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Nel vivo delle trattative sulla Politica Agricola Europea

Europarlamento, Consiglio e Commissione si confrontano sulla PAC ridefinita dall’aula di Strasburgo

 

Il 17 aprile è entrato nel vivo il dibattito sulla Politica Agricola Europea (PAC) tra Europarlamento, Consiglio dei Ministri della Unione Europea e Commissione, questa è la fase cosidetta dei triloghi, nella quale le maggiori istituzioni europee dovranno raggiungere un accordo entro la conclusione del semestre di presidenza irlandese (conclusione prevista per il mese di giugno).

Il dibattito in aula degli eurodeputati sulla politica agricola si è svolto in occasione della seduta plenaria il 12 marzo, concentrandosi sulla garanzia di una produzione stabile in Europa. Il 13 marzo si è votato e poi al termine di marzo è iniziata la negoziazione con gli stati componenti della UE. Ben trecentotrentaquattro emendamenti sono stati proposti dai diversi gruppi politici. La previsione per gli stati baltici è tra il cinquantacinque ed il settantacinque per cento della media comunitaria (riguardo ai rimborsi previsti relativi ai terreni).

Il Greening, l’insieme delle tutele ambientali incentivate attraverso il sostegno agli agricoltori che ne assicurano la difesa nel proprio territorio, rientra tra i compromessi raggiunti. L’intervento dei Liberali e Democratici (ALDE) è stato contrario alla sovrapproduzione di generi alimentari dovuta a sovvenzioni, secondo l’ALDE il Comitato Agricoltura si è indirizzato in tal senso all’inizio dell’anno.

George Lyon (UK, Lib Dem) coordinatore del Comitato Agricoltura, ha dichiarato: “la proposta di riforma della PAC più radicale è sostenere gli agricoltori perché realizzino beni comuni, come la protezione dell’ambiente”. Il gruppo europarlamentare dei Liberali e Democratici sostiene che i singoli stati dovrebbero avere più autonomia, nel decidere in merito ai metodi migliori per implementare le misure di “Greening”, ma anche che la Commissione dovrebbe avere l’ultima parola nel valutarne l’efficacia. Ciò garantirebbe, secondo l’ALDE, una maggiore parità di trattamento per gli agricoltori.

Per i Liberali e Democratici è intervenuta anche Britta Reimers (Germania, FDP) che ha aggiunto: “le proposte di organizzazione del mercato in comitato sono inaccettabili, perché indeboliscono l’efficienza e l’innovazione nel settore agricolo.” I liberali rifiutano misure restrittive sulle regole della competizione europea, considerandole come obblighi che influenzano perfino stati che non sono componenti della UE.

Giovanni La Via (Italia, PPE) ha dichiarato che la recente approvazione di una Politica Agricola Comune più semplificata ha reso gli agricoltori parte attiva di un meccanismo più efficace, favorendo il rispetto delle regole. E’ stata infatti la prima volta che l’Europarlamento ha preso parte, nel ruolo di codecisore, alla PAC. L’eurodeputato La Via, relatore del dossier che regola il finanziamento, la gestione ed il monitoraggio della Politica Agricola Comune, ha sottolineato le semplificazioni nella domanda per accedere ai sostegni e nel sistema che avviserà tempestivamente l’agricoltore della conformità alla legge delle sue azioni, evitando quindi la confusione tra inadempienze e frodi. “La riforma della PAC mira a favorire gli stati componenti della UE che adotteranno le migliori pratiche ed a garantire che i fondi stanziati rimangano nello stato, venendo avviati a regioni più efficienti, in casi di inutilizzo da parte di alcune delle regioni” ha detto La Via.

Paolo de Castro ha definito l’approvazione della riforma della PAC una pagina importante per l’agricoltura europea, dopo che l’apposita Commissione ha registrato l’approvazione dei quattro dossier legislativi da parte dell’Aula e l’adozione delle correzioni apportate proprio dalla Commissione Agricoltura su trasparenza e doppi finanziamenti. “La Pac interessa ovviamente gli agricoltori, ma l’alimentazione interessa tutti e la domanda alimentare cresce più della offerta, il sostegno all’agricoltura garantisce quindi il fabbisogno nell’Europa, che è la più grande area di importazione di prodotti alimentari” ha dichiarato De Castro riguardo al nuovo testo elaborato dall’ Europarlamento.

La Commissione Agricoltura, nell’ultimo anno, si è concentrata sulla definizione di una politica di sostegno e sviluppo del settore agricolo. Il voto della COM AGRI ha sottolineato il rafforzamento del capitolo ambientale. Il sistema di progressività (capping) previsto dall’europarlamento è diverso da ciò che aveva proposto il Consiglio, non c’è stata la riduzione del tetto dei contributi diretti da 300.000 a 200.000 euro.

I temi della politica agricola sono stati rilevanti in paesi come l’Estonia, a causa della diversità dei criteri rispetto all’ammontare previsto per altri stati, nel nuovo accordo infine è stato previsto che nessuno stato possa avere meno del sessanta per cento rispetto alla media degli stati componenti la UE. La riforma entrerà effettivamente in vigore nel 2015, fino a quando resteranno invece valide le norme attuali.

Aldo Ciummo

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