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Svezia: socialdemocratici a congresso; ricorso dei liberali a Göteborg

 

Le recenti elezioni hanno portato più di una novità non digeribile in poche ore (la fine del predominio socialdemocratico e l’ingresso della lista anti-immigrazione) e lasciato alcuni strascichi (ricorsi elettorali in alcune circoscrizioni) e interrogativi (sul nuovo esecutivo).

Prima del prossimo congresso annuale dei Socialdemocratici guidati da Mona Sahlin in Svezia ce ne sarà probabilmente un altro, che è difficile non mettere in relazione con la novità storica delle elezioni svoltesi il 19 settembre: un Centrodestra (Alliansen för Sverige) riconfermato e rafforzato nel confronto elettorale con il colosso socialdemocratico (Socialdemokraterna) dopo una legislatura vista da molti come un esperimento politico.

Fredrik Reinfeldt, leader del partito dei Moderati (Moderata Samlingspartiet), ha portato questa forza politica erede dell’area conservatrice svedese ad una crescita elettorale ragguardevole negli ultimi due lustri, ma soprattutto ha riunito per la prima volta una coalizione stabile ed alternativa al partito socialdemocratico, inducendo quest’ultimo ad allearsi con le altre liste di sinistra e poi battendolo nettamente senza allearsi con l’estrema destra (gli Sverigedemokraterna).

Un elemento del successo di Reinfeldt che comincia ad essere ricorrente nella stampa svedese e nelle valutazioni dei commentatori è il fatto che come leader della propria area, il Primo Ministro ha adattato la proposta moderata al contesto svedese, convincendo i suoi collaboratori che la Svezia intende cambiare la propria fisionomia politica, passando all’alternanza ed a un maggiore dinamismo del mercato, ma senza allontanarsi troppo, nè in modo troppo traumatico, dal modello socialdemocratico scandinavo.

Tornando al campo rossoverde, dopo una riunione del partito socialdemocratico avvenuta venerdì, il segretario politico di Mona Sahlin, Stefan Engström, ha confermato che il congresso “addizionale” rispetto alla consueta agenda partitica, si farà. Il segretario del partito, Ibrahim Baylan, ha commentato che i congressi “aggiuntivi” non sono una novità. Ma probabilmente ad essere messa in questione sarà anche la prosecuzione dell’alleanza con verdi e sinistra.

Queste elezioni sono state davvero portatrici di novità non immediatamente digeribili per il consueto panorama politico svedese: gli Sverigedemokraterna, con il loro ingresso in Parlamento, creano problemi tecnici ad entrambi gli schieramenti, perchè sono rifiutati dall’intero arco dei partiti per il loro profilo anti-immigrazione e questo significa che il Centrodestra non ha i numeri sufficienti per governare senza il consenso delle altre forze, ma che allo stesso tempo i Rossoverdi (De Rödgröna) non hanno i numeri sufficienti per sfiduciare il Centrodestra senza compromettersi collaborando tatticamente con gli Sverigedemokraterna.

Quello che è certo è che il sistema nel suo insieme dimostra un ammirevole fedeltà ai princìpi democratici perchè la coalizione moderata non scende a patti con l’estrema destra (infatti non si esclude nemmeno che si possa tornare alle urne prima del previsto) e il campo progressista prende atto del risultato elettorale correttamente.

Le consultazioni hanno fatto registrare problemi in alcune circoscrizioni elettorali, tanto che a Göteborg, Arvika e Leksand, come riportato dal segretario del partito liberale Erik Ullenhag sul quotidiano svedese Dagens “Nyheter” venerdì scorso, il Folkpartiet Liberalerna sta valutando di appellarsi alla giustizia per verificare l’esito dei conteggi. Ad Halland (nei pressi del distretto di Göteborg) sarebbero state ritrovate alcune schede avanzate dai conteggi, mentre ad Arvika il partito Liberale ha mancato un seggio per una manciata di voti ed a Leksand, nella Svezia centrale, si sono registrati problemi simili a quelli di Göteborg.

Si tratta di casi isolati, che non hanno avuto la possibilità di influire sui risultati generali, ma anche questa ipotesi di ripetere le elezioni per ristabilire gli assegnatari di alcuni seggi è una cosa del tutto inedita per il panorama politico svedese: nell’isola di Gotaland (Gotlands Iän), a causa di una piccola irregolarità nella supervisione delle schede, è vicina la possibilità di annullamento delle elezioni, come riportato dal giornale locale “Gotlands Allehanda”. Sulla testata “Expressen” sono apparse valutazioni che descrivono lo scenario di alcune elezioni ripetute come reale.

Il direttore dello Stockholm Institute for Public Speaking, l’olandese Ruben Brunsveld, memore della crescita del Partito della Libertà di Geert Wilders nei Paesi Bassi, ha commentato l’ingresso in Parlamento degli Sverigedemokraterna, affermando che le preoccupazioni degli elettori che hanno votato per Jimmie Akesson senza condividerne il programma anti-immigrazione vanno prese in considerazione ed ha aggiunto che se l’ostruzionismo verso Wilders non ha funzionato in Olanda, tutte le risorse retoriche che similmente Akesson sviluppa in Svezia possono essere ben controbattute nel tempo con argomenti e fatti politici.

Brunsveld ha concluso che la Svezia è abbastanza salda nella propria tradizione e cultura di apertura e di diritti per lasciar atrofizzare l’estrema destra come è già successo ad altre liste estranee all’identità democratica svedese nel recente passato.  Una opinione che qui condividiamo.

Aldo Ciummo

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