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Una aggregazione progressista aperta per cambiare il paese

una aggregazione progressista aperta per cambiare il paese

una aggregazione progressista per cambiare il paese

L’associazione della sinistra diffusa  “Tilt” chiede di aprire il centrosinistra alla società se la coalizione intende risolvere i problemi quotidiani

Tilt si è riunita per fare il punto della situazione nella coalizione progressista ancora da costruire ed ha sottolineato come la popolazione, alla prese con difficoltà giornaliere non si senta minimamente rappresentata da una politica di palazzo che rischia di imporre ancora una volta anche all’interno del centrosinistra logiche ricalcate da quelle liberiste e burocratiche, ossia dalle mentalità che hanno portato all’attuale panorama, caratterizzato dallo strapotere delle dinamiche finanziarie (slegate da qualsiasi partecipazione democratica) ed in più aggravato da istituzioni che si allontanano dai cittadini.

La sinistra ed i progressisti, nella base delle diverse forze politiche da SEL all’IdV (passando per il Prc e i movimenti civici) hanno bisogno di trovare sintesi che affrontino i problemi sociali e “Tilt”, in cui si incontrano attivisti di diversi orientamenti uniti nella richiesta di una alternativa all’austerity ed al liberismo violento (austerità e liberismo che sono due facce della stessa medaglia e tendenze che hanno proseguito nella cancellazione di diritti e di prospettive dagli esecutivi Berlusconi a quelli Monti, dalla destra liberista e populista di Pdl e Lega a quella tecnica e finanziaria dell’attuale coalizione di governo) propone come associazione della sinistra diffusa nei partiti come nella società civile che si dia avvio ad una fase costituente che riporti la sinistra tra la popolazione e veda partire le iniziative della sinistra e dei progressisti dalla popolazione, non da organizzazioni tradizionali ormai rappresentative solo della volontà di autoconservazione delle strutture che hanno inventato i sistemi maggioritari senza preferenze.

Tilt sottolinea la centralità dei programmi rispetto al leaderismo ed alle contese interne ai grandi partiti in declino, afferma l’urgenza di occuparsi dei problemi concreti, dato che alla popolazione oggi interessano pochissimo gli scontri tra segretari scelti dal funzionariato e politici neoliberisti appoggiati da settori conservatori della società. “Vogliamo scegliere tra idee contrapposte di uscita dalla crisi – dicono i ragazzi dell’associazione nazionale “Tilt” – un nuovo modello di sviluppo parte proprio dal ribaltare l’agenda Monti”.

Quindi il gruppo chiede primarie aperte in cui si possa discutere di temi e di contenuti, perchè la gente per “Tilt” ha ancora voglia di democrazia e di immergersi nella partecipazione e nel confronto, come ripetono gli attivisti dell’associazione, che concludono così “Non c’è buona politica senza dialettica sul progetto di paese per chi si candica al governo, vogliamo starci ma per cambiare il paese, non per ricollocare questa vecchia classe dirigente”.

Aldo Ciummo

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