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Al Gianicolo di Roma l’Architettura moderna parla finlandese

 

Il 26 gennaio protagonisti e studiosi dell’urbanistica contemporanea europea hanno presentato il libro di Antonello Alici “Contemporary Architecture: Finland”

Il 26 gennaio, presso l’Institutum Romanum Finlandiae, si è svolta una iniziativa promossa da “24 Ore Cultura – Motta Architettura” cui sono intervenuti tra gli altri Antonello Alici, architetto, docente universitario dell’Università Politecnica delle Marche ad Ancona ed autore del volume “Contemporary Architecture: Finland” ed il professor Timo Keinänen, che è stato direttore dell’Archivio del Museo dell’Architettura di Helsinki, il Suomen Rakennustaiteen Museo (che custodisce mezzo milione di disegni e centomila fotografie).

Gli intervenuti si sono soffermati su novità che non mai hanno smesso di attirare interesse in Europa, come l’ampliamento del Parlamento di Helsinki ad opera di Pekka Helin, con un blocco in mattoni che quasi ingloba parte degli edifici pre-esistenti ed un cuneo di vetro che rimanda agli edifici vicini e si specchia sulla superficie di un vecchio edificio del parlamento.

L’architettura finlandese si è distinta, nei decenni, per la riscoperta dei grandi spazi e del dialogo con gli ambienti circostanti, che avrebbe trovato sempre più terreno fertile nelle politiche e nella cultura dell’ecosostenibilità, giungendo a periodi di particolare coerenza stilistica come il recupero di funzionalismo e neorazionalismo, con l’associato ricompattamento degli spazi e delle costruzioni negli anni dal ’90 al 2010.

Molti ricordano le novità organiche rappresentate dalle enormi superfici curve elaborate da Alvar Aalto, uno dei protagonisti delle tendenze in atto nel suo paese più apprezzati internazionalmente. Un’altro caso ricordato nel corso della presentazione del libro di Alici è l’estrema espressività della cappella di Turku, realizzazione di Matti Sanaksenaho che evoca l’immagine di un pesce arenato su di uno scoglio granitico.

Ulteriore caratteristica che ha stimolato l’interesse per l’area in questione, nell’architettura, è la scelta dei materiali, tra cui il legno, che occupa un posto significativo nella cultura locale. Ma la tradizione nata in Finlandia mentre si sviluppava si è anche consolidata, negli ultimi cinquanta anni, al di là dei confini nazionali, venendo assorbita dalla cultura europea ed occidentale e contribuendo ad una nuova capacità di superare il “contemporaneo” come semplice descrizione della produzione attuale e di proiettarsi verso soluzioni future, ciò che i critici chiamano “moderno”.

L’architettura finnica, pur in assenza delle stridenti rotture operate dalle avanguardie per introdurre nuovi approcci, ha avuto, in un contesto di grande apertura, la possibilità di precorrere i tempi attraverso un crescendo di sperimentazioni, a partire dalla fine dell’ottocento.

Si tratta di una esperienza alimentata da politiche culturali supportate dal settore pubblico, dall’associazione tra professionisti del settore e dal contributo del mondo educativo. Alvar Aalto coltivava un intenso rapporto con l’Italia ed il nostro paese a sua volta apprezza da lungo tempo gli spunti provenienti dalla Finlandia, ma gran parte di queste creazioni sono rimaste sconosciute oppure poco approfondite.

Il volume di Alici si propone di aggiornare e di rendere più dettagliata la conoscenza delle proposte finniche, prendendo ad esempio nell’ultima parte del saggio più di trenta edifici costruiti negli ultimi due decenni. I cambiamenti nel tessuto urbano delle città del Nord Europa sono stati resi possibili da bandi di concorso aperti, attraverso i quali molti giovani architetti e studenti hanno avuto l’opportunità di mettere mano ad idee innovative.

Mentre negli studi italiani precedenti si è molto spesso privilegiata l’edilizia pubblica in Finlandia, tra gli edifici presi in considerazione nello studio “Contemporary Architecture: Finland” ci sono anche ville, sedi di centri culturali ed abitazioni private, che oggi rappresentano un aspetto significativo delle ricerche e delle applicazioni del settore.

Aldo Ciummo

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