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Olanda, l’Europa ha vinto ancora

I partiti liberale e socialdemocratico confermano il loro peso, i socialisti di Roemer diventano il terzo partito, populismo di destra in un vicolo cieco

Anche in Olanda i facili slogan dei populismi di destra non funzionano più, la soluzione collettiva dei problemi dei ventisette è evidente dalle scelte degli elettori: il PVV (Party for Freedom) di Geert Wilders vede dimezzarsi i suoi rappresentanti, mentre il VVD guidato dal liberale Mark Rutte (People’s Party for Freedom and Democracy) ottiene quarantuno deputati e contemporaneamente si rafforzano in maniera significativa anche i Socialdemocratici di Diederik Samson, che avranno trentanove rappresentanti, quindi gli europeisti dispongono di ottanta voti su centocinquanta nell’assemblea.

Emile Roemer (Socialist Party, SP) che aveva introdotto nel dibattito politico la critica al metodo del rigore sbilanciato solo a favore del liberismo è diventato una presenza importante, al terzo posto nelle scelte degli elettori, molti dei temi che la sinistra aveva avanzato sono stati riproposti anche dai progressisti moderati. Nell’esecutivo che sembra probabile oggi, formato da due forze tradizionali della politica nei Paesi Bassi, il VVD di Mark Rutte (Centrodestra liberale moderato) ed i Socialdemocratici di Diederik Samson (progressisti), non mancheranno i problemi, perchè se i Liberali del VVD sono concentrati sulle ragioni del rigore e dello snellimento del settore pubblico, i Socialdemocratici vogliono invece una politica del rigore che trovi spazio anche per la coesione sociale e la crescita economica.
Se si guarda al voto complessivo è evidente uno spostamento a sinistra, ma la situazione che esce dalle urne elettorali suggerisce che i governi in questi anni potrebbero formarsi non soltanto sulla base dell’arco degli orientamenti che vanno da destra a sinistra, ma anche sulle posizioni che si adottano riguardo all’Unione Europea ed al suo futuro, che sia per Mark Rutte che per Diederik Samson dovrebbe essere unitario e federale come oggi afferma perfino il Presidente della Commissione Europea, Barroso, che all’epoca del suo insediamento era stato molto più tiepido sulla UE rispetto a Guy Verhofstadt.
In Olanda ci sono state più volte coalizioni col partito Socialdemocratico (PvdA), Liberali (VVD) e Christian Democratic Appeal (Cda) che raccoglieva l’eredità di liste facevanti riferimento alla religione cristiana nelle sue varie espressioni, ma il partito cristianodemocratico è uscito indebolito dalle elezioni e per la formare il governo è possibile che i partiti maggiori si rivolgano a formazioni liberali e centriste più piccole.
Aldo Ciummo

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