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Herning ospita alcune tappe del giro d’Italia

Parte della storica competizione sportiva si svolgerà nella cittadina danese, l’iniziativa è stata presentata dall’Ambasciata Danese in questa settimana

L’ Ambasciata danese il 14 marzo ha presentato, presso la residenza dell’ambasciatore a Roma Birger Riis-Jorgensen, il novantacinquasimo giro d’Italia, che per tre tappe si svolgerà in Danimarca, partendo da Herning il 5 maggio.

All’evento hanno preso parte anche diversi esponenti delle istituzioni italiane, dal presidente della Commissione sulla sanità, Antonio Tomassini, al direttore degli Affari Internazionali nel Ministero della Salute, Giuseppe Ruocco. Hanno partecipato alla iniziativa anche la Novo Nordisk Italia e la Italian Welness Alliance.

La Rcs sport ha ricordato che la Danimarca ha chiesto di ottenere la tappa nel 2013 quando si era ancora nel 2010, in modo da avere a disposizione tutto il tempo di organizzarla. Herning è una città che si trova nella regione del Midtjylland, ha circa cinquantamila abitanti e la sua crescita risale agli inizi del milleottocento, quando si sviluppò in questa zona l’industria tessile.

Lo sport ed il ciclismo in particolare sono al centro di una articolata politica ambientale in Danimarca, dove i problemi relativi all’inquinamento ed al traffico urbano sono stati in gran parte limitati attraverso una decennale programmazione dell’edilizia e della viabilità.

Aldo Ciummo

 

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Antiche arti dell’Europa Contemporanea: arte tessile in Lituania

In Lituania a a partire dal 22 settembre settantaquattro giorni di mostre d‘arte contemporanea, trecento artisti, spettacoli di danza intorno al tessile la Biennale di  Kaunas, quest’anno dedicata alla scienza ed all’industria


Artigiani e docenti da quasi 40 paesi di tutto il mondo in gallerie e spazi allestiti in una delle città più antiche d’Europa:  Dal 2005 le mostre tradizionali tessili della città lituana di Kaunas si sono trasformate in manifestazioni interdisciplinari (patrocinate da un team internazionale) il contenuto della festa da allora cambia ogni anno, la città si fa riconoscere sempre di più come uno dei più importanti centri del mondo tessile. E’ un esempio di come l’Europa alimenta con nuove energie le antiche tradizioni dei territori emergenti, oltre che di quelli che hanno partecipato alla fondazione della comunità: noti artisti accanto a piccoli produttori, province di paesi più piccoli e meno conosciuti visitate da tutto il continente, grazie ad una nicchia di arte o di artigianato conosciuta in tutto il mondo.
 
La Biennale di Kaunas da dieci anni fa del tessile la sua parola chiave, quest’anno si chiama “Rewind-Play-Forward” come i comandi di un registratore, per simboleggiare i tre momenti dell’arte, passato, presente e futuro. I laboratori aperti quest’anno parlano di arte, scienza ed industria, sono previste mostre di gruppo e personali, la più grande conferenza europea sul tessile, un programma interdisciplinare di danza contemporeanea e arte visiva. Le domande di partecipazione sono arrivate da decine di paesi, ma per l’esposizione più competitiva sono stati selezionati trentuno progetti .
 
Dirigente artistico della Biennale di Kaunas è Virginia Viktiene, che ha selezionato le opere assieme ad un comitato internazionale. Quest’anno verranno esposte per la prima volta in Lituania le opere di un noto artista inglese, Yinka Shonibare. All’interno della manifestazione ci saranno le esposizioni personali dei più importanti artisti di tessile Reiko Sudo (Giappone) e Lia Cook (USA). Il programma “Rewind” presenterà processi tessili in cui artisti e scienziati uniscono la tecnologia moderna con il processo di tessitura per creare tessuti interattivi in ​​grado di interagire con l’ambiente. Nel programma “Play” si intrecciano danza contemporanee ed arti visive: promosso dal Festival Internazionale di Danza “Aura” e dalla Biennale di Kaunas questo programma ha favorito le condizioni per la nascita di sei nuovi spettacoli.
 
Partecipano gli artisti più significativi nel proprio campo: la tessitrice finlandese Silja Puranen, i fratelli brasiliani (artisti di strada) Os Gemeos, il coreografo tedesco Johannes Wieland, il suo collega norvegese Kenneth Flak e altri. La terza parte della Biennale di Kaunas (Forward) consiste nella Sedicesima Conferenza Europea del Tessile, la più grande a livello internazionale: quest’anno ha scelto Kaunas. Nel 2011 cade il trentennale della rivista ”Textile Forum” organizzatrice della conferenza, Beatrijs Sterk ha invitato a Kaunas per leggere le relazioni nella conferenza le maggiori personalità dell’arte contemporanea tessile. Molti di questi ospiti sono stati invitati ad organizzare le mostre personali a Kaunas. Alla conferenza parteciperanno circa 150 artisti dell’arte tessile, design, professionisti dell’industria provenienti da ogni parte del mondo. Ci sarà spazio anche per la promozione dei giovani artisti, per collaborare al loro sviluppo e creazione di network. La Biennale di Kaunas quest’anno si svolgerà dal 22 settembre al 4 dicembre a Kaunas.

 

Norvegia: sport e cooperazione

 

“Right to play” è una iniziativa nata da un evento organizzato per i giochi olimpici invernali norvegesi del 1994, tuttora sostiene lo sport

Si avvicinano le Olimpiadi di Londra, un avvenimento che rappresenta una opportunità non solo per il bilancio in UK ma anche un appuntamento che interessa molto le organizzazioni che lavorano alla valorizzazione del potenziale sociale dei quartieri svantaggiati, ad esempio nella promozione dello sport giovanile.  Assieme ad associazioni ed ong come Greenhouse e soggetti finanziatori come la Goldman Sachs, l’ Agenzia Norvegese per lo Sviluppo e la Cooperazione fornirà un importante supporto.

Tra le realtà coinvolte figura “Right To Play”, iniziativa permanente che si è sviluppata a partire dai giochi olimpici invernali del 1994 a Lillehammer: l’idea era dare l’opportunità ai giovanissimi di qualsiasi fascia sociale di praticare gli sport. L’organizzazione di Right to Play in seguito ha stabilito la sua sede a Toronto in Canada, dove gli operatori vengono preparati a lavorare con l’infanzia in diversi paesi.

 Le persone coinvolte in queste attività debbono conoscere differenti discipline come la risoluzione dei conflitti, questioni mediche e sociali, perchè occorre affrontare situazioni regionali e culturali critiche.

L’organizzazione include noti giocatori come Didier Drogba (Chelsea) nel ruolo di particolari supporter dell’associazione, che coopera assieme ad una pluralità di soggetti sostenuti da varie istituzioni tra cui l’Agenzia Norvegese per lo Sviluppo e la Cooperazione. “Right To Play” lavora anche alla promozione della parità attraverso lo sport in Medio Oriente. Gli organizzatori hanno affermato più volte che la crescita della consapevolezza dei diritti è particolarmente vicino allo spirito delle Olimpiadi.

Aldo Ciummo

Sauli Ninistö possibile prossimo presidente in Finlandia

 

Nelle elezioni per la Presidenza della Repubblica che si svolgeranno il prossimo inverno Sauli Ninistö è indicato dai sondaggi come il favorito

di  Aldo Ciummo

Sauli Ninistö, nome prestigioso del partito della Coalizione Nazionale (Centrodestra),  potrebbe contare se candidato per il Partito della Coalizione Nazionale (Centrodestra) su un sessanta per cento pieno di supporto popolare secondo diversi sondaggi, un consenso che potrebbe sfiorare l’ottanta per cento in un eventuale secondo turno.

L’outsider Timo Soini, autore del successo politico dei cosidetti Veri Finlandesi, una lista euroscettica e critica verso l’immigrazione, sarebbe votato in una elezione presidenziale dall’undici per cento, una quota rappresentativa dello scontento verso la UE di un settore marginale dell’elettorato, ma ulteriormente chiarificatrice del ruolo minoritario di posizioni di questo tipo nel paese.

Olli Rehn, esponente di rilievo del Centro, non peserebbe tanto nelle urne, nonostante la sua azione presso la UE, la sua porzione di voti si aggirerebbe intorno al nove per cento:  il partito della ex premier Mari Kiviniemi è quello che ha pagato nelle urne delle ultime consultazioni la scelta europeista, peraltro confermata complessivamente dall’elettorato, sia pure con il successo di un profilo più puntiglioso nel merito come quello di Jyrki Katainen, ieri alleato del Centro (di cui oggi però fa a meno nell’esecutivo) che assicura ai finlandesi un controllo oculato dei piani europei da parte della Coalizione Nazionale e dei Socialdemocratici oggi in coalizione con lui.

Non è  il momento dei Socialdemocratici come affidatari dei simboli rappresentativi della Finlandia, sempre stando ai sondaggi che pongono Eero Heinäluoma, personaggio di punta per la presidenza della repubblica secondo molti, poco sotto di Rehn, praticamente assieme a Pekka Haavisto dei Verdi e poco avanti rispetto  a Paavo Arhinmäki dell’Alleanza di Sinistra.

 Trascurabile il consenso oggi prevedibile per Cristiano Democratici e lista degli Svedesi che in Finlandia pur mantenendo sempre un certo supporto all’interno della propria area non lo hanno mai reso in qualche modo universale nel paese.

Sauli Ninistö ha lavorato a molte riforme promosse dal Partito della Coalizione Nazionale, assieme al Centro ed a Verdi e Svedesi, ricoprendo anche il ruolo di Presidente del Parlamento Finlandese, l’Eduskunta, annunciando già nella primavera del 2010 che non si sarebbe ricandidato nelle elezioni successive.

Votatissimo nelle elezioni politiche precedenti le ultime nel distretto di Uusima (il più popoloso del paese), è stato Ministro delle Finanze e Vicepresidente della Banca Europea per gli investimenti. Ninisto ha fatto parte anche di governi a guida socialdemocratica, quelli di Paavo Lipponen tra 1996 e 2003. I partiti indicheranno i candidati delle elezioni presidenziali del 22 gennaio 2012 questo autunno.

Katainen preoccupato per la UE, al lavoro i nuovi ministri

 

La formazione del nuovo governo vede in ruoli di responsabilità di nuovo i Verdi e l’ingresso di esponenti dell’alleanza della Sinistra

Il Primo Ministro Finlandese Jirki Katainen oggi ha detto alla televisione finlandese YLE che l’Europa si trova in una situazione molto difficile e deve sostenere la ripresa di paesi come Spagna e Italia. Il Governo di Katainen è nato proprio sulla indicazione della maggior parte dei cittadini, l’ottanta per cento, a favore di un esecutivo europeista.

Il Governo in carica dal 22 giugno in Finlandia include oltre ai due maggiori partiti (Moderati e Socialdemocratici) partiti minori che hanno fatto parte del governo precedente, come i Verdi, e gruppi nuovi come l’alleanza di sinistra.

 I Moderati, cui appartiene il Primo Ministro Jyrki Katainen prendono parte all’esecutivo di coalizione con Paula Risikko al Ministero per la Salute e agli Affari Sociali, Henna Virkkunen alla Pubblica Amministrazione ed agli Affari Municipali, Jyri Häkämies alle Attività Economiche, Alexander Stubb al Commercio Estero ed agli Affari Europei e Jari Koskinen a Agricoltura e Foreste.

 I Socialdemocratici partecipano all’esecutivo con la leader Jutta Urpilainen alle Finanze, Erkki Tomioja agli Esteri, Lauri Ihlainen al Lavoro, Maria Guzenina-Richardson ai Servizi Sociali, Jukka Gustafsson all’Educazione e Krista Kiuru alle Politiche della Casa e della Comunicazione. L’alleanza di Sinistra ottiene il Ministero della Cultura e dello Sport con il suo leader Paavo Arhinmäki e quello dei Trasporti con Merja Kyllonen.

La lista degli Svedesi manda Stefan Wallin alla difesa e Anna-Marja Henriksson alla Giustizia. I Verdi sono al Ministero dell’Ambiente con Ville Niinistö (leader del partito) e della Cooperazione con Heidi Hautala, mentre i Cristiano Democratici guidano il Ministero dell’Interno con Päivi Räsänen.

Aldo Ciummo

Abbassamento dell’età elettorale, dibattito urgente

La proposta di Sandro Gozi e altri deputati sottolinea una contraddizione che trattiene l’Italia in una situazione di scarsa rappresentatività

di  Aldo Ciummo

Modificare gli articoli 56 e 58 della Costituzione, riguardanti l’elezione dei deputati e senatori: la recente proposta di Sandro Gozi e di altri deputati come Graziano, Formichella, Cementero (espressione di un lungo impegno in questo senso da parte dei sottoscrittori) mirata a permettere l’elezione in Parlamento di rappresentanti delle ultime generazioni ed il voto anche al Senato da parte di cinque milioni di cittadini che ad oggi non sono intitolati ad esercitarlo, potrebbe aprire un dibattito molto ampio, soprattutto considerando che l’Italia si trova vicina alla possibilità di un riavvicinamento all’Europa.

Logicamente si osserva, da parte dei promotori che l’abbassamento dell’età di elettorato dei candidati e dei votanti produrrebbe quasi automaticamente un maggior peso di temi oggi ignorati e una maggiore partecipazione di parte della popolazione. Ma a questi cambiamenti occorrerebbe aggiungere rilevanti modifiche delle dinamiche di partecipazione e di decisione a molti altri livelli della società, dato che la libertà politica si sviluppa in condizioni di effettiva partecipazione ed autonomia, aspetti il cui percorso oggi deve procedere in una situazione di fragilità della società italiana ben note a tutti.

Certo l’abbassamento dell’età necessaria per essere eletti in Senato da 40 a 25 anni e di quella richiesta per votare a 18 completerebbe la rappresentanza (per altro oggi inficiata dall’impossibilità di indicare le preferenze elettorali e dalla presenza di meccanismi di premio maggioritario distorsivi delle proporzioni che emergono dal voto). In realtà anche il limite di 25 anni d’età resterebbe un dato che si discosta da quello della maggiore età.  Alla Camera il limite alla eleggibilità andrebbe abbassato a 18 anni, come chiedono gli autori della proposta, consentendo l’apporto di una parte importante della cittadinanza a decisioni che soprattutto in questo periodo storico influenzano maggiormente il futuro di questo settore della popolazione, ad esempio in materia di istruzione, lavoro ed ambiente.

Attualmente l’Italia e Cipro sono i paesi europei con la più alta età richiesta per il riconoscimento dell’elettorato. In undici paesi nella UE l’età che consente di votare e di essere eletti negli organi rappresentativi è la stessa. Al di là della proposta specifica, che apre un dibattito importante in Italia, in un momento in cui l’agenda delle generazioni anziane è più forte e preponderante che mai in tutti i settori della vita associata e nella geografia istituzionale, si possono aggiungere alcune considerazioni sulle opportunità di democratizzare, in maniera realistica, le organizzazioni decisionali in Europa.

Nelle recenti elezioni regionali tedesche si è visto come il land di Brema abbia consentito il voto a partire dai sedici anni, una decisione che ha tenuto conto del fatto che proprio la parte della popolazione “in entrata” nella realtà del lavoro ha il maggior interesse e diritto di partecipare ai cambiamenti. I media europei ed  italiani hanno riportato l’intenzione, affermata dalle regioni di Brandeburgo ed Amburgo (che come Brema sono Stati della Repubblica Federale) di adottare regole simili per le future consultazioni. Meccanismi attivati non in uno stato “avventurista”, ma nella nazione che molto concretamente sta reggendo, con pochi vicini, l’intera UE.

Una riflessione che si può tagliare su misura per il caso italiano (di sovrarappresentazione della terza età in tutti i settori della vita associata) è il seguente: una correzione abbastanza incisiva dei sistemi di partecipazione e di decisione, inclusiva di parti della popolazione (giovani, donne, immigrati) oggi determinanti più che in passato nella gestione delle trasformazioni in atto, ma sottorapresentate politicamente, si tradurrebbe anche in un riequilibrio necessario in uno stato dove la preponderanza numerica delle anziani generazioni è di per sè un fattore che trattiene il paese in tendenze che lo allontanano dal resto del continente.

Nella proposta citata non si parla nè delle elezioni tedesche, che fanno parte della cronaca, nè di aspetti demografici del paese, che sono dinamiche di lunghissimo periodo. Ed anche volendo aggiungere, dopo aver letto la proposta, osservazioni sulla realtà italiana, occorre tenere fermo il principio che tutte le parti della società contribuiscono in maniera importante alla crescita italiana: purchè non ci si diriga in modo eccessivamente miope verso l’espulsione di  settori della popolazione dalla partecipazione alla vita del paese, come negli ultimi quindici anni si sta purtroppo cercando di fare in Italia contro le  recenti generazioni, che invece sono comprensibilmente al centro di significativi investimenti nelle aree più avanzate dell’ Unione Europea.

Occidente unito nelle questioni internazionali

 

 L’Istituto Affari Internazionali IAI nella sua analisi sulla sicurezza globale richiama ad una più forte cooperazione UE-USA a protezione dello spazio  atlantico

 

di Aldo Ciummo

Una cooperazione tra Europa e Stati Uniti più forte e concrieta a protezione dello spazio atlantico favorirebbe la sicurezza globale nel suo insieme.

Per l’Istituto Affari Internazionali di Roma l’Europa si trova di fronte alla necessità di acquisire maggiore visione per arrivare ad una difesa effettiva.

Si è più volte ripetuto che la situazione attuale richiede il superamento di prospettive antiche e l’adozione di una collaborazione tra i soggetti storicamente vicini per interessi e valori condivisi.

L’Unione Europea dovrebbe giungere a livelli di elaborazione paragonabili a quelli statunitensi e trasformare il supporto in vera e propria partnership.

Su queste basi i due paesi possono accordarsi su punti di partenza comuni e iniziare a lavorare su temi specifici, a cominciare dai vari capitoli della sicurezza interna ed esterna.

Una maggiore condivisione delle informazioni porterebbe ad un risposta più rapida ai problemi ed a una nuova cooperazione tra Europa e Nato. L’obiettivo più importante è una collaborazione integrata di sicurezza e politica.