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Ad Arhus rivive la “hygge” dei tempi andati

Botteghe del ferro e antichi oggetti di uso comune durante le feste hanno ritrovato il loro  posto nella “Gamle By”, la città vecchia di una città che oggi è  piena di vita universitaria

di   Aldo Ciummo

In Danimarca si chiama “hygge” una atmosfera intraducibile di  intimità e calore che inizia quando si avvicina il Natale. Le tradizioni tornano  a infondere una luce particolare nella vita quotidiana di alcune delle metropoli  più moderne del Nord Europa: con 300.000 abitanti, Arhus è la seconda città  della Danimarca, il centro urbano con l’età media più giovane nel paese (dovuta  anche alla presenza di 25 università e istituti) ma vanta una storia antica,  essendo stata fondata dai Vichinghi nell’ottavo secolo.
Nata come  porto in questa parte nordorientale della penisola dello Jutland, dopo la  Riforma religiosa nel 1536 Arhus ha visto la vita sociale riunirsi attorno alla  Cattedrale. Alla metà dell’ottocento, i traffici si sono concentrati al porto:  oggi il cuore pulsante sono le università e il centro urbano non dimentica il  suo ruolo storico in Danimarca e attira molti visitatori con iniziative che  valorizzano gli aspetti più antichi della vita danese.
Tra l’autunno e l’inverno  la suggestione delle abitudini natalizie raggranellatesi nei secoli riempie di  nuovo le bancarelle dell’antica cittadella del mercato. In  Danimarca la chiamano “Den Gamle By”, la città vecchia, una zona di Arhus dove  le strade si risvegliano in decine di mercatini diversi, tra edifici d’epoca che  è possibile visitare e ricostruzioni nelle quali si trovano gli oggetti  originali delle scene che si voglione rievocare.
La manifestazione natalizia è  composta da più di trenta iniziative grandi e piccole, in ogni stanza, i  visitatori entrano in un mondo che non c’è più: si incontra un intarsio di  differenti periodi, partendo dalle sedi dei ricchi mercanti di carne nel 1625,  passeggiando attraverso il diciannovesimo secolo e osservando le luci dei primi  alberi di Natale.
L’evento è nato proprio per permettere al  pubblico di sperimentare come i danesi hanno celebrato il Natale per secoli: si  va dai negozi storici agli alberi danesi tradizionali. C’è la storia vivente  della casa dei mercanti (1864) e quella dei negozi storici, che includono uno  spaccio di libri, una panetteria e il banco di un mercante, il venditore di  oggetti di ferro (giochi meccanici, locomotive). Le mele decorative nei primi  alberi festivi erano la più popolare delle decorazioni, in ricordo del primo  Natale della storia, perchè la tradizione voleva che tutte le piante dessero  frutti in anticipo sulla stagione.
La manifestazione ad Arhus è patrocinata  dalla Regina della Danimarca, Margrethe II, ed è una delle attrazioni  raccomandate dalla Guida Michelin, l’unica fuori Copenaghen. Nell’esposizione ci sono gnomi danesi, carretti della posta  tradizionali, una tavola di Natale del 1723 ricostruita con le suppellettili del  tempo. Attraverso il museo, i visitatori colgono uno scorcio di come il Natale è  stato festeggiato in Danimarca dal 1600 al 1974.
“Den Gamle By” (The Old Town),  è un insieme no-profit di musei all’aperto, prende il nome di “the National Open  Air Museum of Urban History and Culture in Denmark” ed è stato fondato infatti  nel 1909 come il primo museo di storia e cultura urbana all’aperto: oggi conta  75 case storiche in Danimarca, molte di queste si trovano ad Arhus e descrivono  i caratteri di una città danese come sarebbe apparsa nei giorni di Christian  Andersen, con strade, cortili, abitazioni e botteghe, di cui è possibile  visitare soggiorni, stanze, cucine.
Den Gamle By, è una serie di  suggestive scatole: ne apri una, e un altro affascinante panorama si apre,  lasciandotene scorgere un altro ancora come ti inoltri un pò: oltre ai manufatti di uso comune non vanno trascurati gli  edifici, come la residenza del mastro degli aromi, che risale al diciottesimo  secolo; la casa del sindaco che raccoglie la cultura locale dal 1600 al 1850; il  palazzo “del mercante”, in sè illustrazione dei negozi fin dal 1864; il Museo  dei Giocattoli (il più grande della Danimarca) e il negozio di radio e  televisori (modernariato recente) dove si trovano molti pezzi degli anni  settanta.
Un’area ricrea il panorama della città come  sarebbe apparsa nel 1927, con biciclette e marciapiedi, un museo cittadino ed un  centro dei telefoni. Un intero edificio viene  dedicato alla storia dei giochi dei bambini. I giocattoli più antichi risalgono  ai primi dell’ottocento e la rassegna arriva fino agli anni sessanta. La mostra, in tutta la parte antica della città, è andata avanti dal 19  novembre al 30 dicembre. Anche nel corso del nuovo anno la ricostruzione della città si ripropone con i suoi musei.
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