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UE, l’inchiesta sul datagate sarà avviata in settembre

Il Parlamento Europeo interpellerà legali ed esperti del settore, ma anche organizzazioni non governative

L’inchiesta stabilita dall’Europarlamento, riguardo alla raccolta di informazioni dei cittadini comunitari da parte delle autorità degli Stati Uniti e di paesi componenti la UE, sarà avviata a settembre. Lo ha deciso, mercoledì 10 luglio, la commissione europarlamentare per le Libertà Civili.

Le informazioni necessarie saranno reperite dalla commissione al fine di stabilire l’impatto che le procedure emerse dal datagate hanno avuto su alcuni diritti fondamentali nella UE, soprattutto nel campo della protezione della vita privata, della libertà di espressione, della presunzione di innocenza e della possibilità effettiva di rimediare alle eventuali conseguenze.

Un secondo passaggio scatterà in caso di accertate violazioni di questi diritti, qualora occorra valutare le iniziative da implementare per rafforzare la sicurezza dei dati, innanzitutto delle stesse istituzioni europee.

Da settembre saranno ascoltati non soltanto rappresentanti delle autorità statunitensi e comunitarie europee, ma anche esponenti dei parlamenti nazionali ed esperti, legali, associazioni non governative e compagnie coinvolte nel trasferimento dei dati alla NSA (National Security Agency) statunitense.

Avranno la precedenza i programmi di cui più si è parlato in questo periodo, ad esempio “Prism” e gli aspetti legali relativi a quest’ultimo ed all’US Foreign Intelligence Surveillance Act. Alla fine dell’anno l’Europarlamento nel suo insieme presenterà una relazione sul problema.

Aldo Ciummo

 

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