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A Roma “La protezione dei dati nella UE”

La rappresentanza in Italia della Commissione Europea presenta le proposte dell’esecutivo europeo in merito alla tutela dei dati personali

La Commissione Europea ha presentato delle proposte il cui obiettivo è l’aggiornamento della raccolta, della consultazione, dell’utilizzo e della tutela dei dati personali. I princìpi base sono stati sanciti da una direttiva del 1995 sulla protezione dei dati personali, in modo da garantire per il futuro una tutela uniforme del diritto alla privacy, attraverso un’unica normativa.

Tra gli obiettivo dell’iniziativa pubblica attraverso la quale la legislazione attuale viene presentata, durante la mattinata di oggi alla sala Natali di Via Quattro Novembre 149 a Roma, dove si trova la Rappresentanza della Commissione Europea presso la capitale italiana, c’è anche il rafforzamento della fiducia dei cittadini come consumatori (ad esempio nei servizi on line) con ricadute positive nella crescita economica del settore.

Interverranno Lucio Battistotti, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Francesco Pizzetti, Presidente dell’autorità Garante per la Protezione dei dati personali, Laura Corrado, capo unità aggiunto della direzione generale della giustizia della Commissione Europea, mentre modererà Antonello Cherchi, giornalista de “Il Sole 24 Ore”.

Aldo Ciummo

 

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Cosa può fare l’Italia per rilanciare la UE?

Sabato a Roma la “Convenzione sul ruolo dell’Italia per rilanciare l’obiettivo della Federazione Europea”

Il 13 gennaio 2012 si svolge la conferenza stampa organizzata dal Movimento Federalista Europeo (MFE) e dalla Gioventù Federalista Europea (GFE) in vista della “Convenzione sul ruolo dell’Italia per rilanciare l’obiettivo della Federazione Europea” promossa dal movimento federalista e dalla sua sezione giovanile e previsto per sabato mattina, il 14 gennaio, presso il Teatro Capranica di Roma. Alla conferenza stampa di venerdì, alla sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) interverranno Lucio Levi (presidente del Mfe), Sandro Gozi (presidente intergruppo parlamentare per la federazione europea), Paolo Acunzo (vicesegretario del Mfe) e Tommaso Visone (direzione nazionale Gfe).

Verranno illustrati i punti principali al centro dell’iniziativa e sarà presentata l’iniziativa che si terrà a Roma in occasione del vertice Monti-Merkel-Sarkozy il 20 gennaio 2012. Per il Movimento Federalista Europeo, che non è un partito ma un’associazione di cui fanno parte persone di tutti gli orientamenti convinte della necessità di accelerare ed approfondire il percorso in direzione di una Europa effettivamente unita anche politicamente e socialmente, il vertice svoltosi a Bruxelles l’8 e 9 dicembre 2011 e l’accordo con cui la Germania e la Francia hanno cercato di avviare il rafforzamento dell’unione monetaria (accordo di cui al momento non fa parte il Regno Unito per scelta del governo britannico) indica che si è aperta una nuova fase nel processo europeo, pur in presenza di divisioni.

Diventa ancora più significativo adesso il ruolo che l’Italia può giocare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, sottolineano i federalisti, che evidenziano soprattutto gli incontri dei capi di stato e di governo di Francia, Germania ed Italia nella promozione del metodo federale al posto di quello untergovernativo e per introdurre piani di sviluppo sostenibile nelle proposte di trattato per una unione fiscale ancora poco definita. Il Movimento Federalista perciò ha proposto ai rappresentanti delle principali forze politiche, sindacali, imprenditoriali e della società civile italiana una Convenzione per la federazione europea, obiettivo reso più urgente dalla situazione globale, che una Europa unita nell’utilizzare le proprie risorse economiche, cognitive e politiche può affrontare adeguatamente.

Sabato 14 gennaio i lavori presieduti da Lucio Levi, presidente nazionale della Mfe, vedranno l’intervento di esponenti e rappresentanti di IDV, PD, PDL, Radicali, Partito Repubblicano, sindacati ed organizzazioni europeiste come il Movimento Europeo, la JEF Europa, la GFE, l’Aiccre, il Cife, gruppi della società civile come Acli, Ami, Cad, Cilap, European Alternatives, Fare Futuro, Osservatorio Europa, Altramente; le conclusioni saranno affidate a Franco Spoltore, segretario nazionale della Mfe. La partecipazione va comunicata in anticipo ed accompagnata da nominativo ed organizzazione di riferimento.

 

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Anche il Nord Europa festeggia a Roma

In questi giorni le comunità nordiche nella capitale si sono ritrovate in diversi eventi, dal coro a Piazza di Pietra all’incontro invernale del circolo Scandinavo a Trastevere

I giorni che precedono l’inizio delle feste sono stati pieni di occasioni di ritrovarsi per i cittadini del Nord Europa che vivono a Roma e per quelli che attraversano la città in questo periodo. Ad esempio il Circolo Scandinavo a Trastevere ha tenuto giovedì 15 dicembre il suo ultimo incontro dell’anno in corso, prima di Natale, proponendo idee ed opere di artisti contemporanei residenti a Roma e temporaneamente ospitati dalla struttura, sostenuta fortemente durante i decenni dalla Norvegia e da tutte le istituzioni nordiche e dalle altre comunità della Scandinavia residenti nella capitale.

Il circolo scandinavo si trova in città da un secolo e mezzo (dal 1860) e nella sua lunga storia ha visto passare nelle sue stanze Edvard Grieg, Erik Ibsen, August Strindberg, dato che allora come oggi l’obiettivo dell’istituto era permettere a pittori, scrittori, fotografi, scultori, musicisti, artisti visivi, compositori scandinavi di risiedere nella struttura per valorizzare al massimo il soggiorno ai fini espressivi.

A Piazza di Pietra il 15 dicembre 2011 ha avuto luogo invece il Natale Svedese con il coro del Nordiska musikgymnasiet di Stoccolma, che ha cantato le canzoni natalizie svedesi, con le caratteristiche candele sulla testa delle ragazze del coro. Santa Lucia è una canzone di origine napoletana (“Sul mare luccica”) entrata a far parte della tradizione svedese tanto che nel 1919 è stata tradotta, come ha spiegato al pubblico l’ambasciatrice Ruth Jacoby, accogliendo molto cortesemente la folla, l’evento infatti è stato tanto partecipato, riscuotendo la curiosità dei romani e stranieri presenti nel centro storico.

Sono stati offerti i dolci tipici, i biscotti speziati e allo zafferano accompagnati dal glogg, il vivo caldo speziato, ed i giovani del coro hanno formato il caratteristico semicerchio con la lucia al centro, in una lunga serata che è iniziata intorno alle 19.30 ed è andata avanti in una atmosfera già natalizia, grazie alla lunga preparazione di tutto il personale dell’ambasciata svedese e della comunità a Roma.

Aldo Ciummo

 

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Partecipazione e politiche sociali per una diversa Europa

Recentemente si è dibattutto a Roma sull’Iniziativa dei Cittadini Europei (prevista dal Trattato di Lisbona), nuove proposte vengono da SEL

Il 25 novembre a Roma ha avuto luogo un dibattito promosso dal Movimento Federalista Europeo sul tema della Federazione Europea, di quel New Deal europeo che viene visto come necessario da tutti coloro che pensano che difficilmente ci sarà qualsiasi ripresa in assenza di un ripensamento fattivo delle politiche che sono state attuate finora in Occidente. Nella discussione è stato dato molto spazio all’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) perchè questa è lo strumento attraverso il quale le popolazioni possono concretamente incidere nella legislazione della comunità.

Il regolamento che descrive il funzionamento della ICE è stato approvato il 16 febbraio del 2011 e consente ad un milione di cittadini di almeno un quarto degli stati componenti la UE di invitare la Commissione Europea a proporre atti legislativi. Il comitato che avvia l’iniziativa deve essere formato da almeno sette cittadini della UE residenti in almeno sette diversi stati, il gruppo ha un anno a disposizione per raccogliere le dichiarazioni di sostegno. Lo strumento legislativo di cui si parla sarà concretamente operativo a partire dall’aprile 2012.

L’incontro è stato presieduto da Lucio Levi, presidente nazionale del Movimento Federalista Europeo e dal presidente della sezione Mfe di Roma, Paolo Ponzano. Il Responsabile Immigrazione della Cgil, Pietro Soldini, ha proposto la ratifica della Convenzione dell’Onu sui diritti dei migranti, in modo da arrivare ad una politica europea unica in materia di immigrazione, unitamente alla concessione della cittadinanza di residenza a chiunque viva in uno stato componente la UE per un lungo periodo.

Beppe Allegri, per il Basic Income Network, ha presentato la proposta dell’introduzione del reddito minimo, una disposizione assente solo in Italia ed in Grecia per quanto riguarda la UE. Da Sinistra e Libertà è venuto il contributo di Sergio Bellucci (comitato scientifico SEL) al dibattito, sul superamento degli eserciti nazionali attraverso un unico esercito europeo con conseguente riduzione delle spese militari oggi enormi. Si tratta di tutte questioni che andrebbero ormai inquadrate nel contesto continentale.

Aldo Ciummo

 

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Dibattito a Roma: ci può essere democrazia in Europa?

Martedì 29 novembre a Roma gli europeisti si incontrano per discutere del libro del problema della partecipazione nell’Unione Europea

Martedì 29 novembre 2011, dalle 18.30 alle 20.00 presso la rappresentanza in Italia della Commissione Europea, lo Spazio Europa (Via IV Novembre, 149, Roma) si svolgerà il dibattito sul libro “Democracy in the EU after the Lisbon Treaty”, pubblicazione IAI, Notre Europe, Centro studi sul federalismo (a cura di Raffaello Matarazzo).

Parteciperanno all’incontro l’ambasciatore Rocco Cangelosi, il deputato Sandro Gozi, il professore di diritto dell’Unione Europea Gian Luigi Tosato e modererà Giampiero Gramaglia, giornalista e consigliere per la comunicazione allo Iai. Il tema del dibattito è la crisi del debito sovrano che colpisce i paesi della UE e che rende sempre più urgente il  controllo democratico delle istitituzioni.

La ricerca condotta dai tre istituti europei sottolinea le innovazioni contenute nei trattati comunitari. La legislazione della Ue comprende molte norme che se applicate possono rafforzare la legittimità democratica della UE, a partire dal consolidamento di una dimensione europea nelle forze politiche, fino ad arrivare al ruolo dei parlamenti nazionali.

Il problema della partecipazione si fa sempre più difficile perchè il legame della comunità (così come è stata organizzata) con i mercati stride con le crescenti sofferenze di popolazioni che subiscono le conseguenze degli squilibri economici e redistributivi alla base delle stesse crisi mondiali di questi anni. L’intenzione degli europeisti è portare la partecipazione dei cittadini in Europa facendo leva sulle possibilità di pressione democratica già presenti in molte parti dei Trattati esistenti e di quello di Lisbona, il quale prevede che le istituzioni europee non si limitino ad essere organizzazioni di controllo tecnico e monetario, ma conducano all’integrazione politica e sociale nella UE.

Aldo Ciummo

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Roma, grave la repressione delle manifestazioni

Mentre la situazione economica e sociale è aggravata dal permanere di istituzioni ormai sprovviste di qualsiasi consenso nel paese reale, i giovani vengono caricati

di Aldo Ciummo

I diritti sociali in Italia si trovano ormai in una situazione al limite, specialmente per le giovani generazioni, le donne e gli immigrati. Tra le fasce di popolazione a rischio di marginalità, le più recenti generazioni si trovano paradossalmente ad essere le più esposte, trovando così enormi difficoltà anche a difendere le altre parti della società, dai precari alle minoranze, abitualmente più vicine agli studenti e meno vicine alle corporazioni che si autoconfermano ai vertici degli organismi decisionali italiani.

L’impostazione che il Governo e l’amministrazione cittadina hanno adottato, dopo che anni di violazioni dei princìpi costituzionali hanno evidentemente reso impossibile l’equilibrio sociale e che gli spazi normali di rappresentazione delle diverse manifestazioni della società (mass media, istituzioni) sono state occupate da una concezione della politica come potere che si allontana dalla Costituzione è stata l’impostazione della repressione del dissenso: se ne vedono oggi gli effetti, con studenti che vengono caricati e trattati con procedure di polizia senza troppi motivi che eccedano la volontà di impedire alla società di difendersi da una visione autocratica delle istituzioni che ne svuota il significato di rappresentatività ed espressione delle diverse componenti del paese.

Sono state proibite le manifestazioni al centro e di conseguenza non soltanto i milioni di italiani che hanno votato le liste rimaste al di sotto degli sbarramenti (e della presenza nella comunicazione pubblica che avrebbe loro consentito di superarli se non fosse esistito un monopolio delle televisioni private estraneo agli standard occidentali) sono rimasti senza rappresentanza nelle istituzioni nazionali, non solo i giovani sono (caso unico nella UE) una minoranza ulteriormente e pesantemente attaccata dai poteri forti del paese nella concretezza dei diritti sociali, ma l’espressione del dissenso viene impedita e quando come avvenuto oggi gruppi di studenti cercano di manifestare esercitando un diritto sancito dalla Costituzione e mai come adesso essenziale in Italia, vengono caricati e denunciati.

Di fronte all’esposizione a responsabilità penali, civili ed amministrative di studenti medi e superiori che manifestano senza preavviso, (contemporanea al divieto di manifestare nel centro urbano nella capitale, alla univocità del monopolio televisivo pubblico privato e di quel tipo di mass media che quotidianamente minaccia coloro che non si allineano alle posizioni che hanno portato l’Italia ad essere declassata tre volte sui mercati internazionali e ripetutamente condannata in Europa per aver violato le regole di libertà di concorrenza rispettate in tutto l’Occidente e ben oltre) è davvero il caso di chiedersi quali valori costituzionali siano ancora rispettati in Italia e se non sia urgente il momento che tutte le forze sociali, sindacali, politiche che sono rimaste sane negli ultimi diciassette anni e che hanno dovuto affrontare l’aggressione di una versione particolarmente anacronistica del neoliberismo si uniscano per organizzare il superamento di un sistema che non ha posto nella UE.

Scultura: l’esposizione “7 artists” arriva a Roma

A Villa Borghese a Roma ad ottobre l’esposizione delle opere scultoree di sette artisti, svedesi, norvegesi e della Repubblica Ceca

L’esposizione “7 artists” all’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma, sarà aperta dal 10 al 31 ottobre (dal lunedì al venerdì, dalle 09.00 alle 19.00). Inger Sannes, Yemisi Wilson, Lars Widenfalk, Alena Matèjkovà, Eva Ziggy Berglund, Diana Andersson e Dag Birkeland, formano un gruppo le cui recenti opere hanno preso forma in una cava di marmo a Colonnata. 

L’esposizione ha preso il nome “Sette scultori alla Cava Querciola” anche nel suo proseguimento: gli artisti hanno lavorato fianco a fianco con i cavatori, realizzando le loro opere. Il lavoro è stato documentato con un film a cura di Giampiero Tartagni e con diverse fotografie, di autori che sono stati invitati ad inviare le loro immagini per un concorso (una selezione di queste fotografie è esposta con le sculture nel corso della mostra). Nel pomeriggio dell’8 ottobre l’arrivo della mostra verrà inaugurato a Roma.

L’esposizione resterà quindi l’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma nel mese di ottobre 2011. A maggio 2012 la mostra arriverà alla Waterfront Gallery del Municipio di Oslo (Norvegia) mentre a luglio ed agosto 2012 continuerà al Millesgården a Stoccolma (Svezia).

Gli scultori hanno ringraziato l’Ambasciata di Svezia in Italia (l’Ambasciatrice Ruth Jacoby e l’addetta agli Affari Culturali, Ann-Louice Dahlgren); l’Ambasciata di Norvegia in Italia (l’Ambasciatore Bjorn Grydeland e l’addetta agli Affari Culturali Else L’Orange); Barbro Santillo Frizell, direttore e professore per l’Istituto Svedese; Valentina Fogher, curatrice della mostra per l’Italia; Maria Wiberg, curatrice per la Svezia; Arve Bringaker, curatore per la Norvegia; il regista Giampiero Tartagni; la ricercatrice Agneta Freccero; lo Swedish Art Council; lo Swedish Art Granst Committee; il Ministero degli Affari Esteri in Norvegia; il Nordic Council (ufficiale cooperazione nella regione nordica); l’Istituto Italiano di Stoccolma; gli sponsor Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, SAS Institute, Atlas Copco, Volvo Trucks, Fantini Sud Spa, Fondazione Bergsen, The Swedish Cultural Fund, la Città di Oslo.

Aldo Ciummo

Finisce la stagione della destra per la Danimarca

Oggi Helle Thorning-Schmidt ha presentato il governo, è la prima donna Primo Ministro in Danimarca. Soevndahl (Sinistra) è ministro degli Esteri

I Socialdemocratici sono tornati al governo a Copenaghen, in una coalizione che include la sinistra postcomunista e i liberali.

Il paese nordico è da anni alle prese con un peso crescente delle spese pubbliche e come in altre nazioni dove la destra liberista (alleata di partiti tradizionalisti o regionalisti) ha governato, la politica conservatrice di colpire lo stato sociale e l’integrazione non ha migliorato la situazione.

La coalizione, che prende il posto dell’esecutivo di Lars Lokke Rasmussen, preceduto da altri governi di destra guidati dai Liberali (Venstre) di Anders Fogh Rasmussen appoggiati dal partito populista di destra Dansk Folkeparti di Pia Kjaersgaard, utilizzerà nuove risorse fiscali e stimolerà l’economia con interventi pubblici, un tabù delle destre, ma oggi abbastanza evidentemente necessari quasi ovunque in Europa.

Il partito liberale proprio in quest’ultimo decennio ha modificato la sua tradizionale particolarità rispetto alla maggior parte delle formazioni conservatrici continentali, promuovendo misure liberiste.

Elle Thorning-Schmidt ha 44 anni, l’insediamento del nuovo governo lascia prevedere una più stretta cooperazione all’interno della UE, in aree come difesa e giurisprudenza, dove gli opt out che consentono alla Danimarca di seguire proprie linee di azione avevano parzialmente differenziato questo paese (come Irlanda e Regno Unito) all’interno della comunità.

Non si prevedono ad oggi cambiamenti in merito all’euro. La maggioranza raggiunta dalla coalizione di Social Democratici, Partito Socialista del Popolo e Social-liberali è di 92 seggi su 179 nelle elezioni che si sono tenute a metà settembre 2011. Nel nuovo governo il partito del Primo Ministro Helle Thorning-Schmidt (Socialdemokraterne) avrà 13 ministri, gli altri due partiti ne avranno 6 a testa: tra questi la leader dei Social Liberali (Det Radikale Venstre), Margrethe Vestager, nominata Vice Primo Ministro e Ministro dell’Economia e Villy Soevndal (Socialistisk Folkeparti), il popolare politico del Partito Socialista del Popolo, Ministro degli Affari Esteri.

Tra le proposte diffuse durante la campagna elettorale che ha portato all’esito della messa fuori gioco della coalizione conservatrice al governo in questi 10 anni, un leggero allungamento della giornata lavorativa e una tassazione delle banche, ma non l’austerità antisociale che molti stati europei stanno conoscendo. La vittoria elettorale dei progressisti a settembre però è stata di poche frazioni di punto percentuale e alcune delle questioni riguardanti la tassazione progressiva sono immediatamente diventate oggetto di trattative ulteriori tra le forze politiche che compongono la coalizione di Centrosinistra.

Aldo Ciummo

Maurizio Valdarnini inaugura l’esposizione di Olivier Roller a Roma

 
Il 30 settembre, a Roma in via degli Ausoni, viene inaugurata l’esposizione dedicata all’autore ed ai suoi scatti ispirati dal regista Robert Bresson

 
A San Lorenzo, a partire dalla fine del mese (30 settembre) nell’ambito della rassegna di FotoLeggendo verranno esposte le opere del fotografo Olivier Roller: al centro dell’esposizione nel centrale quartiere romano l’ISFCI Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata, ospiterà infatti “Figures du pouvoir”, un progetto che rappresenta una sorta di affresco di ritratti fotografici in cui l’autore rappresenta i volti della classe dirigente francese.
 
La mostra sarà inauguata alle 19.00 del 30 settembre. “Fotoleggendo” quest’anno è alla sua settima edizione: si tratta di una rassegna annuale di fotografia promossa da Officine Fotografiche, con il contributo della Provincia di Roma ed inserita nel circuito nazionale “Portfolio Italia”, organizzato dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) e gemellato con il “Festival Boutographies – Rencontres Photographiques de Montpellier”.
 
Olivier Roller intende descrivere l’epoca contemporanea attraverso ritratti di donne e uomini potenti, trasportati in un contesto diverso dalla rappresentazione istituzionale e tradizionale dell’ambito pubblico. I soggetti fotografati non sono soltanto politici, ma anche personaggi impegnati negli affari, grandi pubblicitari, proprietari di media e di aziende. L’autore approfondisce, con i propri scatti, la contraddizione tra l’antico sogno di sfidare il tempo, tipico delle scommesse del potere, e la fragilità degli esseri umani in qualsiasi condizione.
 
Lo stile di Roller è contraddistinto dalla valorizzazione dell’immobilità nella fotografia ed il suo lavoro è stato ispirato dal regista Robert Bresson: “assicuratevi di avere esaurito ciò che viene comunicato dall’immobilità e dal silenzio”. L’esposizione ospitata dall’ISFCI di via degli Ausoni è curata da Maurizio Valdarnini, direttore dell’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata.
 
Aldo Ciummo

La cultura del verde pubblico in Svezia

Fino al 18 settembre va avanti l’esposizione di vivai provenienti da ogni parte di Europa e anche da altri continenti al “Parco dei Daini” di Villa Borghese

  Il 16 settembre l’associazione culturale “La Conserva Della Neve” ha presentato una esposizione di vivai da collezione europei, con artisti del paesaggio internazionali, al “Parco dei Daini” di Villa Borghese. Il Giardino dei Daini è caratterizzato dai viali delimitati dalle opere di Pietro Bernini e dal figlio Gian Lorenzo Bernini: fino alla fine del milleottocento c’erano gazzelle e daini, che hanno poi dato il nome a questo spazio.

 Il pubblico ha qui la possibilità di acquistare varie specie, prodotte da vivai specializzati.   All’interno dello spazio espositivo si troverà una installazione di Sonia Santella che rappresenta un giardino svedese: dall’inizio del millenovecento, nel nord del continente l’architettura degli esterni è stata protagonista di un cambiamento non indifferente, caratterizzato dalla valorizzazione degli spazi funzionali ai bisogni della cittadinanza piuttosto che alla rappresentazione delle istituzioni. Slow Food Roma ha collaborato alla mostra, presentando in questo spazio attività per i giovanissimi e dibattiti.  

 Di grande interesse è la presenza, all’interno della iniziativa che andrà avanti fino a domani (domenica 18 settembre) compreso, dell’Atelier le balto, un gruppo di architetti francesi che ha sede a Berlino e che dal 2000 si muove al confine tra arte e architettura del paesaggio. Un’altro progetto che sta avendo visibilità nell’ambito della esposizione è “Mille orti in Africa” presentato da Slow Food, con John Kariuki, kenyano.  Oltre che il Kenya, l’iniziativa riguarda Uganda e Costa D’Avorio. L’istallazione svedese ha avuto il sostegno dell’Ambasciata della Svezia a Roma, nel quadro di una serie di iniziative con le quali l’istituzione porta avanti i rapporti culturali tra la nazione nordica ed il nostro paese.

Le terriere colorate e gli alberi da frutto decorativi fanno parte di una tradizione di diritti alla fruizione dell’ambiente che si è sviluppata attraverso norme codificate a partire dalla seconda metà dell’ottocento e che in particolare agli inizi del novecento ha portato alla nascita di associazioni e gruppi di volontariato favorevoli alla possibilità da parte di ognuno di coltivare questo hobby.

Aldo Ciummo