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La Croazia presto nella Unione Europea

 

La comunità si muove rapidamente verso l’inclusione dello stato croato: sarà il ventottesimo stato membro, ma la popolarità della Ue è ancora scarsa tra la gente a Zagabria

di   Aldo Ciummo

I negoziati per l’adesione della Croazia all’Unione potrebbero essere completati entro giugno: questo se Zagabria proseguirà nelle riforme che il Parlamento Europeo ha descritto come irrinunciabili per portare a buon fine la domanda di adesione croata. Lo scoglio più arduo nelle valutazioni degli eurodeputati è rappresentato dallo scetticismo popolare nello stato che ha fatto parte della ex Yugoslavia e ne ha costituito una delle regioni più vitali economicamente.

La risoluzione del Parlamento Europeo afferma che i negoziati di adesione presuppongono la riduzione della corruzione, la garanzia del ritorno dei rifugiati e la ristrutturazione dei cantieri navali, in una ottica di adeguamento della nazione candidata all’ingresso nella UE con gli standard amministrativi, istituzionali ed economici della comunità.

La Croazia, nella valutazione dell’Unione Europea, ha prodotto importanti sforzi per riformare costituzione e potere giuridico e dimostrato una soddisfacente cooperazione con il Tribunale Penale Internazionale per la ex Yugoslavia (ICTY). La corruzione però è ancora un problema, di cui anche l’ufficio europeo anti-frode (Olaf) si sta occupando, mentre il sistema giudiziario necessita tuttora di riforme strutturali.

La Croazia è cresciuta molto e sul versante della ricostruzione  civile si registrano progressi nella questione dei profughi (serbi), che a tanti anni dalla fine delle ostilità però non hanno ancora la possibilità di ottenere permessi di residenza permanenti e reinserimento effettivo.

Ma come avviene spesso quando è in gioco l’allargamento dell’Europa, che su queste pagine è stato considerato sempre una necessità storica positiva ma che è controproducente affrettare e forzare, ciò che manca e serve di più è il consenso profondo della popolazione interessata ed altrettanto irrinunciabile è una vera adesione a quelli che sono i princìpi della nostra Europa, a volte confusamente accettati ma poi messi in crisi da eventi politici poco compatibili con i valori comunitari, episodi che si sono verificati in Repubblica Ceca come in Polonia ed Ungheria proprio negli anni della ridefinizione istituzionale della UE, con la crescita delle eurofobie populiste.

 La risoluzione dell’europarlamento, approvata il 16 febbraio con 548 voti a favore, 43 contrari e 52 astensioni è forse eccessivamente ottimista nel chiedere alla società civile di mobilizzarsi per alimentare il dibattito in Croazia, perchè occorre ricordare che le società europee, per molti versi già coinvolte in una unica comunità, stentano ancora a riconoscere nell’Unione Europea uno strumento davvero  capace di affrontare i problemi e di interpretare le speranze delle persone comuni.

I gusti di Borensberg a Roma

 

La gastronomia è una parte rilevante della cultura popolare svedese, alcuni prodotti tipici cominciano ad essere conosciuti in Italia

Mattias Wirkmark ha trascorso alcuni mesi in Italia rappresentando proposte gastronomiche dell’Ostergotland, una regione tra le più caratteristiche del sud della Svezia. Borensberg è una piccola città che si incontra dopo due ore di viaggio se da Stoccolma si va verso Malmo e Gotheborg. Campi gialli, foreste e laghi sono una costante del territorio. L’alimentazione è stata a lungo una parte importante della cultura dei paesi del Nord Europa, a causa delle necessità di conservazione dei prodotti e dei problemi legati al clima invernale. Brunneby Musteri è nata nel 1941, è l’azienda rappresentata da Wirkmark, che nel suo viaggio in Italia spera sempre di rappresentare anche in parte il suo territorio, nel quale molti piccoli produttori diretti sono vicini alla Brunneby per la cultura dei frutti boschivi e della coltivazione in piccoli giardini domestici. Partendo dalla Svezia, dove è presente con un centinaio di sedi, il gruppo si è esteso molto anche in Danimarca, Germania e Finlandia e conta di proporre gusti nuovi anche nel sud del continente, dove si registra un crescente interesse anche per la cultura materiale della fascia settentrionale dell’Unione Europea. “I consumatori in Italia iniziano ad apprezzare prodotti che sono veramente tipici dei nostri luoghi – spiega Wirkmark – come quei mirtilli palustri che noi chiamiamo tranbar, oppure l’havtornsbar che è una bacca pregiata, la fragola selvatica chiamata smultron e soprattutto le more polari, hjortron, che crescono soltanto su particolari fanghi, myrar”. Wirkmark ha iniziato a proporre con successo questi prodotti a Roma (dove potranno essere trovati a partire da queste settimane da Castroni in via Cola di Rienzo e da Roscioni in via dei Giubbonari vicino Campo dei Fiori). Nella zona, dove si possono visitare altre suggestive località come Omberg e Vadstena, una regione che nell’insieme conserva memoria del periodo dei trasporti sul Gota Canal (i corsi d’acqua che erano l’unica via di comunicazione sono tuttora utilizzati), queste abitudini alimentari sono una parte consistente della cultura materiale dei luoghi, presente in ogni parte della gastronomia difatti frutti come le more polari e i mirtilli palustri vengono messe insieme a varietà di gelato e a formaggi salati, modalità di consumo dalle quali i produttori svedesi, che si stanno interessando in maniera crescente all’Italia come mercato, partono per sperimentare una gamma più ampia di accostamenti adatti alle tradizioni del consumo mediterranee.

Le informazioni sul territorio del sud della Svezia e sulle sue tradizioni gastronomiche sono state gentilmente fornite al sito da Mattias Wirkmark della Brunneby Musteri di Borensberg