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Si avvicina l’Oslo World Music Festival

Prenderà il via il 30 ottobre l’Oslo World Music Festival, che andrà avanti fino al 4 novembre coinvolgendo più di duecento artisti di tutto il mondo

Il 30 ottobre prenderà il via l’Oslo World Music Festival, che andrà avanti fino al 4 novembre e coinvolgerà più di 200 artisti provenienti da tutte le parti del mondo. Oslo è una meta nota per eventi internazionali, oltre che per le competizioni sportive. Tra gli appuntamenti musicali, spicca anche  l’Oyafestivalen, festival rock, ma non bisogna dimenticare  l’Oslo Jazz Festival e l’Oslo chamber music festival.

Per chi è sportivo poi Oslo offre una gamma di attività ancora più ricca, dalla navigazione al nuoto, dalla pesca alle gite in barca, per non parlare delle vicine colline e montagne. Tra gli eventi sportivi c’è l’Holmenkollen Ski Festival, il Bislett Games, l’Holmenkollen Relay Race. Ciclismo e sci hanno grande spazio, ma se si cerca solo di passare piacevolmente il tempo, c’è il Tusenfrid, noto parco dei divertimenti.

Riguardo le specialità che i turisti possono assaggiare, dal salmone al merluzzo e dalle aringhe ai frutti di mare, oltre ai ristoranti ci sono i caffè che li servono con i caratteristici panini in una grande varietà di ricette, ma non manca la carne, inclusa la renna. Zone apprezzate per gustare questi prodotti sono Karl Johan Gate, Aker Brigge, Majorstua e Grunerlokka.

Il piacere maggiore comunque resta passare da un paesaggio all’altro nell’area (250 kmq) dell’Oslofjord, zona di parchi e foreste con 343 laghi dove il clima, nonostante la collocazione a nord della capitale norvegese, è mitigato dalla corrente del Golfo del Messico e protetto dalle montagne, col risultato che il maggior numero di giornate soleggiate nel nordeuropa si verifica qui, tra la primavera e l’autunno.

Riguardo l’evento che sta attirando maggiore attenzione in questo momento, cioè l’Oslo World Music Festival, è già confermata la partecipazione tra gli altri di Ana Moura (Portogallo), Andreas Ljones (Norvegia), Angham Al-Rafidain Ensemble (Iraq), Lutan Fyah (Giamaica), Karima Nayt (Algeria), Kronos Quartet (Stati Uniti). Gli spettacoli si svolgeranno in diverse aree della città.

Aldo Ciummo

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E’ urgente una vera Europa federale

Per l’Unione Europea è il momento di agire nella politica economica e nella riforma degli strumenti di partecipazione per acquistare peso effettivo nel mondo

L’Europa si trova nel momento della scelta tra completare il tragitto della propria unificazione e vedersi invece scardinare i pochi capisaldi stabili dalla crisi economica globale, se le istituzioni continentali non vengono rafforzate da una effettiva partecipazione delle popolazioni alle decisioni, da una vera solidarietà tra gli stati ed all’interno delle varie società componenti la Ue e da rinnovati meccanismi decisionali che affidino all’Unione Europea gli strumenti per muoversi nel contesto internazionale con una voce sola.
La notizia dell’assegnazione del premio Nobel alla nostra Europa è un elemento positivo, tanto più che ci viene da uno stato come la Norvegia molto vicino alla UE, che coopera con la comunità e che è un modello di democrazia, equità sociale e pluralismo cui l’Unione Europea può guardare per migliorarsi, ma le istituzioni comunitarie hanno tanta strada da fare per seguire davvero gli obiettivi di pace e coesione indicati dai gruppi antifascisti e federalisti che hanno voluto l’Europa unita dopo la fine della seconda guerra mondiale e dopo i totalitarismi (al fine appunto di scongiurare il ritorno di questi fenomeni storici).
Manca, all’Europa basata soltanto sulla finanza, la prospettiva intessuta di economia sociale di mercato, scambio culturale e promozione sociale che fu alla base dei trattati del 1957. Il Movimento Federalista Europeo sta promuovendo una iniziativa che si svolgerà il 16 ottobre a Roma (“Per fermare la crisi: Federazione Europea subito!”). Dalla stretta economica e finanziaria non si può uscire soltanto con misure di austerità (per altro fortemente sbilanciate a favore di una parte avvantaggiata della società e in aggressione alle fasce più deboli nei paesi sotto pressione).
In assenza di iniziative europee adeguate, la recessione economica è, secondo i federalisti, un fattore che aggraverebbe l’erosione dei redditi e la rottura della coesione sociale. I paesi europei hanno bisogno gli uni degli altri, non fanno eccezioni quelli come la Germania la cui economia sta correndo di più, legati dai consumi dei propri prodotti in altri stati componenti.
Soprattutto è urgente la creazione di un vero governo democratico e federale (dei paesi dell’eurozona e della comunità nel suo insieme) dotato di un bilancio adeguato, ricorrendo anche ad una imposta sulle transazioni finanziarie che eviterebbe pesi ulteriori sulle finanze dei paesi. Le proposte europee attualmente in discussione (per giungere all’Unione bancaria, economica, fiscale) possono sortire effetti sostanziali soltanto se rientreranno in un itinerario costituente dell’unione politica europea, ma perchè si verifichi questo occorrono le forze sociali e dei cittadini a sostegno del progetto di integrazione.
Quello che il Movimento Federalista Europeo (formato da persone di tutti gli orientamenti politici) chiede è la nascita di una politica estera europea, di uno sviluppo sostenibile e di una iniziativa internazionale fondata sul coinvolgimento degli abitanti della comunità, attraverso la decisione (a livello di Consiglio europeo) di tempi certi per aprire una Convenzione o Assemblea costituente che rediga la Costituzione federale dell’Eurozona e prevede risorse adeguate per rilanciare l’economia europea. Al Parlamento Europeo si chiede di elaborare un progetto di revisione dei Trattati, per poter convocare al più presto questa assemblea ed organizzare un referendum europeo da abbinare alle elezioni comunitarie del 2014 per approvare la costituzione della Ue.
Aldo Ciummo

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L’austerità a senso unico aggredisce gli studenti

Gli esecutivi di destra tecnica attaccano l’istruzione, togliendo risorse al futuro per affidarle alla deregolamentazione e danneggiando il paese

Autunno dopo autunno si ripetono scene che vedono studenti di liceo e di università trattati con metodi polizieschi nelle piazze italiane, col solito strascico di richiesta di leggi securitarie da parte della consueta fascia di destra dello schieramento di grande coalizione tecnica. Ci sarà pure un motivo se in fatto di ricerca e sviluppo e in materia di energie alternative l’Italia arranca, dietro ad un numero consistente di stati più avanzati, che in tempo di crisi hanno ritenuto di rafforzare (e non di dissestare) l’istruzione ed hanno avuto tanta ragione che oggi trainano da soli tutta la UE.
Ma è un pò in tutta Europa che le destre conservatrici e coalizioni tecniche relegano studenti, professionisti, disoccupati e precari al ruolo di destinatari di campagne elettorali sempre meno convincenti,  tagliando contemporaneamente risorse all’istruzione, all’università, alla cultura, alla ricerca e soprattutto alle opportunità per la parte della popolazione che non è bocconiana di nascita (e a tutti quelli che probabilmente non frequenteranno le facoltà private, religiose, aziendali, specie in tempi di recessione).
E’ incerto se i maturandi, guardando alla situazione dei fratelli maggiori laureati, trovino il fegato di iscriversi alle università che a causa delle destre populiste e tecniche non assegneranno più borse di studio, ma presenteranno invece un salato conto in termini di tasse, il tutto sempre sovrastato dalla continua proposta della destra montiana, avvallata da quella berlusconiana, di abolire il valore legale del titolo di studio per favorire direttamente i dottori delle università cosidette prestigiose (cioè supportate dai privati, a pagamento e riservate ad una piccola parte della società italiana).
Non si vede proprio come si fa a non essere solidali con gli studenti di liceo e di università, lasciati soli dalla carente politica italiana a scontrarsi con una deprivazione di futuro (costituito dai mezzi culturali per competere nella società) tanto più grave perchè avviene in un paese come l’Italia, già fortemente arretrato in tema di istruzione e ricerca, come registra qualsiasi statistica da anni.
Un altro motivo per il quale gli studenti che coraggiosamente reagiscono (con una scarsissima attenzione della politica) meritano solidarietà è che mentre loro vengono trattati come sovversivi dai governi dell’austerità a senso unico (che protegge i più facoltosi e ripudia le patrimoniali), l’Italia si impoverisce con loro della risorsa più preziosa, l’istruzione, che non è solo il mezzo al quale secondo la Costituzione italiana avrebbero diritto per sviluppare il proprio futuro, ma è anche il valore aggiunto con il quale i paesi civili in quasi tutto il mondo occidentale stanno contrastando la crisi economica e ne stanno uscendo.
Danneggiare istruzione, sanità, ricerca, solidarietà, per proteggere invece prepotenze e feste di quella parte di Italia che promette venti miliardi di investimenti (e poi ne impiega uno contestualmente ad una campagna di smantellamento dei diritti dei lavoratori) non è solo un attacco premeditato da parte degli autori della crisi economica agli studenti di liceo e di università giustamente preoccupati per la desertificazione del loro futuro (programmata dalla destra tecnica e dalla destra populista con importanti appoggi confessionali ed ex-democratici) ma è anche una scelta in grado di compromettere gravemente la crescita dell’Italia, già arretrata a causa del numero esiguo dei laureati e della aperta ostilità del sistema paese a questi ultimi, segno distintivo negativo nei confronti di molti paesi vicini (e non) più sviluppati e sicuramente più proiettati verso il futuro. Poche forze politiche come Prc, IdV, Sel, Fiom esprimono la propria solidarietà a questa parte importante della società rappresentata dagli studenti.
Aldo Ciummo

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