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Riconferma di Obama, Occidente più unito

Problemi ed obiettivi comuni per UE ed USA nel prossimo futuro

Problemi ed obiettivi comuni per UE ed USA nel prossimo futuro

I risultati delle elezioni mantengono gli Stati Uniti nel percorso di riforme sociali e strategia di crescita determinanti anche per il resto dell’area euroatlantica

Il candidato democratico Barack Obama, presidente riconfermato nelle elezioni presidenziali statunitensi, ha prevalso sia nel conteggio dei grandi elettori designati stato per stato che nelle proporzioni elettorali nazionali. Le proposte liberiste ripresentate all’elettorato americano dai Repubblicani di Mitt Romney non hanno convinto la maggioranza dei cittadini (compresi quelli che hanno assistito alla campagna elettorale dal resto del mondo) e difficilmente avrebbero potuto, dato che se ne vedono i risultati socioeconomici disastrosi in tutto l’occidente, da quando le presidenze Bush hanno innescato definitivamente la crisi mondiale, inasprendo le diseguaglianze sociali e le licenze della finanza.

I problemi finanziari e sociali degli Stati Uniti travalicano ovviamente le differenze tra le proposte di governo e affondano le loro radici non solo nella delega in bianco che dagli anni ottanta in poi sono state accordate all’economia finanziarizzata, ma anche nella pressione economica che l’Occidente affronta con la concorrenza spesso sleale e segnata da condizioni inaccettabili del lavoro e del ruolo totalizzante dello stato da parte di paesi emergenti il cui peso è cresciuto rapidamente negli ultimi due decenni.

Romney, con tutte le critiche che giustamente vengono rivolte alla campagna condotta ed ai contenuti che l’hanno caratterizzata, ha proposto il suo appoggio all’esecutivo che entrerà in carica e (sempre nell’immediato lasso di tempo che ha seguito le elezioni) il presidente eletto Barack Obama ha espresso delle congratulazioni all’avversario. Molto diverso è stato il trattamento degli avversari degli esecutivi di Cina e Federazione Russa in questi anni, lo stesso si può osservare anche di strani alleati della UE come Turchia e Pakistan, dove la prospettiva dei nati dalle minoranze nazionali si distanzia significativamente dall’opportunità di raggiungere le più alte cariche dello stato.

E’ positivo per l’Europa il fatto che le spinte isolazioniste e militariste allo stesso tempo, che hanno spesso condizionato i Repubblicani, siano state rigettate (assieme ad una proposta liberista che non ha ancora finito di causare danni anche nell’Unione Europea, una ripetizione di politiche economiche ultraconservatrici che oggi sono promosse dai tecnici) gli Stati Uniti hanno iniziato a superare quelle tendenze conservatrici con riforme sociali come l’estensione dei diritti alla sanità pubblica e con politiche di crescita che stanno già dimostrando effetti concreti. Ma tutto l’esempio che si è sviluppato durante la campagna, dalle primarie che hanno dato effettivamente la possibilità di scegliere i candidati ad elettorati di diverso orientamento nei diversi stati, fino all’atteggiamento propositivo della formazione battuta nelle consultazioni, rappresentano un sistema di coesione che difficilmente può essere archiviato come formalità. Le regole civili sono importanti, l’Unione Europea farebbe bene a darsene, al di là di manuali e vincoli fiscali.

Inoltre, l’attesa per i risultati in tutte le capitali dei ventisette, dovuta alla consapevolezza dei danni che una nuova presidenza liberista dopo quelle di Bush Junior avrebbe apportato anche alla Ue, ha mostrato in modo evidente l’interrelazione tra le due maggiori economie dell’occidente, Usa e Ue, legame che la crisi aveva già sottolineato in maniera pesante. Stati Uniti ed Europa servono all’Occidente, un’area geopolitica indubbiamente accomunata dalla promozione del pluralismo, dell’economia sociale di mercato, dei diritti del lavoro, le gravi contraddizioni che esistono in questa regione del mondo vanno risolte facendo leva su questi princìpi, se si intende dirigersi verso una nuova crescita socioeconomica. Gli Stati Uniti se non intendono restare schiacciati dal debito e dalle diseguaglianze hanno bisogno di restituire diritti agli immigrati e cittadinanza alle fasce svantaggiate della popolazione, hanno necessità della crescita dell’Europa. L’Unione Europea se intende evitare ritorni alla frammentazione economica e politica deve accelerare l’integrazione, rendendo effettiva la sua costituzione, superando l’impostazione liberista ricalcata su una visione degli Usa sorpassata da lustri e cooperando con gli Usa.

Cina e Federazione Russa, sono realtà emergenti ed interessanti, ma non sono modelli nè di pluralismo, nè di economia sociale di mercato, nè tantomeno di diritti del lavoro. Europa e Stati Uniti sono limitate da carenze strutturali, però hanno sviluppato (a livelli molto alti di resistenza alle instabilità) quelle che chiamiamo strutture democratiche e che come il presidente rieletto ha ricordato in un passaggio del suo discorso sono comprensibilmente oggetto di speranze in molte parti del mondo: questo mondo è in rapido mutamento e registra una crescita di peso da parte di stati emergenti spesso non accompagnata da una altrettanto rapida maturazione democratica nei paesi interessati, Unione Europea e Stati Uniti dovranno formare un Occidente sempre più unito se vorranno restare interi, a vantaggio anche delle altre aree geopolitiche come è stato storicamente.

Aldo Ciummo

 

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