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Europarlamento chiede una legislazione per affrontare la crisi

Gli europarlamentari ritengono che i passi in avanti del Consiglio Europeo vadano completati con un disegno di legge entro la fine di settembre

Bene le conclusioni del Consiglio Europeo che ha fatto sperare in una stabilizzazione del quadro finanziario, ma questo resterà insufficiente a meno che la Commissione presenti entro settembre un disegno di legge adeguato alla necessità di attuare in tempi brevi i quattro princìpi della relazione di Van Rompuy: è la tesi sostenuta da Strasburgo nella risoluzione approvata questo mercoledì.

Il voto, con 501 voti a favore, 31 contrari e 38 astensioni, indica un clima favorevole alle decisioni prese per indirizzare il risanamento verso una nuova fase positiva per la crescita, ma anche l’urgenza di arrivare all’unione bancaria per evitare di lasciare spazi alle speculazioni. Parlamenti nazionali, ma soprattutto le società europee, dovranno partecipare a questa evoluzione ed alla riforma del sistema delle risorse proprie della UE.

Riguardo al bilancio del 2013, gli stati componenti potrebbero essere tentati di chiedere tagli, ma l’Unione Europea avrà bisogno delle proprie forze finanziarie (attualmente vicine ad un misero uno per cento del bilancio dei paesi componenti con buona pace dei vecchi e nuovi leghismi di destra e non) per promuovere crescita e occupazione come ha potuto fare spesso molto meglio di stati concentrati su altre questioni.

E’ impellente il bisogno di un compact per la crescita e l’occupazione, come ha ricordato anche Giovanni La Via (PPE, Italia) come relatore della richiesta del Parlamento Europeo, votata da 540 componenti l’assemblea, mentre 93 sono stati i voti contrari e 52 le astensioni. Date le lungaggini degli ultimi anni sul Bilancio, stavolta Strasburgo ha invitato le assemblee nazionali a chiarire per tempo i dubbi sulle stime di spesa presentate dalla Commissione, invece di trascinare per il lungo i negoziati specifici, in un momento in cui di tutto si ha l’esigenza meno che di una UE ingolfata.

Aldo Ciummo

 

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