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Finlandia: Natale dalla Lapponia a Genova

Le feste si avvicinano e chi può raggiunge i paesi di origine, ma ci sono anche le tradizioni europee portate da una parte all’altra del continente

alla Fiera di Genova, per l’edizione 2011 di Natalidea, il Consolato di Finlandia ha ricostruito dal 7 al 18 dicembre il villaggio di Santa Claus: il “Villaggio di Rovaniemi” è stato portato in città per la soddisfazione dei più piccoli. La presentazione è avvenuta già a fine novembre, con il console Valdemar Boesgaard e “Visit Finland” rappresentata da Maija Loikkanen.

La Finlandia insomma ha voluto dare un segno di incoraggiamento ad una zona molto provata quest’anno dagli eventi naturali. La presentazione a Genova si è svolta contemporaneamente all’inizio delle feste in Lapponia, a Rovaniemi. La comunità finlandese in Italia non è piccola, tenendo conto delle proporzioni della popolazione del paese nordico: solo a Roma ci sono 365 finlandesi secondo le stime, cui bisogna aggiungerne probabilmente molti altri, dato che le frontiere europee sono aperte e non esiste ovviamente una necessità di registrare la propria presenza in Italia.

Per quanto riguarda tutta l’Italia c’è una stima (che include invece anche coloro di cui non esiste una registrazione ufficiale): circa 4500 cittadini. Molti dei finlandesi che si trovano a Roma sono qui per ragioni familiari (presenza di coniuge italiano) oppure per motivi di studio, ma non mancano i professionisti e gli impiegati di imprese finlandesi, le aziende finniche operanti in Italia sono ottanta: ad esempio c’è la Wartsila, che commercia motori per navi, motrici, locomotive e centrali elettriche. Tra le associazioni, prominente è il “Suomi Seura”, a Roma questa associazione riunisce i finlandesi residenti qui ed organizza anche corsi di finlandese.

Anche a Firenze, il locale Suomi Seura è diventato noto negli anni per le molte iniziative culturali. A Roma, una istituzione molto importante, oltre all’Ambasciata presso lo stato italiano, è l’Istituto di Finlandia a Villa Lante al Gianicolo, teatro di molti eventi interessanti che coinvolgono artisti e studiosi. Il giorno di Natale, anche in Finlandia, è una festa soprattutto per la famiglia: è abitudine servire in tavola un particolare prosciutto (joulukinkku) oltre che naturalmente scambiarsi gli auguri, buon Natale (Hyvaa Joulua!) e buon anno (Hyvaa uutta vuotta!). Bisogna aggiungere che esiste in Finlandia l’abitudine del Pikkojoulu, o piccolo Natale, una sorta di anticipo in cui si comincia a ritrovarsi per un brindisi.

Aldo Ciummo

 

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Anche il Nord Europa festeggia a Roma

In questi giorni le comunità nordiche nella capitale si sono ritrovate in diversi eventi, dal coro a Piazza di Pietra all’incontro invernale del circolo Scandinavo a Trastevere

I giorni che precedono l’inizio delle feste sono stati pieni di occasioni di ritrovarsi per i cittadini del Nord Europa che vivono a Roma e per quelli che attraversano la città in questo periodo. Ad esempio il Circolo Scandinavo a Trastevere ha tenuto giovedì 15 dicembre il suo ultimo incontro dell’anno in corso, prima di Natale, proponendo idee ed opere di artisti contemporanei residenti a Roma e temporaneamente ospitati dalla struttura, sostenuta fortemente durante i decenni dalla Norvegia e da tutte le istituzioni nordiche e dalle altre comunità della Scandinavia residenti nella capitale.

Il circolo scandinavo si trova in città da un secolo e mezzo (dal 1860) e nella sua lunga storia ha visto passare nelle sue stanze Edvard Grieg, Erik Ibsen, August Strindberg, dato che allora come oggi l’obiettivo dell’istituto era permettere a pittori, scrittori, fotografi, scultori, musicisti, artisti visivi, compositori scandinavi di risiedere nella struttura per valorizzare al massimo il soggiorno ai fini espressivi.

A Piazza di Pietra il 15 dicembre 2011 ha avuto luogo invece il Natale Svedese con il coro del Nordiska musikgymnasiet di Stoccolma, che ha cantato le canzoni natalizie svedesi, con le caratteristiche candele sulla testa delle ragazze del coro. Santa Lucia è una canzone di origine napoletana (“Sul mare luccica”) entrata a far parte della tradizione svedese tanto che nel 1919 è stata tradotta, come ha spiegato al pubblico l’ambasciatrice Ruth Jacoby, accogliendo molto cortesemente la folla, l’evento infatti è stato tanto partecipato, riscuotendo la curiosità dei romani e stranieri presenti nel centro storico.

Sono stati offerti i dolci tipici, i biscotti speziati e allo zafferano accompagnati dal glogg, il vivo caldo speziato, ed i giovani del coro hanno formato il caratteristico semicerchio con la lucia al centro, in una lunga serata che è iniziata intorno alle 19.30 ed è andata avanti in una atmosfera già natalizia, grazie alla lunga preparazione di tutto il personale dell’ambasciata svedese e della comunità a Roma.

Aldo Ciummo

 

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Antiche arti dell’Europa Contemporanea: arte tessile in Lituania

In Lituania a a partire dal 22 settembre settantaquattro giorni di mostre d‘arte contemporanea, trecento artisti, spettacoli di danza intorno al tessile la Biennale di  Kaunas, quest’anno dedicata alla scienza ed all’industria


Artigiani e docenti da quasi 40 paesi di tutto il mondo in gallerie e spazi allestiti in una delle città più antiche d’Europa:  Dal 2005 le mostre tradizionali tessili della città lituana di Kaunas si sono trasformate in manifestazioni interdisciplinari (patrocinate da un team internazionale) il contenuto della festa da allora cambia ogni anno, la città si fa riconoscere sempre di più come uno dei più importanti centri del mondo tessile. E’ un esempio di come l’Europa alimenta con nuove energie le antiche tradizioni dei territori emergenti, oltre che di quelli che hanno partecipato alla fondazione della comunità: noti artisti accanto a piccoli produttori, province di paesi più piccoli e meno conosciuti visitate da tutto il continente, grazie ad una nicchia di arte o di artigianato conosciuta in tutto il mondo.
 
La Biennale di Kaunas da dieci anni fa del tessile la sua parola chiave, quest’anno si chiama “Rewind-Play-Forward” come i comandi di un registratore, per simboleggiare i tre momenti dell’arte, passato, presente e futuro. I laboratori aperti quest’anno parlano di arte, scienza ed industria, sono previste mostre di gruppo e personali, la più grande conferenza europea sul tessile, un programma interdisciplinare di danza contemporeanea e arte visiva. Le domande di partecipazione sono arrivate da decine di paesi, ma per l’esposizione più competitiva sono stati selezionati trentuno progetti .
 
Dirigente artistico della Biennale di Kaunas è Virginia Viktiene, che ha selezionato le opere assieme ad un comitato internazionale. Quest’anno verranno esposte per la prima volta in Lituania le opere di un noto artista inglese, Yinka Shonibare. All’interno della manifestazione ci saranno le esposizioni personali dei più importanti artisti di tessile Reiko Sudo (Giappone) e Lia Cook (USA). Il programma “Rewind” presenterà processi tessili in cui artisti e scienziati uniscono la tecnologia moderna con il processo di tessitura per creare tessuti interattivi in ​​grado di interagire con l’ambiente. Nel programma “Play” si intrecciano danza contemporanee ed arti visive: promosso dal Festival Internazionale di Danza “Aura” e dalla Biennale di Kaunas questo programma ha favorito le condizioni per la nascita di sei nuovi spettacoli.
 
Partecipano gli artisti più significativi nel proprio campo: la tessitrice finlandese Silja Puranen, i fratelli brasiliani (artisti di strada) Os Gemeos, il coreografo tedesco Johannes Wieland, il suo collega norvegese Kenneth Flak e altri. La terza parte della Biennale di Kaunas (Forward) consiste nella Sedicesima Conferenza Europea del Tessile, la più grande a livello internazionale: quest’anno ha scelto Kaunas. Nel 2011 cade il trentennale della rivista ”Textile Forum” organizzatrice della conferenza, Beatrijs Sterk ha invitato a Kaunas per leggere le relazioni nella conferenza le maggiori personalità dell’arte contemporanea tessile. Molti di questi ospiti sono stati invitati ad organizzare le mostre personali a Kaunas. Alla conferenza parteciperanno circa 150 artisti dell’arte tessile, design, professionisti dell’industria provenienti da ogni parte del mondo. Ci sarà spazio anche per la promozione dei giovani artisti, per collaborare al loro sviluppo e creazione di network. La Biennale di Kaunas quest’anno si svolgerà dal 22 settembre al 4 dicembre a Kaunas.

 

La cultura del verde pubblico in Svezia

Fino al 18 settembre va avanti l’esposizione di vivai provenienti da ogni parte di Europa e anche da altri continenti al “Parco dei Daini” di Villa Borghese

  Il 16 settembre l’associazione culturale “La Conserva Della Neve” ha presentato una esposizione di vivai da collezione europei, con artisti del paesaggio internazionali, al “Parco dei Daini” di Villa Borghese. Il Giardino dei Daini è caratterizzato dai viali delimitati dalle opere di Pietro Bernini e dal figlio Gian Lorenzo Bernini: fino alla fine del milleottocento c’erano gazzelle e daini, che hanno poi dato il nome a questo spazio.

 Il pubblico ha qui la possibilità di acquistare varie specie, prodotte da vivai specializzati.   All’interno dello spazio espositivo si troverà una installazione di Sonia Santella che rappresenta un giardino svedese: dall’inizio del millenovecento, nel nord del continente l’architettura degli esterni è stata protagonista di un cambiamento non indifferente, caratterizzato dalla valorizzazione degli spazi funzionali ai bisogni della cittadinanza piuttosto che alla rappresentazione delle istituzioni. Slow Food Roma ha collaborato alla mostra, presentando in questo spazio attività per i giovanissimi e dibattiti.  

 Di grande interesse è la presenza, all’interno della iniziativa che andrà avanti fino a domani (domenica 18 settembre) compreso, dell’Atelier le balto, un gruppo di architetti francesi che ha sede a Berlino e che dal 2000 si muove al confine tra arte e architettura del paesaggio. Un’altro progetto che sta avendo visibilità nell’ambito della esposizione è “Mille orti in Africa” presentato da Slow Food, con John Kariuki, kenyano.  Oltre che il Kenya, l’iniziativa riguarda Uganda e Costa D’Avorio. L’istallazione svedese ha avuto il sostegno dell’Ambasciata della Svezia a Roma, nel quadro di una serie di iniziative con le quali l’istituzione porta avanti i rapporti culturali tra la nazione nordica ed il nostro paese.

Le terriere colorate e gli alberi da frutto decorativi fanno parte di una tradizione di diritti alla fruizione dell’ambiente che si è sviluppata attraverso norme codificate a partire dalla seconda metà dell’ottocento e che in particolare agli inizi del novecento ha portato alla nascita di associazioni e gruppi di volontariato favorevoli alla possibilità da parte di ognuno di coltivare questo hobby.

Aldo Ciummo

Registi svedesi al Milano Film Festival

Alla manifestazione che si svolgerà dal 9 al 18 settembre 2011 il regista Ernst de Geer e il film cinese prodotto dalla Svezia nel 2010

 Due film svedesi parteciperanno al MIFF, il Milano Film Festival (dal 9 al 18 settembre): nella nuova categoria per corti, opera di registi under 40, concorre il regista e sceneggiatore Ernst de Geer, con la sua pellicola “Axis and Allies” (2010).

Si tratta del primo progetto di ampio respiro in seguito agli studi alla Stockolms Filmskola, la scuola di Cinema di Stoccolma. Una delle giornate del Festival sarà dedicata all’immigrazione.

 Tra i documentari proiettati ci sarà “The Chinese are coming town” (Kieserna Kommer) del 2010. La regista del film è di origine cinese e si chiama Ronja Yu, vive in Svezia fin dal 1989, mentre la produzione è svedese.

 Il documentario è stato trasmesso dalla tv svedese (SVT) ed è la storia di un imprenditore cinese e del suo progetto di aprire uno stabilimento nella città svedese di Kalmar.

Sei risposte sulle biblioteche

Aldo Ciummo / Intervista con Hellen Niergaard, Consulente capo dell’Associazione delle Biblioteche Danesi (Prima Parte) 
 
 
 
Le biblioteche sono nate nell’era della comunicazione analogica; possono soddisfare le attuali esigenze della società?
 

Le biblioteche, come tutte le istituzioni che concernono la conoscenza naturalmente dovrebbero riflettere i cambiamenti nei formati dell’informazione ed adattarsi ad essi. Le biblioteche pubbliche, come altre istituzioni pubbliche in Danimarca ed in molti altri paesi, attualmente stanno aggiornando i propri servizi in accordo con gli sviluppi della società della conoscenza, il loro focus sulle fonti on line e la trasformazione nelle abitudini di consumo mediatico dei cittadini. Allo scopo di fornire accesso sia all’informazione alla conoscenza ed ai formati di cultura analogici che a quelli digitali.

Nell’aggiornamento più recente della legislazione bibliotecaria danese, “Act regarding Library Services”, dal 2000, si afferma che: “l’obiettivo delle biblioteche pubbliche è promuovere l’informazione, l’istruzione e le attività culturali rendendo disponibili libri, periodici, libri interattivi ed altro materiale disponibile, come musica registrata e fonti elettronici di informazioni, inclusi internet e mezzi multimediali.”
 

Più recentemente, nel 2009, un rapporto su “Le Biblioteche Pubbliche nella Società della Conoscenza” è stata pubblicata dall’Agenzia Danese per le Biblioteche ed i Media del Ministero della Cultura. Esso contiene raccomandazioni di un comitato nazionale e vede la biblioteca come il centro culturale e dell’apprendimento sul territorio. Il documento sottolinea che “nella società della conoscenza gli sforzi della biblioteca pubblica di favorire la scoperta, l’istruzione e le attività culturali è più importante di quanto lo sia mai stato in precedenza” e che “oggi la biblioteca è anche il posto per esserci ed incontrarsi, dove si ottengono istruzioni, si usa internet o si trova supporto nel centro cittadino di servizi”. In ultimo si indicano una serie di servizi di city hall incorporate nelle biblioteche pubbliche in aree urbane e suburbane particolari (nel 21% dei municipi nel 2010). I consigli del rapporto per ulteriori sviluppi delle biblioteche sono divisi in cinque linee di azione: Biblioteche aperte (24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana di apertura), Ispirazione ed apprendimento, la biblioteca danese digitale, Partnerships e Sviluppo Professionale.
 
Quanto è importante nel dibattito l’architettura, al fine di ottenere un cambiamento effettivo nelle attività bibliotecarie?
 
Dal momento che la biblioteca pubblica sta cambiando radicalmente in termini di concezione e di servizi, nello stesso modo l’edificio che ospita la biblioteca dovrebbe essere aggiornato. Il design dell’edificio dovrebbe anche riflettere il cambiamento nell’utilizzo effettivo della biblioteca. In accordo con le analisi danesi circa il 50% (Traflitaelling/KL, 2004, Trafikanalyse Arhus/Moller, 2005) degli utenti visita le biblioteche pubbliche per altre ragioni che non prendere a prestito i libri.
L’ambiente fisico della biblioteca di conseguenza sta cambiando da una stanza caratterizzata da raccolte stampate e diventando un luogo comune aperto per la cultura, l’apprendimento e fornendo con intuito accesso sia a collezioni fisiche che a risorse digitali ed a orientamento professionale di tipi differenti.
Per promuovere un dibattito sui concetti e la moderna architettura della nuova biblioteca, nel 2009 l’Associazione Danese delle Biblioteche (DLA) ha pubblicato “Library Space: Inspiration for building and design”. Con questo libro l’Associazione vuole stimolare un ripensamento del progetto e della costruzione della biblioteca, da un luogo orientato al prodotto ad un luogo orientato all’utente. Allo scopo di fornire ai cittadini servizi significativi, aggiornati e di alta qualità nella società della conoscenza nel ventunesimo secolo: a vantaggio del singolo utente e della società nel suo insieme.
 
Nel corso della Conferenza (sulle Biblioteche svoltati presso il Goethe Institut di Roma nel maggio 2011 ndr) il dibattito ha sottolineato anche il ruolo delle biblioteche in favore dell’integrazione dei cittadini e della inclusione sociale; cosa può fare l’architettura in concreto?
 
Probabilmente non esiste una risposta corretta alla domanda ma una cosa è molto importante. L’architettura dovrebbe essere aperta ed accogliente – e meno come una fortezza di libri del passato, formale. Questa domanda porterà ad una architettura insignificante e poco interessante? Personalmente io non penso questo. Al contrario – ogni edificio bibliotecario dovrebbe incontrarsi con l’ambiente circostante ma anche fungere da punto di riferimento locale per la conoscenza e la cultura; qualcosa di cui essere orgogliosi e dalla quale essere attirati sia che si sia abituati a frequentare la biblioteca oppure no, che si sia intellettuali o meno.
Un recente esempio internazionale di un carattere scultorio molto suggestivo è la Biblioteca Pubblica di Seattle, dell’architetto olandese Rem Koolhas. Dieci qualità più una sono considerate cruciali per qualsiasi edificio bibliotecario. Il direttore delle Biblioteche Universitarie del Regno Unito, il professor Andrew McDonald, nelle “Dieci maggiori qualità di un buono spazio bibliotecario” (IFLA Library Building Guidelines: Development & Reflections, p. 13-29. Saur, 2007), aggiorna e converte i dieci comandamenti degli anni settanta sulle architetture bibliotecarie dell’architetto britannico Faulker Brown.
Idealmente, afferma McDonald, il nuovo spazio della biblioteca dovrebbe essere: funzionale, accessibile, vario, interattivo, favorevole, ambientalmente adeguato, sicuro e tranquillo, efficiente, adatto alle nuove tecnologie e – per di più – dovrebbe avere il fattore “oomph” or “wow”. Le parole chiave qui sono quelle che parlano di inclusione sociale: accessibile, differenziato, interattivo e non ultimo favorevole; lo studioso lo descrive come uno spazio con una alta qualità umana che motiva e ispira le persone”.
 

Svezia, la lista di sinistra cambia leader

Lars Ohly ha reso noto che non correrà per la dirigenza del partito della Sinistra svedese nelle prossime consultazioni interne

Lars Ohly, leader della Sinistra in Svezia, ha fatto sapere durante una conferenza stampa che in seguito ai risultati deludenti della lista che rappresenta la sinistra ed alle richieste di ricambio che sono venute da una parte consistente delle sezioni locali della forza politica non prenderà parte alla corsa per la guida del partito nel 2012.

Ohly ha ammesso che la scommessa di far passare una immagine dell’idea di socialismo connessa alle origini del movimento, slegandola dall’associazione con la ex Unione Sovietica, non ha ottenuto abbastanza successo e che esiste un desiderio di cambiamento all’interno del partito. Oggi però la lista di Sinistra rappresenta un movimento più unitario rispetto al passato e questo è un successo dell’attuale leader.

Il partito della Sinistra adesso è più vicino alla possibilità di prendere parte ad una coalizione di governo, assieme ai socialdemocratici ed ai verdi che a loro volta stanno attraversando una fase di ricambio della dirigenza (la Svezia è governata oggi da una coalizione di centrodestra guidata da Fredrik Reinfeldt). Il Congresso del Partito della Sinistra inizierà il 5 gennaio 2012.

Esponenti della lista che hanno annunciato una loro possibile candidatura sono Jonas Sjöstedt, Ulla Andersson, Hans Linde. Date le novità che sono arrivate, il 5 gennaio coinciderà anche con l’uscita di scena di Lars Ohly per quanto riguarda la leadership, con l’avvio di consultazioni alle quali non prenderà parte. Il Partito potrebbe anche imitare i Verdi ed eleggere due leader, una donna ed un uomo.

Dopo la sconfitta della coalizione di Centrosinistra nelle elezioni del 2010, che hanno riconfermato il Governo di Centrodestra di Reinfeldt, i primi ad entrare in crisi sono stati i Socialdemocratici, con le dimissioni di Mona Sahlin al cui posto è andato Hakan Juholt, seguiti dai Verdi, che al termine del mandato hanno sostituto Peter Eriksson e Maria Wetterstrand con Gustav Fridolin e Asa Romson.

Aldo Ciummo

Finlandia, Governo di apertura all’Europa

Un difficile compito si profila per il governo che dovrà tenere assieme sei soggetti politici molto diversi tra loro, ma le basi sono solide

Comincia a delinearsi l’azione del nuovo governo, la cui nascita era stata attesa fino al 22 giugno, singolarmente a lungo, per quelle che sono le abitudini istituzionali del paese (di consueto la formazione di esecutivi formati dai maggiori partiti avveniva più rapidamente), fin dal 17 aprile. Jyrki Katainen, leader del maggioritario partito Moderato ha confermato le premesse che lo volevano in carica dopo il calo di consensi dell’alleato principale, il partito di Centro, oggi all’opposizione proprio in considerazione del proprio crollo.

Evoluzione positiva anche per Socialdemocratici, Verdi, Sinistra, Cristiano Democratici e Partito degli Svedesi, che entrano a far parte di questa coalizione nazionale che è soprattutto una coalizione europea, nata sulla base della volontà di supportare Grecia e Portogallo e confermare il contributo finlandese all’Unione Europea. Difatti il partito dei Veri Finlandesi, dipinto, forse con alcuni eccessi, come un pericolo all’assetto esistente, si è di fatto autoescluso con il rifiuto completo di ragionare sugli aiuti all’Europa.

Timo Soini, che aveva fatto del diniego ai salvataggi degli stati in difficoltà la sua proposta all’elettorato, non poteva cambiare all’indomani del consenso che questa aveva riscosso, di fatto però non era realistico trasformare un rifiuto della realtà in un programma di governo. Resta il segnale dato da una parte significativa elettorato,  intimorito dalla possibilità che il peso di scelte operate altrove possa trasferire oneri finanziari su un paese relativamente piccolo e molto efficiente nella sua amministrazione. In ogni caso il raggiungimento di un accordo ha chiarito che più dell’ottanta per cento dei finlandesi avrà il governo europeista che ha in stragrande maggioranza indicato, una buona notizia anche per la UE.

Non mancano le difficoltà di un esecutivo nel quale lavoreranno assieme i moderati del Partito della Coalizione Nazionale in continuità con gli anni passati e i Socialdemocratici (fino a quest’anno in opposizione), più i Verdi e il Partito degli Svedesi (al governo con Moderati e Centro fino a poco fa) e l’alleanza di Sinistra, infine i Cristiano Democratici. La politica del Governo si profila come molto favorevole all’ecologia ed all’economia ecosostenibile, ma diversità di opinioni esistono, ad esempio riguardo la tassazione. Anche qui una soluzione che introduce imposte sui redditi più alti sarebbe in arrivo. I Cristiano Democratici però potrebbero modificare alcune delle norme di laicità.

L’esecutivo è nato con una impronta fortemente favorevole all’Europa, all’Ambiente, all’uguaglianza di opportunità e rappresenta, con l’apertura del primo ministro Jirki Katainen a forze molto diverse anche nell’elaborazione del programma, un esperimento cui guardare con interesse e che ha opportunità di riuscire specialmente in un paese come la Finlandia che ha una esperienza molto lunga in fatto di coalizioni nate con pragmatismo sulla soluzione di problemi concreti.

Aldo Ciummo

La Commissione Europea ha presentato gli investimenti in Ricerca ed Innovazione

Questa settimana la  UE ha invitato  a presentare i progetti sotto il Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico

Sette miliardi di euro è la somma destinata dalla Commissione Europea al Programma Quadro per promuovere l’innovazione nella Comunità. L’esecutivo Ue ha adottato il 19 luglio l’impegno, lanciato il 20 luglio.  I termini delle domande arrivano fino alla fine dell’anno e le decisioni sull’assegnazione dei fondi verranno prese nel 2012.

Rispetto all’ultimo round di “call for proposals”, gli inviti a presentare i progetti, gli investimenti sono aumentati del 9 per cento. Il piano è strutturato in base all’Innovation Union action plane, piano d’azione precedente e definito lo scorso ottobre (2010).

Cambiamento climatico, energia, sicurezza alimentare, hanno un ruolo centrale. Un aspetto significativo dell’investimento europeo ora è la spinta verso il mercato unico della conoscenza, con un incoraggiamento alla circolazione di idee e di ricercatori nel continente.

La Commissione ritiene che la scelta a favore di ricerca e innovazione in frangenti di crisi economica sia uno degli strumenti in grado di determinare la futura crescita e rendere l’uscita dalla crisi un risultato duraturo.

 La UE si è posta l’obiettivo di raggiungere il 3 per cento di Prodotto Interno Lordo investito in Ricerca e Sviluppo nel 2020, reperendo l’uno per cento nel pubblico ed il due per cento coinvolgendo  investimenti privati.

Aldo Ciummo

Maggio 2011: “Firenze Capitale d’Europa”

  Dal 6 al 10 maggio il capoluogo toscano ospiterà il Festival d’Europa, una manifestazione che ha l’obiettivo di avvicinare le istituzioni europee ai cittadini

 di   Aldo Ciummo

E’ stata presentata a Roma il 27 aprile l’iniziativa del Festival d’Europa, che rivolgendosi al pubblico dei non addetti ai lavori ricerca una maggiore vicinanza delle istituzioni europee alla vita quotidiana dei suoi territori. Firenze si trasforma per qualche giorno in laboratorio creativo di comunicazione per diffondere la conoscenza dell’Unione Europea e delle sue politiche, quindi delle opportunità che la UE offre ai cittadini. All’evento parteciperanno il Presidente dell’assemblea di Strasburgo, Jerzy Buzek, il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, il vice presidente della Commissione Antonio Tajani, la Commissaria europea all’Istruzione, la Cultura ed il Multilinguismo Androulla Vassiliou, il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ed il Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, Carlo Casini. L’iniziativa di Firenze è promossa dalla UE e dall’Istituto Universitario Europeo, ed è stata presentata il 27 aprile nella sede della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea a via IV novembre a Roma. Il convegno più importante che si terrà a Firenze nel quadro della manifestazione è “The State of The Union”, cui parteciperanno anche molti esperti di economia e politica internazionale, il 9 e 10 maggio presso il Palazzo Vecchio, un dibattito sull’attualità dell’Unione. Ma gli eventi sul territorio saranno centinaia, coinvolgendo oltre a molti palazzi storici e piazze, biblioteche, cinema, librerie, teatri, nel corso di cinque giorni di mostre, rassegne, laboratori didattici, concerti attraverso i quali Firenze si candida quest’anno come un originale laboratorio, spiegano gli organizzatori. Piazza Signoria sarà ribattezzata per questo, durante l’evento, Piazza Europa, con tre padiglioni allestiti come una finestra su tutte le opportunità offerte dall’Europa. Nel padiglione “Europa”, promosso dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dall’Ufficio di Informazione in Italia del Parlamento Europeo e dal Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, ci saranno i workshop dedicati a diritti, opportunità e finanziamenti offerti dai vari programmi dell’Unione Europea e sarà possibile confrontarsi con il personale specializzato dei centri di informazione della Commissione Europea in Italia. Il padiglione delle Nazioni ospiterà gli stand dei dieci paesi europei che hanno accolto l’invito a partecipare alla prima edizione del Festival d’Europa e tra gli stati presenti ci sarà anche la Turchia, in segno di avvicinamento alla UE. Sono previste anche iniziative di Francia, Germania, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svezia ed Ungheria. La Loggia dei Lanzi sarà illuminata di blu per tutti i giorni del Festival d’Europa durante gli spettacoli ed i concerti. Lo spazio “Youth on the Move”, promosso dalla Commissione Europea, porterà avanti i temi della mobilità giovanile, dalla formazione ai progetti di cooperazione. La Notte blu, organizzata dall’amministrazione di Firenze, si svolgerà tra 7 ed 8 maggio con decine di eventi dedicati al nostro continente. L’Università di Firenze partecipa al Festival d’Europa con vari seminari sul ruolo della UE nella ricerca. La provincia di Firenze e l’Ufficio scolastico regionale partecipano con il progetto “L’Europa a scuola” nell’ambito del quale gli istituti superiori lavorano sugli argomenti che riguardano più da vicino l’integrazione nella comunità. Camera di Commercio e Promofirenze organizzeranno eventi dedicati allo sviluppo delle piccole e medie imprese. La sera del 9 maggio, che è il giorno della festa dell’Europa, verrà consegnato il Premio Galileo 2000, presso il Teatro della Pergola. Il riconoscimento sarà consegnato a José Maniel Barroso, presidente della Commissione Europea, al primo Ministro del Lussemburgo Jean Claude Junker, al presidente croato Ivo Josipovic ed alla cantante greca Haris Alexiou. Sono in programma anche interessanto mostre, come quella sulla cartografia storica dei confini dell’Europa, alla biblioteca nazionale centrale, così come incontro e dibattiti, ad esempio quello della Fondazione Spadolini sul ruolo dell’Italia nell’integrazione europea e la conferenza di Giuliano Amato su “L’Unione Europea: come superare l’impasse”. La manifestazione, che ha l’alto patronato della Presidenza della Repubblica Italiana ed il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, vede tra i principali promotori Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze, Direzione Scolastica Regionale, Università e Camera di Commercio di Firenze. Nel Comitato organizzatore ci sono l’Istituto Universitario Europeo, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Politiche Europee, Ministero degli Affari Esteri, Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Università degli Studi di Firenze, Agenzia LLP e Youth in Action.