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Svezia: socialdemocratici a congresso; ricorso dei liberali a Göteborg

 

Le recenti elezioni hanno portato più di una novità non digeribile in poche ore (la fine del predominio socialdemocratico e l’ingresso della lista anti-immigrazione) e lasciato alcuni strascichi (ricorsi elettorali in alcune circoscrizioni) e interrogativi (sul nuovo esecutivo).

Prima del prossimo congresso annuale dei Socialdemocratici guidati da Mona Sahlin in Svezia ce ne sarà probabilmente un altro, che è difficile non mettere in relazione con la novità storica delle elezioni svoltesi il 19 settembre: un Centrodestra (Alliansen för Sverige) riconfermato e rafforzato nel confronto elettorale con il colosso socialdemocratico (Socialdemokraterna) dopo una legislatura vista da molti come un esperimento politico.

Fredrik Reinfeldt, leader del partito dei Moderati (Moderata Samlingspartiet), ha portato questa forza politica erede dell’area conservatrice svedese ad una crescita elettorale ragguardevole negli ultimi due lustri, ma soprattutto ha riunito per la prima volta una coalizione stabile ed alternativa al partito socialdemocratico, inducendo quest’ultimo ad allearsi con le altre liste di sinistra e poi battendolo nettamente senza allearsi con l’estrema destra (gli Sverigedemokraterna).

Un elemento del successo di Reinfeldt che comincia ad essere ricorrente nella stampa svedese e nelle valutazioni dei commentatori è il fatto che come leader della propria area, il Primo Ministro ha adattato la proposta moderata al contesto svedese, convincendo i suoi collaboratori che la Svezia intende cambiare la propria fisionomia politica, passando all’alternanza ed a un maggiore dinamismo del mercato, ma senza allontanarsi troppo, nè in modo troppo traumatico, dal modello socialdemocratico scandinavo.

Tornando al campo rossoverde, dopo una riunione del partito socialdemocratico avvenuta venerdì, il segretario politico di Mona Sahlin, Stefan Engström, ha confermato che il congresso “addizionale” rispetto alla consueta agenda partitica, si farà. Il segretario del partito, Ibrahim Baylan, ha commentato che i congressi “aggiuntivi” non sono una novità. Ma probabilmente ad essere messa in questione sarà anche la prosecuzione dell’alleanza con verdi e sinistra.

Queste elezioni sono state davvero portatrici di novità non immediatamente digeribili per il consueto panorama politico svedese: gli Sverigedemokraterna, con il loro ingresso in Parlamento, creano problemi tecnici ad entrambi gli schieramenti, perchè sono rifiutati dall’intero arco dei partiti per il loro profilo anti-immigrazione e questo significa che il Centrodestra non ha i numeri sufficienti per governare senza il consenso delle altre forze, ma che allo stesso tempo i Rossoverdi (De Rödgröna) non hanno i numeri sufficienti per sfiduciare il Centrodestra senza compromettersi collaborando tatticamente con gli Sverigedemokraterna.

Quello che è certo è che il sistema nel suo insieme dimostra un ammirevole fedeltà ai princìpi democratici perchè la coalizione moderata non scende a patti con l’estrema destra (infatti non si esclude nemmeno che si possa tornare alle urne prima del previsto) e il campo progressista prende atto del risultato elettorale correttamente.

Le consultazioni hanno fatto registrare problemi in alcune circoscrizioni elettorali, tanto che a Göteborg, Arvika e Leksand, come riportato dal segretario del partito liberale Erik Ullenhag sul quotidiano svedese Dagens “Nyheter” venerdì scorso, il Folkpartiet Liberalerna sta valutando di appellarsi alla giustizia per verificare l’esito dei conteggi. Ad Halland (nei pressi del distretto di Göteborg) sarebbero state ritrovate alcune schede avanzate dai conteggi, mentre ad Arvika il partito Liberale ha mancato un seggio per una manciata di voti ed a Leksand, nella Svezia centrale, si sono registrati problemi simili a quelli di Göteborg.

Si tratta di casi isolati, che non hanno avuto la possibilità di influire sui risultati generali, ma anche questa ipotesi di ripetere le elezioni per ristabilire gli assegnatari di alcuni seggi è una cosa del tutto inedita per il panorama politico svedese: nell’isola di Gotaland (Gotlands Iän), a causa di una piccola irregolarità nella supervisione delle schede, è vicina la possibilità di annullamento delle elezioni, come riportato dal giornale locale “Gotlands Allehanda”. Sulla testata “Expressen” sono apparse valutazioni che descrivono lo scenario di alcune elezioni ripetute come reale.

Il direttore dello Stockholm Institute for Public Speaking, l’olandese Ruben Brunsveld, memore della crescita del Partito della Libertà di Geert Wilders nei Paesi Bassi, ha commentato l’ingresso in Parlamento degli Sverigedemokraterna, affermando che le preoccupazioni degli elettori che hanno votato per Jimmie Akesson senza condividerne il programma anti-immigrazione vanno prese in considerazione ed ha aggiunto che se l’ostruzionismo verso Wilders non ha funzionato in Olanda, tutte le risorse retoriche che similmente Akesson sviluppa in Svezia possono essere ben controbattute nel tempo con argomenti e fatti politici.

Brunsveld ha concluso che la Svezia è abbastanza salda nella propria tradizione e cultura di apertura e di diritti per lasciar atrofizzare l’estrema destra come è già successo ad altre liste estranee all’identità democratica svedese nel recente passato.  Una opinione che qui condividiamo.

Aldo Ciummo

La Polarn O. Pyret sbarca negli Stati Uniti

La marca svedese di abbigliamento ha annunciato l’apertura della sua catena negli Usa

La Polarn O.Pyret, marca svedese di abbigliamento conosciuta nella nazione di origine soprattutto per le linee create per i giovanissimi, aprirà dei punti vendita anche negli Stati Uniti, a cominciare da Greenwich nel Connecticut.

La catena ha già molti punti di riferimento non solo in Svezia e Norvegia ma anche nel Regno Unito, nella Federazione Russa e nei paesi baltici e dell’Est Europeo. La novità si inscrive nella collaborazione della marca con la Nordstrom.

La Polarn O. Pyret sarà probabilmente più presente anche a Riga in Lettonia, intensificando la propria visibilità anche in Norvegia ed in Finlandia. Attualmente esistono centododici negozi in undici paesi (una sessantina nella sola Svezia), allineati nella tradizione di abbigliamento per le esigenze quotidiane.

Internazionale domani a Ferrara per l’Europa

 

Il settimanale il 23 settembre realizza l’evento nella città di Ferrara in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione Europea

Domani, 23 settembre, il settimanale “Internazionale” promuove a Ferrara la presentazione di “Internazionale a Ferrara 2010”, realizzato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

L’evento si svolgerà nella città centroitaliana dal primo al tre ottobre. La conferenza stampa si terrà giovedì mattina alla Sala Lorenzo Natali della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

Interverranno il direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lucio Battistotti, il direttore di “Internazionale” Giovanni De Mauro, l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Massimo Maisto, il Presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra, il Presidente dell’Arci Ferrara, Paolo Marcolini ed il Responsabile Comunicazione di “Medici Senza Frontiere”, Sergio Cecchini.

Nella scorsa edizione della manifestazione promossa da “Internazionale”, la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea ha partecipato ad alcuni dibattiti.

Adesso si è deciso di rafforzare la collaborazione europea all’iniziativa, apportando al dibattito i temi attuali della integrazione europea ed aprendo questo spazio ai cittadini con “L’angolo europeo”, nel quale la Commissione si sforzerà di far conoscere gli strumenti a disposizione delle persone comuni per partecipare all’approfondimento ed alla elaborazione dell’identità europea e delle questioni al centro delle vicende comunitarie.

Aldo Ciummo

Svezia, moderazione al centro delle decisioni

 

Con l’annunciata disponibilità da parte della maggioranza di includere liste come “Miljöpartiet de Gröna” si conferma la stabilità del sistema

 

Le elezioni di domenica hanno portato al centro del dibattito tre casi storici nella recente vicenda politica svedese: la fine del dominio incontrastato da parte dei Socialdemocratici (che non si erano mai assentati dal Governo per due legislature consecutive e che l’altroieri hanno ottenuto il risultato più basso dal 1914 in poi); l’ingresso in Parlamento di un partito dalle poco celate tendenze anti-immigrazione e infine una situazione carica di dubbi per la stabilità del Governo.

Non si possono trascurare però i segni di stabilità del sistema, indicati innanzitutto dalla chiarezza con la quale il Centrodestra in carica, riconfermato con Fredrik Reinfeldt come suo leader, ha rifiutato qualsiasi patto con l’estrema destra di Jimmie Akesson, sia prima delle elezioni che quando queste si sono svolte. Ieri infatti il Primo Ministro ha escluso ogni possibilità di collaborazione con gli Sverigedemokraterna, parlando invece della possibilità di creare una coalizione con i Verdi. Alliansen för Sverige, l’Alleanza per la Svezia, ha vinto le elezioni e non cerca scorciatoie per affrontare le difficili prove parlamentari che la attendono.

Questa è la vera novità, in una Europa dove molto spesso forze estreme e contrarie all’integrazione culturale sono state incluse a pieno titolo nelle coalizioni di Governo e di amministrazioni importanti, non soltanto nel Mediterraneo d’Europa ma anche in Austria, Polonia ed in altre nazioni costituenti la UE. In Svezia invece la situazione è chiara, perchè tutto il voto radicalizzato a destra ha dovuto concentrarsi in un angolo per raggiungere la soglia di sbarramento ed ha potuto superarla soltanto con l’aggiunta di voti di protesta, in un paese in cui comunque il peso della immigrazione è molto maggiore che in molti altri, avendo raggiunto il 14% della popolazione senza aver messo sostanzialmente in crisi un modello di accoglienza.

Senza il grado avanzato dimostrato dalle politiche di integrazione della Svezia, sia durante i Governi Socialdemocratici che nell’esperimento portato avanti con successo dalla coalizione Moderata di Reinfeldt negli ultimi anni, non si spiegherebbe come in piena crisi lo stato svedese stia registrando uno sviluppo che ha permesso al Ministero delle Finanze di annunciare con Anders Borg un tasso di crescita economica del 3,3% e del 3,8% nel 2011, contro le precedenti attese (intorno al 2,5%) nonostante in questi anni il paese sia stato parzialmente sfavorito dal fatto di essere rimasto fuori dall’area euro.

In questo decennio la crescita italiana è stata di un punto percentuale, quella europea complessiva del due e quella svedese ha sempre mantenuto un ritmo del tre per cento. Questi risultati sono stati ottenuti innovando, senza mai stravolgerlo, un modello che mette al centro il rispetto dei diritti delle persone coinvolte nel processo produttivo, una produzione imperniata sulla ricerca e il sostegno all’integrazione culturale considerata come risorsa. Non a caso, all’indomani della diffusione dei risultati elettorali l’opposizione socialdemocratica si è già posta in una posizione di cooperazione che tiene conto della tendenza al perfezionamento delle opportunità di impresa contestualmente al mantenimento attraverso l’innovazione del sistema di inclusione sociale esistente.

Aldo Ciummo

Fredrik Reinfeldt riconfermato in Svezia

 

Il Centrodestra ha ottenuto la maggioranza dopo il termine del mandato di Governo, formerà ora l’esecutivo forse in coalizione con i Verdi

 

Le urne hanno posto fine alla regola che vedeva ogni governo di Centrodestra in Svezia solo come intervallo, preoccupazione per l’entrata di un partito xenophobo in Parlamento: le elezioni di domenica in Svezia hanno raffreddato bruscamente le speranze dei Socialdemocratici (Socialdemokraterna) di confermare la regola non scritta per la quale un governo di Centrodestra nel paese nordico rappresentava una parentesi all’interno del percorso tracciato dal principale partito di Centrosinistra.

Le urne hanno confermato due timori che avevano caratterizzato la campagna elettorale: una vittoria di misura del Primo Ministro, Fredrik Reinfeldt ed il contemporaneo emergere dell’estrema destra guidata da Jimmie Akesson, intenzionato a condizionare gli equilibri in Parlamento. Il Premier ha confermato che non stringerà mai accordi con Akesson e che cercherà un’intesa con i Verdi, per evitare il coinvolgimento di forze estranee alla tradizione democratica e multiculturale della Svezia.

Gli elettori quindi hanno riconfermato la fiducia al Centrodestra formato dai Moderati (Moderata Samlingspartiet, il partito del premier Fredrik Reinfeldt, che ha ottenuto il 30% dei consensi), dal Centro (Centerpartiet, rappresentato dalla Vice Primo Ministro Maud Oloffson, il partito ha avuto il 6,6%), dai Cristiano democratici (forza il cui leader è il Ministro agli Affari Sociali Göran Hägglund, i Kristdemokraterna hanno raccolto il 5,6% dei voti) e dai Liberali (Folkpartiet Liberalerna, guidati dal Ministro dell’Educazione Jan Björklund, hanno preso il 7,1%): nel manifesto elettorale “Una Svezia che sta assieme” (Ett Sverige som haller samman) questi partiti si sono concentrati sul lavoro, ma puntando sulla riduzione della spesa.

Sebbene i sondaggi avessero già indicato la Coalizione di Centrodestra “Alleanza per la Svezia” (Alliansen för Sverige) come favorita, il margine di distacco previsto si era assottigliato negli ultimi giorni, lasciando sperare Mona Sahlin, la leader dell’aggregazione dei rossoverdi (De Rödgröna) che il sorpasso sarebbe stato possibile, puntando su una campagna favorevole alla crescita dell’occupazione.

Il Centrosinistra è formato dal partito di Mona Sahlin, i Socialdemocratici (Socialdemokraterna, ancora il primo partito con il 30,9%), dalla formazione di Sinistra (Vänsterpartiet) di Lars Ohly che ha ora il 5,6% e dai Verdi (Miljöpartiet de Gröna) rappresentati da Peter Eriksson e Maria Wettstrand ed al centro di interesse con il loro 7,2%, data l’ipotesi lanciata da Reinfeldt, di coinvolgere gli ambientalisti in un suo nuovo governo.

La nota dolente per molti è l’ingresso nel parkamento degli Sverigedemokraterna (SD), conosciuti come Sweden Democrats nel dibattito internazionale, che con il 5,6% hanno saltato a piè pari l’ostacolo rappresentato dallo sbarramento al 4% (Jimmie Akesson ha commentato “adesso noi siamo in Parlamento! ci siamo!”), portando posizioni anti-immigrazione nel dibattito politico e acquisendo un peso reso determinante dalla incertezza del panorama assembleare: il Centrodestra ha il 49, 2 per cento (e 172 deputati), il Centrosinistra il 43, 6 (e 157 deputati). La lista anti-immigrazione di Akesson, isolata, ha 20 rappresentanti.

Il manifesto elettorale del Centrosinistra, intitolato Responsabilità per l’intera Svezia (Ansvar för hela Sverige), conteneva anche punti programmatici simili a quelli presentati dagli avversari: nel documento si parla di tagliare le tasse ai pensionati e di ridurre le disparità, di incentivare attraverso meccanismi fiscali l’efficienza energetica, di abbassare le imposte alle attività commerciali e di incrementare sussidi alle imprese che promuovono progetti di apprendistato.

Nel programma proposto con successo dall’alleanza di Centrodestra ci sono invece la riduzione della quota di Nordea, SBAB e TeliaSonera da parte dello stato (ma mantenimento delle quote in Vattenfall), misure a favore dell’occupazione giovanile, delle imprese di ristorazione e delle automobili ecologiche e deduzioni fiscali per i lavori di ammodernamento delle abitazioni, miglioramento dell’integrazione dei nuovi cittadini attraverso corsi di lingua e sostegno all’impresa.

Aldo Ciummo

Svezia, coalizione rossoverde all’attacco con Mona Sahlin, ma Fredrik Reinfeldt appare in vantaggio

 

Oggi si vota nel più grande paese scandinavo, il vantaggio del Centrodestra al governo si è assottigliato ulteriormente nei giorni precedenti l’apertura delle urne

di   Aldo Ciummo

Oggi, 19 settembre, si stanno svolgendo le elezioni in Svezia: quattro anni fa, nel 2006 l’attuale coalizione di Centrodestra, Alleanza per la Svezia (Alliansen för Sverige), ottenne 178 seggi contro i 171 degli altri partiti, interrompendo un lungo periodo di governi socialdemocratici. La coalizione di Centro Sinistra, divenuta conosciuta in questi ultimi tempi come rossoverde (De Rödgröna) in base ai sondaggi aggiornati a metà di questa settimana, a quattro giorni dalle elezioni, ha visto assottigliarsi ulteriormente la quota di voti da conquistare per strappare il Governo al Centrodestra, che secondo le rilevazioni più diffuse è partita leggermente in vantaggio.

 I tre partiti che compongono il raggruppamento di Centrosinistra, guidato da Mona Sahlin, sono il partito cui quest’ultima appartiene, cioè i Socialdemocratici (Socialdemokraterna), i Verdi (Miljöpartiet de Gröna) rappresentati da Peter Eriksson e da Maria Wettstrand ed il Left Party (Vänsterpartiet) di Lars Ohly. Si tratta di tre forze molto diverse, se la prima lista citata è infatti una presenza storica in Svezia ed ha governato per decenni con un vasto consenso e con scelte di intervento statale nell’economia ridotte sensibilmente negli ultimi venti anni, i Verdi invece sono nati da liste civiche ambientaliste, per poi ampliare i propri temi senza mai definirsi semplicemente da una parte o dall’altra dello spettro politico, mentre il partito di sinistra, Vänsterpartiet, si è sviluppato dalla trasformazione del partito comunista svedese, diventando negli ultimi venti anni una forza alternativa, molto attiva nel campo dei diritti civili.

Sinistra e Verdi hanno sostenuto i Socialdemocratici al governo tra 1998 e 2006, anno in cui le consultazioni elettorali attribuirono la vittoria al Centrodestra formato da Moderati (Moderata Samlingspartiet, il partito del premier uscente Fredrik Reinfeldt), dal Centro (Centerpartiet, rappresentato dalla Vice Primo Ministro Maud Oloffson), dai Cristiano democratici (Kritsdemokraterna, il cui leader è il Ministro agli Affari Sociali Göran Hägglund) e Liberali (Folkpartiet Liberalerna, guidati dal Ministro dell’Educazione Jan Björklund).

L’avvicinamento tra i diversi partiti, a sinistra, era iniziato già nel dicembre 2008, in colloqui tesi a lavorare sulle affinità politiche delle differenti liste, ma permanevano diverse frizioni ad esempio sul bilancio e sull’indipendenza della Riksbank, nel tempo le criticità sono state risolte in base ad accordi che hanno portato il 31 agosto di quest’anno alla presentazione di un manifesto elettorale unitario intitolato Responsabilità per l’intera Svezia (Ansvar för hela Sverige), che in realtà contiene anche punti programmatici simili rispetto a quelli presentati dal Centrodestra in vista delle elezioni.

I Rosso Verdi (Socialdemocratici, Sinistra e Verdi) oggi vogliono tagliare le tasse soprattutto ai pensionati ed in sintesi ridurre le disparità, rendere deducibili alcune spese di ammodernamento delle abitazioni a livello fiscale, incentivare attraverso meccanismi fiscali l’efficienza energetica e le scelte ecosostenibili, abbassare le imposte ad alcune attività commerciali ed incrementare sussidi alle imprese che coinvolgono disoccupati in progetti di apprendistato. Le scelte della maggioranza di Centrodestra, Alliansen för Sverige, sono state abbastanza gradite dai cittadini, stando a diversi sondaggi, che contestualmente prevedono però un margine molto sottile a dividere i due blocchi, appunto la coalizione di Centrodestra Alleanza per la Svezia da una parte e dall’altra l’alleanza formata da Socialdemocratici e dai suoi alleati, i Rödgröna.

 Il 26 agosto i partiti al governo hanno reso pubblico un manifesto elettorale intitolato “Una Svezia che sta assieme” (Ett Sverige som haller samman) che si concentra soprattutto sulle riforme riguardanti il lavoro. Tra i punti più importanti, nel documento proposto dall’alleanza di governo all’attenzione dei cittadini, ci sono l’estensione del diritto a lavorare (dal limite di 67 anni a quello di 69) tagli di tasse per i pensionati, riduzione della quota di Nordea, SBAB e TeliaSonera da parte dello stato (ma mantenimento delle quote in Vattenfall), misure a favore dell’occupazione giovanile, delle imprese di ristorazione e delle automobili “ecologiche” e deduzioni fiscali per lavori di ammodernamento delle abitazioni, miglioramento dell’integrazione dei nuovi cittadini attraverso corsi di lingua e sostegno all’impresa.

Svezia, coalizione rossoverde all’attacco

Domani si vota nel più grande paese scandinavo, il sottile vantaggio del Centrodestra al governo si è assottigliato ulteriormente in questi giorni
 

In Svezia la coalizione di Centro Sinistra, divenuta conosciuta in questi ultimi tempi come rossoverde (De Rödgröna), in base ai sondaggi aggiornati all’altroieri, quindi a quattro giorni dalle elezioni, ha visto assottigliarsi ulteriormente la quota di voti da conquistare per strappare il Governo al Centrodestra, che secondo le rilevazioni più diffuse mantiene ancora un leggero vantaggio.
 
I tre partiti che compongono il raggruppamento di Centrosinistra, guidato da Mona Sahlin, sono il partito cui quest’ultima appartiene, cioè i Socialdemocratici (Socialdemokraterna), i verdi (Miljöpartiet de Gröna) rappresentati da Peter Eriksson e da Maria Wettstrand ed il Left Party (Vänsterpartiet) di Lars Ohly.
 
Si tratta di tre forze molto diverse, se la prima lista citata è infatti una presenza storica in Svezia ed ha governato per decenni con un vasto consenso e con scelte di intervento statale nell’economia ridotte sensibilmente negli ultimi venti anni, i Verdi invece sono nati da liste civiche ambientaliste, per poi ampliare i propri temi senza mai definirsi semplicemente da una parte o dall’altra dello spettro politico, mentre il partito di sinistra, Vänsterpartiet, si è sviluppato dalla trasformazione del partito comunista svedese, diventando negli ultimi venti anni una forza alternativa, molto attiva nel campo dei diritti civili. 

Sinistra e Verdi hanno sostenuto i Socialdemocratici al governo tra 1998 e 2006, anno in cui le consultazioni elettorali attribuirono la vittoria al Centrodestra formato da Moderati (Moderata Samlingspartiet, il partito dell’attuale premier Fredrik Reinfeldt), Centro (Centerpartiet), Cristiano democratici (Kritsdemokraterna) e Liberali (Folkpartiet Liberalerna).
 
L’avvicinamento tra i diversi partiti a sinistra è iniziato già nel dicembre 2008 a Bommersvik in colloqui tesi a lavorare sulle affinità politiche delle differenti liste, ma permanevano diverse frizioni ad esempio sul bilancio e sull’indipendenza della Riksbank, nel tempo le criticità sono state risolte in base ad accordi che hanno portato il 31 agosto di quest’anno alla presentazione di un manifesto elettorale unitario intitolato Responsabilità per l’intera Svezia (Ansvar för hela Sverige), che in realtà contiene anche punti programmatici simili rispetto a quelli presentati dal Centrodestra in vista delle elezioni.

I Rosso Verdi (Socialdemocratici, Sinistra e Verdi) vogliono tagliare le tasse soprattutto ai pensionati ed in sintesi ridurre le disparità, rendere deducibili alcune spese di ammodernamento delle abitazioni a livello fiscale, incentivare attraverso meccanismi fiscali l’efficienza energetica e le scelte ecosostenibili, abbassare le imposte ad alcune attività commerciali ed incrementare sussidi alle imprese che coinvolgono disoccupati in progetti di apprendistato.

Aldo Ciummo

Svezia, l’Alleanza di governo si prepara alle elezioni

 

Il Centrodestra ha rappresentato  fino ad ora un esperimento rispetto alla storia recente del paese nordico

Il 19 settembre si voterà in Svezia: quattro anni fa, nel 2006 l’attuale coalizione di Centrodestra, Alleanza per la Svezia (Alliansen för Sverige), ottenne 178 seggi contro i 171 degli altri partiti, interrompendo un lungo periodo di governi socialdemocratici.

Le scelte della maggioranza sono state abbastanza gradite dai cittadini, stando a diversi sondaggi, che contestualmente prevedono però un margine molto sottile a dividere i due blocchi, appunto la coalizione di Centrodestra Alleanza per la Svezia da una parte e dall’altra l’alleanza formata da Socialdemocratici (Sveriges Socialdemokratiska Arbetareparti oppure Socialdemokraterna) e dai suoi alleati che sono il Left Party, (Vänsterpartiet) ed i verdi (Miljöpartiet de Gröna).

L’esecutivo guidato da Fredrik Reinfeldt, comprende quattro partiti: i Moderati (Moderata Samlingspartiet o Moderaterna), cui appartiene Reinfeldt, il Centro (Centerpartiet, rappresentato dalla vice primo ministro Maud Oloffson, che è anche Ministro alla Impresa), i Liberali, Folkpartiet Liberalerna, il cui attuale leader è il Ministro dell’Educazione Jan Björklund, i Cristiano Democratici  (Kritsdemokraterna) del Ministro degli Affari Sociali Göran Hägglund.

Il 26 agosto i partiti al governo hanno reso pubblico un manifesto elettorale intitolato “Una Svezia che sta assieme” (Ett Sverige som haller samman) che si concentra soprattutto sulle riforme riguardanti il lavoro.

Tra i punti più importanti, nel documento proposto all’attenzione dei cittadini, ci sono l’estensione del diritto a lavorare (dal limite di 67 anni a quello di 69) tagli di tasse per i pensionati, riduzione della quota di Nordea, SBAB e TeliaSonera da parte dello stato (ma mantenimento delle quote in Vattenfall), misure a favore dell’occupazione giovanile, delle imprese di ristorazione e delle automobili “ecologiche” e deduzioni fiscali per lavori di ammodernamento delle abitazioni, miglioramento dell’integrazione dei nuovi cittadini attraverso corsi di lingua e sostegno all’impresa.

Aldo Ciummo

Il Commissario UE al bilancio in visita in Italia

 

Janusz Lewandowski domani sarà in Italia per la sua prima visita ufficiale come responsabile per la programmazione finanziaria ed il bilancio

Il Commissario Europeo Janusz Lewandowski arriverà in Italia domani, 14 settembre, per incontrare una serie di esponenti del Governo Italiano, tra cui il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, il Ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto ed il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

L’Unione Europea, le cui competenze restano spesso avvolte nell’indefinito quando non guardate con sospetto per ampi settori dell’opinione pubblica in Italia, copre con il suo bilancio quote quantitativamente limitate, ma strategiche, della copertura finanziaria per lo sviluppo delle aree depresse, dell’avvio di progetti economiche emergenti e per l’equilibrio tecnologico tra le diverse regioni del continente.

L’Unione Europea non è soltanto il volano efficace di una economia e di una cultura integrata che comprende i paesi di recente ingresso, i fondatori e importantissime nazioni che si sono aggregate nel tempo a partire dagli anni settanta con l’ingresso di Regno Unito, Irlanda e Danimarca, ma rappresenta anche anche uno spazio di cooperazione istituzionale assieme al quale lavorano anche gli altri paesi sviluppati della sua area che ancora formalmente non ne fanno parte.

Il Bilancio è uno dei mezzi che l’Europa ha per fare il passo in avanti rappresentato dalla politica, perchè non si ripeta il vuoto che nella crisi greca ha permesso che le speculazioni colpissero così duramente uno stato membro e con questo potenzialmente lesionassero l’intera costruzione comunitaria, che difatti ne ha risentito in maniera significativa.

E’ bene che il rapporto tra gli stati costituenti e le istituzioni della UE si rafforzi ulteriormente, perchè si arrivi a meccanismi di sostegno automatico in casi di gravi difficoltà di una regione, costestualmente però sarà necessario rendere più rigorosi i controlli, per evitare che il peso degli errori compiuti da paesi in difficoltà venga fatto ricadere sempre sulle nazioni che come Germania e Svezia hanno trainato la crescita della Ue in questi anni anche grazie a criteri coerenti di rigore finanziario.

In occasione della visita del Commissario  alla programmazione finanziaria ed al bilancio Lewandowski si svolgerà anche una audizione davanti alle Commissioni Affari Europei e Bilancio congiunte di Camera e Senato.

Aldo Ciummo

La nordicità della video arte in “Northwave”

Lorella Scacco il 7 è stata invitata ad Oslo per illustrare dei rapporti tra videoarte, identità femminile, culture nazionali nel settentrione d’Europa

Lorella Scacco ha indagato a lungo su quel Nord d’Europa che si esprime più che in ogni altro modo con le video arti, con le immagini e con i suoni sospesi negli enigmi delle installazioni e delle riprese elaborate da autori di elaborazioni che faticarono ad affermarsi in Europa negli anni sessanta e settanta, ma che progressivamente, a partire dalla Germania e dall’Olanda, si fecero strada nel continente ed oggi sono i più giovani autori a ridefinire forme e significati giocando con il tema della memoria e sviscerando gli aspetti meno affrontati della percezione.

Lorella Scacco continua ad approfondire la videoarte, come ha fatto a lungo in Italia ed in Europa, in simbiosi con il concetto di nordicità, come intreccio di espressione, identità femminile ed identità nazionali. Il 7 settembre Lorella Scacco è stata invitata ad Oslo dalla Fondazione “Fritt Ord”  in occasione del seminario sulla videoarte, per parlare del suo libro “Northwave”, una ricerca sull’arte di Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda.

 Il volume, in italiano ed in inglese, sottolinea il processo di internazionalizzazione vissuto da questa parte della cultura scandinava a cominciare dagli anni novanta ed è completato da sessanta schede biografiche. Quando nell’ottobre del 2009 il testo “Northwave” è stato presentato al Museo Andersen di Roma, molte delle opere che contestualmente sono state proposte al pubblico erano inedite per l’Italia (di Eija Liisa Ahtila, Lene Berg, Gitte Villesen).

Emerge soprattutto, nelle installazioni che sono entrate a far parte del paesaggio urbano di alcune province nordeuropee, ad esempio in Danimarca, l’intento di inserire discorsi artistici capaci di interrompere l’uniformità e la funzionalità del territorio per trasmettere messaggi, nella scia della tradizione luterana di responsabilità sociale dell’arte, oppure il combinarsi della funzionalità degli oggetti con l’invito a trattenere lo sguardo nel paesaggio, alterando lo scorrere indefinito delle immagini causato dalla presenza pubblicitaria.

A Milano quest’anno Lorella Scacco ha presentato la mostra su Marian Heyerdahl, allestita al Castello Sforzesco dal 25 maggio al 27 giugno: “I Guerrieri di Terracotta” della artista norvegese rivisitano in profondità l’immagine dei custodi appartenenti alla storia ed all’arte cinese (l’esercito in terracotta di Xian), modellando sculture di guerriere scolpite da diverse epoche e diverse tragedie e vicende, come le guerre civili. “The Terracotta Woman”, insieme esposto da Marian Heyerdahl anche in Cina ed in Corea oltre che in Norvegia ed in Svezia, è stato analizzato come una potente riflessione sulla condizione umana, anche se naturalmente non fa parte degli studi sulle arti video di cui si parla in questa occasione.

Aldo Ciummo