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Lia Boysen ha presentato la Svezia al Nordic Film Fest

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I produttori e gli attori si sono incontrati in una tavola rotonda del settore nel corso del Festival del Cinema Nordico

 

 

Al Nordic Film Fest (la rassegna della cinematografia dei paesi scandinavi e nordici che ha avuto luogo dal 9 al 13 aprile) produttori e attori hanno approfondito i temi del settore, in particolare il 10 aprile nel corso dell’ incontro “North Meets South” svoltosi alla Casa del Cinema, per valutare possibili co-produzioni.

Lia Boysen, attrice svedese (che ha avuto un ruolo nel film “Racconti da Stoccolma” ed è stata protagonista della serie televisiva Wallander, tratta dai libri del noto scrittore svedese Henning Mankell) il 12 ed il 13 aprile ha presentato il film “The Last Sentence” di Jan Troell, nell’ambito del Nordic Film Fest, che ha avuto luogo presso la Casa del Cinema. L’opera di Troell racconta la vita di Torgny Segerstedt, uno dei maggiori intellettuali svedesi.

Boysen ha raggiunto un notevole successo nel 2000 con la serie tv “The New country” (di Peter Birro e Lukas Moodyson) con cui è stata nominata agli Oscar svedesi (Guldbaggen) come miglior attrice, e nel 2007 ha vinto come migliore attrice non protagonista per il film “Search”, inoltre ha avuto ruoli rilevanti in produzioni televisive e cinematografiche: tra le altre, il film “Executive protection” (Livvakterna, 2001) e la serie TV “Stora Teatern” (Il Grande Teatro, 2002).

Boysen ha lavorato in diverse produzioni internazionali ed è la protagonista del film “Les Grand Personnes”, per la regia di Anna Novion, presentato al Festival di Cannes nel 2008: recentemente ha interpretato il poliziotto Hanna Kruse nel film “Olycksfågeln” (2009), tratto da un romanzo di Camilla Läckberg. Il Nord Film Fest di Roma si svolge fin dal 2012, a cura delle ambasciate di Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, in collaborazione con l’Ambasciata d’Islanda a Parigi, con il Circolo Scandinavo e gli istituti del cinema dei paesi citati.

Tra i film proiettati durante il Nord Film Fest c’è stata la commedia “Il centenario che saltò dalla finestra scomparve” (2013) di Felix Herngren: è la storia di un centenario che fugge per vivere straordinarie avventure. Con oltre 1 milione di spettatori, la commedia di Herngren ha battuto ogni record di presenze. Il film è stato introdotto da Ruth Jacoby, la quale è l’Ambasciatore di Svezia. La proiezione è stata realizzata in collaborazione con Eagle Pictures. Alla tavola rotonda degli operatori del settore cinematografico, interessati a progetti di co-produzione tra paesi nordici e chiamata “North Meets South” hanno partecipato tra i produttori svedesi Sandra Harms e Fredrik Wikström Nicastro.

Nicastro è responsabile cinematografico alla casa di produzione Tre Vänner, mentre Harms, rappresenta la Miso Films Sverige, sede in Svezia della casa di produzione danese, Miso Films. Erano presenti diversi rappresentanti istituzionali italiani (di A.N.I.C.A., A.G.P.C.I e di Roma Lazio Film Commission).

Aldo Ciummo

La Slovacchia presenta la propria letteratura contemporanea

Le letterature europee all’Accademia di Ungheria,  la Commissione Europea tra gli organizzatori

Venerdì 21 marzo l’Accademia d’Ungheria a Roma ha ospitato presso la sua sede una serata dedicata alle letterature europee, con la partecipazione di poeti provenienti da diversi paesi della UE.

Per l’Ungheria c’era Sándor  Kányádi, originario della Transilvania e fondatore dell’Accademia Digitale delle Lettere. Editore, negli anni cinquanta, dell’Almanacco Letterario (Irodalmi Almanach), si è spesso occupato, nelle sue opere, dei problemi delle minoranze e del rapporto dell’individuo con la comunità circostante.

Katarína Kucbelová (Slovacchia), creatrice del premio letterario slovacco (Anasoft Litera) ha pubblicato quattro raccolte di poesie, le più recenti tra le quali sono state le raccolte “Piccola grande città” nel 2008 e “Sa quello che fa” nel 2013, che sono apparse in decine di lingue nelle riviste letterarie internazionali.

I poeti intervenuti, oltre a quelli già citati, sono stati Karl Lubomirski (Austria), Ekaterina Josifova (Bulgaria), Sarah Zuhra Lukanić (Croazia), Ulrike Draesner (Germania), Bianca Menna (Italia), Wojciech Bonowicz (Polonia), José Tolentino Mendonça (Portogallo), Peter Borkovec  (Repubblica Ceca), Daniela Crăsnaru (Romania), Dušan Šarotar  (Slovenia), Zingonia Zingone (Spagna), Daniela Attanasio e Paolo Febbraro. Nel pomeriggio si era svolto anche un reading presso la “Casa delle Letterature”.

L’iniziativa (patrocinata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura e dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco)  è stata organizzata dalla Commissione Europea, dall’Eunic, dall’assessorato alla cultura del comune di Roma, dalla Casa delle Letterature, dal Forum Austriaco di cultura a Roma, dall’Istituto Bulgaro di cultura, dal Centro Ceco, dall’Ambasciata della Repubblica di Croazia nella repubblica italiana, dalla Federazione Unitaria Italiana Scrittori, dal Goethe Institut, dall’Istituto Polacco a Roma, dall’Istituto Camoes Portugal, dall’Istituto Slovacco a Roma, dall’Accademia di Romania, dall’Ambasciata della Repubblica di Slovenia a Roma e dall’Istituto Cervantes.

Aldo Ciummo

Finlandia, riforme strutturali alle porte

Il governo di coalizione sta procedendo alle discusse misure tese a reperire tra otto e dieci miliardi di euro necessari al bilancio statale

Le trattative all’interno del governo di coalizione in Finlandia, un esecutivo di cui fanno attualmente parte sia i conservatori del Partito della Coalizione Nazionale che i Socialdemocratici, sono state serrate:  l’insieme delle riforme strutturali approvate non sarà indolore: tra otto e dieci miliardi di euro in uscita da ogni ambito della spesa pubblica ed in entrata in un bilancio che ha bisogno di essere corretto.

Il Primo Ministro Jyrki Katainen (Partito della Coalizione Nazionale) e Jutta Urpilainen (Ministro delle Finanze) hanno dichiarato che l’obiettivo delle misure adottate è la sostenibilità del bilancio e l’ aumento dei livelli occupazionali. Il supporto attribuito alla formazione verrà razionalizzato e l’età pensionabile alzata a quasi sessantadue anni e mezzo (aumentando quindi di un anno e mezzo).

I municipi faranno la loro parte, anche attraverso fusioni, con un risparmio previsto di circa due miliardi di euro. Entro il 2015 rappresentanti eletti ed organizzazioni della società civile presenteranno una relazione mirata a razionalizzare servizi sociali e sanità. La semplificazione amministrativa, con la creazione di comuni più grandi ed aree metropolitane, è stata un argomento molto controverso all’interno dell’area socialdemocratica e le opposizioni al governo di coalizione (che comprende quasi tutti i partiti in Finlandia in questo momento) hanno attaccato questa ipotesi.

Il partito del Centro (opposizione) ha definito la fusione di diversi comuni una decisione controproducente e dai risultati concreti difficilmente quantificabili e le novità annunciate non mancheranno di far discutere ancora di più in autunno, quando entreranno nel vivo, fino ad apparire più chiare nei dettagli a cominciare da novembre.

Aldo Ciummo

UE, il cammino del Movimento Federalista Europeo continua

Settanta anni fa nasceva il movimento europeista, che partecipò alla lotta di liberazione contro i fascismi, l’iniziativa di Ventotene lo ricorda

Si avvicina l’annuale appuntamento di Ventotene, il seminario organizzato dal Movimento Federalista Europeo, di cui fanno parte persone di diversi orientamenti politici unite dall’impegno per la creazione di una vera federazione sovranazionale in Europa e dai princìpi dell’antifascismo che fu all’origine dell’organizzazione. Dal primo al sei settembre a Ventotene si svolgerà l’iniziativa voluto anche quest’anno dal movimento, nato il 28 agosto 1943 a Milano, mentre ancora la città era sotto occupazione, quindi in una riunione clandestina.

I militanti dell’MFE parteciparono alla lotta contro il fascismo e federalisti come Colorni, Ginzburg e Jervis morirono combattendo contro la dittatura. Il contributo dell’organizzazione al raggiungimento di obiettivi come la Comunità Europea di Difesa e la Comunità Politica Europea è sempre stato significativo, tanto più in considerazione dell’assenza di qualsiasi struttura e risorsa partitica, in tempi in cui anzi l’iniziale impegno degli stati per abbattere le barriere si raffreddò progressivamente a causa del peso di grandi partiti che per ragioni diverse e spesso contrapposte preferirono comunque rifugiarsi nelle sicurezze disponibili nel solco delle politiche nazionali tradizionali.

Ma il cammino del federalismo europeo, teso a unificare l’intero continente, partiva da lontano e cioè proprio da Ventotene, dove Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, antifascisti ed europeisti, erano stati confinati dal regime. Lì idearono il “Manifesto per una Europa Libera ed Unita”, quella che ancora oggi si cerca di raggiungere superando le minacce speculari dei populismi xenofobi ed antiparlamentari e del liberismo tecnico o conservatore, sebbene i progressi ci siano stati e siano visibili tanto nelle politiche di coesione, le uniche spesso ad andare incontro ai territori, quanto nell’avanzamento dei diritti e del pluralismo, senza dimenticare gli scambi culturali ed economici che mettendo in relazioni i paesi tra loro sono oggi l’elemento più efficace dello sviluppo di tutta l’area geografica.

Il Movimento Federalista Europeo spinge ancora adesso per una Unione compiuta, senza nessun finanziamento pubblico ma in base allo sforzo dei suoi attivisti, iscritti a diverse forze politiche, a volte opposte, ed ha tuttora migliaia di iscritti e un centinaio di sezioni nelle regioni italiane, oltre ad una presenza massiccia in Francia e soprattutto in Germania e nella maggior parte degli stati europei, trattandosi di una associazione continentale (UEF).

Aldo Ciummo

Scompare Seamus Heaney, Nobel della poesia irlandese

Uno dei massimi esponenti della letteratura irlandese è scomparso ieri, l’Irlanda è in lutto per la morte di un poeta conosciuto da tutto il paese ed europeista

Il Primo Ministro, Enda Kenny, ha detto che Seamus Heaney era il custode del linguaggio e dei codici culturali che la lingua comprende, descrivendo il carattere di una popolazione. Il presidente della repubblica, Michael Daniel Higgins, ha affermato che il contributo del poeta alla cultura irlandese è stato immenso. Nel 1995 il Nobel per la Letteratura era andato a Heaney, il cui nome veniva così accostato a quelli di altri irlandesi come William Butler Yeats, George Bernard Shaw, Samuel Beckett.

Ci sono stati frangenti in cui i due terzi dei libri di autori di lingua inglese viventi acquistati nella Repubblica sono stati raccolte di poesie di Heaney, morto venerdì a settantaquattro anni: la chiesa del Sacro Cuore, nel quartiere dublinese di Donnybrook ospiterà una cerimonia in suo ricordo lunedì e ce ne sarà una a Bellaghy, County Derry, Heaney era nato in Ulster.

Gli altri scrittori, come Robert Lowell che lo ha definito il più importante poeta irlandese dopo Yeats, hanno sempre guardato a Seamus Heaney come ad un elemento portante della cultura irlandese contemporanea. Heaney aveva studiato letteratura inglese alla Queen’s University di Belfast (Ulster), dove più tardi insegnò, cosa che fece anche a Berkeley (California), Harvard (Massachusetts), Oxford (Regno Unito).

Le opere con le quali il Nobel irlandese iniziò a farsi conoscere, come “Death of a Naturalist” nel 1966, presentano sfumature che sono rimaste presenti in tutte le sue poesie, come l’attenzione ad aspetti della vita del territorio dove Heaney era cresciuto e che, nonostante tutta la sua vita in seguito si svolse a Dublino ed in alcuni periodi anche negli Stati Uniti, acquistò un peso particolare nell’elaborazione della sua scrittura e venne descritto dallo stesso autore come fondamentale nella sua formazione.

Riguardo alla rielaborazione, da parte di Heaney, della situazione nordirlandese negli anni settanta come poteva viverla ormai da Dublino dove si era trasferito, la valutazione da parte della maggioranza degli osservatori è che la posizione del poeta fosse liberale ed estranea alle estremizzazioni nazionaliste, anche se restava evidente la solidarietà con la popolazione civile irlandese, ragion per cui il dato più frequente rilevato nei testi è stato lo sforzo di dare un senso storico ai drammi della regione. Nel 2004, in occasione della presidenza irlandese e dell’anno in cui avveniva l’allargamento della UE, compose proprio per questo “Beacons of Bealtaine”.

Aldo Ciummo

L’europarlamento: UE più responsabile nel mercato mondiale

Gli eurodeputati hanno chiesto una maggiore tutela delle produzioni tipiche dei paesi in via di sviluppo di fronte agli abusi da parte di aziende multinazionali

 

 

Nel mercato mondiale accade spesso che le multinazionali siano in grado di esercitare quella che viene definita “biopirateria”, cioè lo sfruttamento di piante con proprietà medicinali ed altri prodotti tipici di alcuni paesi in via di sviluppo, senza condividere minimamente i profitti con le popolazioni dei luoghi, la prevenzione di questo abuso è stata discussa in una risoluzione approvata martedì 15 gennaio dall’Europarlamento.

Nel testo (si tratta di una risoluzione non legislativa) si afferma che la pratica di brevettare e commercializzare conoscenze tradizionali e risorse genetiche di interi paesi può nuocere allo sviluppo socioeconomico delle aree geografiche interessate dal fenomeno e che dal momento che più dei due terzi delle popolazioni dei paesi poveri dipendono in maniera diretta dalla biodiversità per quanto riguarda la loro sopravvivenza, gli effetti prevedibili di questo fenomeno di sfruttamento da parte di realtà più forti ed organizzate come molte multinazionali sono dirompenti per intere regioni.

Il paradosso di fronte al quale ci si trova è che se la maggior parte del patrimonio biologico del mondo è situato nei paesi in via di sviluppo, contemporaneamente la maggioranza dei brevetti è detenuta dai paesi sviluppati. Le norme concernenti le risorse naturali e le conoscenze tradizionali sono variabili e lacunose e molte aziende approfittano di questa situazione per ricavare un profitto senza cederne una parte alle comunità locali nel quale questo ha la sua origine. La relatrice Catherine Grèze (Verdi, Francia) ha sottolineato questa criticità della normativa internazionale. Gli eurodeputati chiedono che la concessione del brevetto possa essere effettuata solo dopo l’accertamento della provenienza del sapere contenuto nella descrizione e soltanto in presenza del consenso delle autorità del paese in cui tale sapere ha origine e che sia prevista una condivisione dei benefici economici, a supporto dello sviluppo del paese che fornisce il suo consenso.

L’Unione Europea, per arrivare davvero ad un risultato che garantisca una equità nei confronti di regioni del mondo che si trovano in una condizione svantaggiata, dovrebbe modificare sostanzialmente il suo atteggiamento, evitando di proporre ai paesi in via di sviluppo accordi commercali onnicomprensivi, che hanno come risultato una cessione della proprietà intellettuale (riguardante ad esempio sementi e farmaci) e anzi la UE dovrebbe dare il suo contributo nell’elaborazione di istituzioni apposite che proteggano le comunità locali da fenomeni di espropriazione dei loro saperi. La Commissione si è mossa in questa direzione, implementando il protocollo di Nagoya, un documento che tutela i diritti di tutti i paesi in merito all’uso di risorse genetiche e di conoscenza tradizionale.

Aldo Ciummo

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Bruxelles: rilanciare l’industria

Martedì 29 maggio si è svolta l’iniziativa di lancio della strategia della Commissione Europea per la promozione della produttività
L’innovazione industriale è il tema che è stato al centro dell’iniziativa che si è svolta il 29 maggio a Bruxelles. Nell’autunno del 2012 è previsto il riesame della comunicazione in materia di politica industriale. La Commissione intende limitare il numero di nuove iniziative ma concentrarsi su quelle che possono creare risultati concreti nel medio termine. Gli obiettivi principali sono la competitività e l’occupazione.
La conferenza Mission Growth: Europe at the Lead of the New Industrial Revolution è incentrata su una strategia di crescita che fa leva sulla innovazione industriale. L’Europa dovrebbe assumere, nelle intenzioni della Commissione, un ruolo importante nello sviluppo delle nuove tecnologie. Parteciperanno alla conferenza il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Durao Barroso, il vicepresidente Antonio Tajani, il professor Jeremy Rifkin e ministri di paesi Ue.
L’Economia europea ha bisogno di affrontare una riconversione, continuando a trovare nell’industria un perno della economia reale e favorendone la riconfigurazione in base alla situazione attuale. La consultazione che la Commissione Europea sta promuovendo consiste in una ricognizione sulle priorità per la Ue, attraverso la raccolta dei suggerimenti delle parti interessate a promuovere la competitività delle industrie europee. Una delle questioni più significative è il ruolo che i decisori a livello di stati componenti la Ue, regioni e territori, possono giocare in questa dinamica.
Aldo Ciummo

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