.