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Dubai sentence, unacceptable violation of human rights

The victim of the assault, a Norwegian citizen, was not protected by local institutions that on the contrary caused her imprisonment with a decision determined by religious conservativism

A worrying sign for Westerners that live in countries where the legislation is affected by the intervention of religious confessions has come from the injustice suffered by a Norwegian citizen, who after she has been a victim of violence in Dubai during a business trip (from Quatar where she worked) and having reported this to the local police, found herself sentenced to sixteen months in detention, due to the fact that Islamic laws of the United Arab Emirates do not protect the victims of violence, considering only men as witnesses.

The victim of this worrying story remains in a Norwegian center in Dubai, avoiding her so at least the detention (after the release agreed by the local authorities with the Oslo diplomacy) but what had happened is seriously disturbing for Westerners who work in similar contexts and describes what is the grave and unacceptable situation of women’s rights in many countries. Instead of being protected as a victim of violence, the Norwegian citizen has been accused of adultery.

There is a clear violation of the human rights by the local courts, conditioned by a reactionary interpretation of the Islamic religion. The incident has rightly drawn the attention of organizations of based in the UK and in other European states: people coming from the United Arab Emirates reveal (also following the case which is discussed) the intolerable situation of women in many Arab countries. The Norwegian Minister of Foreign Affairs, Espen Barth Eide, underlined the extraneousness of this sentence to the principles of protection of human rights.

Aldo Ciummo

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L’irlandese Emily O’ Reilly eletta Mediatore Europeo

Il ruolo, previsto dal 1995, riguarda la vigilanza sul corretto funzionamento delle istituzioni comunitarie

 Il mediatore europeo (ruolo istituito nel 1995) ha il compito di indagare sui casi di malfunzionamento dell’amministrazione delle istituzioni della Unione Europea, in frangenti come la carenza di trasparenza nel mettere a disposizione dei cittadini informazioni o documenti.

Il Parlamento Europeo riunito in sessione plenaria ha eletto come nuovo Mediatore europeo Emily O’ Reilly (Irlanda) con il sostegno di 359 voti. O’ Reilly è la prima donna ad assumere questo ruolo.

Alla seconda votazione hanno partecipato quattro candidati (Markus Jager e Alex Brennikmeijer si erano ritirati). Emily O’ Reilly è stata eletta al terzo scrutinio.

I diversi candidati erano stati ascoltati il 18 giugno in merito ai temi dell’indipendenza e della trasparenza, nel corso di una serie di audizioni. Il Mediatore europeo infatti deve offrire garanzia di indipendenza come stabilito dalle norme comunitarie. Prima di O’Reilly, a ricoprire la carica è stato Niliforos Diamandouros.

La giornata odierna ha visto anche la soddisfazione dell’Europarlamento per il compromesso raggiunto dall’aula con il Consiglio, riguardo al quadro finanziario pluriennale (QFP) per il 2014-2020.

Il risultato sul bilancio è stato raggiunto durante la settimana scorsa mentre veniva preparato il Consiglio europeo, con il supporto dei gruppi politici dell’europarlamento e degli stati componenti l’Unione.

Sono stati attivi nella soluzione sul quadro finanziario pluriennale il Primo Ministro irlandese Enda Kenny, il ministro degli Esteri irlandese Eamon Gilmore, il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, il presidente della Commissione Europea Barroso ed Alain Lamassoure (PPE, Francia).

Aldo Ciummo

New Ross, la città irlandese di nuovo famosa per i suoi arazzi

La città che fu il porto di Ros Mhic Treoin e vide i commerci tra l’isola verde e l’Italia oggi è conosciuta per progetti che riportano al centro l’artigianato

La città irlandese di New Ross sta conoscendo una nuova notorietà, sia nelle iniziative connesse al semestre irlandese di presidenza della Unione Europea che per il progetto “Ros Tapestry” che richiama la lunga tradizione di arazzi riportata in vita da molti appassionati nella contea di Wexford.

La storia del porto di Ross risale al 1207, quando il conte William Marshal si concentrò sulla provincia del Leinster. Il fiume Barrow fu importante nella costruzione della città, che aveva il fine dichiarato di aprire l’area al commercio internazionale.

La posizione dell’autore del progetto era tale da permettere l’acquisizione delle risorse necessarie ad un’impresa del genere. L’arrivo del conte William e di sua moglie Isabel è descritto nelle Cronache di Ross che si trovano oggi al British Museum di Londra.

La presenza dei corsi d’acqua nel sudovest dell’Irlanda rappresentava un elemento importante, perché si collegava ad altre vie di transito. I banchieri italiani dell’epoca ebbero un ruolo fondamentale nella nascita della città, finanziando la creazione delle opere necessarie.

La lana era già una delle esportazioni principali dell’isola e gli italiani presenti nell’impresa di quel secolo nella regione (Frescobaldi, Spini, Riccardi) sono rappresentati in alcune opere tradizionali tramandate e nel corso del tempo intessute nei caratteristici arazzi che sono ancora oggi tipici della cittadina.

Aldo Ciummo

Politica Agricola Comune, preoccupazione per il bilancio UE ridotto

Entro la fine della Presidenza di turno dell’Irlanda si dovrebbe arrivare alla riforma di quello che è ancora il capitolo più voluminoso del bilancio Ue.

Il 27 maggio si sono riuniti i Ministri dell’Agricoltura assieme ai relatori (Per il Parlamento Europeo) della Politica Agricola Comune, obiettivo dell’incontro svoltosi a Dublino arrivare ad un accordo entro il termine della presidenza di turno irlandese. Gli agricoltori chiedono da tempo una maggiore semplificazione e la previsione di minori spese per portare avanti le necessarie pratiche formali a livello comunitario.

ll sistema dei pagamenti diretti ai produttori da parte delle istituzioni comunitari al centro del dibattito, secondo molti infatti occorre riequilibrare le maggiori opportunità offerte ai grandi produttori, caratteristici di alcuni paesi come Francia e Germania, rispetto ad aziende di dimensioni minori che si trovano in una serie di paesi anche molto diversi tra loro, come Italia ed Estonia, senza contare l’annosa problematica di paesi come il Regno Unito che dalla produzione agricola traggono soltanto una parte limitata della crescita economica.

Una novità di rilievo è il tema del “greening”, l’introduzione di una componente ecologica nel lavoro degli agricoltori, che verranno incentivati ora non soltanto (e non tanto più) per la quantità di prodotto, quanto per l’assunzione di funzioni diverse e nuove come la tutela del territorio di cui quotidianamente si occupano.

Un problema è costituito dal tema delle sanzioni previste per le inadempienze, che non dovrebbe diventare un ostacolo alla professionalità degli addetti del settore, rischio che esiste perché al di là delle vere infrazioni esiste nella riforma in discussione la possibilità di errori da parte dei produttori, che debbono essere messi in condizione perciò di interpretare una riforma ben chiara e non troppo appesantita da tecnicismi burocratici.

Tuttora la politica agricola rappresenta quasi una metà del bilancio pluriennale europeo, anche se molto ridotta rispetto al passato, con ciò che ne consegue in termini di litigiosità tra i diversi paesi europei, ragion per cui è da cogliere la possibilità di passare dal sostegno finanziario quantitativo ad un maggiore equilibrio sia nella motivazione del supporto (come avverrebbe appunto incentivando la protezione del territorio) ed anche in una maggiore equità nell’ascolto delle esigenze di tutti i paesi, inclusi quelli come il Regno Unito che comprensibilmente aspirano a sostenere sforzi finanziari coerenti con i propri settori economici trainanti.

Aldo Ciummo

UE, si discute della protezione dei dati dei cittadini

Il 14 maggio si è svolto a Bruxelles un incontro informativo in cui esperti e tecnici hanno dibattuto del difficile equilibrio tra impresa e tutele dei cittadini

La protezione dei dati dei cittadini è un difficile compito per la UE, data che le nuove tecnologie e l’utilizzo di internet non sono limitate, nella maggior parte dei casi, da frontiere e legislazioni nazionali e tenere le pratiche di aziende e consumatori all’interno del quadro legale di ogni paese coinvolto dall’utilizzo commerciale e privato della rete è uno sforzo complesso.

Dopo l’apertura del dibattito da parte dei funzionari dell’Europarlamento presso l’edificio intitolato a Paul Henri Spaak, il 14 maggio 2013 esperti e tecnici del settore si sono confrontati in un dibattito sul tema menzionato.

Si è parlato delle proposte della Commissione Europea e della situazione attuale riguardo al lavoro della Commissione sulle libertà civili, giustizia ed affari interni dell’Europarlamento. Sono intervenuti Jean Gonié, direttore delle politiche di privacy per Microsoft in Europa, Medio Oriente e Africa; Jeremie Zimmermann, portavoce di “La Quadrature du Net”, sulla questione della privacy nell’epoca delle nuove tecnologie, mentre Kimon Zorbas (Vicepresidente dello IAB, Interactive Advertising Bureau Europe) e Joe McNamee, di European Digital Rights (EDRI) hanno discusso dei limiti e delle conseguenze del profiling dei consumatori da parte delle imprese che operano nel settore di internet, pratica consistente nella raccolta di parte dei dati personali degli utenti al fine di elaborare previsioni di mercato sui comportamenti di acquisto.

Naturalmente i punti di vista delle organizzazioni costituitesi a tutela dei diritti degli individui e dei cittadini sono molto diversi da quelli delle imprese che operano nel settore e che traggono la redditività delle proprie iniziative in gran parte proprio dall’utilizzo dei dati personali cui gli utenti consentono l’accesso entrando ad esempio nei social network. Il problema allora diventa il grado di consapevolezza che le imprese operanti nel settore consentono agli utenti, ad esempio spiegando le condizioni di utilizzo in modo più semplice a tutti e chiedendo esplicitamente il consenso all’utilizzo dei dati in maniera dettagliata, questa chiarezza attualmente non sempre viene applicata dalle aziende.

Sul tema della persistenza dei dati messi on line nel tempo e sulle loro possibili conseguenze sono intervenuti Sébastian de Brouwer (direttore esecutivo delle politiche di vendita, legali, economiche e sociali per la European Banking Federation) e per l’organizzazione europea dei consumatori (BEUC) il consigliere legale Nuria Rodríguez. Attualmente la legislazione europea in materia consiste in un regolamento generale della protezione dei dati e in una direttiva sulla protezione dei dati personali, aggiornamenti a parte si tratta di un insieme di norme risalenti al 1995, quando i problemi del settore erano molto diversi, quindi è concreto il rischio che le possibilità tecnologiche in mano a quanti le sviluppano, imprese ed utenti, scavalchino le norme esistenti, anche perché le leggi nazionali sono diverse ma la fruizione della rete nella maggior parte dei casi non conosce confini.

Aldo Ciummo

Iniziative svedesi per l’ecologia al Festival del Verde e del Paesaggio

L’associazione parchi pubblici e giardini “Swedish Garden” promuove la cultura della sostenibilità ambientale a Roma

L’ente del turismo svedese “VisitSweden” e l’associazione dei parchi pubblici e giardini “Swedish Gardens” saranno presenti all’evento “Festival del Verde e del Paesaggio” in programma a Roma il 17, 18 e 19 maggio.

All’interno della manifestazione i promotori cureranno lo spazio “Swedish Garden Lifestyle”, con piante tipiche e con l’intervento di Sonia Santella, autrice del libro “Giardini di Svezia”.

Tra le iniziative previste nell’ambito del festival del verde e del paesaggio ci sono dimostrazioni sulla elaborazione di spazi verdi outdoor in ombra ed in luce, di decorazione di interni, con ospiti tra gli altri Patrick Sewerin per quanto riguarda la cucina svedese. Il Festival del Verde e del Paesaggio si svolgerà presso Via degli Orti D’ Alibert a Roma.

Aldo Ciummo

UE, si apre la presidenza irlandese

Il 2013 comincia con impegni difficili, il leader laburista e Ministro degli Esteri irlandese Eamon Gilmore le ha interpretate attraverso una prospettiva europeistaEamon Gilmore, Vice Primo Ministro (Tànaiste) e Ministro degli Esteri e del Commercio della Repubblica dell’Eire ha voluto fare, al termine del 2012, un significativo intervento a sostegno dell’Europa. L’irlanda (entrata a far parte della UE nel 1973 assieme a Regno Unito e Danimarca) rappresenta una delle nazioni più europeiste, favorevoli all’integrazione ed accoglienti nell’inserimento dei nuovi cittadini e la sua economia, in seguito alla crisi abbattutasi sulla Ue, si sta riprendendo in maniera dinamica, in particolare nella crescita della produzione.

Gilmore, che fa parte del Labour Party (al governo assieme al Fine Gael guidato dal Primo Ministro Enda Kenny) ha sottolineato, in un intervento sull’Irish Times l’importanza che l’Unione Europea ha dimostrato in favore dello sviluppo socioeconomico degli stati componenti, soffermandosi in particolare sugli effetti positivi che l’appartenenza alla comunità economica e politica ha suscitato in Irlanda. Il laburista ha ricordato come ora, nel quarantesimo anniversario dell’ingresso della repubblica nella Ue, l’Irlanda si ritrovi cambiata in meglio rispetto al 1973, che è stato l’inizio del percorso che oggi la vede di nuovo nel ruolo della presidenza semestrale. Quattro decenni fa l’Eire era economicamente frenata dall’isolamento commerciale.

La Politica Agricola Comune è stata al centro dell’intervento di Gilmore, sebbene il Labour Party non abbia mai avuto la sua base nella popolazione impegnata nell’agricoltura, invece storicamente sostenitrice del Fianna Fàil (Centrodestra) ed in parte del Fine Gael (Centro). La Politica Agricola Comune (PAC) ha determinato uno sviluppo economico del settore agricolo e quindi l’elevamento delle condizioni di vita degli abitanti delle campagne, in decenni in cui agricoltura e allevamento, tuttora voci importanti nella produzione, erano centrali. Ifondi strutturali europei sono stati motori della crescita infrastrutturale, che ha reso possibile negli anni novanta l’afflusso di investimenti esteri e la conclusione definitiva dell’emigrazione.

Progressivamente, l’Irlanda si è orientata all’interno del contesto europeo e come lo stesso Gilmore ha voluto rimarcare il prodotto interno lordo pro capite, che ancora all’inizio degli anni novanta era di quasi un terzo minore rispetto alla media europea, è oggi al di sopra di questa, sia pure in presenza di problemi che non si possono negare. L’intervento di unMinistro di primo piano dell’esecutivo irlandese è un segnale evidente della prospettiva che la repubblica assume in occasione della sua presidenza, in forza di una tradizione impregnata di europeismo, prospettiva tracciata su coordinate che sono consapevolezza dei problemi e delle opportunità comuni e attenzione alle difficoltà sociali e politiche che la UE sta vivendo.

Un altro capitolo molto importante sul quale Gilmore si è soffermato nel suo intervento è stato l’urgenza, in una economia globale fortemente interrelata come quella attuale, di approntare accordi di cooperazione rafforzata tra Unione Europea e partner strategici come Australia, Stati Uniti, Canada, compito nel quale componenti della comunità come Irlanda e UK possono fornire indicazioni preziose, dato che nelle scommesse che attendono i protagonisti della geopolitica in un contesto internazionale in rapido mutamento sarà sempre più vitale l’accelerazione della collaborazione all’interno dell’Occidente e delle realtà istituzionali che storicamente condividono le prospettive dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.

Aldo Ciummo

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